Cripto e dichiarazione dei redditi (vol. II) - Pagina 39
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  1. #381
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    No beh ragazzi, sui conti in euro che ho in Germania e Lettonia sono sicuro al 100% che non vadano messi in quadro RW, basta non superare la soglia dei 5000 euro di giacenza media nel corso dell' anno solare.
    Ma questo da sempre, chiesi al tempo al commercialista e pure ai vari direttori delle mie banche italiane, ma sicuro proprio.
    L' articolo di legge non lascia adito a libera interpretazione
    Immagini Allegate Immagini Allegate Cripto e dichiarazione dei redditi (vol. II)-police.png 
    Ultima modifica di pallino-BG-; 16-04-21 alle 10:48

  2. #382
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    Citazione Originariamente Scritto da pallino-BG- Visualizza Messaggio
    No beh ragazzi, sui conti in euro che ho in Germania e Lettonia sono sicuro al 100% che non vadano messi in quadro RW, basta non superare la soglia dei 5000 euro di giacenza media nel corso dell' anno solare.
    Ma questo da sempre, chiesi al tempo al commercialista e pure ai vari direttori delle mie banche italiane, ma sicuro proprio.
    Se di natura bancaria certo che si......ne sei sicuro che lo siano?

  3. #383

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    Non vorrei sembrare superficiale, anche perché in Italia la materia tributaria è a dir poco ingarbugliata, però mi sembra abbastanza chiaro come fare, soprattutto in via cautelativa per evitare future contestazioni da parte dell’AdE, magari per poche migliaia di euro.

    1. Il controvalore totale delle crypto possedute è < a 51k euro?

    SI: basta inserire in RW il controvalore, nessun onere applicato

    NO: inserire il controvalore in RW. Si applica IVAFE, ovvero il famoso 0,2% sul valore di fine anno

    2. Si sono effettuate operazioni in plusvalenza?

    SI con saldo fine anno < 51k: non dovrebbe essere inserito nulla nel quadro RT

    SI con saldo a fine anno > 51k: compilato quadro RT per applicazione del 26% di ritenuta sulle plusvalenze con metodo LIFO.

    NO: vedi punto SI con saldo < 51k

    Sul punto 2 onestamente ci sarebbe da dire molto di più, perchè la norma dice che la valuta virtuale non da origine a redditi imponibili mancando la finalità speculativa, salvo generare un reddito diverso qualora la valuta ceduta derivi da una giacenza media superiore ad 51k euro per almeno sette giorni lavorativi continui nel periodo d’imposta.

    Per cui se durante l’anno, basta che la giacenza sia superiore al famoso limite di 51k per soli 7 giorni, per dover calcolare le plus da tassare. Mentre dovrebbe restare salvo il discorso dell’IVAFE, ovvero che se il saldo a fine anno è < di 51k, nulla è dovuto.

    Immagino che questi problemi li abbiano in pochi, e dovrebbero essere felici di averli se hanno fatto grandi gain Per la maggioranza delle persone oggi invece suppongo siano sotto il limite previsto, per cui basta dichiarare le giacenze di inizio e fine periodo in RW, e le eventuali plus sono praticamente esentasse

    Disclaimer: questo è la mia opinione, che ovviamente non fa legge

  4. #384
    L'avatar di pallino-BG-
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    Citazione Originariamente Scritto da MoneyFca Visualizza Messaggio
    Se di natura bancaria certo che si......ne sei sicuro che lo siano?
    Infatti sono qua per vedere di capire ste benedette cripto come possano essere inquadrate, che ancora secondo me non è ben chiaro e netto il da farsi.
    PS. Non faccio dichiarazione dei redditi, ma l' ADE vede benissimo di cosa campo e quanta tassazione di capital gain pago ogni anno, il trading on line lo faccio con Directa , tutto quello che ho in banca o nelle banche è perfettamente tracciabile, ma le cripto ?

  5. #385
    L'avatar di FogOnLine
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    Citazione Originariamente Scritto da MoneyFca Visualizza Messaggio
    No, no e no! Signori! RW e calcolo soglia non c'entrano niente!
    sono calcoli completamente separati e diversi che partono da presupposti fiscali completamente diversi. Per favore ne abbiamo parlato a iosa nei post precedenti.
    Ancora non sappiamo con certezza come si valorizza la colonna 7 ed 8 dell'Rw...........
    FogOnLine perdonami il tono
    Facevo, evidentemente, un esempio semplificato dato che mi sembrava ci fosse confusione tra giacenza in crypto (convertita in euro) con giacenza in euro, che di certo non può configurarsi come valuta estera e che, quindi, va inquadrata sotto una diversa dichiarazione/tassazione.

    Per il resto ho seguito a tratti la discussione e credo che i problemi di interpretazione siano difficilmente risolvibili in mancanza di definizioni esatte (sia da parte degli intermediari che da parte dell'amministrazione) e di condizioni diverse (hodler, transazioni giornaliere, staking, etc..).

    Per questo ho lasciato la palla al mio commercialista che, avendo esperienza di valute e società estere, probabilmente può scegliere una soluzione più rispondente al mio caso (estremamente semplificato).

    Citazione Originariamente Scritto da Myrdal Visualizza Messaggio

    NO: inserire il controvalore in RW. Si applica IVAFE, ovvero il famoso 0,2% sul valore di fine anno

    [...]
    Disclaimer: questo è la mia opinione, che ovviamente non fa legge
    Non è questione di opinione, è la stessa AdE che sottolinea in un interpello che IVAFE non è dovuta in quanto non si tratta di conti bancari.

    "[...] le valute virtuali non sono soggette all’imposta sul valore dei prodotti finanziari, dei conti correnti e dei libretti di risparmio detenuti all’estero dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato (c.d. IVAFE, istituita dall’articolo 19 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni), in quanto tale imposta si applica ai depositi e conti correnti esclusivamente di natura “bancaria” (cfr. circolare 2 luglio 2012, n. 28/E)."

    Ultima modifica di FogOnLine; 16-04-21 alle 11:30

  6. #386

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    Citazione Originariamente Scritto da Myrdal Visualizza Messaggio
    Non vorrei sembrare superficiale, anche perché in Italia la materia tributaria è a dir poco ingarbugliata, però mi sembra abbastanza chiaro come fare, soprattutto in via cautelativa per evitare future contestazioni da parte dell’AdE, magari per poche migliaia di euro.

    1. Il controvalore totale delle crypto possedute è < a 51k euro?

    SI: basta inserire in RW il controvalore, nessun onere applicato

    NO: inserire il controvalore in RW. Si applica IVAFE, ovvero il famoso 0,2% sul valore di fine anno

    2. Si sono effettuate operazioni in plusvalenza?

    SI con saldo fine anno < 51k: non dovrebbe essere inserito nulla nel quadro RT

    SI con saldo a fine anno > 51k: compilato quadro RT per applicazione del 26% di ritenuta sulle plusvalenze con metodo LIFO.

    NO: vedi punto SI con saldo < 51k

    Disclaimer: questo è la mia opinione, che ovviamente non fa legge
    Perdonami ma hai scritto diverse imprecisioni (le ho sottolineate), non confondiamo ulteriormente le cose
    Non c'è IVAFE sulle cripto e il saldo di fine anno non conta ai fini della tassazione delle plusvalenze

  7. #387

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    Scusate @FogOnLine e @cryptonto, come detto non volevo portare confusione, cercavo di sintetizzare al massimo per capire velocemente come comportarsi in casi semplici.

    Per cui se capisco bene, non si deve IVAFE, indipendentemente dal saldo a fine anno, giusto?
    Ovviamente però il fisco vuole sapere quanto hai “all’estero”, che siano 10 mila euro o 10 milioni in crypto.

    Per le plusvalenze invece, dovrebbe essere tutto esente se nel corso dell’anno il saldo non è superiore a 51k per più di 7 giorni continui. Per cui se uno è banalmente un holder di lungo corso, ed avesse anche milioni euro in btc, non paga nulla finché non convertirà la crypto in fiat, giusto?

    Grazie e scusate ancora se ho creato un po’ di disinformazione.

  8. #388
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    Citazione Originariamente Scritto da pallino-BG- Visualizza Messaggio
    Infatti sono qua per vedere di capire ste benedette cripto come possano essere inquadrate, che ancora secondo me non è ben chiaro e netto il da farsi.
    PS. Non faccio dichiarazione dei redditi, ma l' ADE vede benissimo di cosa campo e quanta tassazione di capital gain pago ogni anno, il trading on line lo faccio con Directa , tutto quello che ho in banca o nelle banche è perfettamente tracciabile, ma le cripto ?
    Guarda circa la necessità di dichiarare nell'Rw le cripto, non penso ci siano dubbi.
    Come dichiarare nell'Rw le cripto, ci sono molti dubbi.
    Tassazione plusvalenze per le transazioni a pronti solo se sopra soglia, per le transazioni a termine, sempre.
    Alla fine gli unici dubbi permangono solo sulle modalita' di compilazione dell'RW limitatamente a colonna 7 ed 8.
    Il Fol e' giunto a queste determinazioni, correggetemi se sbaglio.

  9. #389
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    Citazione Originariamente Scritto da CamillaETF Visualizza Messaggio
    Io credo invece che il termine intermediario usato nella circolare non sia stato citato nel senso piu' stringente del termine.

    Secondo il mio parere voleva indicare quanto meno i soggetti sottoposti al controllo della Banca D'Italia (vedesi link sotto: SIM, SGR, Banche, interm. finanziari ecc..). Se poi volevano includere anche tutti quelli che devono sottostare alle norma antiriciclaggio (come gli operatori non finanziari) non saprei..

    Banca d'Italia - Intermediari


    Il problema per me e' che NON voglio dichiarare ne' pagare il commercialista
    Ti ringrazio del tuo post, che mi ha spinto a indagare più a fondo. Premesso che sono un profano e che potrei sbagliare di grosso anche stavolta, sono arrivato alla conclusione che forse ero nel torto, e che in effetti gli exchange italiani potrebbero essere esclusi dall'obbligo di indicazione nel quadro RW. A mia scusante c'è da dire che gli stessi exchange non sembrano capaci di dare indicazioni chiare anche quando interrogati sulla questione.

    Secondo me, quando l'AdE parla di "intermediari residenti" fa riferimenti agli intermediari di ambito finanziario (in effetti non solo "intermediari finanziari" in senso stretto) indicati dalla legge sul monitoraggio fiscale, DL 167/1990 e successive modifiche, che all'articolo 1 comma 1 indica i soggetti tenuti alla vigilanza, rimandando a sua volta alla legge antiriciclaggio Decreto legislativo 231/2007 e successive modifiche.
    I soggetti in questione, dice il DL 167/1990, sono quelli all'articolo 3 del D.Lgsl. 231/2007 commi 2, 3 lettere a) e d), e 5 lettera i).
    Proprio in fondo all'elenco viene il bello, perché al comma 5 lettera i troviamo

    i) i prestatori di servizi relativi all'utilizzo di valuta virtuale ((...)).

  10. #390

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    Ma alla fine, nel dubbio, perchè non dichiarare tutto in RW?
    Exchange esteri, exchange italiani, wallet fisici.... Un rigo RW per ognuno.
    Che controindicazioni ci sarebbero in questo approccio? Non penso che verrei multato per aver dichiarato una cosa non dovuta.

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