Regime forfettario e lavoro dipendente
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  1. #1

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    Regime forfettario e lavoro dipendente

    Per una persona che ha un lavoro dipendente vorrei le seguenti info:

    1) C'è differenza tra attività imprenditoriale e tipo di libero professionale. Se sì, cosa?

    I passi da seguire leggendo su una guida sono i seguenti:

    1) apertura della Partita Iva --> Quanto costa?
    2) iscrizione alla Camera di Commercio --> Quanto costa?
    3) Iscrizione all’INPS (Gestione Commercianti) --> Bisogna farla?


    l codice Ateco di cui si sta parlando è il seguente: “Conduzione campagne marketing e altri servizi pubblicitari” (cod. 73.11.02) ma supponiamo che si stia parlando di un dipendente nel settore privato che guadagna, supponiamo, 26 mila euro annui.
    Ho letto che la contribuzione INPS: chi rientra in questo regime può beneficiare di una riduzione del 35% dei contributi fissi ma chi ha già uno stipendio da dipendente come si fa?

    Rimango in attesa di una vostra risposta, spero competente.

    Ho un pò di confusione e spero che qualcuno mi possa aiutare

  2. #2
    L'avatar di ryuga88
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    1. Si. I liberi professionisti sono quelli iscritti ad un albo. Imprenditori ed autonomi invece non hanno l'obbligo degli albi (anche perché non esistono).

    1. 0€. L'apertura come forfettario è gratis se la fai tu. 50€ + IVA se la fai il commercialista.
    2. Non ricordo di preciso ma mi sembra fra i 50 ed i 300€ comunque.
    3. Se non hai già una posizione previdenziale si.

  3. #3

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    Citazione Originariamente Scritto da ryuga88 Visualizza Messaggio
    1. Si. I liberi professionisti sono quelli iscritti ad un albo. Imprenditori ed autonomi invece non hanno l'obbligo degli albi (anche perché non esistono).

    1. 0€. L'apertura come forfettario è gratis se la fai tu. 50€ + IVA se la fai il commercialista.
    2. Non ricordo di preciso ma mi sembra fra i 50 ed i 300€ comunque.
    3. Se non hai già una posizione previdenziale si.

    Quindi una persona che è già dipendente, e vuole aprire una attività imprenditoriale ha bisogno di aprire una partita IVA che costa 0 se la apri tu, e devi pagare l'iscrizione alla camera di commercio. Con il regime forfettario però su un fatturato di 10 mila euro (supponiamo) quanto devi considerare di tasse? Supponi sempre che si ha già una posizione previdenziale.

    Se poi fatturati di più puoi fare la conversione passando dal regime forfettario ad altro?

  4. #4
    L'avatar di ryuga88
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    Citazione Originariamente Scritto da Marchettos87 Visualizza Messaggio
    Quindi una persona che è già dipendente, e vuole aprire una attività imprenditoriale ha bisogno di aprire una partita IVA che costa 0 se la apri tu, e devi pagare l'iscrizione alla camera di commercio. Con il regime forfettario però su un fatturato di 10 mila euro (supponiamo) quanto devi considerare di tasse? Supponi sempre che si ha già una posizione previdenziale.

    Se poi fatturati di più puoi fare la conversione passando dal regime forfettario ad altro?
    Se il contratto non è in conflitto col lavoro autonomo (vedi alcuni lavori pubblici) si.
    Poi a seconda che sia inquadrato come commerciante od altri si, c'è la camera di commercio, ecc...
    Su 10K deduci forfettariamente il 22%, quindi sulla % di redditività paghi il 5% i primi 5 anni (poi 15%).
    L'INPS essendo dipendente già lo paghi quindi non va considerato.
    Questo vale fino ai 65K se non ricordo male. Oltre devi switchare al regime ordinario oppure aprire una società.

  5. #5

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    Citazione Originariamente Scritto da ryuga88 Visualizza Messaggio
    Se il contratto non è in conflitto col lavoro autonomo (vedi alcuni lavori pubblici) si.
    Poi a seconda che sia inquadrato come commerciante od altri si, c'è la camera di commercio, ecc...
    Su 10K deduci forfettariamente il 22%, quindi sulla % di redditività paghi il 5% i primi 5 anni (poi 15%).
    L'INPS essendo dipendente già lo paghi quindi non va considerato.
    Questo vale fino ai 65K se non ricordo male. Oltre devi switchare al regime ordinario oppure aprire una società.

    Supponiamo non ci sia conflitto di interessi. Quindi un dipendente privato ha una serie di vantaggi perchè non paga i contributi all' INPS. Quindi già la prima parte va via. Ovviamente è sempre possibile fare lo switch da regime forfettario al regime ordinario, giusto? Come si fa a fare lo switch? Se tu nel 2020 prevedi di fatturato 50k, e per esempio poi fatturi 66k, sei nel torto? Ovviamente stiamo parlando di cose ipotetiche però è giusto per capire?

    Su 10k tu dici deduci forfettariamente il 22% ma i redditi da lavoro dipendente e autonomo si sommano come funziona? Non mi è molto chiara questa cosa e se serve un commercialista per fare queste cose.

    Puoi spiegarmi meglio questa parte?

  6. #6
    L'avatar di ryuga88
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    Da forfettario ad ordinario fai sempre in tempo a passare ma non il contrario. Una volta perso il forfettario per altri regimi non potrai più tornarvi.
    Se fatturi oltre 65K fuoriesci automaticamente dal forfettario ma fino a 65K paghi le tasse come forfettario. Oltre viene applicato il regime ordinario.

    I redditi come dipendente sono a sè stanti e nulla centrano con la tua P.IVA di forfttario.

    Un commercialista è sempre d'obbligo comunque. Fare pasticci è un attimo e poi le cartelle si pagano.
    Senza contare i vantaggi di averne uno che ti spieghi cosa fare e cosa non fare. Anche se come forfettario c'è poco margine di manovra.

  7. #7

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    Il forfettario è stato portato a 65.000 di fatturato annuo, con due aliquote per il pagamento delle tasse, la prima al 5% che viene applicata per le start up (nuove imprese) per i primi 5 anni, successivamente scatta l'aliquota al 15% sul fatturato annuo, non gestisci iva, no studi di settore e no fatturazione elettronica (per ora)

    In più se sei dipendente non devi pagare altri contributi INPS te li versa il tuo datore di lavoro.

  8. #8

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    Ci sono una serie di inesattezze.

    Cominciamo dalla prima, la più importante. Non è vero che non si paga l'INPS in gestione separata (GS) se si ha una posizione dipendente aperta.
    Si paga una aliquota diversa e "ridotta" (per modo di dire, c'è 1.72% di differenza), ma non 0.
    Ed è anche logico, in Italia se si produce lavoro si deve sempre pagare la previdenza, tranne per alcune situazioni particolari e redditi molto bassi (vedi prestazioni occasionali sotto 5k per meno di 30 gg anno con specifico datore di lavoro).
    Avendo già una posizione di previdenza obbligatoria come dipendente, si pagherà l'aliquota dedicata che è il 24% del fatturato, di cui il 4% può sempre essere messo esplicitamente come rivalsa in fattura.
    Qui la circolare INPS che esplicita tale aliquota, tabella 1.4
    Circolare numero 19 del 06-02-2019

    Nota: la gestione separata NON è dovuta se, per quanto riguarda l'attività libero-professionale, si ha l'obbligo di appartenenza a una altra forma previdenziale.
    Esempio, se un ingegnere/architetto ha partita iva, è iscritto all'ordine, e non è dipendente o assimilato, allora DEVE iscriversi e versare a inarcassa e non a gestione separata.
    Appena una condizione viene meno, ad esempio viene assunto e decade la terza condizione, non può più versare a Inarcassa e, trovandosi in mancanza di altre forme previdenziali, torna obbligatoriamente a versare a GS INPS al 24%. (tralascio il discorso dell'integrativo inarcassa, non è in topic).
    Altre professioni con albo prevedono invece la possibilità di versare ancora alla cassa dedicata e quindi sollevano dall'obbligo GS INPS, ma appunto solo perchè si mantiene un altro obbligo.
    In definitiva: se fatturi in partita iva, qualche forma previdenziale la devi pagare, punto. Chi non lo fa elude la previdenza, è l'unica realtà.


    Altro punto. Per come è il forfettario oggi, quindi la versione 2019 approvata nella finanziaria dell'anno scorso con il limite alzato a 65k, viene mantenuta la filosofia per cui, se anche sfori (e si badi bene che si parla sempre come principio di cassa, non di competenza, essendo persone fisiche e non aziende) in un determinato anno, il diritto a fruire del regime viene meno dall'anno fiscale successivo.
    Quindi, ipotizziamo che nel 2019 si incassino 70k di fatture: nel 2020 quando si farà la dichiarazione 2019, si pagherà comunque la quota in forfettario, quindi il 15% (o 5%) del 78% dell'incassato, ma nel 2020 si dovrà fatturare in ordinario.
    Al contrario del vecchio forfettario invece, con la versione 65k, se in un anno si torna sotto il limite dei 65k incassati in libera professione, dall'anno successivo si entra nuovamente nel regime agevolato. Proseguendo con l'esempio quindi, se nel 2020 si incassano 15k di fatture, nel 2021 si potrà nuovamente godere del regime forfettario, e via così.
    La versione 2014 del regime, col limite a 30k per capirci, non permetteva invece di rientrare dopo aver sforato la prima volta.


    Attenzione che è al vaglio una modifica del forfettario, non mi stupirei che questa regola di poter rientrare ritornando nei limiti venga nuovamente rimossa (è effettivamente fatta apposta per i furbetti, basta mettersi d'accordo coi committenti ed è molto semplice incassare un anno ogni due e pagare pochissime tasse)

    -----
    edit: da una lettura in giro, pare che sia possibile non pagare nulla all'INPS in caso di impiego full time (quindi 40 ore a settimana da contratto) e iscrizione alla Gestione Artigiani e Commercianti. Da verificare, ma questo ovviamente richiede una attività consona e l'iscrizione alla Camera di Commercio. Se non ho capito male, questi contributi a differenza della GS non sono % sul fatturato incassato ma una quota fissa (riducibile in caso di adesione al regime forfettario)
    Ultima modifica di shalafi; 09-10-19 alle 14:46

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