La donazione con bonifico senza notaio è nulla - Pagina 3
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  1. #21
    L'avatar di mv62
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    Citazione Originariamente Scritto da mentat Visualizza Messaggio
    Sì l'incomprensione è nata sulla formulazione del testamento. Se uno scrive "lascio tutto a Tizio", allora i legittimi si attaccano. Però se scrive (come mi era sembrato all'inizio) solo "lascio il bene X a Tizio e il bene Y a Caio" (legati), resta la questione di cosa ne è del resto, che andrà agli eredi legittimi.
    Nel caso di nonnobancario mi sembra si possa dire che la defunta ha individuato alcuni legatari a cui ha attribuito beni particolari e un erede (la fondazione) che subentra a titolo universale sul resto e quindi può aggredire le donazioni.
    Se non avesse indicato la fondazione, in presenza di altri beni rispetto a quelli oggetto dei legati, sarebbero intervenuti i legittimi.
    Il caso su cui manifestavo dubbi era quello in cui i beni indicati nel testamento avessero esaurito il patrimonio della defunta. Si poteva forse indagare se indicando il singolo bene attribuito alla singola persona non avesse voluto individuare una quota di patrimonio, più che prevedere un legato, e quindi anche in quel caso i legittimi sarebbero stati esclusi.

    Ma questo è il mio mezzo cent, eh, neanche due, che i miei studi di diritto privato sono molto risalenti
    Considerando che i miei di studi non sono neanche risalenti, non vedo come la fondazione possa esigere delle quote legittime che sono inesistenti nella successione in oggetto.

    Le donazioni possono essere aggredite dai legittimari nel caso in cui ledano, appunto, la quota legittima.

    Non esistendo la legittima non vedo cosa possano aggredire.

  2. #22

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    Buongiorno a tutti,
    sono nuovo in questo Forum e spero che mi possiate aiutare.

    Sono residente in Spagna registrato all'Aire dal 2015 e mio padre vorrebbe fare una donazione (al di sotto dei 100.000€) sul mio conto corrente italiano (anche se si tratta di un conto estero).

    Qualcuno mi sa dire se per questo movimento è valida la franchigia fino a 1.000.000€ per la quale non è necessario pagare imposte sulla donazione?

    Nel caso mi consigliereste di stipulare un contratto privato o un atto pubblico (lo faremmo solo a fini di successione dato che ho un fratello)? O è sufficiente una causale esplicita nel bonifico?

    Grazie mille in anticipo per l'attenzione.
    Buona giornata a tutti

    Silvio

  3. #23

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    Citazione Originariamente Scritto da mv62 Visualizza Messaggio
    Considerando che i miei di studi non sono neanche risalenti, non vedo come la fondazione possa esigere delle quote legittime che sono inesistenti nella successione in oggetto.

    Le donazioni possono essere aggredite dai legittimari nel caso in cui ledano, appunto, la quota legittima.

    Non esistendo la legittima non vedo cosa possano aggredire.
    Ripeto: non stiamo parlando di donazioni valide che ledano la quota legittima, ma di donazioni nulle per difetto di forma richiesta ad substantiam che quindi qualunque erede (ma anche creditore) ha interesse ad impugnare mediante l'azione di nullità per riportare quanto donato nell'asse ereditario.

    Citazione Originariamente Scritto da silvio_ibz Visualizza Messaggio
    Qualcuno mi sa dire se per questo movimento è valida la franchigia fino a 1.000.000€ per la quale non è necessario pagare imposte sulla donazione?

    Nel caso mi consigliereste di stipulare un contratto privato o un atto pubblico (lo faremmo solo a fini di successione dato che ho un fratello)? O è sufficiente una causale esplicita nel bonifico?
    La donazione rientra nella franchigia. Per quanto riguarda la forma, come già detto, è richiesto l'atto pubblico, a pena di nullità. Se il problema è che possano sorgere contestazioni da parte di tuo fratello, dovete andare da un notaio e inoltre tuo padre dovrebbe (anche nello stesso atto di donazione) dispensarti dalla collazione. La dispensa non è valida, però, se la donazione lede la quota legittima, quindi dovete tener conto anche di quanto resterà in eredità a tuo fratello del patrimonio di tuo padre.
    Se non ci sono e siete sicuri che non ci saranno in futuro problemi con tuo fratello, con altri eredi o creditori, potreste fare anche un semplice bonifico con causale "regalo", ma l'importo è consistente e l'atteggiamento dell'Agenzia delle entrate è aleatorio, potresti avere problemi. Io personalmente - da lavoratore dipendente meno soggetto a controlli - farei al massimo bonifici di 25.000 all'anno (quindi dividendo la cifra in quattro anni), ma non prenderlo assolutamente come un consiglio fondato su alcunché di oggettivo, purtroppo notizie precise su come l'AdE possa considerare una manovra simile non ce ne sono e oltretutto in ogni provincia si comportano diversamente.
    La teoria è che, dato che l'importo è sotto franchigia, non stai evadendo alcuna imposta di successione, al massimo un centinaio di euro o giù di lì di imposta di registro (ma in realtà neanche quella visto che è una donazione nulla) e il bonifico tracciabile con causale esplicita ti consente di dimostrare che il tuo incremento patrimoniale non deriva da redditi in nero. La pratica è che se ti contestano qualcosa sono comunque spese da sostenere e tempo da impiegare per difendersi.

    Invece la scrittura privata rispetto ad un bonifico con causale esplicita è del tutto inutile direi.

  4. #24
    L'avatar di ceck78
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    Di quanto letto in merito al titolo, molto si è parlato guardando la "donazione" dal lato civilisticoper eventuali conseguenze sull' asse ereditario.

    Ma una "donazione" di denaro tra familiari di cospicua entità, rientrante comunque nei limiti della franchigia e fatta attraverso bonifici tracciabili, che conseguenze potrebbe avere guardata dal lato solamente ed esclusivamente fiscale, cioè Agenzia Entrate etc?

  5. #25

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    Citazione Originariamente Scritto da ceck78 Visualizza Messaggio
    Di quanto letto in merito al titolo, molto si è parlato guardando la "donazione" dal lato civilisticoper eventuali conseguenze sull' asse ereditario.

    Ma una "donazione" di denaro tra familiari di cospicua entità, rientrante comunque nei limiti della franchigia e fatta attraverso bonifici tracciabili, che conseguenze potrebbe avere guardata dal lato solamente ed esclusivamente fiscale, cioè Agenzia Entrate etc?
    donazione...

    L'argomento è stato trattato in questa discussione..se hai la pazienza di leggertelo

  6. #26

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    Innanzitutto chiedo scusa per il necro-post, ma avrei dei dubbi proprio sugli effetti pratici di una donazione nulla in sede di successione testamentaria. Ringrazio in anticipo chi potrà rispondere.
    Il caso (semplificato):

    Genitore coniugato con C, due figli A e B, nessun immobile di proprietà, patrimonio mobiliare inizialmente pari a euro 800K. Il genitore regala ad A 200K tramite bonifico ma senza atto notarile. Entrambi i conti non hanno cointestazione. Il testamento, redatto poco prima della morte, dispone che il patrimonio restante di 600K sia così ripartito: 200K a C, 200K ad A, 200K a B. Cosa succede all'apertura della successione? Di seguito la mia interpretazione...

    I 200K dati ad A, essendo la donazione nulla, devono rientrare nel patrimonio soggetto a successione. Il testamento non lede le quote di legittima, però dispone soltanto per 600K. A è tenuto quindi a rimborsare gli altri eredi C e B per un terzo ciascuno dei soldi avuti in vita dal padre, quindi 67K. Riassumendo: B e C avranno rispettivamente 267K, mentre la quota di A sarà decurtata e sarà pari a 67K. E' corretto?

  7. #27

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    La mia interpretazione:
    i 200k donati ad A corrispondono alla quota disponibile, quindi va rispettato il testamento.

  8. #28
    L'avatar di cval
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    Mi rifaccio a Google: Donazioni di denaro senza atto pubblico: sono nulle?.
    Credo che possa avere ragione Alk. Senza atto pubblico la donazione è nulla.

  9. #29

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    Citazione Originariamente Scritto da cval Visualizza Messaggio
    Credo che possa avere ragione Alk. Senza atto pubblico la donazione è nulla.

    Secondo te ciò implicherebbe di fatto la suddivisione finale delle quote che ho proposto?

    Citazione Originariamente Scritto da b4cktr4ck Visualizza Messaggio
    La mia interpretazione:
    i 200k donati ad A corrispondono alla quota disponibile, quindi va rispettato il testamento.

    Sì, il testamento non lede le legittime. Il mio dubbio però è specifico proprio su quei 200K e come debbano essere trattati. A prescindere che la donazione sia giuridicamente nulla o meno (se nulla, supponiamo che A abbia informato della cosa B e C "per correttezza") quei 200K donati in vita tornano per collazione nella massa ereditaria, giusto?

    Secondo la mia interpretazione, se la donazione è valida (registrata da notaio) B e C riceveranno la loro quota di 200K a testa prevista dal testamento senza poter pretendere altro; se non è valida, ci sarebbero 200K per i quali il genitore non ha dato disposizioni nel testamento, entrati in possesso di A senza che ne avesse diritto (in virtù della nullità della donazione) quando in realtà spetterebbero a tutti e tre gli eredi in parti uguali... quindi B e C avrebbero diritto di rivalersi su A per avere la loro quota di 67K... O almeno credo.

  10. #30

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    Citazione Originariamente Scritto da Alk76 Visualizza Messaggio
    ci sarebbero 200K per i quali il genitore non ha dato disposizioni nel testamento, entrati in possesso di A senza che ne avesse diritto (in virtù della nullità della donazione) quando in realtà spetterebbero a tutti e tre gli eredi in parti uguali...
    Su questo non sono d'accordo, perchè esiste la quota disponibile.

    Io faccio questo ragionamento.
    Solo chi ritiene sia stata lesa la sua quota di legittima può ricorrere al giudice per vedersela riconoscere.
    Supponiamo nulla la donazione, il patrimonio in successione è 800k.
    Con coniuge e 2 figli la quota legittima è 1/4 ciascuno, nel nostro caso 200k.
    I 200k già donati ad A corrispondono alla quota disponibile, pari ad 1/4.
    Il testamento quindi non lede alcuna legittima.

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