Il coronavirus è più o meno letale dell'influenza? - Pagina 6
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  1. #51
    L'avatar di bear$
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    Citazione Originariamente Scritto da gilardino Visualizza Messaggio
    Al di là di qualsiasi considerazione scientifica hai mai visto chiudere asili scuole università stadi e mettere il personale in Smart warking per l'influenza?
    Il fatto di avere o non avere un vaccino ti pare SECONDARIO?

  2. #52

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    A chi ancora non ha capito la differenza tra un coronavirus ad RNA con pezzi di AIDS e SARS ed una normale influenza consiglio una lettura del primo post di questo mio vecchio tread:

    Per chi crede che sia una normale influenza stagionale

  3. #53
    L'avatar di dammatra
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    Citazione Originariamente Scritto da manx Visualizza Messaggio
    si , ma qua c'entra anche il fatto tecnico che non ci sono posti sufficienti in TI . In un certo senso è come dire che in un caso di colera ci si accorge che sono finiti gli antibiotici e non li puoi curare quindi la mortalità è alta . Cioè qua si inserisce un fatto tecnico non facilmente risolvibile in pochi giorni che fa alla fine risultare più letale una malattia che in presenza di sufficienti posti in TI sarebbe meno letale
    e' sempre un fatto tecnico. la medicina e' un fatto tecnico.

    se non ci fossero i medici ci sarebbero milioni di morti.

    se si facessero screening a tappeto a tutte le persone in tutto il mondo alla ricerca di qualunque patologia avremmo milioni di morti in meno

    si tarano le risorse in funzione delle necessita', ci sono medici e strutture in funzione delle necessita'.

    abbiamo un problema di contagiosita' mai vista che rende impossibile curare tutti nello stesso momento: adesso bisogna evitare il contagio subito e ritarare le risorse per quel che si puo'.

    qundi se non si riesce a fare questo allora, si', il coronavirus e' molto piu' letale dell'influenza.

  4. #54
    L'avatar di Balabiott78
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    Citazione Originariamente Scritto da g3ox Visualizza Messaggio
    A chi ancora non ha capito la differenza tra un coronavirus ad RNA con pezzi di AIDS e SARS ed una normale influenza consiglio una lettura del primo post di questo mio vecchio tread:

    Per chi crede che sia una normale influenza stagionale
    Polmonite fa 14 mila morti all'anno in Italia.
    Il corona non ci arriverà mai, mai nemmeno minimamente vicino.
    E non perchè ci stanno le misure di contenimento che come si vede non contengono nulla.

  5. #55
    L'avatar di dammatra
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    quindi tu sei l'unico intelligente in un mondo di cojòni.

    per capire.

  6. #56
    L'avatar di ghesbocio
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    Citazione Originariamente Scritto da dammatra Visualizza Messaggio
    quindi tu sei l'unico intelligente in un mondo di cojòni.

    per capire.
    qual è l'altra possibilità?

  7. #57
    L'avatar di dammatra
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    Citazione Originariamente Scritto da ghesbocio Visualizza Messaggio
    qual è l'altra possibilità?
    non si puo' mai dire.

    gradirei un commento da balabiott su questo articolo di Lancet.

    Lancet, eh, mica Topolino. Purtroppo e' in inglese ma google restituisce una ottima traduzione in italiano.

    Poi potremo fare anche altre considerazioni.

    https://www.thelancet.com/journals/l...567-5/fulltext

  8. #58

  9. #59
    L'avatar di Midatauro
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    Citazione Originariamente Scritto da dandytrader Visualizza Messaggio
    la peste non è neppure un virus, chi mette vaiolo prima di rabbia capisce nulla. Questo virus non ha nulla a che vedere con le influenze, nemmeno con la spagnola, che al giorno d'oggi verrebbe curata nel 98/99% dei casi
    Secondo la teoria più diffusa la peste nera era dovuta ad un batterio, ma c'è una teoria alternativa secondo cui l'agente patogeno era un virus.


    “…due ricercatori dell’ università di Liverpool, Susan Scott e Christopher Duncan, autori del saggio*Biology of Plagues*pubblicato dalla*Cambridge University Press. La loro tesi è che la peste del 1347-48, quella descritta dal*Boccaccio nel Decamerone, e le pesti successive, fino a quella del 1630-31 descritta dal*Manzoni nei Promessi Sposi, non furono pesti vere, cioè malattie epidemico-contagiose dovute – come fin qui s’è creduto – al bacillo denominato Yersinia pestis in onore del suo scopritore, il medico svizzero Alexandre Yersin che ne dimostrò la presenza nel materiale infetto durante l’epidemia di Hong-Kong del 1894.
    Le tesi, rivoluzionaria, è fondata su*criteri clinici e su rilievi di epidemiologia, biologia molecolare e modellistica informatica. Essa colloca «il quadro delle pesti europee in una nuova cornice». Anzitutto ricordiamo che, com’è noto, la peste arrivò in Europa dall’Asia ...
    Clinicamente la malattia fu caratterizzata da febbre alta, fetore corporeo, sbocchi di sangue, macchie emorragiche sulla pelle, tumefazioni ghiandolari (bubboni): un quadro, affermano Scott e Duncan, che non è affatto specifico della peste da bacillo di Yersin, ma è proprio di altre malattie, del passato e del presente, che ebbero o hanno caratteristiche analoghe e analogo decorso iperacuto con esordio improvviso.
    Si tratta di malattie vecchie e nuove come l’ influenza «spagnola» del 1918, l’ Aids prima maniera, la malattia da virus Ebola: malattie, come si vede, non bacillari, ma virali.
    La peste che esordì in Europa nel basso Medioevo fu dunque dovuta a un virus? Di quella peste il Boccaccio e i testimoni coevi – medici e cronisti – descrivono l’andamento repentino, i decessi fulminei, i contagi immediati (cioè i contatti apparentemente da uomo a uomo). Non si parla né di topi (ospiti di prima scelta del bacillo di Yersin) né di pulci (vettrici del bacillo); si pensò che tale omissione fosse dovuta al fatto che pulci e topi erano una presenza quasi fisiologica in una società, come quella medievale, a corto d’igiene individuale e collettiva.
    Ma, rilevano i due attenti ricercatori di Liverpool, il topo marrone fece la sua comparsa in Europa mezzo secolo dopo la scomparsa spontanea della peste(che essi datano intorno al 1670). E d’altra parte il rapidissimo propagarsi dell’ epidemia come avrebbe potuto essere compatibile con un contagio murino, mediato da topi certamente ostacolati nei loro percorsi dalle barriere naturali dei fiumi, dei monti, dei mari?*Il contagio, si afferma, non poté che essere interumano, trasmesso dall’ uomo all’ uomo attraverso le vie di comunicazione transfluviali, transmarine, transalpine….
    Giorgio Cosmacini
    Archivio Corriere della Sera

    “Alcuni biologi dell’Università di Liverpool, nel Regno Unito, hanno pubblicato un nuovo studio dal quale risulta che,*se il dieci per cento degli europei è immune al virus dell’Hiv, ciò è dovuto alle epidemie che si diffusero nel continente in epoche passate. Gli scienziati sanno da tempo che queste persone sono portatrici di una mutazione genetica (del gene chiamato Ccr5) che impedisce al virus dell’Hiv di penetrare nel loro sistema immunitario. A sconcertarli è stato il fatto che l’Hiv è comparso solo di recente e quindi non può aver fatto aumentare la frequenza della mutazione fino ai livelli elevati che si riscontrano oggi in alcune parti d’Europa. Tuttavia, un nuovo studio condotto da Christopher Duncan e Susan Scott attribuisce la grande diffusione della mutazione al fatto che essa previene il contagio anche da un’altra malattia virale mortale che ha devastato l’Europa in passato. Secondo il professor Duncan, “Il fatto che la […] mutazione sia limitata all’Europa sta ad indicare che le epidemie del Medio Evo hanno svolto un ruolo fondamentale nell’aumento della frequenza della mutazione. Anche queste epidemie rimasero confinate all’Europa, si protrassero per oltre 300 anni ed ebbero un tasso di mortalità del 100 per cento”. Mentre alcuni storici hanno cercato di sostenere che le varie epidemie che si diffusero in Europa nelle epoche passate erano focolai di peste bubbonica, che è una malattia batterica, il professor Duncan e la dottoressa Scott hanno dimostrato che in realtà si trattava di*epidemie di una febbre emorragica virale e letale che utilizzava*il gene Ccr5*per penetrare nel sistema immunitario (v.*mutazione CCR5-delta 32). Avvalendosi di modelli computerizzati, i due ricercatori hanno dimostrato come il manifestarsi di questa malattia nel corso della storia abbia fornito la pressione selettiva necessaria – offrendo semplicemente protezione da una morte altrimenti certa – a fare aumentare la frequenza di questa mutazione genetica da 1 caso su 20.000 all’epoca della “morte nera”, nel 1347, ai valori odierni di 1 caso su 10. “L’epidemia emorragica non scomparve dopo la grande peste di Londra del 1665-66, ma continuò a dilagare in Svezia, a Copenaghen, in Russia, in Polonia e in Ungheria fino al 1800″, ha concluso il professor Duncan. “Il perdurare dell’epidemia emorragica ha determinato il protrarsi della pressione selettiva sulla [mutazione genetica] ed è per questo che oggi essa si riscontra con la*massima frequenza in Scandinavia e in Russia”.
    marketpress I BIOLOGI ASSOCIANO L'IMMUNIT? DEGLI EUROPEI AL VIRUS DELL'HIV ALLE EPIDEMIE DIFFUSESI NEL MEDIO EVO

    Peste Nera | Verso un Mondo Nuovo

  10. #60
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    Polmonite fa 14 mila morti all'anno in Italia.
    Il corona non ci arriverà mai, mai nemmeno minimamente vicino.
    E non perchè ci stanno le misure di contenimento che come si vede non contengono nulla.
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    per capire.
    Citazione Originariamente Scritto da dammatra Visualizza Messaggio

    gradirei un commento da balabiott su questo articolo di Lancet.

    Lancet, eh, mica Topolino. Purtroppo e' in inglese ma google restituisce una ottima traduzione in italiano.

    Poi potremo fare anche altre considerazioni.

    https://www.thelancet.com/journals/l...567-5/fulltext
    Io aspetto sempre il dotto commento di @Balabiott78

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