HELP! COMUNE CONTESTA NATURA DEL CONTRATTO A CANONE CONCORDATO
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  1. #1

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    HELP! COMUNE CONTESTA NATURA DEL CONTRATTO A CANONE CONCORDATO

    Buongiorno a tutti,

    possiedo un appartamento che "dovrebbe" essere locato a canone concordato dal 1 gennaio 2016 ma la settimana scorsa il comune mi ha recapitato la richiesta di integrazione pagamento IMU per gli anni 2016 e 2017.

    Deduco che non riconosca la locazione come concordata...e a tal proposito sono andato a rivedere contratto e "Accordo locale" risalente ben all anno 2000!

    Posto che tale Accordo fosse ancora in vigore dopo 16 anni ( in calce citerò l articolo sui termini di validità....) ho riscontrato che il contratto compilato e registrato dal commercialista presentava alcune anomalie.
    Anzitutto non era stato redatto utilizzando un "contratto tipo" come quello stabilito dall Accordo locale stesso e riportato in calce a tale documento. Per giunta ho avuto modo di riscontrare che in quest ultimo erano richieste firme di Associazione proprietà edilizie e sindacali dei conduttori...

    Chi potrei interpellare per avere un chiarimento su questa materia?




    TERMINI DI VALIDITA' DELL ACCORDO LOCALE
    Il presente Accordo è valido per 3 anni a decorrere dalla data di stipula o comunque fino al rinnovo della Convenzione nazionale e del successivo decreto ministeriale, come stabilito all art 4, comma 1, della legge 9 dicembre 1998 n 431.
    Alla predetta scadenza e fino alla stipula di un nuovo Accordo o, in caso di mancata stipula, fino all emanazione del decreto sostitutivo previsto dall art 4, comma 3, I. cit., continuerà ad applicarsi il presente Accordo".

  2. #2
    L'avatar di Pred_01
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    Se il comune presso il quale è ubicato l'immobile, rientra tra quelli "ad alta tensione abitativa", è probabile che sia ancora oggi possibile stipulare quella tipologia di contratto; quello che forse ti manca è l'atto di asseverazione (documento redatto e firmato da una delle associazioni di categoria che hanno concordato il costo a mq per l'affitto e le norme che lo disciplinano).
    Che nel 2016 si sia fatto riferimento ad un documento del 2000, mi sembra cosa particolare, perché di "tanto in tanto" quegli accordi vengono rivisti nei vari comuni, al fine di rivederne la rispondenza dei costi al mq., e quindi stabilire se il prezzo del canone annuo indicato nel contratto rientri o meno nella forbice di questi prezzi.
    Ora se a te manca quel documento, come fai a dire al comune che hai ragione tu e torto loro?

  3. #3

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    L "Accordo locale" in tale comune fu siglato nel 2000 e in seguito rivisto solo nel 2017!

    Per quanto attiene l atto di asseverazione potrebbe essere stato reso obbligatorio a seguito del D.M. 16/01/2017, quindi successivamente la registrazione del mio contratto che è del gennaio 2016.
    Ciò non toglie che l "Accordo locale" del 2000 prevedesse una sorta di "convalida" riportando appunto in calce al "contratto tipo" le diciture per le firme dell Associazione proprietà edilizie e dei sindacali dei conduttori.

    Il punto a mio avviso è proprio se tale "Accordo locale" del 2000 fosse o meno ancora valido nel 2016....

    Dal "modello di contratto" utilizzato il commercialista sembra non lo considerasse "in vigore"....
    Per quanto però tale Accordo venisse citato nell articolo relativo alla determinazione del Canone in cui veniva fatto pure accenno al principio di rivalutazione...

  4. #4
    L'avatar di Pred_01
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    Ho appena controllato un mio vecchio contratto (del tipo a canone concordato), registrato nel 2005, e già allora era previsto, in ultima pagina assieme alle firme del locatore e conduttore, la firma per "prestata assistenza" di entrambe le associazioni di categoria (nel mio caso UPPI & SUNIA).
    Inoltre il contratto venne allora redatto su modulo predisposto dall'UPPI.

    Aggiungo che, siccome il fatto di aver fatto apporre quelle firme ebbe un costo; tale visto per "prestata assistenza", doveva essere condizione necessaria, già allora, altrimenti quei soldi li avrei risparmiati.

  5. #5

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    Sarebbe interessante comprendere se nel 2016 l "asseverazione" era da considerarsi condizione necessaria al riconoscimento della locazione a canone concordato.
    Io penso di no in quanto come scrivevo nel post precedente dovrebbe essere stato il D.M. 16/01/2017 a renderla obbligatoria.

    Indispensabile verificare se dopo 16 anni l Accordo locale redatto dal mio comune era ancora valido...
    Mi servirebbe trovare qualcuno che sappia valutare i TERMINI DI VALIDITA riportati nel post iniziale...

    Se non fosse valido credo cmq nella possibilità di sottoscrivere un contratto di locazione concordata ... libero però dai vincoli imposti da tale Accordo!
    Ricordo il commercialista allora mi girò un articolo di una legge che diceva sostanzialmente che si poteva addirittura prendere l Accordo locale di un comune limitrofo con la stessa densità abitativa....ovviamente se non ve n era uno specifico o se era "scaduto".
    Ultima modifica di superclelio; 15-11-21 alle 17:52

  6. #6
    L'avatar di soros75
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    Citazione Originariamente Scritto da superclelio Visualizza Messaggio
    Sarebbe interessante comprendere se nel 2016 l "asseverazione" era da considerarsi condizione necessaria al riconoscimento della locazione a canone concordato.
    Io penso di no in quanto come scrivevo nel post precedente dovrebbe essere stato il D.M. 16/01/2017 a renderla obbligatoria.

    Indispensabile verificare se dopo 16 anni l Accordo locale redatto dal mio comune era ancora valido...
    Mi servirebbe trovare qualcuno che sappia valutare i TERMINI DI VALIDITA riportati nel post iniziale...

    Se non fosse valido credo cmq nella possibilità di sottoscrivere un contratto di locazione concordata ... libero però dai vincoli imposti da tale Accordo!
    Ricordo il commercialista allora mi girò un articolo di una legge che diceva sostanzialmente che si poteva addirittura prendere l Accordo locale di un comune limitrofo con la stessa densità abitativa....ovviamente se non ve n era uno specifico o se era "scaduto".
    L’asseverazione e’ obbligatoria dal 2017 e non è retroattiva.

    Sui contratti registrati prima dell’entrata in vigore di quella legge sui successivi rinnovi il Comune non può pretendere l’asseverazione.

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