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FAQ DICHIARATIVO 2/5 (Quadri RM e RT)

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FAQ REGIME DICHIARATIVO parte 2 di 5 (Quadri RM e RT)

Attenzione! Si prega di segnalare in privato se si desidera l’aggiunta di altre domande o esempi o se si ritiene di aver trovato errori e imprecisioni sempre possibili nonostante lo sforzo nel verificare le informazioni raccolte. Si ringrazia chi ha collaborato alle risposte. Per ora: @Imar
Grazie anche a @younggotti, autore del foglio Excel per il calcolo LIFO.

D.2.1 Come si dichiarano in dichiarazione dei redditi i guadagni da trading e investimenti, su un conto estero in regime dichiarativo?
R.2.1 Nel quadro RM o nel quadro RT della dichiarazione dei redditi a seconda che si tratti di "redditi di capitale" o "redditi diversi". Sono "redditi di capitale" i dividendi azionari, le cedole obbligazionarie, i proventi degli ETF armonizzati, gli eventuali interessi attivi sul conto: questi vanno indicando nel rigo RM12 del quadro RM. Sono considerati invece "redditi diversi" i guadagni (plusvalenze) sulle compravendite di azioni e altri titoli, con l'eccezione degli guadagni sulla compravendita di ETF che sono invece sempre "redditi di capitale".

D.2.2 I guadagni si compensano con le perdite?
R.2.2. Solo se si tratta di "redditi diversi", mentre non si compensano se sono "redditi di capitale". In regime dichiarativo, le minusvalenze si compensano con le plusvalenze se sono realizzate nel corso dello stesso anno, a prescindere dall'ordine cronologico. Inoltre si possono utilizzare se le minusvalenze "ereditate" dai quattro anni precedenti.

D.2.3 In pratica cosa va indicato nel quadro RM?
D.2.3 Nel quadro RM, in particolare nella Sezione V, vanno indicati i dividendi, le cedole, i proventi da ETF armonizzati, nonché gli eventuali interessi attivi sul conto estero, specificando il codice "tipo di reddito" corrispondente, il codice Stato, l'ammontare e la relativa imposta. In certi casi (proventi di ETF armonizzati e interessi) è possibile barrare la casella per optare per la tassazione ordinaria.
Non vanno dichiarati i redditi di capitale su cui sia già stata operata la ritenuta dovuta al fisco italiano, oltre a quella eventualmente trattenuta all'estero. Verifica quindi sul conto se già c'è stata la trattenuta italiana, che sui dividendi azionari è del 26 percento.

D.2.4 Cosa va nel quadro RT?
R.2.4 Nella Sezione II del quadro RT ("Plusvalenze assoggettate a imposta sostitutiva del 26%") vanno indicati i guadagni (plusvalenze) o le perdite (minusvalenze) dalla vendita nel corso dell'anno di azioni e altri titoli, con l'eccezione delle plusvalenze dalla vendita di ETF e fondi. Nel quadro RT occorre riportare la somma dei corrispettivi incassati e la somma dei costi d'acquisto (sommando ai costi le commissioni di negoziazione d'acquisto e di vendita). Si possono inoltre sottrarre le eventuali minusvalenze accumulate negli anni precedenti. Sulla differenza, se positiva, bisogna pagare l'imposta sostitutiva sulle plusvalenze del 26%. Se invece la differenza è negativa si avrà una minusvalenza da utilizzare negli anni successivi.

Allegato 2740826

D.2.5 Come si calcolano le plusvalenze nel regime dichiarativo?
R.2.5 La plus o minusvalenza è data dalla differenza positiva o negativa tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto calcolata con il metodo LIFO - Last In First Out, cioè si considerano prima gli acquisti più recenti poi quelli più antichi). È diverso dal PMC (Prezzo Medio di Carico, media ponderata su tutti gli acquisti). Se il criterio di calcolo LIFO non fosse già utilizzato nel report del broker, occorrerà rielaborare i dati con appositi fogli di calcolo come quello messo a disposizione dall'utente younggotti nel "Domande sul regime dichiarativo", link diretto al file Excel: https://www.finanzaonline.com/forum/...oglio-lifo.zip

D.2.6 Qual è in concreto la differenza tra Prezzo Medio di Carico e calcolo LIFO? Un esempio?
R.2.6 Se hai comprato una certa azione tutta in un sol colpo, tutte le azioni allo stesso prezzo, e vendi tutto in una volta, tutte le azioni allo stesso prezzo, allora non c'è differenza, basta sottrarre il prezzo di acquisto dal prezzo di vendita e moltiplicare per il numero di azioni.
Se invece si compra e si vende in più tranche e a prezzi diversi, i due metodi di calcolo possono portare risultati diversi.
Con il PMC, com'è calcolato dalla banca italiana sul tradizionale conto in regime amministrato, se compri 2.000 azioni del titolo Vattelappesca a 10 euro l'una e in seguito ne compri altre 1.000 a 13 euro l'una, avrai un Prezzo Medio di acquisto di 11 euro ad azione [(2.000x10+1.000x13)/3.000)=33.000/3.000=11]. Se infine di quelle 3.000 azioni ne vendi 1.500 a 15 euro l'una, la plusvalenza sarà 1.500x15 - 1.500x11 = 22.500 - 16.500 = 6.000 euro.
Viceversa nel calcolo LIFO sulle 1.500 azioni vendute a 15 euro il valore d'acquisto va così determinato: anzitutto si considerano le azioni acquistate per ultime, quindi 13 euro per le 1.000 azioni acquistate a quel prezzo, e poi, via via, le azioni acquistate prima, quindi il prezzo di 10 euro ad azione per le restanti 500 azioni. La plusvalenza sulla vendita calcolata con criterio LIFO sarà dunque di 1.500x15 - (1.000x13 + 500x10) = 22.500 - (13.000 + 5.000) = 22.500 - 18.000 = 4.500 euro.
Per semplicità negli esempi non sono considerate le commissioni di acquisto e di vendita, che vanno aggiunte tra i costi sommandole al valore d'acquisto.
Se questa plusvalenza fosse l'unica realizzata, e non ci fossero minusvalenze da riportare dagli anni precedenti, il quadro RT sezione II andrebbe compilato come in figura.

Allegato 2740978

D.2.7 Che si fa se un titolo era stato acquistato in anni precedenti a quelli dell’anno in dichiarazione?
R.2.7 Si risale agli acquisti degli anni precedenti, sempre con metodo LIFO.
Diciamo per esempio che ho comprato 10 azioni di un certo titolo a 1 euro nel 2017, altre 10 dello stesso titolo a 2 euro nel 2018, ne ho vendute 10 a 1,5 euro nel 2019 e le ultime 10 a 4 euro nel 2020.
La minusvalenza 2019 secondo LIFO è 1,5 (2019) - 2 (2018) = -0,5 (negativo).
La plusvalenza 2020 secondo LIFO è 4 (2020) - 1 (2017) = 3.

D.2.8 Quanto si paga di tassa?
R.2.8 L'aliquota sui guadagni da trading e investimenti è di solito il 26% a prescindere dagli altri redditi percepiti nello stesso anno (da lavoro, immobili, ecc.). Fanno eccezione i BTP e altri titoli di stato sui quali è dovuta l'aliquota agevolata del 12,50%, e i proventi con tassazione IRPEF ordinaria che seguono l'aliquota sul reddito complessivo.

D.2.9 Nel dettaglio, come si dichiarano i vari guadagni in un conto trading estero?
R.2.9 Vediamo caso per caso.

- Dividendi di azioni estere (di aziende con residenza fiscale estera): Nonostante indicazioni contrastanti da parte dell'Agenzia delle Entrate, si ritiene generalmente che vada indicato il dividendo "netto frontiera", cioè al netto dell'eventuale ritenuta operata alla fonte nel paese estero, analogamente alla tassazione sui conti in regime amministrato. Per esempio, se abbiamo percepito dividendi da azioni USA su cui il fisco americano ha già trattenuto la sua fetta (withholding tax) lasciandoci dividendi netti per l'equivalente di 10.000 euro (secondo il cambio ufficiale del giorno), nel rigo RM12 indicheremo come segue: Tipo di reddito H, Codice stato estero 069, ammontare reddito 10.000, aliquota 26%, imposta sostitutiva dovuta 2.600.

Allegato 2740987

- Dividendi di azioni italiane (di aziende con residenza fiscale in Italia): Dividendo lordo nel Quadro RM.

- Plus / minus sulla compravendita di azioni (sia italiane sia estere): Quadro RT.

- Cedole di BTP e altri titoli di Stato di Paesi in whitelist e bond di organismi sovranazionali: Quadro RM rigo RM12, indicando l'aliquota agevolata del 12,50% nella colonna 3 Aliquota %.

- Cedole di obbligazioni societarie e altri bond non-whitelist: Quadro RM rigo RM12 con aliquota 26% in colonna 3.

- Plus / minus dalla vendita di obbligazioni: Quadro RT. Nel caso di BTP e altri titoli di Stato di Paesi in whitelist (aliquota agevolata 12,50%) riportare il 48,08% degli ammontari; formalmente la tassazione è al 26% sul 48,08% (il 48,08% di 26% fa 12,50%).
Nota: per le plusvalenze da obbligazioni si fa riferimento ai costi di acquisto e di vendita al netto dei ratei di interesse.

- Proventi di ETF armonizzati: Sia le plusvalenze che i dividendi vanno nel quadro RM, rigo RM12, indicando in colonna 3 l'aliquota del 26% (o inferiore, da verificare caso per caso rapportata alla composizione, nel caso di ETF obbligazionari composti in tutto o in parte da titoli di Stato di paesi in whitelist e bond di organismi sovranazionali per i quali si applica l'aliquota del 12,50%). E' tuttavia possibile scegliere l'alternativa della tassazione ordinaria barrando l'apposita casella nel rigo RM12 e riportando il totale dei redditi per i quali si è optato per la tassazione ordinaria nel rigo RM15; l'importo deve poi essere sommato agli altri redditi assoggettati all'Irpef e riportato nel rigo RN1, colonna 5, del quadro RN. Questa opzione è da valutare nel caso si abbiano altri redditi personali nulli o bassi cosicché l'aliquota IRPEF marginale + addizionali risulti inferiore al 26%, o si abbiano detrazioni fiscali non utilizzabili per incapienza.
Nota: in caso di acquisti in tranche dello stesso ETF, il prezzo di acquisto va calcolato come prezzo medio ponderato, non con metodo LIFO. Le commissioni di compravendita degli ETF non vanno considerate nel calcolo del prezzo medio ma vanno invece conteggiate tra le minusvalenze nel quadro RT.

- Minusvalenze di ETF armonizzati: Quadro RT. A differenza dei proventi da ETF, sempre redditi di capitale, le perdite sugli ETF vanno tra i redditi diversi quindi possono compensare altre plusvalenze.

- ETF non armonizzati: obbligatoriamente con tassazione ordinaria, vanno dichiarati nel quadro RL del modello Redditi o nel quadro D del 730, e si sommano agli altri redditi personali per il calcolo dell'IRPEF secondo la propria aliquota. Attenzione: vanno inclusi anche gli ETF non armonizzati su conti in regime fiscale amministrato.

- ETC/ETN, Futures, Opzioni, Warrant, Certificati: Quadro RT.

- Cedole di Certificati d'investimento a rendimento *non* garantito: Quadro RT.

- Cedole di Certificati d'investimento a rendimento garantito: Quadro RM.

- CFD (anche Forex): Quadro RT.

- Short azionari: Plus e minus nel quadro RT, Dividendi addebitati (negativi) come minus nel quadro RT.

- Interessi negativi (inclusi overnight sul finanziamento della leva): Non detraibili, non si possono utilizzare.

- Interessi attivi: quadro RM con possibilità di optare per la tassazione ordinaria.

- Commissioni di compravendita: come minus (costi) nel quadro RT.

- Spese dossier titoli, costi informativa e altri costi di trading non riferibili a singole transazioni: Non si possono utilizzare in questi quadri.


D.2.10 Quali sono i codici "tipo di reddito" per dichiarare i redditi di capitale in un conto trading estero ?
R.2.10 Nella colonna"Tipo" nel rigo RM12 va indicato il codice:
B - proventi (cioè sia dividendi sia gain della vendita) di ETF con domicilio estero armonizzati (conformi regole UE)
G - interessi attivi sul conto
H - dividendi azionari

Dall'Appendice alle Istruzioni per la dichiarazione dei redditi alla voce “redditi di capitale di fonte estera soggetti ad imposta sostitutiva”.

Allegato 2740821


D.2.11 Nella colonna "Tipo" del rigo RM12, che tipo indico se ne ho più d'uno?
R.2.11 Compili più quadri RM. (risposta di Imar)

D.2.12 Dove trovo i codici paese da indicare nella colonna 2 del rigo RM12?
R.2.12 Nella tabella nell'appendice delle istruzioni alla dichiarazione dei redditi.

Allegato 2741069

D.2.13 Nel quadro RM, devo indicare i dividendi lordi o il netto frontiera?
R.2.13 La risposta sintetica potrebbe essere:
io indico il NETTO ma il fisco vorrebbe il LORDO, come ribadito da
- Risoluzione Ministeriale 80/E/2007
- Istruzioni Ministeriali alla compilazione della dichiarazione dei redditi
- Risposta ad interpello 111 del 21/04/2020
Io indico il NETTO, perché se lo stesso dividendo è percepito tramite un intermediario residente (soggetti indicati nell’art. 73, lett. a) e b), del TUIR) la ritenuta del 26% è applicata sul NETTO FRONTIERA, e non c'è motivo per discriminare tra i 2 casi.
Le ritenute sono ancora disallineate - Il Sole 24 ORE
(risposta di Imar)

D.2.14 Cosa devo fare se nell'anno sono andato in perdita? Se il risultato del quadro RT è negativo, posso compensare con un risultato positivo nel quadro RM?
R.2.14 No, l'eventuale perdita (minusvalenza) potrà essere utilizzata nei quattro anni successivi ma Domande sul regime dichiarativonon si compensa con i "redditi di capitale". Dunque può succedere di dover pagare un'imposta sui "redditi di capitale" anche se si è in perdita sui "redditi diversi".

D.2.15 Cosa devo fare se mi avanzano minusvalenze?
R.2.15 Le minusvalenze da trading e investimenti vanno inserite nel quadro RT sezione II e sottratte dalle plusvalenze prima del calcolo dell'imposta dovuta. Se però non è possibile compensare parte delle vecchie minusvalenze, o ne avanzano dall'anno per cui si presenta la dichiarazione, le eccedenze non utilizzate vanno riportate nella sezione V del quadro RT nella rispettive colonna secondo l'anno in cui la minusvalenza è stata realizzata.

D.2.16 Cosa devo fare se sono in gain/loss ma non ho venduto, quindi ho un gain/loss solo potenziale?
R.2.16 Al fisco vanno comunicati solo i guadagni e le perdite effettivamente realizzati, non quelli virtuali. Se nel corso dell'anno non hai venduto nulla, non hai realizzato plus o minus, non hai neppure ricevuto dividendi e simili, allora la presentazione dei quadri RM e RT potrebbe non riguardarti. E' però possibile che sia comunque necessaria la compilazione del quadro RW ai fini del monitoraggio fiscale o della determinazione dell'IVAFE, se non sei tra i casi di esonero.

D.2.17 Se ho fatto operazioni in valuta estera, per esempio acquistato e venduto azioni in dollari, come calcolo il cambio per determinare la plus/minus?
R.2.17 Andrebbe utilizzato il tasso di cambio ufficiale reperibile sul sito della Banca d'Italia https://tassidicambio.bancaditalia.i...web/dailyRates
Il comma 2 dellarticolo 9 del TUIR afferma:per la determinazione dei redditi e delle perdite i corrispettivi, i proventi, le spese e gli oneri in valuta estera sono valutati secondo il cambio del giorno in cui sono stati percepiti o sostenuti o del giorno antecedente più prossimo e, in mancanza, secondo il cambio del mese in cui sono stati percepiti o sostenuti.
Vedi anche la circolare dell'Agenzia delle Entrate 57/E del 2019.

D.2.18 Devo dichiarare anche le plusvalenze valutarie dovute alla variazione del tasso di cambio?
R.2.18 Plus e minus dovute unicamente a fluttuazioni del cambio (cioè realizzate da cessione di valuta in quanto tale, non di strumenti finanziari in valuta come sono i titoli in valuta e anche i CFD Forex) vanno dichiarate nel quadro RT solo se nello stesso anno si supera una giacenza in valuta estera equivalente a 51.645,69 euro per 7 giorni lavorativi consecutivi. La verifica va fatta sul complesso di tutti i conti posseduti, anche presso altri intermediari. Parliamo in pratica di conti in valuta estera e conti multicurrency con elevata giacenza di liquidità in currency diversa dall'euro. Per calcolare il controvalore si deve fare riferimento al primo tasso di cambio rilevato nel mese di gennaio, a prescindere dalla data delle operazioni. Se si supera tale soglia vanno dichiarate nel quadro RT, insieme alla plusvalenze da strumenti finanziari, anche tutte le plusvalenze e minusvalenze da cessione di valuta estera.
Per approfondire l'argomento delle plusvalenze valutarie vedi questa guida e quest'articolo sullo stesso tema.

D.2.19 Perché proprio 51.645,69 euro?
R.2.19 La soglia deriva da questa norma del Testo unico delle imposte sui redditi.

Da TUIR (917/86) - Art. 67 - 1-ter:

"Le plusvalenze derivanti dalla cessione a titolo oneroso di valute estere rivenienti da depositi e conti correnti concorrono a formare il reddito a condizione che nel periodo d'imposta la giacenza dei depositi e conti correnti complessivamente intrattenuti dal contribuente, calcolata secondo il cambio vigente all’inizio del periodo di riferimento sia superiore a cento milioni di lire per almeno sette giorni lavorativi continui.[...]"


Cento milioni di lire sono appunto 51.645,69 euro.

D.2.20 Cosa si intende per "cessione di valuta estera"?
R.2.20 Si intende il cambio in altra valuta, ma anche prelievi, pagamenti, acquisti di titoli in valuta estera. Se invece la valuta estera resta ferma sul conto, non c'è cessione e non si realizza plusvalenza.

D.2.21 Come si determina il valore d'acquisto della valuta estera?
R.2.21 Anche per le plusvalenze valutarie si usa il metodo LIFO, Last In First Out, cioè il valore d'acquisto della valuta ceduta va determinato anzitutto sugli acquisti più recenti, poi su quelli più antichi. Il tasso di cambio su cui calcolare la plusvalenza è quello della data dell'operazione (non quello di inizio gennaio che utilizzato per verificare la soglia). Se la valuta estera era stata acquistata in anni precedenti occorre ricostruire lo storico.

D.2.22 Se non fosse possibile documentare il tasso di cambio del giorno d'acquisto della valuta, che potrebbe risalire ad anni addietro, che si fa?
R. 2.22 Il fisco dà la possibilità di utilizzare il minore dei cambi medi mensili dell'anno in cui è stata realizzata la plus o minusvalenza: i tassi medi mensili in questione si trovano sul sito dell'Agenzia delle Entrate.

D.2.23 Se negli stessi sette giorni lavorativi consecutivi ho l'equivalente di 30.000 euro in franchi svizzeri su un conto estero in dichiarativo e l'equivalente di 30.000 euro in dollari su un conto multicurrency presso banca italiana con regime amministrato, la soglia si considera superata?
R.2.23 Sì. In tal caso, nelle plusvalenze valutarie da dichiarare nel quadro RT, vanno inclusi anche quelle sul conto italiano in regime fiscale amministrato, perché in questo caso la banca non opera da sostituto d'imposta.

D.2.24 Ho realizzato minusvalenze da cessione di valuta estera. Posso utilizzarle in dichiarazione anche se non ho superato la soglia di giacenza?
R.2.24 No.

(versione 3/2/21)

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Updated 11-02-21 at 21:56 by lastrico

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