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  1. #1
    L'avatar di Filippo A.
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    Sentenza del Tribunale sul nuovo redditometro

    Il giudice condanna il redditometro - Corriere.it

    MILANO - Appena nato alla vigilia di Natale, il redditometro rischia già di morire in culla: giudiziaria. Perché determina «la soppressione definitiva del diritto del contribuente e della sua famiglia ad avere una vita privata, a poter gestire autonomamente il proprio denaro, a essere quindi libero nelle proprie determinazioni senza dover essere sottoposto all'invadenza del potere esecutivo, senza dover dare spiegazioni e subire intrusioni su aspetti anche delicatissimi della propria vita privata, quali la spesa farmaceutica, l'educazione e mantenimento della prole, la propria vita sessuale».

    Per la prima volta da quando è entrato in vigore il 4 gennaio 2013, la sentenza di un Tribunale smonta lo strumento sul quale tanto puntava l'Agenzia delle Entrate nei preventivi di recupero dell'evasione (815 milioni nel 2013 sui primi 35.000 contribuenti) e tanto si accapigliavano i politici in campagna elettorale: e un giudice civile ordina all'Agenzia delle Entrate «di non intraprendere alcuna ricognizione, archiviazione o comunque attività di conoscenza o utilizzo dei dati», di «cessarla se iniziata», e di «distruggere tutti i relativi archivi» se già formati.

    È successo al Tribunale civile di Napoli, sezione distaccata di Pozzuoli, dove il giudice Antonio Lepre ha accolto in 9 pagine un ricorso dell'avvocato Roberto Buonanno per un contribuente che non voleva che «l'Agenzia venisse a conoscenza di ogni singolo aspetto della propria vita privata».

    Una volta inquadrato il suo intervento nella cornice della tutela dei «diritti fondamentali della persona» nella Costituzione e nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, il giudice passa a valutare se il nuovo sistema di coefficienti, che trasforma le spese in reddito attraverso un misto di dati certi provenienti dall'anagrafe tributaria e di stime messe a punto dall'Istat, soddisfi il principio di proporzionalità che vieta alla Pubblica amministrazione di sacrificare la sfera giuridica dei privati se non in casi di assoluta eccezionalità, in presenza di circostanze specifiche, per il raggiungimento dell'interesse generale. È negativa la risposta del giudice Lepre, già nella commissione del Csm sui metodi di valutazione della produttività dei magistrati, esponente della corrente di centrodestra di «Magistratura indipendente».

    A suo avviso il decreto natalizio del ministero dell'Economia «è non solo illegittimo, ma radicalmente nullo» perché «fuori dalla legalità costituzionale e comunitaria» in quanto «non individua categorie di contribuenti ma altro, sottoponendo a controllo anche le spese riferibili a soggetti diversi per il solo fatto di essere appartenenti al medesimo nucleo familiare». Inoltre «non fa alcuna differenziazione tra "cluster" (gruppi omogenei, ndr ) di contribuenti, ma opera una distinzione familiare di tipologie suddivise per cinque aree geografiche, ricollocando all'interno di ciascuna figure di contribuenti del tutto differenti tra loro».

    Utilizza poi come parametro delle spese medie delle famiglie l'attività dell'Istat, «che nulla ha a che vedere con la specificità della materia tributaria» ed «è nata per tutt'altri fini». Inoltre «viola il diritto di difesa in quanto rende impossibile fornire la prova di aver speso meno di quanto risultante dalla media Istat», giacché «non si vede come si possa provare ciò che non si è comprato o non si è fatto». Infine «il diritto del contribuente al contraddittorio» è «in gran parte svuotato di effettività» perché, in un procedimento «eminentemente inquisitorio e sanzionatorio, il contribuente e l'Agenzia delle Entrate si trovano in posizione di fortissima asimmetria»: un po' perché «l'Agenzia è anche socia della società di riscossione forzata», e un po' perché «è in conflitto di interessi, essendo normalmente vincolata al raggiungimento di obiettivi di evasione da recuperare e dunque avendo filologicamente interesse alla conferma della propria ipotesi».

    Luigi Ferrarella
    [email protected]

  2. #2

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    Semplicemente fantastico! Meno male che ogni tanto c'è qualche bella notizia....se poi si estendesse anche al redditometro dei lavoratori autonomi sarebbe il top!

  3. #3
    L'avatar di Julius67
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    Tanto se non c'è una sentenza della cassazione quelli dell'ade se ne fregano

  4. #4
    L'avatar di Robyugly
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    Citazione Originariamente Scritto da Julius67 Visualizza Messaggio
    Tanto se non c'è una sentenza della cassazione quelli dell'ade se ne fregano
    abbi fede... arriverà anche la CASSAZIONE A SEZIONE UNITE.....

    dalle mie parti c'è un detto...
    dice il topo alla noce: dammi tempo che ti traforo

  5. #5
    L'avatar di Julius67
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    Citazione Originariamente Scritto da Robyugly Visualizza Messaggio
    abbi fede... arriverà anche la CASSAZIONE A SEZIONE UNITE.....

    dalle mie parti c'è un detto...
    dice il topo alla noce: dammi tempo che ti traforo
    si ma magari tra qualche anno...

    comunque sia solo il garante della privacy non ha percepito il pericolo del nuovo redditometro.
    Praticamente una schedatura di massa, tramite i consumi possono sapere tutto della nostra vita

  6. #6

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    Citazione Originariamente Scritto da Julius67 Visualizza Messaggio
    si ma magari tra qualche anno...

    comunque sia solo il garante della privacy non ha percepito il pericolo del nuovo redditometro.
    Praticamente una schedatura di massa, tramite i consumi possono sapere tutto della nostra vita
    Non e' del tutto cosi'. C'e' stato anche un parere di un penalista, di quelli che vanno per la maggiore, che ha detto che poiche' la legge sul redditometro prevede anche una possibile azione penale , RETROATTIVA perche' ad es. puo' riferirsi ai tuoi redditi del 2009, e' incostituzionale. Questo lo devono sapere quelli dell'AdE , forse non i Montiani che brillano per incompetenza e approssimazione. Ma dove li hanno pescati ? Io comincio a credere che i governi europei che li ammirano o sono come loro, e allora stiamo messi proprio bene, altrimenti ci stanno tirando un pacco di quelli micidiali, e allora siamo messi peggio. Alla Francia hanno permesso di sforare il deficit dopo averlo negato alla Grecia, come antipasto per noi.

  7. #7

  8. #8

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    E' probabile che questo link riporti gli stessi argomenti del link che posto sotto, ma siccome io non riesco ad aprirlo (è richiesto l'abbonamento )...

    Redditometro: ancora sulla natura delle presunzioni nell'accertamento sintetico

    E ancora

    Redditometro: si consolida la tesi della presunzione legale

    Se, come sembra, nella giurisprudenza della Cassazione prevarrà la tesi della natura di presunzione semplice (primo link) del reddito 'accertato' con questo strumento (e quindi senza l'obbrobrio dell'inversione dell'onere della prova), il redditometro comincerà a fare molto meno paura.

  9. #9
    L'avatar di rbn
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    non parlo del redditometro...ma qualcuno sa come siamo messi con lo spesometro?
    verrà rinviato?la data del 30 aprile non sembra più probabile visto che ,a quanto ho capito ,non c'è neppure un modello pronto.

  10. #10
    L'avatar di Julius67
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    un'altra sentenza di buon senso

    Indagini finanziarie con paletti

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