La matematica del CoronaVirus: platicurtosi vs. leptocurtosi - Pagina 90
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  1. #891

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  3. #893

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    mesi fa pensavo che l'Australia avesse buone probabilità di andar incontro ad un discreto numero di casi e morti (aveva il 5% di vaccinati con 2 dosi a fine giugno, e pochissimi immunizzati tramite infezione, mentre la variante delta era in fase di diffusione nel mondo).

    Viceversa i morti totali da inizio pandemia sono solo 1231 in Australia, e registrano in questi giorni solamente circa 1700 casi al giorno.

    In sostanza, salvo future varianti nefaste, per l'Australia ormai "è fatta", nel senso che hanno ormai vaccinato con 2 dosi oltre il 40% della popolazione e quindi anche riaprendo dovrebbero contenere decisamente i morti.

    Per evitare equivoci: non ho scritto che i lockdown australiano è stato ottimo, ben organizzato ecc; magari avrei protestato pure io. Dico solo che i numeri australiani sono ottimi e le scelte fatte dall'Australia hanno avuto un ottimo effetto sul contenimento dei casi e dei morti. Poi ci sarà sempre chi tenterà di far credere che il lockdown abbia causato l'esplosione dei casi e se avessero continuato a viver normalmente avrebbero avuto quindi meno casi e meno morti, ma son teorie che fan sorridere. Si può anche criticare un lockdown, ma perchè tentare di taroccare la realtà?

  4. #894
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    Citazione Originariamente Scritto da piof Visualizza Messaggio
    Dico solo che i numeri australiani sono ottimi e le scelte fatte dall'Australia hanno avuto un ottimo effetto sul contenimento dei casi e dei morti.
    L' Australia è un isola.
    Per entrare in Australia bisogna per forza passare la dogana.
    Già in tempo di "pace" i doganieri sono scrupolosissimi (usando un eufemismo) per evitare che possa entrare qualcosa di "asiatico" non gradito.
    Figuriamoci con la pandemia!

    E' un esempio non confrontabile.

  5. #895

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    Citazione Originariamente Scritto da Blacksmith. Visualizza Messaggio
    L' Australia è un isola.
    Per entrare in Australia bisogna per forza passare la dogana.
    Già in tempo di "pace" i doganieri sono scrupolosissimi (usando un eufemismo) per evitare che possa entrare qualcosa di "asiatico" non gradito.
    Figuriamoci con la pandemia!

    E' un esempio non confrontabile.
    non è che volessi far confronti con l'Italia; secondo me nel favorire le differenze trai risultati di Italia ed Australia hanno avuto un ruolo importante varie differenze nelle caratteristiche (di vario genere) della popolazione, cittadini e classe politica.
    Ma è una discussione ormai stantia e poi non conosco l'Australia; naturalmente le isole, se vogliono isolarsi, hanno qualche vantaggio, ma non credo che i principali problemi della gestione italiana siano stati legati al controllo delle frontiere terrestri, immagino ad esempio vi fosse un traffico limitato, durante il primo LD italiano

  6. #896
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    Citazione Originariamente Scritto da piof Visualizza Messaggio
    Ma è una discussione ormai stantia e poi non conosco l'Australia; naturalmente le isole, se vogliono isolarsi, hanno qualche vantaggio, ma non credo che i principali problemi della gestione italiana siano stati legati al controllo delle frontiere terrestri
    Le dogane ci sono anche nei porti e negli aeroporti. In Australia non fanno passare uno spillo, anche in tempo di "pace".

    La discussione sui lockdown è stantia perché ormai con l'80% dei vaccinati si dovrebbe discutere della necessità dei Green Pass per riaprire tutto come prima, più di prima; ma pare che l'argomento sia tabù, viste le critiche feroci ai vari professori che hanno avuto da ridire sulle liste di proscrizione.

  7. #897
    L'avatar di Paolo1956
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    Sì, dunque,

    - è ovvio a tutti che tutela assoluta delle libertà personali e della privacy e lotta a una epidemia sono due cose che non quagliano insieme.
    La gran parte delle discussioni nel mondo sono state su dove mettere l'asticella.

    - ho ascoltato un po' Cacciari in situazioni non televisive. Lui pone un problema più generale di rapporti fra i poteri dello stato in tempi "di emergenza". Sarebbe un discorso lungo, anche perché coinvolge la evidente crisi dei partiti e di altre istituzioni negli ultimi 20 anni

    - sul green pass: è ovvio che obbligare la gente a fare qualcosa è brutto, ma ogni generazione ha avuto i suoi obblighi. A me 40 anni fa è arrivata una cartolina e ho dovuto dare 1 anno alla patria. Se mi fossi rifiutato sarei finito in galera, altro che non andare al ristorante, ma non avrei nemmeno potuto lavorare perché le ditte volevano personale militesente. Quindi doppia discriminazione: discriminazione fra uomini e donne e discriminazione fra chi il militare lo aveva assolto (o esa esentato) e chi no. Eppure nessuno a fatto tragedie.

  8. #898
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    E' comunque spudorata la pubblicità che dice che col Green Pass in zona bianca va tutto bene, madama la marchesa...

    La campagna vaccinale non ha sortito tutti gli esiti sperati perché rimane il rischio che l'elevata infettività della variante delta possa contagiare in breve tempo tutti quei 3,5 milioni di non vaccinati fra i 50enni/60enni: se il 10% di questi si ammalasse, se l'1% dovesse essere ricoverato e se lo 0,1% finisse in terapia intensiva, gli ospedali finirebbero nuovamente per essere intasati.

    E' però paradossale che l'intera popolazione debba subire dei disagi in zona bianca per proteggere NON gli over 70, che si sono fatti vaccinare al 95%, ma quei 3,5 milioni di 50enni/60enni "renitenti alla leva".
    Ultima modifica di Blacksmith.; 30-09-21 alle 00:48

  9. #899

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    sull'uso del green pass non ho particolari posizioni; è un obbligo, ve ne sono tanti altri; possibile che però ora serva a poco

    nel frattempo risalita dei casi in Australia, probabilmente legata ad alcuni eventi (all'aperto): Australia Covid: AFL grand final parties linked to spike in Victoria cases - CNN

    ma tanto a breve credo riapriranno accettando eventuali incrementi dei contagi, viste le % di vaccinazione

  10. #900
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    Sette mesi fa il premio Nobel Parisi parlava di lockdown e vaccini e Bassetti (che aveva torto) rideva | Globalist

    A ripensarci oggi viene da ridere pensando che uno dei tanti virologi, la cui opinione spesso è stata ascoltata da moltti, rideva in faccia a colui che sette mesi dopo sarebbe diventato premio Nobel per la fisica. Parisi interpretò alcuni dati e Bassetti rise contrariato.

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