Credearn e il suo fallimento: mi chiedono indietro le crypto?
Fed e tassi: Intermonte presenta il numero magico
Inflazione, tassi e Fed: Antonio Cesarano, Chief Global Strategist di Intermonte, commenta le parole che ieri il presidente della banca centrale americana, Jerome Powell, ha proferito al Brookings Institution.Parole che hanno scatenato subito il rally dei mercati, visto che Powell ha aperto alla possibilità di alzare i tassi in modo meno aggressivo, dopo le quattro
Se perfino Blackstone fissa soglia STOP ai riscatti
Se perfino Blackstone dice no ai riscatti degli investitori.  Secondo quanto riportato dal Financial Times, Blackstone ha deciso di porre un limite al
Unicredit elargisce doppio premio per dipendenti in Italia, ecco i dettagli. C’è anche piano assunzioni giovani
Entro il 2024 il gruppo Unicredit metterà in atto un ulteriore ricambio generazionale con l'assunzione di 850 giovani a fronte di altrettante uscite
Tutti gli articoli
Tutti gli articoli Tutte le notizie

  1. #1

    Data Registrazione
    May 2009
    Messaggi
    1,045
    Mentioned
    3 Post(s)
    Quoted
    197 Post(s)
    Potenza rep
    0

    Credearn e il suo fallimento: mi chiedono indietro le crypto?

    A novembre 2020 Creadearn dichiarò il Chapter11. Fino ad allora concedeva un APY considerevole sulle cripto poste in staking per almeno 6 mesi.
    Io misi in staking a marzo 2020 e a settembre 2020 mi restituirono le crypto messe in staking.
    Da marzo 2020 a settembre 2020, gli interessi APY arrivavano regolari.

    Adesso mi scrive uno studio di avvocati internazionali chiedendomi la restituzione delle cripto (NON dell'interesse) che Creadearn mi restituì a settembre 2020, in quanto la legge americana permette di risalire alel operazioni di liquidazione svolte nei 90 giorni prima del fallimento per operare una sorte di recupero credito su base volontaria.
    Come se le crypto che mi restituirono a settembre 2020 non fossero state oggetto di una operazione avviata a marzo 2020 (8 mesi prima del fallimento).

    La domanda è: posto che potrei aderire al concordato, cosa rischio?
    Una ingiunzione di pagamento emessa da tribunale americano?

    Ovvero, se vengo dichiaro debitore dal tribunale di new york, cosa succede?
    Non posso più andare negli USA?
    Ultima modifica di nonalias; 15-04-22 alle 08:31

  2. #2

    Data Registrazione
    Sep 2007
    Messaggi
    4,098
    Mentioned
    107 Post(s)
    Quoted
    2480 Post(s)
    Potenza rep
    0
    Citazione Originariamente Scritto da nonalias Visualizza Messaggio
    A novembre 2020 Creadearn dichiarò il Chapter11. Fino ad allora concedeva un APY considerevole sulle cripto poste in staking per almeno 6 mesi.
    Io misi in staking a marzo 2020 e a settembre 2020 mi restituirono le crypto messe in staking.
    Da marzo 2020 a settembre 2020, gli interessi APY arrivavano regolari.

    Adesso mi scrive uno studio di avvocati internazionali chiedendomi la restituzione delle cripto (NON dell'interesse) che Creadearn mi restituì a settembre 2020, in quanto la legge americana permette di risalire alel operazioni di liquidazione svolte nei 90 giorni prima del fallimento per operare una sorte di recupero credito su base volontaria.
    Come se le crypto che mi restituirono a settembre 2020 non fossero state oggetto di una operazione avviata a marzo 2020 (8 mesi prima del fallimento).

    La domanda è: posto che potrei aderire al concordato, cosa rischio?
    Una ingiunzione di pagamento emessa dia trabunale amaricano?

    Ovvero, se vengo dichiaro debitore dal tribunale di new york, cosa succede?
    Non posso più andare negli USA?
    Strana storia, questa della lettera.
    Bisognerebbe capire esattamente cosa hanno scritto.

    Inoltre, come ti è stata recapitata, es. via raccomandata ?

    A prescindere mi spiace.
    Però prima di fasciarmi la testa aspetterei un momento.

  3. #3
    L'avatar di marco1980
    Data Registrazione
    Mar 2008
    Messaggi
    4,631
    Mentioned
    4 Post(s)
    Quoted
    1903 Post(s)
    Potenza rep
    0
    Io ti suggerirei di consultare un legale e chiedergli se questa lettera ti è stata notificata nei modi previsti dalle norme.

    Se è una lettera ordinaria puoi sempre dire che non l’hai mai ricevuta.

  4. #4

    Data Registrazione
    May 2009
    Messaggi
    1,045
    Mentioned
    3 Post(s)
    Quoted
    197 Post(s)
    Potenza rep
    0
    Credo che si tratta di una richiesta preventiva avanzata da una studio di avvocati incaricato di tentare il recupero credito secondo la legge americana.
    Non mi pare debba essere recapitata come un atto giudiziario.

  5. #5

    Data Registrazione
    Jun 2012
    Messaggi
    17,817
    Mentioned
    7 Post(s)
    Quoted
    7357 Post(s)
    Potenza rep
    0
    a me pare follia, cioè le cripto erano le TUE, e questi le vogliono solo perchè le avevi "affidate" a questi falliti per lo staking?

  6. #6
    L'avatar di un_passante
    Data Registrazione
    Jan 2012
    Messaggi
    4,637
    Mentioned
    27 Post(s)
    Quoted
    2461 Post(s)
    Potenza rep
    0
    che storia assurda! novità?

  7. #7

    Data Registrazione
    May 2009
    Messaggi
    1,045
    Mentioned
    3 Post(s)
    Quoted
    197 Post(s)
    Potenza rep
    0
    Nessuna novità.

    Nei fatti, mi hanno fatto comprendere che gli interessi da me ricevuti regolarmente rientrano in un lasso di tempo per cui possono essere avocati dal Trust che sta tentando il recupero per ridistribuirli.

  8. #8
    L'avatar di listerine
    Data Registrazione
    Sep 2021
    Messaggi
    886
    Mentioned
    8 Post(s)
    Quoted
    619 Post(s)
    Potenza rep
    0
    ma se come dici, è su base volontaria, non puoi dire di no?
    come possono sanzionare, se è su base volontaria?

  9. #9

    Data Registrazione
    May 2009
    Messaggi
    1,045
    Mentioned
    3 Post(s)
    Quoted
    197 Post(s)
    Potenza rep
    0
    Si, infatti, mi hanno chiesto indietro le cripto ed ho risposto di no.
    MI hanno fatto comprendere che ridarle indietro a questa richiesta evita di essere gravato di spese di riscossione successivamente.

    Nei fatti, sembra che le legge americana permette, nei sei mesi precedenti la bancarotta, di procedere con la revoca di tutti i flussi in uscita per poi operare una sorta di ridistribuzione, equiparando tra di loro i creditori. A me pare follia. Io ho versato lo staking, ho ricevuto il rendimento ed ho ripreso il capitale messo in staking. Dunque non ho alcuna pendenza.

    Il tema è: un (eventuale) decreto ingiuntivo americano per il quale io dovrei restituire, al Trust dei creditori della società andata in bancarotta, le cripto messe in staking - attenzione, non il rendimento, ma le cripto messe in staking!!! -, quali effetti produce su un cittadino italiano che non ha beni e conti bancari in USA ma solo in Italia?
    Ultima modifica di nonalias; 23-04-22 alle 10:49

  10. #10
    L'avatar di Aureliano 900
    Data Registrazione
    Mar 2018
    Messaggi
    1,537
    Mentioned
    3 Post(s)
    Quoted
    610 Post(s)
    Potenza rep
    0
    in linea di principio non è certo equo un simile comportamento da parte di questa società però occorrerebbe apprendere le regolamentazioni in materia sul suolo americano e approfondire se sussiste un diritto reale di avviare tali metodiche. Un atto di forza potrebbe produrre vari risultati ... magari semplicemente non potrai mettere piede negli USA

Accedi