Addio Bonus Renzi/Trattamento integrativo - Pagina 4
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  1. #31
    L'avatar di Tioppi
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    Citazione Originariamente Scritto da Wally6 Visualizza Messaggio
    è un BONUS per non dire REGALIA.
    Allora alziamo i salari minimi.

  2. #32

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    sarebbe ora di alleggerire l'IRPEF di chi dichiara sopra i 50k e non penalizzarla ulteriormente!
    Questa è la fascia di reddito che paga tutto profumatamente e non riceve mai nulla in cambio.
    Nessun bonus, nessuna detrazione da lavoro dipendente, nessun assegno familiare e in compenso paga i servizi profumatamente.

    Certo, potremmo dare più soldi a chi guadagna 10/15 k l'anno, ma deve essere una colpa guadagnare in questo paese?
    E' una mia colpa aver studiato ed essermi laureato in tempo?
    E' una mia colpa aver lasciato la mia terra di origine e vivere a 2000 km da casa per cercare di migliorare la mia condizione economica?

    Dovremmo tutti migliorare la nostra condizione economica e non piangere miseria aspettando che ci venga dato un bonus ogni tanto a discapito di chi si è fatto un mazzo quanto una casa per guadagnare più di 50K
    Ovvio che se ne guadagnassi 500k allora non mi porrei problema, ma credetemi, 50k, una casa e due figli non significa essere ricco.

  3. #33
    L'avatar di Benjamin_Malaussène
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    Citazione Originariamente Scritto da 123abc Visualizza Messaggio
    Chi guadagna sotto gli 8k euro non lo considero nemmeno perchè andrà a pagare 57 euro annui e quindi più ridotto di così direi che si muore, a imposta negativa non si può andare nel nostro ordinamento e quindi...e comunque all'interno di questa fascia non c'è praticamente nessun lavoratore dipendente. Quanto alla fascia successiva nei cluster individuati dal Sole (8-20k) si passerebbe per i dipendenti (ovvero i "protetti" di Landini) da 1300 a 1000 euro annui di imposte*, in pratica dal pagare poco a quasi nulla (perchè 1000 euro annui non sono sufficienti a pagare nemmeno metà del costo sanitario procapite che sta circa a 2500 euro e quindi questo significa che per ogni percettore che paga 1000 euro ce ne deve essere un altro che paga i 1500 euro aggiuntivi per lui, la coperta è corta...); ora, ipotizzando che il valore medio del suddetto cluster sia 14k significa passare dal pagare circa il 10% al 7%, insomma Landini si lamenta di gamba sana e quando fa queste piazzate si dimentica che il sindacato rappresenta tutti i lavoratori (quindi anche quelli che magari guadagnano 30k, ma sono monoreddito e con due figli a carico) e che a forza di strillare continuamente come una vecchia isterica la sua credibilità scema molto...

    *non mi è chiaro bene come Il Sole abbia calcolato questo dato perchè in teoria chi guadagna 20k dovrebbe beneficiare solo della riduzione della seconda aliquota da 15k a 20k e dovrebbero venirgli in tasca solo 100 euro, probabilmente hanno fatto delle simulazioni stimando nuove curve legate alle detrazioni da lavoro dipendente e questa è la risultante. Infatti per le partite IVA il guadagno della suddetta fascia sarebbe inferiore e lo stesso dicasi per i pensionati (ecco che qui si evidenzia la trasposizione dei bonus sotto forma di detrazioni fiscali, tra l'altro appiattendolo addirittura a partire da redditi ancora più bassi).
    EDIT: mi correggo, il Sole 24 Ore ha semplicemente trasposto in euro i dati di riduzione resi noti dal MEF (in percentuale)

    Dall'altra parte Bonomi pensi agli investimenti e non semplicemente a fare profitto sulle tasche dei lavoratori.
    Esatto: la cosa triste è vedere tutti i rappresentanti delle parti sociali a "chiedere allo stato".
    Bonomi pensi a far usare correttamente gli investimenti e Landini pensi a lottare per salario minimo e contro i contratti da fame.

    Invece ci si trova sempre a cercare di spremere coloro i quali dichiarano redditi da 1500/mese in su.

  4. #34
    L'avatar di Benjamin_Malaussène
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    Citazione Originariamente Scritto da Tioppi Visualizza Messaggio
    Allora alziamo i salari minimi.
    Esatto: avrebbe più senso alzare i salari minimi o prevedere dei sussidi contro la povertà.
    Non è l'irpef che deve sconfiggere la povertà.


    Citazione Originariamente Scritto da Arenzo Visualizza Messaggio
    sarebbe ora di alleggerire l'IRPEF di chi dichiara sopra i 50k e non penalizzarla ulteriormente!
    Questa è la fascia di reddito che paga tutto profumatamente e non riceve mai nulla in cambio.
    Nessun bonus, nessuna detrazione da lavoro dipendente, nessun assegno familiare e in compenso paga i servizi profumatamente.
    A prescindee da chi paga tanto e chi paga poco.
    Se si deve rilanciare produttività/incentivare meritocrazia/etc è corretto abbassare irpef.
    Se invece si deve combattere la povertà o lo sfruttamente dei lavori a basso salario, si deve intervenire su salari minimi e tasse patrimoniali/ereditarie.

    Non ha senso pensare di sconfiggere la povertà abbassando le tasse a chi già ne paga meno di 1000 al mese.
    Ultima modifica di Benjamin_Malaussène; 29-11-21 alle 19:41

  5. #35
    L'avatar di Manu1972
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    ma perchè non si può fare entrambi? intendo rilanciare la produttività, incentivare la meritocrazia e combattere la povertà...magari alzando le tasse sulle eredità oltre un tot e anche fare una vera lotta all'evasione....ma noi damo retta a montesano....e c'è chi lo paragona a draghi e che non potrebbe fare peggio se andasse lui al suo posto....

    ma te rendi conto che gente ha diritto di voto in questo paese...e poi mi parlano male di FB, ma perchè qui è meglio?? dai su....

  6. #36
    L'avatar di Benjamin_Malaussène
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    Citazione Originariamente Scritto da Manu1972 Visualizza Messaggio
    ma perchè non si può fare entrambi? intendo rilanciare la produttività, incentivare la meritocrazia e combattere la povertà...magari alzando le tasse sulle eredità oltre un tot e anche fare una vera lotta all'evasione....ma noi damo retta a montesano....e c'è chi lo paragona a draghi e che non potrebbe fare peggio se andasse lui al suo posto....

    ma te rendi conto che gente ha diritto di voto in questo paese...e poi mi parlano male di FB, ma perchè qui è meglio?? dai su....
    Si possono fare entrambe le cose?
    Verosmilmente sì, nei vincoli di bilancio annuale e di volontà politica di farlo.

    IMHo ad oggi tale volontà non l'ho mai vista nei partiti eletti.
    Le uniche imposte patrimoniali sono state introdotte in governi di emergenza (Monti), mentre si inizia a parlare di riduzione irpef solo in questo periodo (con un altro governo di emergenza nazionale, con un periodo di ripresa del PIL "anomalo" in seguito alla pandemia, etc.).

    A naso, gli elettori hanno invece sempre premiato chi garantiva "privilegi" di vario genere (anticipo pensione retributiva, condono cartelle esattoriali, etc.).

    Sono gli Italiani a non volere la direzione che tu citi.
    Di fatto siamo una nazione molto "vecchia" di età, con conti correnti mediamente peini e che preferisce "importare" manovalanza a basso costo (immigrazione) e perpetuare il benessere all'interno della propria famiglia ("che mi frega se ho un lavoro sotto-pagato, la casa me la regala nonnna e con lo stipendio ci pago gli sfizi").

  7. #37
    L'avatar di 123abc
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    Detrazioni, bonus e incapienti: ecco la nuova Irpef oggi in Cdm
    L’aumento della detrazione è la variabile fondamentale che abbasserà l’imposta anche per le fasce di reddito interessate nel nuovo sistema da un’aliquota marginale più alta di quella di oggi

    di Marco Mobili e Gianni Trovati

    La nuova Irpef a quattro aliquote che sarà introdotta dall’anno prossimo con la legge di bilancio poggerà su una detrazione di base da 3.100 euro, contro i 1.880 previsti dalle regole attuali. L’aumento della detrazione, che alza oltre gli 8.000 euro (e porta a 5.500 per i pensionati) il livello della no tax area e modifica il decalage previsto per quelli superiori, è la variabile fondamentale che abbasserà l’imposta anche per le fasce di reddito interessate nel nuovo sistema da un’aliquota marginale più alta di quella di oggi.

    Dove finisce il bonus 80 euro
    La nuova curva degli sconti serve anche a inglobare il bonus Renzi da 80 euro, portato a 100 dal governo Conte-2, che però non scomparirà del tutto: il bonus, che contabilmente ha la forma di trasferimento monetario e non di riduzione d’imposta, rimarrà in vita per i redditi fino a 15mila euro, perché la loro Irpef sarebbe troppo bassa per poter utilizzare la detrazione. Altri piccoli sostegni saranno previsti per quei redditi che nell’incrocio fra le vecchie e le nuove regole potrebbero inciampare in qualche svantaggio: si tratta di numeri marginali, che saranno azzerati dal nuovo sostegno, all’interno di un quadro che prevede risparmi generalizzati nell’imposta media chiesta a tutte le fasce di reddito.

    Il testo in Cdm
    La traduzione normativa dell’intesa raggiunta la settimana scorsa al ministero dell’Economia fra il governo e i partiti della maggioranza ha preso forma dopo un complicato lavoro tecnico su formule e calcoli per disegnare la nuova curva dell’Irpef. Il testo arriverà questa mattina alle 11.30 in consiglio dei ministri, dopo una cabina di regia di maggioranza, per blindare l’intesa su quello che sarà uno degli emendamenti governativi chiave alla legge di bilancio in discussione al Senato. Ad assumere un assetto definitivo sono anche i numeri complessivi, che misurano in 4,8 miliardi i costi sul 2022 di una riduzione Irpef complessiva da 7 miliardi a regime. Ad alleggerirne il peso finanziario nell’anno del debutto è in primo luogo il meccanismo degli acconti e dei saldi, che scarica sull’anno successivo una quota di imposta (e quindi di sconti) prodotta dai redditi dell’anno prima.

    Da questo calcolo emerge quindi la presenza di 2,2 miliardi “liberi” all’interno del fondo per la riduzione della pressione fiscale: risorse che serviranno per la decontribuzione una tantum da 1,5 miliardi per il 2022 e per l’intervento ulteriore sulle bollette. Ma non va dimenticato che anche il mini-intervento sull’Irap, con l’addio all’imposta regionale per gli autonomi e le ditte individuali, ha bisogno di 300 milioni aggiuntivi al miliardo già messo in conto dall’intesa.

    Nel nuovo confronto di giovedì con i sindacati, con una replica questa mattina prima del consiglio dei ministri, il governo ha messo sul tavolo le cifre della distribuzione dei vantaggi fra i redditi nel tentativo (vano) di superare le obiezioni di Cgil, Cisl e Uil su una scarsa attenzione per le buste paga più leggere.

    Le stime del Mef
    Nei calcoli del Mef, alla parte bassa della piramide dei redditi è destinato il 47% della riduzione Irpef a regime, diviso fra gli 1,1 miliardi per i redditi fino a 15mila euro lordi annui e i 2,2 indirizzati alla fascia 15-28mila euro. Un miliardo è destinato ai 2,34 milioni di italiani che dichiarano più di 50mila euro. Mentre nell’area 28-50mila euro, abitata da circa 7 milioni di contribuenti, si concentra la maggioranza relativa dei fondi, 2,7 miliardi (il 38,6% del totale). Proprio lì, del resto, si addensano i problemi della progressività Irpef, che si fa particolarmente ripida esattamente nelle fasce di reddito più popolate dai dipendenti con lavori stabili (e da una parte importante dei pensionati).

    Lo dimostra l’andamento delle aliquote medie effettive, cioè del peso reale dell’Irpef sul reddito imponibile, riprodotto nel grafico qui sopra in base ai dati del dipartimento Finanze: il peso dell’imposta oscilla di fatto intorno allo zero per i redditi fino a 12mila euro, fa un primo salto a quota 15mila euro quando arriva al 9,6%, e si impenna poi a partire dai 26mila euro attestandosi al 17,4% per arrivare rapidamente al 25% fra 40 e 50mila euro. Sopra, la crescita del peso dell’Irpef è molto più lenta: a 90-100mila euro è al 32,8%, e sale al 40,8% solo sopra i 300mila euro di reddito: cifra scritta solo in 40.841 dichiarazioni, una su mille.

    Nuova Irpef da marzo
    Nell’impianto tecnico del primo modulo della riforma oggi in consiglio dei ministri si precisano anche i tempi di attuazione delle novità. E si conferma, in particolare, il debutto operativo della nuova Irpef nelle buste paga di marzo, come anticipato sul Sole 24 Ore di sabato scorso. Buste paga, però, che dovrebbero risultare particolarmente ricche perché insieme allo sconto del mese dovrebbe arrivare il conguaglio relativo a gennaio e febbraio. La partenza da marzo ha infatti una motivazione tecnica, legata all’esigenza di concedere i tempi tecnici per l’adeguamento dei software e di allinearsi all’avvio del nuovo assegno unico ai figli. Non è quindi legata a ragioni di carattere finanziario, perché l’effetto della riduzione d’imposta sarà pieno su base annua già a partire dal 2022.

    fonte: IlSole24Ore

    Detrazioni, bonus e incapienti: ecco la nuova Irpef oggi in Cdm - Il Sole 24 ORE

    CVD

  8. #38

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    Detrazioni, bonus e incapienti: ecco la nuova Irpef oggi in Cdm
    L’aumento della detrazione è la variabile fondamentale che abbasserà l’imposta anche per le fasce di reddito interessate nel nuovo sistema da un’aliquota marginale più alta di quella di oggi

    di Marco Mobili e Gianni Trovati

    La nuova Irpef a quattro aliquote che sarà introdotta dall’anno prossimo con la legge di bilancio poggerà su una detrazione di base da 3.100 euro, contro i 1.880 previsti dalle regole attuali. L’aumento della detrazione, che alza oltre gli 8.000 euro (e porta a 5.500 per i pensionati) il livello della no tax area e modifica il decalage previsto per quelli superiori, è la variabile fondamentale che abbasserà l’imposta anche per le fasce di reddito interessate nel nuovo sistema da un’aliquota marginale più alta di quella di oggi.

    Dove finisce il bonus 80 euro
    La nuova curva degli sconti serve anche a inglobare il bonus Renzi da 80 euro, portato a 100 dal governo Conte-2, che però non scomparirà del tutto: il bonus, che contabilmente ha la forma di trasferimento monetario e non di riduzione d’imposta, rimarrà in vita per i redditi fino a 15mila euro, perché la loro Irpef sarebbe troppo bassa per poter utilizzare la detrazione. Altri piccoli sostegni saranno previsti per quei redditi che nell’incrocio fra le vecchie e le nuove regole potrebbero inciampare in qualche svantaggio: si tratta di numeri marginali, che saranno azzerati dal nuovo sostegno, all’interno di un quadro che prevede risparmi generalizzati nell’imposta media chiesta a tutte le fasce di reddito.

    Il testo in Cdm
    La traduzione normativa dell’intesa raggiunta la settimana scorsa al ministero dell’Economia fra il governo e i partiti della maggioranza ha preso forma dopo un complicato lavoro tecnico su formule e calcoli per disegnare la nuova curva dell’Irpef. Il testo arriverà questa mattina alle 11.30 in consiglio dei ministri, dopo una cabina di regia di maggioranza, per blindare l’intesa su quello che sarà uno degli emendamenti governativi chiave alla legge di bilancio in discussione al Senato. Ad assumere un assetto definitivo sono anche i numeri complessivi, che misurano in 4,8 miliardi i costi sul 2022 di una riduzione Irpef complessiva da 7 miliardi a regime. Ad alleggerirne il peso finanziario nell’anno del debutto è in primo luogo il meccanismo degli acconti e dei saldi, che scarica sull’anno successivo una quota di imposta (e quindi di sconti) prodotta dai redditi dell’anno prima.

    Da questo calcolo emerge quindi la presenza di 2,2 miliardi “liberi” all’interno del fondo per la riduzione della pressione fiscale: risorse che serviranno per la decontribuzione una tantum da 1,5 miliardi per il 2022 e per l’intervento ulteriore sulle bollette. Ma non va dimenticato che anche il mini-intervento sull’Irap, con l’addio all’imposta regionale per gli autonomi e le ditte individuali, ha bisogno di 300 milioni aggiuntivi al miliardo già messo in conto dall’intesa.

    Nel nuovo confronto di giovedì con i sindacati, con una replica questa mattina prima del consiglio dei ministri, il governo ha messo sul tavolo le cifre della distribuzione dei vantaggi fra i redditi nel tentativo (vano) di superare le obiezioni di Cgil, Cisl e Uil su una scarsa attenzione per le buste paga più leggere.

    Le stime del Mef
    Nei calcoli del Mef, alla parte bassa della piramide dei redditi è destinato il 47% della riduzione Irpef a regime, diviso fra gli 1,1 miliardi per i redditi fino a 15mila euro lordi annui e i 2,2 indirizzati alla fascia 15-28mila euro. Un miliardo è destinato ai 2,34 milioni di italiani che dichiarano più di 50mila euro. Mentre nell’area 28-50mila euro, abitata da circa 7 milioni di contribuenti, si concentra la maggioranza relativa dei fondi, 2,7 miliardi (il 38,6% del totale). Proprio lì, del resto, si addensano i problemi della progressività Irpef, che si fa particolarmente ripida esattamente nelle fasce di reddito più popolate dai dipendenti con lavori stabili (e da una parte importante dei pensionati).

    Lo dimostra l’andamento delle aliquote medie effettive, cioè del peso reale dell’Irpef sul reddito imponibile, riprodotto nel grafico qui sopra in base ai dati del dipartimento Finanze: il peso dell’imposta oscilla di fatto intorno allo zero per i redditi fino a 12mila euro, fa un primo salto a quota 15mila euro quando arriva al 9,6%, e si impenna poi a partire dai 26mila euro attestandosi al 17,4% per arrivare rapidamente al 25% fra 40 e 50mila euro. Sopra, la crescita del peso dell’Irpef è molto più lenta: a 90-100mila euro è al 32,8%, e sale al 40,8% solo sopra i 300mila euro di reddito: cifra scritta solo in 40.841 dichiarazioni, una su mille.

    Nuova Irpef da marzo
    Nell’impianto tecnico del primo modulo della riforma oggi in consiglio dei ministri si precisano anche i tempi di attuazione delle novità. E si conferma, in particolare, il debutto operativo della nuova Irpef nelle buste paga di marzo, come anticipato sul Sole 24 Ore di sabato scorso. Buste paga, però, che dovrebbero risultare particolarmente ricche perché insieme allo sconto del mese dovrebbe arrivare il conguaglio relativo a gennaio e febbraio. La partenza da marzo ha infatti una motivazione tecnica, legata all’esigenza di concedere i tempi tecnici per l’adeguamento dei software e di allinearsi all’avvio del nuovo assegno unico ai figli. Non è quindi legata a ragioni di carattere finanziario, perché l’effetto della riduzione d’imposta sarà pieno su base annua già a partire dal 2022.

    fonte: IlSole24Ore

    Detrazioni, bonus e incapienti: ecco la nuova Irpef oggi in Cdm - Il Sole 24 ORE

    CVD
    Scusa ho letto un po' velocemente e non ho capito. In sintesi, l'ex bonus Renzi che fine fa? C'è qualcuno che rischia di perderlo? Io non ho capito.

  9. #39
    L'avatar di 123abc
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    Scusa ho letto un po' velocemente e non ho capito. In sintesi, l'ex bonus Renzi che fine fa? C'è qualcuno che rischia di perderlo? Io non ho capito.
    Per i redditi sopra 15k euro viene riassorbito in maggiori detrazioni.
    Per quelli sotto rimane.

  10. #40

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    Per i redditi sopra 15k euro viene riassorbito in maggiori detrazioni.
    Per quelli sotto rimane.
    in che senso? Se ad esempio ho un reddito di 25k mi aumentano le detrazione da lavoratore dipendente di 1200 euro all'anno?

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