Cripto e dichiarazione dei redditi - Pagina 177
Telecom crolla in Borsa con spauracchio addio a progetto rete unica. Colao: ‘No agli assetti societari’
il governo Draghi è pronto ad abbandonare il progetto rete unica sotto il controllo di Telecom Italia per aumentare la concorrenza nella digitalizzazione del paese. L’indiscrezione, rilanciata dall’agenzia Bloomberg e …
UniCredit torna in utile nel I trimestre con numeri che stracciano le stime. Mercato scommette su piano Orcel e scalpita su nodo M&A
Il mercato brinda ai conti di UniCredit, che hanno messo in evidenza il ritorno all'utile della banca nei primi tre mesi del 2021, tra l'altro a un ritmo decisamente migliore …
Unicredit e Mps a braccetto al test conti: Orcel atteso al varco su M&A, Siena verso ennesimo trimestre tinto di rosso
Mentre il governo Draghi sta perfezionando il Decreto Sostegni Bis, che contiene una serie di modifiche alla normativa sulle Dta (Deferred tax asset) che potenzialmente renderanno più appetibile per Unicredit …
Tutti gli articoli
Tutti gli articoli Tutte le notizie

  1. #1761
    L'avatar di MoneyFca
    Data Registrazione
    Jun 2020
    Messaggi
    534
    Mentioned
    4 Post(s)
    Quoted
    340 Post(s)
    Potenza rep
    9352953
    Citazione Originariamente Scritto da Giupas Visualizza Messaggio
    Ho trovato in rete questa guida relativa alla fiscalità delle criptovalute redatta da Giorgio D'Amico..che va a toccare un pò tutti i punti di cui discutiamo..
    Riguardo al quadro Rw personalmente non ho ben compreso la distinzione che viene fatta tra i vari "indirizzi pubblici"...ne cosa si intenda esattamente con questa denominazione.
    Altro punto poco chiaro è se gli exchange "italiani" rilevino o meno ai fini della compilazione del quadro Rw..
    Sull'attendibilità della guida lascio ovviamente a voi giudicare..lo stesso autore alla fine dell'opuscolo dichiara di fornire informazioni di natura generica e divulgativa

    Cosa ne pensate..?
    Si sul Fol questa guida è stata postata tempo fa.
    Penso sia stata redatta in tutta fretta perché contiene imprecisioni che sono state già evidenziate dagli altri Utenti.
    C'è un' errore poi (una disattenzione più che altro) sul sistema di calcolo Lifo che ti fa capire che questa guida non è stata molto pensata.....
    Ciò detto, D'Amico lo considero un commercialista tra i più chiari e più onesti intellettualmente attualmente in circolazione, quando sbaglia non esita ad ammetterlo pubblicamente. Clamorosa la marcia indietro sul limite dei €.15.000 per i BTC, al di sotto del quale non necessiterebbe il quadro RW. Questo principio lo ha corretto sia nella guida, che pubblicamente su YouTube.
    Tuttavia vorrei considerare con attenzione un punto della guida, ovvero allorquando afferma che per il quadro RW a colonna 8 "Indicare il valore medio del saldo del wallet nel corso dell’anno" .
    Ormai sappiamo tutti che questo metodo è inesatto, ma in verità D'Amico questo lo sa bene e penso che su questo punto cerca di andare "oltre" adottando un metodo che sia più "mediato", appunto, nei risultati; questa problematica è già emersa su questo Fol.
    Questo tipo di approccio al problema è spiegato bene in questo articolo dove spiegano perché sia meglio usare il succitato valore medio.
    Ma per quanto il valore medio possa avere una logica raffinata che va considerata con molta attenzione, per me sbagliano entrambi, lo dico in punta di piedi e chiedo scusa se possa apparire presuntuoso.
    Il problema rimane sempre lo stesso, ossia applicare letteralmente ciò che la norma prevede e lasciare alla giustizia tributaria e anche ammnistrativa l'onere dell'interpretazione delle norme stesse, solo quando si consolida la relativa giurisprudenza è lecito adottare "aggiustamenti", ma farlo prima significa affrontare l'ignoto.
    Tuttavia ritengo che, con le dovute cautele, questa guida vada inserita tra i preferiti.

  2. #1762
    L'avatar di MoneyFca
    Data Registrazione
    Jun 2020
    Messaggi
    534
    Mentioned
    4 Post(s)
    Quoted
    340 Post(s)
    Potenza rep
    9352953
    Citazione Originariamente Scritto da LaPetra33 Visualizza Messaggio

    QUESTIONE QUADRO RW

    A) Mettiamo che quest’anno a marzo 2021 mi registro a Binance, metto 8.000 euro e compro poi diverse Crypto. Supponiamo che NON faccio prelievi.
    Arriva il 2022 e tempo di compilare il quadro RW, dovrò mettere come valore iniziale 8.000 euro investiti nell’exchange e finale il valore delle mie crypto in euro al 31/12/2021? Dunque può essere una cifra superiore o inferiore ai 8.000 euro, giusto?
    Giusto, presuppongo che per "non faccio prelievi" tu intenda che non hai fatto nessuna cessione a pronti.

    Citazione Originariamente Scritto da LaPetra33 Visualizza Messaggio
    QUESTIONE GIACENZA MEDIA

    B) Come si calcola concretamente?
    Anche qui utilizziamo i numeri. Con i 6.000 euro compro 3.000 euro di bitcoin e 3.000 euro di ETH.
    Da quanto ho capito devo vedere la quotazione del BTC e di ETH il primo giorno dell'anno.
    Dove prendete questa quotazione?
    Penso volessi dire €8.000....
    La quotazione al 1/1 è meglio se la desumi dai valori storici del tuo exchanger. Se non ci sono consulta i valori storici dei maggiori exchanger tipo CoinMarketCap ad esempio. personalmente uso Investing.com. Ho letto da qualche parte che anche la Svizzera raccoglie ufficialmente gli storici delle quotazione delle cripto, ma non ho ancora dato un'occhiata.


    Citazione Originariamente Scritto da LaPetra33 Visualizza Messaggio
    Deve essere una media della giornata?
    No, personalmente adotto il valore più favorevole per l'erario e meno per me; nel calcolo della soglia è meglio adottare la quotazione delle cripto all'1/1 più alta che trovi sull'exchanger di riferimento.

    Citazione Originariamente Scritto da LaPetra33 Visualizza Messaggio

    A questo punto le mie eventuali plus sarebbero tassabili solo se detengo nel 2021 e per più di 7 giorni lavorativi -faccio un es.- 2 BTC e 1 ETH? Perchè in questo caso sforerei i 51.645,69 Euro. Corretto?

    Dunque se ogni volta faccio prelievi sempre prima del raggiungimento della soglia, non sono tenuta a pagare nulla nè compilare quadro RT?
    La domanda non mi è chiara, comunque, se nel 2021 non superi la soglia e, ipoteticamente, concretizzi plusvalenze non paghi nulla e non fai RT.
    (non ho calcolato esattamente se sono effettivamente 2 BTC e 1 ETH, ma il concetto è non superare il controvalore di 51.645,69 Eur per sette giorni continuativi)
    Attenzione però, se tu a Dicembre 2021 superi la soglia per sette giorni consecutivi, tu devi assoggettare a tassazione tutte le ipotetiche plusvalenze concretizzate nel 2021, anche se realizzate prima del superamento della soglia, perchè per l'Ade tu diventi speculatore per l'intero 2021.....
    Queste sono opinioni personali, tu rivolgiti al tuo commercialista.
    Ultima modifica di MoneyFca; 20-03-21 alle 11:39

  3. #1763
    L'avatar di lastrico
    Data Registrazione
    Dec 2011
    Messaggi
    6,062
    Blog Entries
    22
    Mentioned
    65 Post(s)
    Quoted
    3619 Post(s)
    Potenza rep
    42949682
    Citazione Originariamente Scritto da MoneyFca Visualizza Messaggio
    Si sul Fol questa guida è stata postata tempo fa.
    Penso sia stata redatta in tutta fretta perché contiene imprecisioni che sono state già evidenziate dagli altri Utenti.
    C'è un' errore poi (una disattenzione più che altro) sul sistema di calcolo Lifo che ti fa capire che questa guida non è stata molto pensata.....
    Ciò detto, D'Amico lo considero un commercialista tra i più chiari e più onesti intellettualmente attualmente in circolazione, quando sbaglia non esita ad ammetterlo pubblicamente. Clamorosa la marcia indietro sul limite dei €.15.000 per i BTC, al di sotto del quale non necessiterebbe il quadro RW. Questo principio lo ha corretto sia nella guida, che pubblicamente su YouTube.
    Tuttavia vorrei considerare con attenzione un punto della guida, ovvero allorquando afferma che per il quadro RW a colonna 8 "Indicare il valore medio del saldo del wallet nel corso dell’anno" .
    Ormai sappiamo tutti che questo metodo è inesatto, ma in verità D'Amico questo lo sa bene e penso che su questo punto cerca di andare "oltre" adottando un metodo che sia più "mediato", appunto, nei risultati; questa problematica è già emersa su questo Fol.
    Questo tipo di approccio al problema è spiegato bene in questo articolo dove spiegano perché sia meglio usare il succitato valore medio.
    Ma per quanto il valore medio possa avere una logica raffinata che va considerata con molta attenzione, per me sbagliano entrambi, lo dico in punta di piedi e chiedo scusa se possa apparire presuntuoso.
    Il problema rimane sempre lo stesso, ossia applicare letteralmente ciò che la norma prevede e lasciare alla giustizia tributaria e anche ammnistrativa l'onere dell'interpretazione delle norme stesse, solo quando si consolida la relativa giurisprudenza è lecito adottare "aggiustamenti", ma farlo prima significa affrontare l'ignoto.
    Tuttavia ritengo che, con le dovute cautele, questa guida vada inserita tra i preferiti.

    La questione del Valore finale in colonna 8 del quadro RW non è banale. La normativa su cui ci si dovrebbe basare non fornisce una chiara soluzione, mi pare.

    La materia è regolata dal DL 167/1990 e succcesive modifiche, che però all'articolo 4 si limita a prevedere l'obbligo di dichiarazione delle attività estere di natura finanziaria, lasciando all'Agenzia delle Entrate il potere di specificare il contenuto della dichiarazione.

    Le persone che "nel periodo d'imposta, detengono investimenti all'estero ovvero attivita' estere di natura finanziaria, suscettibili di produrre redditi imponibili in Italia, devono indicarli nella dichiarazione annuale dei redditi."
    ...snip...
    "Gli obblighi di indicazione nella dichiarazione dei redditi previsti nel comma 1 non sussistono altresi' per i depositi e conti correnti bancari costituiti all'estero il cui valore massimo complessivo raggiunto nel corso del periodo d'imposta non sia superiore a 15.000 euro."
    ...snip...
    "Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate, e' stabilito il contenuto della dichiarazione annuale prevista dal comma 1 nonche', annualmente, il controvalore in euro degli importi in valuta da dichiarare.



    Cerchiamo dunque di capire come l'AdE ha disciplinato l'obbligo di monitoraggio fiscale (nello stesso quadro RW utilizzato per il calcolo dell'IVAFE, anche quando non è dovuta IVAFE).

    Sul sito MEF si trova la Circolare 38/E del 2013 con oggetto "Le nuove disposizioni in materia di monitoraggio fisce. Adempimenti dei contribuenti. Ritenuta sui redditi degli investimenti esteri e attività estere di natura finanziaria",

    dove si illustra il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 18 dicembre 2013, emanato in attuazione dell’articolo 4 del decreto legge n. 167 del 1990.

    Al punto 1.3.1, tra le attività finanziarie da dichiarare, vengono elencate anche le "valute estere".

    Al punto 1.4 si affema che Nel quadro RW devono essere riportate le consistenze degli investimenti e delle attività valorizzate all’inizio di ciascun periodo d’imposta ovvero al primo giorno di detenzione (di seguito, “valore iniziale”) e al termine dello stesso ovvero al termine del periodo di detenzione nello stesso (di seguito, “valore finale”), nonché il periodo di possesso.

    Al punto 1.4.1, Nel caso in cui siano cedute attività finanziarie appartenenti alla stessa categoria, acquistate a prezzi e in tempi diversi, per stabilire quale delle attività finanziarie è detenuta nel periodo di riferimento il metodo che deve essere utilizzato è il cosiddetto “L.I.F.O.” e, pertanto, si considerano ceduti per primi quelli acquisiti in data più recente.


    La Circolare 38/2013, tuttavia, come spiega Sandro Botticelli in https://www.odcec.mi.it/docs/default...3.pdf?sfvrsn=0, a proposito dei "Dossier complessi" che includono titoli e valute (caso diverso ma simile, direi),

    non affrontava con esempi pratici le modalità di rilevazione sul quadro RW delle movimentazioni complesse proprie di tali Dossier, con una pluralità di acquisti e vendite nell’anno; unica indicazione pratica era data dalla Circ. 1 del 15 febbraio 2013 pag. 27, che chiedeva di compilare una riga per ognuna delle movimentazioni, pagando IVAFE in ragione dei giorni intercorsi, complicando notevolmente la vita ai contribuenti in regime dichiarativo, tanto più che dal 2013 tutto ciò andava fatto anche per importi modesti, visto che non c’era più un limite minimo alla rilevazione nel quadro RW. In UNICO 2015 per l’anno 2014, e in Unico 2016 per l’anno 2015, l’Agenzia delle Entrate almeno in parte accoglie le richieste di semplificazione avanzate dagli operatori: infatti, le istruzioni affermano che “in presenza di più operazioni della stessa natura, il contribuente può aggregare i dati per indicare un insieme di attività finanziarie omogenee caratterizzate, cioè, dai medesimi codici “investimento” e “Stato Estero”. In tal caso il contribuente indicherà nel quadro RW i valori complessivi iniziali e finali del periodo di imposta, la media ponderata dei giorni di detenzione di ogni singola attività rapportati alla relativa consistenza, nonché l’IVAFE complessiva dovuta per il gruppo di attività. La predetta compilazione semplificata del quadro RW è ammessa a condizione che sia predisposto e conservato un apposito prospetto da esibire o trasmettere, su richiesta all’Amministrazione finanziaria, in cui sono specificati i dati delle singole attività finanziarie“(2 Fascicolo Redditi PF 2017 Istruzioni a pag. 36).
    Viene così eliminata almeno la necessità di compilare un rigo del quadro RW per ogni singola attività detenuta, indicandone i giorni di possesso, ed il prospetto richiesto dall’Agenzia con il dettaglio dei conteggi può integrarsi con quello di dettaglio delle operazioni in titoli richiesto nel quadro RT. Un’ulteriore semplificazione è contenuta nella risposta ad un quesito di Telefisco ,ufficializzata nella Circolare 12/E dell’8 aprile 2016, pag. 52: in presenza di un Dossier titoli è consentito indicare in RW il valore iniziale e quello finale con riferimento al Dossier nel suo complesso, quindi compilando un unico rigo del quadro RW e indicando i giorni di detenzione corrispondenti al periodo di durata del dossier; tuttavia se vi sono variazioni in aumento dovute a nuovi apporti di capitale, dalla data di apporto decorre un nuovo periodo autonomo di rilevazione; viene indicato il codice 14 “ALTRE ATTIVITÁ ESTERE DI NATURA FINANZIARIA”, da utilizzare per le rilevazioni rinviando, per esigenze tecnico organizzative, l’individuazione di uno specifico codice al modello di dichiarazione per i redditi 2016; infatti a partire dalle istruzioni di Redditi Persone fisiche 2017 per la dichiarazione dei redditi 2016 e per quelle successive , viene introdotto tra i codici per compilare la colonna 3 ( codici individuazione beni) il codice numero 20 “Conto Deposito titoli all’estero”. La Circolare ribadisce tuttavia che “per consentire l’attività di controllo, permane, comunque, l’onere per il contribuente di predisporre e conservare un apposito prospetto, da esibire o trasmettere su richiesta dell’Amministrazione finanziaria, in cui sono specificati i dati delle singole attività finanziarie valorizzate in conformità ai criteri di valorizzazione delle attività contenuti nella circolare 38/2013” [...]



    Inoltre, come sappiamo, dalla dichiarazione dei redditi per l'anno d'imposta 2018 le istruzioni riportano che per la valute virtuali va utilizzato il codice attività 14 senza obbligo di indicazione del codice Stato estero.
    Ultima modifica di lastrico; 20-03-21 alle 12:37

  4. #1764
    L'avatar di bomba84
    Data Registrazione
    Jan 2014
    Messaggi
    15,507
    Mentioned
    17 Post(s)
    Quoted
    7353 Post(s)
    Potenza rep
    42949680
    Secondo me sta confusione scoraggia I piccoli investitori dal dichiarare..perchè farsi sto mazzo tanto con ambiguità e senza una legge precisa? Sembra che l'ade voglia scoraggiare le persone dal pagare il giusto dovuto..

  5. #1765
    L'avatar di JacksonT
    Data Registrazione
    Feb 2017
    Messaggi
    18,630
    Mentioned
    5 Post(s)
    Quoted
    9456 Post(s)
    Potenza rep
    42949677
    Tra l'altro il valore al 31/12 qual è? Quello delle ore 23.59?
    Perchè le cripto non smettono mai di variare il loro valore, anche durante la notte..

  6. #1766
    L'avatar di bomba84
    Data Registrazione
    Jan 2014
    Messaggi
    15,507
    Mentioned
    17 Post(s)
    Quoted
    7353 Post(s)
    Potenza rep
    42949680
    Citazione Originariamente Scritto da JacksonT Visualizza Messaggio
    Tra l'altro il valore al 31/12 qual è? Quello delle ore 23.59?
    Perchè le cripto non smettono mai di variare il loro valore, anche durante la notte..
    Infatti io ho un software in python che fa il resoconto orario del mio balance sui vari exchange e lo butta su un google sheet...per 01.01.2020 sono andato prendermi quello di mezzanotte ma potevo anche prendere quello delle 11.00 di mattina per dire...bah

  7. #1767
    L'avatar di vita bona
    Data Registrazione
    Oct 2011
    Messaggi
    70
    Mentioned
    0 Post(s)
    Quoted
    19 Post(s)
    Potenza rep
    44962
    ho letto tantissime pagine di questo thread e ho visto più video su youtube sul'argomento, anche i più recenti, nonostante questo c'è una grande confusione che davvero scoraggia.

    Ora prendiamo un esempio molto semplice.
    Tizio al 1 gennaio 2021 non ha mai depositato neanche un euro su exchange stranieri.
    Tizio da metà gennaio in poi versa su exchange stranieri cifre in euro dai suoi conti italiani e per un totale diciamo di 15000€. Con questi 10000 euro ci fa acquisti e operazioni su questi exchange e a fine anno si ritrova con un controvalore di 70000 euro in criptovalute. Allo stesso tempo non ha mai superato la soglia perchè, facciamo questa ipotesi per nulla inverosimile, i 70000€ di criptovalute ai prezzi del 1 gennaio 2021 valevano molto ma molto meno di 50000 euro.
    1)Pertanto tizio sarebbe tenuto a compilare solo il quadro rw e a non essere soggeto a nessuna tassazione per il 2021, nonostante detenga quella cifra. Non mi pare sbagliato ma è comunque singolare dover dichiarare di avere 70000€(31/12/2021) in criptovalute e allo stesso tempo dichiarare di non aver mai superato la soglia dei 51k€, ma dopotutto la regola non l'ha scritta tizio.
    2) per valore iniziale non si intende ciò che tizio aveva al 1 gennaio ovvero 0 ma neanche il primo bonifico in entrata, corretto? Il valore iniziale è la somma di tutto quello che tizio ha bonificato su exchange? 15000€ ? quindi valore iniziale 15000 e valore finale 70000? tutto qua?

  8. #1768
    L'avatar di lastrico
    Data Registrazione
    Dec 2011
    Messaggi
    6,062
    Blog Entries
    22
    Mentioned
    65 Post(s)
    Quoted
    3619 Post(s)
    Potenza rep
    42949682
    Citazione Originariamente Scritto da vita bona Visualizza Messaggio
    Tizio al 1 gennaio 2021 non ha mai depositato neanche un euro su exchange stranieri.
    ...
    Le regole di cui tener conto sono le stesse su exchange stranieri e italiani.
    - L'obbligo di compilare il quadro RW infatti si evita solo presso "intermediari residenti", ma gli exchange non sono riconosciuti come intermediari finanziari. Lo abbiamo scoperto di recente in questa discussione, guarda le pagine precedenti.
    - L'obbligo di dichiarare le plusvalenze in caso di superamento della soglia di giacenza di valuta estera (e virtuale, se accettiamo la tesi dell'AdE che la equipara alla valuta estera) non cambia con la nazionalità dell'exchange.

  9. #1769
    L'avatar di MoneyFca
    Data Registrazione
    Jun 2020
    Messaggi
    534
    Mentioned
    4 Post(s)
    Quoted
    340 Post(s)
    Potenza rep
    9352953
    Citazione Originariamente Scritto da lastrico Visualizza Messaggio
    La questione del Valore finale in colonna 8 del quadro RW non è banale. La normativa su cui ci si dovrebbe basare non fornisce una chiara soluzione, mi pare.

    La materia è regolata dal DL 167/1990 e succcesive modifiche, che però all'articolo 4 si limita a prevedere l'obbligo di dichiarazione delle attività estere di natura finanziaria, lasciando all'Agenzia delle Entrate il potere di specificare il contenuto della dichiarazione.

    Le persone che "nel periodo d'imposta, detengono investimenti all'estero ovvero attivita' estere di natura finanziaria, suscettibili di produrre redditi imponibili in Italia, devono indicarli nella dichiarazione annuale dei redditi."
    ...snip...
    "Gli obblighi di indicazione nella dichiarazione dei redditi previsti nel comma 1 non sussistono altresi' per i depositi e conti correnti bancari costituiti all'estero il cui valore massimo complessivo raggiunto nel corso del periodo d'imposta non sia superiore a 15.000 euro."
    ...snip...
    "Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate, e' stabilito il contenuto della dichiarazione annuale prevista dal comma 1 nonche', annualmente, il controvalore in euro degli importi in valuta da dichiarare.



    Cerchiamo dunque di capire come l'AdE ha disciplinato l'obbligo di monitoraggio fiscale (nello stesso quadro RW utilizzato per il calcolo dell'IVAFE, anche quando non è dovuta IVAFE).

    Sul sito MEF si trova la Circolare 38/E del 2013 con oggetto "Le nuove disposizioni in materia di monitoraggio fisce. Adempimenti dei contribuenti. Ritenuta sui redditi degli investimenti esteri e attività estere di natura finanziaria",

    dove si illustra il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 18 dicembre 2013, emanato in attuazione dell’articolo 4 del decreto legge n. 167 del 1990.

    Al punto 1.3.1, tra le attività finanziarie da dichiarare, vengono elencate anche le "valute estere".

    Al punto 1.4 si affema che Nel quadro RW devono essere riportate le consistenze degli investimenti e delle attività valorizzate all’inizio di ciascun periodo d’imposta ovvero al primo giorno di detenzione (di seguito, “valore iniziale”) e al termine dello stesso ovvero al termine del periodo di detenzione nello stesso (di seguito, “valore finale”), nonché il periodo di possesso.

    Al punto 1.4.1, Nel caso in cui siano cedute attività finanziarie appartenenti alla stessa categoria, acquistate a prezzi e in tempi diversi, per stabilire quale delle attività finanziarie è detenuta nel periodo di riferimento il metodo che deve essere utilizzato è il cosiddetto “L.I.F.O.” e, pertanto, si considerano ceduti per primi quelli acquisiti in data più recente.


    La Circolare 38/2013, tuttavia, come spiega Sandro Botticelli in https://www.odcec.mi.it/docs/default...3.pdf?sfvrsn=0, a proposito dei "Dossier complessi" che includono titoli e valute (caso diverso ma simile, direi),

    non affrontava con esempi pratici le modalità di rilevazione sul quadro RW delle movimentazioni complesse proprie di tali Dossier, con una pluralità di acquisti e vendite nell’anno; unica indicazione pratica era data dalla Circ. 1 del 15 febbraio 2013 pag. 27, che chiedeva di compilare una riga per ognuna delle movimentazioni, pagando IVAFE in ragione dei giorni intercorsi, complicando notevolmente la vita ai contribuenti in regime dichiarativo, tanto più che dal 2013 tutto ciò andava fatto anche per importi modesti, visto che non c’era più un limite minimo alla rilevazione nel quadro RW. In UNICO 2015 per l’anno 2014, e in Unico 2016 per l’anno 2015, l’Agenzia delle Entrate almeno in parte accoglie le richieste di semplificazione avanzate dagli operatori: infatti, le istruzioni affermano che “in presenza di più operazioni della stessa natura, il contribuente può aggregare i dati per indicare un insieme di attività finanziarie omogenee caratterizzate, cioè, dai medesimi codici “investimento” e “Stato Estero”. In tal caso il contribuente indicherà nel quadro RW i valori complessivi iniziali e finali del periodo di imposta, la media ponderata dei giorni di detenzione di ogni singola attività rapportati alla relativa consistenza, nonché l’IVAFE complessiva dovuta per il gruppo di attività. La predetta compilazione semplificata del quadro RW è ammessa a condizione che sia predisposto e conservato un apposito prospetto da esibire o trasmettere, su richiesta all’Amministrazione finanziaria, in cui sono specificati i dati delle singole attività finanziarie“(2 Fascicolo Redditi PF 2017 Istruzioni a pag. 36).
    Viene così eliminata almeno la necessità di compilare un rigo del quadro RW per ogni singola attività detenuta, indicandone i giorni di possesso, ed il prospetto richiesto dall’Agenzia con il dettaglio dei conteggi può integrarsi con quello di dettaglio delle operazioni in titoli richiesto nel quadro RT. Un’ulteriore semplificazione è contenuta nella risposta ad un quesito di Telefisco ,ufficializzata nella Circolare 12/E dell’8 aprile 2016, pag. 52: in presenza di un Dossier titoli è consentito indicare in RW il valore iniziale e quello finale con riferimento al Dossier nel suo complesso, quindi compilando un unico rigo del quadro RW e indicando i giorni di detenzione corrispondenti al periodo di durata del dossier; tuttavia se vi sono variazioni in aumento dovute a nuovi apporti di capitale, dalla data di apporto decorre un nuovo periodo autonomo di rilevazione; viene indicato il codice 14 “ALTRE ATTIVITÁ ESTERE DI NATURA FINANZIARIA”, da utilizzare per le rilevazioni rinviando, per esigenze tecnico organizzative, l’individuazione di uno specifico codice al modello di dichiarazione per i redditi 2016; infatti a partire dalle istruzioni di Redditi Persone fisiche 2017 per la dichiarazione dei redditi 2016 e per quelle successive , viene introdotto tra i codici per compilare la colonna 3 ( codici individuazione beni) il codice numero 20 “Conto Deposito titoli all’estero”. La Circolare ribadisce tuttavia che “per consentire l’attività di controllo, permane, comunque, l’onere per il contribuente di predisporre e conservare un apposito prospetto, da esibire o trasmettere su richiesta dell’Amministrazione finanziaria, in cui sono specificati i dati delle singole attività finanziarie valorizzate in conformità ai criteri di valorizzazione delle attività contenuti nella circolare 38/2013” [...]



    Inoltre, come sappiamo, dalla dichiarazione dei redditi per l'anno d'imposta 2018 le istruzioni riportano che per la valute virtuali va utilizzato il codice attività 14 senza obbligo di indicazione del codice Stato estero.
    Lastrico,

    la circolare 38/2013 è nota ed è altrettanto legittimo il procedimento estensivo che mi sembra tu voglia adottare. Le conclusioni, però, mi sembrano siano diverse.

    La circolare 38/2013 è precedente alla risoluzione Ade n°72/E del 2016, è precedente all'interpello (per me risoluzione) Ade n. 956-39/2018 e, come hai riferito tu, è precedente alle istruzioni inerenti la dichiarazione dei redditi 2019 per anno d'imposta 2018, provvedimenti questi con cui l'Ade tratta specificatamente di BTC.

    In buona sostanza a quell'epoca (2013) l'Agenzia delle entrate ancora non aveva attenzionato i BTC in quanto attività finanziaria residuale rispetto alla fiscalità complessiva dello Stato.

    Con questo non voglio dire che detta circolare non sia applicabile, anzi!, per me lo è a pieno titolo.

    Ma qual'è lo spirito della "norma"?
    lo si capisce nel momento in cui "concede" la famosa aggregazione dei dati per cercare di semplificare le procedure dichiarative, ma si affretta a precisare, altresì, che "In tal caso il contribuente indicherà nel quadro RW i valori complessivi iniziali e finali del periodo di imposta, la media ponderata dei giorni di detenzione di ogni singola attività rapportati alla relativa consistenza, nonché l’IVAFE complessiva dovuta".

    Cioè in buona sostanza l'Ade si pone il problema del corretto introito del gettito fiscale derivante dall'IVAFE che soltanto il calcolo con la media ponderata può assicurare e questo chiunque lo comprende perchè se così non fosse basterebbe acquistare attività finanziarie il 2/1 e rivenderle il 30/12 per dichiarare zero al 1/1 e zero al 31/12 con la conseguente elusione dell'IVAFE. E' stato già prospettato in questo Fol.....

    Comunque, il tempo passa ed i BTC assumono quotazioni e capitalizzazione del mercato rilevanti circa la tassazione, lo si capisce dal tenore della risoluzione Ade n°72/E del 2016 (BTC non tassabili) e dal successivo interpello n. 956-39/2018 con il quale l'Ade si accorge del potenziale gettito fiscale dei BTC e conseguentemente, ritiene che se superi la soglia devi tassare le cessioni a pronti di BTC e, anzi, se è una cessione a termine, devi sempre tassarli.

    Sappiamo tutti che per i BTC l'Ivafe non è dovuta; Quindi, tangibilmente, che cosa potrebbe interessare all'Ade che non sfugga a tassazione? la plusvalenza soltanto!

    In conclusione: e perchè mai l'Ade dovrebbe chiedere una complicanza dichiarativa del quadro RW che non produce Imposta? Non solo, ma a leggere attentamente le istruzioni te lo dice pure alla colonna 8: il valore al termine del periodo di imposta ovvero al termine del periodo di detenzione dell'attività. Per i conti correnti e libretti di risparmio va indicato il valore medio di giacenza, ciò a significare che solo quando ci possa essere suscettibilità impositiva, allora si deve affinare il calcolo, ovviamente ricorrendo alla media ponderata. Ma questo io l'ho già precisato in precedenza, e tu che segui il Fol lo sai.

    Tu tempo fa mi hai posto un quesito:

    Citazione Originariamente Scritto da lastrico Visualizza Messaggio
    Esempio: parto con 10.000 di controvalore in euro, vendo per 3.000 di controvalore e bonifico, al 31/12 ho 9.000 di controvalore secondo quotazioni 31/12. Come dichiareresti in RW?
    Io ti ho risposto:

    Citazione Originariamente Scritto da MoneyFca Visualizza Messaggio
    Nella presunzione che stiamo parlando di cessione di BTC a pronti, io dichiarerei così la colonna 8 del quadro RW:

    - al 31/12 €. 12.000, di cui €.9.000 quale consistenza effettiva al 31/12 (..... il valore al termine del periodo di imposta.....) alla quale aggiungerei €. 3.000 del bonifico con il quale si è terminata durante l'anno la detenzione di quota parte dell'attività (.........ovvero al termine del periodo di detenzione dell'attività......).

    Oltre a ciò preparerei lo schema riepilogativo dello storico delle transazioni da conservare per eventuale richiesta da parte dell' Ade: "......Per esigenze di semplificazione, il contribuente indica, per ciascuna società o entità giuridica, il valore complessivo di tutti i prodotti finanziari e patrimoniali di cui risulta essere il titolare effettivo, avendo cura di predisporre e conservare un apposito prospetto in cui devono essere specificati i valori delle singole attività. detto prospetto deve essere esibito o trasmesso, su richiesta, all’amministrazione finanziaria......."
    Quindi tu in un caso come quello che mi hai prospettato, come compileresti il tuo quadro RW?
    Chiariamo, non sono il depositario della verità ed ho molti dubbi che anche grazie a te riesco a chiarire......
    Ultima modifica di MoneyFca; 20-03-21 alle 17:36

  10. #1770
    L'avatar di lastrico
    Data Registrazione
    Dec 2011
    Messaggi
    6,062
    Blog Entries
    22
    Mentioned
    65 Post(s)
    Quoted
    3619 Post(s)
    Potenza rep
    42949682
    Citazione Originariamente Scritto da MoneyFca Visualizza Messaggio
    Lastrico,

    la circolare 38/2013 è nota ed è altrettanto legittimo il procedimento estensivo che mi sembra tu voglia adottare. Le conclusioni, però, mi sembrano siano diverse.

    La circolare 38/2013 è precedente alla risoluzione Ade n°72/E del 2016, è precedente all'interpello (per me risoluzione) Ade n. 956-39/2018 e, come hai riferito tu, è precedente alle istruzioni inerenti la dichiarazione dei redditi 2019 per anno d'imposta 2018, provvedimenti questi con cui l'Ade tratta specificatamente di BTC.

    In buona sostanza a quell'epoca (2013) l'Agenzia delle entrate ancora non aveva attenzionato i BTC in quanto attività finanziaria residuale rispetto alla fiscalità complessiva dello Stato.

    Con questo non voglio dire che detta circolare non sia applicabile, anzi!, per me lo è a pieno titolo.

    Ma qual'è lo spirito della "norma"?
    lo si capisce nel momento in cui "concede" la famosa aggregazione dei dati per cercare di semplificare le procedure dichiarative, ma si affretta a precisare, altresì, che "In tal caso il contribuente indicherà nel quadro RW i valori complessivi iniziali e finali del periodo di imposta, la media ponderata dei giorni di detenzione di ogni singola attività rapportati alla relativa consistenza, nonché l’IVAFE complessiva dovuta".

    Cioè in buona sostanza l'Ade si pone il problema del corretto introito del gettito fiscale derivante dall'IVAFE che soltanto il calcolo con la media ponderata può assicurare e questo chiunque lo comprende perchè se così non fosse basterebbe acquistare attività finanziarie il 2/1 e rivenderle il 30/12 per dichiarare zero al 1/1 e zero al 31/12 con la conseguente elusione dell'IVAFE. E' stato già prospettato in questo Fol.....

    Comunque, il tempo passa ed i BTC assumono quotazioni e capitalizzazione del mercato rilevanti circa la tassazione, lo si capisce dal tenore della risoluzione Ade n°72/E del 2016 (BTC non tassabili) e dal successivo interpello n. 956-39/2018 con il quale l'Ade si accorge del potenziale gettito fiscale dei BTC e conseguentemente, ritiene che se superi la soglia devi tassare le cessioni a pronti di BTC e, anzi, se è una cessione a termine, devi sempre tassarli.

    Sappiamo tutti che per i BTC l'Ivafe non è dovuta; Quindi, tangibilmente, che cosa potrebbe interessare all'Ade che non sfugga a tassazione? la plusvalenza soltanto!

    In conclusione: e perchè mai l'Ade dovrebbe chiedere una complicanza dichiarativa del quadro RW che non produce Imposta? Non solo, ma a leggere attentamente le istruzioni te lo dice pure alla colonna 8: il valore al termine del periodo di imposta ovvero al termine del periodo di detenzione dell'attività. Per i conti correnti e libretti di risparmio va indicato il valore medio di giacenza, ciò a significare che solo quando ci possa essere suscettibilità impositiva, allora si deve affinare il calcolo, ovviamente ricorrendo alla media ponderata. Ma questo io l'ho già precisato in precedenza, e tu che segui il Fol lo sai.

    Tu tempo fa mi hai posto un quesito:



    Io ti ho risposto:



    Quindi tu in un caso come quello che mi hai prospettato, come compileresti il tuo quadro RW?
    Chiariamo, non sono il depositario della verità ed ho molti dubbi che anche grazie a te riesco a chiarire......
    E' quello che sto cercando di capire. Sinceramente non sono ancora giunto a una conclusione.

    Se si trattasse di un dossier titoli estero, su cui si paga IVAFE, utilizzerei la soluzione prospettata dalla circolare 12/E del 2016, cioè indicherei il valore iniziale e finale per ciascun periodo, iniziando un nuovo periodo per ogni apporto (cioè per ogni bonifico dal conto italiano), come spiega Botticelli: "in presenza di un Dossier titoli è consentito indicare in RW il valore iniziale e quello finale con riferimento al Dossier nel suo complesso, quindi compilando un unico rigo del quadro RW e indicando i giorni di detenzione corrispondenti al periodo di durata del dossier; tuttavia se vi sono variazioni in aumento dovute a nuovi apporti di capitale, dalla data di apporto decorre un nuovo periodo autonomo di rilevazione"
    Per estensione, anche se non è precisato nella circolare, credo che indicherei un nuovo periodo anche in coincidenza con ogni prelievo (bonifico verso conto italiano). Se non sbaglio è questo il metodo adottato da @Dichiarativo (ora DichiarativoFacile) nella compilazione dell'RW dei conti trading.

    Il problema nel caso delle cripto è che, se non è dovuta IVAFE, non si possono neanche indicare i giorni di detenzione, quindi non avrei modo di evidenziare che i diversi righi si riferiscono a porzioni dell'anno e non ciascuno all'intero anno. E' vero che in assenza di IVAFE non si paga nulla per l'RW, ma il valore dell'RW potrebbe essere presunto fruttifero di reddito... in assenza di prova contraria documentata (art. 6 DL 167/90). Per cui non vorrei che risultasse in RW un totale abnorme rispetto al reale.


    p.s. In che senso dici che l'interpello 2018 per te vale come una risoluzione?

Accedi