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FAQ REGIME DICHIARATIVO parte 1 di 5 - Introduzione

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FAQ REGIME DICHIARATIVO parte 1 di 5 - Introduzione


Attenzione! Si prega di segnalare in privato se si desidera l’aggiunta di altre domande o esempi o se si ritiene di aver trovato errori e imprecisioni sempre possibili nonostante lo sforzo nel verificare le informazioni raccolte. Si ringrazia chi ha collaborato alle risposte. Per ora: @Imar

D.1.1 Cosa significa che un conto trading è “in regime dichiarativo”?
R.1.1 Significa che dovrai pensare da solo agli adempimenti fiscali, che invece vengono sbrigati dalla banca o altro intermediario quando utilizzi un conto in regime amministrato, quello solitamente adottato per i conti “italiani”. In pratica con il regime dichiarativo dovrai dichiarare ogni anno i guadagni di trading e investimenti, calcolare le relative imposte e pagarle in autonomia. I quadri del modello Redditi che può essere necessario compilare (tutti o alcuni, secondo i casi) sono RM, RT e RW. Vedi al riguardo questo video esplicativo, e le nostre FAQ successive.
Per la cronaca, oltre a dichiarativo e amministrato esiste un terzo regime, quello gestito, adottato per esempio da gestori come Moneyfarm e simili.
Questa tabella riassume le principali caratteristiche dei tre regimi fiscali (da "La tassazione dei redditi di capitale e delle plusvalenze finanziarie", Alessandra Sanelli - Banca d'Italia, Servizio assistenza e consulenza fiscale).

Allegato 2742907

D.1.2 Quali sono i conti in regime dichiarativo e quali in amministrato?
R.1.2 Normalmente quando apri un dossier titoli presso una banca italiana (o comunque stabilita in Italia con una succursale, anche se la sede principale è all’estero) si tratta di un conto in regime amministrato, dove la banca fa da sostituto d’imposta cioè provvede a calcolare tutte le imposte sul trading e sugli investimenti e a versarle al fisco. Di norma un conto italiano è automaticamente aperto in regime amministrato a meno che non si chieda il dichiarativo. Per fare qualche esempio, Fineco, Sella e tutte le altre banche italiane, ma anche Binck Bank e Directa... sono in regime amministrato, a meno che non si chieda il passaggio al dichiarativo.
Viceversa i conti trading con intermediari esteri (senza succursale in Italia) sono in regime dichiarativo, cioè l’intermediario non fa da sostituto d’imposta. Per fare qualche esempio, Interactive Brokers, l’olandese DeGiro, lo spagnolo iBroker, eToro, Trading 212 e via dicendo.

Allegato 2742918


D.1.3 Posso aprire un conto trading all'estero e pensare al fisco in un secondo tempo?
R.1.3 L'aspetto fiscale va programmato PRIMA di aprire il conto estero, ovviamente in base alla propria situazione personale.
Non si apre il conto estero e poi - dopo un anno - ci si dice.... oh mamma ed adesso come faccio con la parte fiscale? cosa devo compilare in dichiarazione? quanto costa farsi assistere da un professionista?... eh no!
(risposta di Imar)

D.1.4 Quali sono i vantaggi e gli svantaggi del regime dichiarativo?

R.1.5

SVANTAGGI DEL DICHIARATIVO
Da una parte, il regime dichiarativo è una seccatura perché comporta di dover occuparsi da soli delle tasse, che in Italia è sempre faccenda complicata, ma lo è ancor di più in questo caso.
Il dichiarativo comporta:
- maggior complessità
- eventuali costi dell'assistenza fiscale, non sempre facili da determinare in anticipo
- responsabilità in caso di errori
- incertezze di interpretazione dovute alla farraginosità della normativa fiscale
- scarsità di informazioni chiare e dettagliate.

VANTAGGI DEL DICHIARATIVO
Dall'altra, il dichiarativo consente maggiore libertà e possibili risparmi:
- possibilità di usare conti trading esteri con commissioni e servizi concorrenziali rispetto a quelli italiani
- rinvio di un anno del pagamento delle imposte
- pieno controllo sui calcoli fiscali
- possibilità di ottimizzazione e compensazioni non possibili in regime amministrato, quindi risparmio fiscale.

D.1.5 In che modo il regime dichiarativo consente di risparmiare sulle tasse?
R.1.5 Per cominciare il pagamento delle imposte viene rinviato di un anno: su un guadagno di borsa del 2021 si paga con la dichiarazione del 2022, mentre in regime amministrato l’imposta viene trattenuta subito. C’è poi la possibilità dell’ottimizzazione fiscale, che in pratica vuol dire poter pagare un po’ meno tasse… Per esempio in regime dichiarativo si possono compensare tutte le minusvalenze e plusvalenze dello stesso anno indipendentemente dall’ordine cronologico con cui sono state realizzate, mentre in regime amministrato si possono compensare solo le minusvalenze precedenti alle plusvalenze. Se verso la fine dell’anno abbiamo delle posizioni ancora aperte in perdita si potrà valutare se vendere per realizzare minusvalenze che compensino le precedenti plusvalenze dello stesso anno. Se si hanno più conti in regime dichiarativo, sarà possibile compensare le plusvalenze su un conto con le minusvalenze sull'altro, al contrario dei conti in regime amministrato che fiscalmente sono "compartimenti stagni". Un’ulteriore possibilità riguarda chi non percepisce altri redditi al di fuori di quelli da trading e investimenti, o comunque ha altri redditi bassi: nel regime dichiarativo, infatti, sui proventi da ETF armonizzati si può scegliere la tassazione ordinaria anziché quella del 26%.

D.1.6. Posso passare dal regime amministrato al dichiarativo e viceversa?
R.1.6 È possibile farlo presso gli istituti italiani (o con succursale italiana) che appunto permettono di scegliere tra amministrato e dichiarativo, mentre sui conti esteri l’unica possibilità è il dichiarativo. In ogni caso la richiesta di passaggio va presentata in anticipo prima della fine dell’anno solare e sarà operativa con il nuovo anno. In altre parole si può passare solo una volta l’anno dal primo gennaio. Con il passaggio al dichiarativo la banca rilascerà una certificazione per eventuali
minusvalenze presenti nello zainetto fiscale.

D.1.7 In un conto in regime dichiarativo devo pagare da solo tutte le tasse o qualcuna viene trattenuta?
R.1.7 Di norma la Tobin tax italiana, ove dovuta, dovrebbe essere trattenuta e versata automaticamente dal broker anche in regime dichiarativo, perché quest'adempimento ricade sull'intermediario anche se estero (per quanto ci siano notizie di broker che si comportano diversamente, per es. AvaTrade). Lo stesso si dica per simili prelievi di altri paesi.
Anche le ritenute sui dividendi azionari sono prelevate alla fonte, salvo dover liquidare da soli la “doppia tassazione” del 26% dovuta al fisco italiano sulle azioni estere. Nel caso di azioni "italiane" (di azioni con residenza fiscale in Italia) il 26% viene invece trattenuto alla fonte, almeno da quanto visto nei conti DeGiro e Interactive Brokers, quindi non andrà pagato con la dichiarazione dei redditi.
Nel caso di un dossier titoli presso banca italiana per cui si fosse scelto il regime dichiarativo, il bollo titoli verrebbe comunque trattenuto direttamente dalla banca, come anche confermato dal servizio clienti Fineco, diversamente dal caso dei conti esteri per i quali il “bollo” va calcolato da soli nel quadro RW e pagato sotto forma di IVAFE - Imposta sulle attività finanziarie all’estero.

D.1.8 Nel dichiarativo, quali quadri devo compilare in dichiarazione dei redditi?
R.1.8 Può essere necessario compilare questi quadri (alcuni o tutti secondo i casi):
- Quadro RM per dichiarare dividendi azionari, cedole di obbligazioni, proventi di ETF armonizzati (redditi di capitale).
- Quadro RT per dichiarare plusvalenze e minusvalenze della compravendita di azioni e altri titoli (redditi diversi).
- Quadro RW per dichiarare l'ammontare sul conto, titoli e liquidità, ai fini del monitoraggio fiscale e del calcolo dell'IVAFE, il "bollo" sui conti esteri.

Allegato 2744503

D.1.9 Se ho un conto in regime dichiarativo, che documentazione mi occorre per la dichiarazione dei redditi?
R.1.9 Occorre anzitutto il resoconto del broker completo dei prospetti dei calcoli. In certi casi occorrerà risalire anche agli anni precedenti. Se si possiedono conti in valuta estera, occorre verificare la situazione tenendo in considerazione tutti i rapporti, anche quelli in regime amministrato. Inoltre è bene avere sottomano la precedente dichiarazione dei redditi e le certificazioni di minusvalenze eventualmente fornite da altri istituti.

D.1.10 Ci sono differenze tra la documentazione consegnata dai diversi broker e banche?
R.1.10 Sì, ci sono differenze. Alcuni intermediari si limitano a fornire informazioni che però vanno aggregate ed elaborate. Altri forniscono prospetti già elaborati. Può anche variare il formato tecnico dei report. Per questo è bene informarsi preventivamente presso il proprio consulente fiscale chiedendogli se potrà elaborare i dati nel formato utilizzato dal broker, e con quali costi. Il caso più semplice è quello in cui il broker, avvalendosi di professionisti specializzati, fornisce direttamente il facsimile dei quadri del dichiarativo già pronto a essere ricopiato tal quale in dichiarazione dei redditi. E' il caso dei broker DeGiro e iBroker.
Esempio del prospetto e del facsimile forniti da DeGiro:
Allegato 2735842
Allegato 2735843

D.1.11 E' necessaria l'assistenza di un professionista?
R.1.11 Utilizzando un broker come DeGiro e iBroker, che forniscono gratuitamente il facsimile dei quadri da ricopiare, si può fare anche tutto da soli senza spese: dopo aver verificato per quanto possibile che il facsimile e il prospetto dei calcoli corrispondono alle operazioni effettivamente eseguite, sarà sufficiente accedere al sito dell'Agenzia delle Entrate per compilare i quadri di interesse ricopiando dal facsimile. Ricordarsi poi di conservare il prospetto dei calcoli come documentazione da esibire in caso di accertamenti. In alternativa, si potrà girare il tutto al proprio commercialista o CAF per inserirli in dichiarazione.
Se invece si utilizza un broker che non fornisce la "pappa" (il facsimile) già pronta, bisognerà rielaborare il report del broker per compilare i quadri fiscali. Chi non se la sente di fare tutto da sé può rivolgersi a un commercialista specializzato in tasse del trading che curerà anche la presentazione della dichiarazione, oppure a uno dei servizi online di elaborazione (a volte è lo stesso broker a suggerire un servizio convenzionati, vedi anche le esperienze degli utenti nel thread in evidenza "Domande sul regime dichiarativo"): questi servizi di norma si limitano a predisporre i quadri RM, RT e RW che poi il contribuente presenterà da solo o tramite proprio commercialista o CAF, a meno che non si richieda anche il servizio di presentazione della dichiarazione.

D.1.12 Con quali spese?
R.1.12 Il costo dell'assistenza fiscale potrà variare a seconda del professionista o società a cui ci si rivolge, del numero dei conti per i quali si chiede assistenza, dei servizi richiesti, ma anche a seconda del broker utilizzato (se fornisce il resoconto in un formato agevolmente utilizzabile oppure no), nonché secondo il tipo, numero e valore delle operazioni effettuate durante l'anno.
Alcuni broker prevedono convenzioni con studi specializzati, per ottenere tariffe agevolate (per es. Interactive Brokers) o del tutto gratuite (DeGiro e iBroker, che forniscono direttamente i quadri precompilati in facsimile).

D.1.13 Come si compilano i quadri RM, RT, RW?
R.1.13 Chi fa da sé, cioè non si avvale di commercialista o CAF per la presentazione, può compilare i quadri del dichiarativo online sul sito dell'Agenzia delle Entrate oppure tramite software desktop RedditiOnLine PF scaricabile dallo stesso sito. Per i dettagli vedi le parti 2 e 3 di questa raccolta di FAQ.
Allegato 2742506

D.1.14 Posso compensare le minusvalenze in regime amministrato con plus in dichiarativo, e viceversa?
R.1.14 No.
Le minusvalenze in regime amministrato si compensano solo sulle plus sullo stesso conto, a meno di non chiuderlo e farsi rilasciare certificazione delle minusvalenze dalla banca, nel qual caso le vecchie minus potranno essere fatte caricate presso un'altra banca in amministrato oppure essere utilizzate in dichiarazione dei redditi per compensare plusvalenze in dichiarativo.

D.1.15 In dichiarazione dei redditi posso inserire anche conti in regime amministrato?
R.1.15 I conti in amministrato non vanno inseriti in dichiarazione. Si può però utilizzare l'eventuale certificazione delle minusvalenze rilasciata dalla banca dopo che si chiude un dossier titoli in regime amministrato o lo si converte da amministrato a dichiarativo.
Ci sono poi due casi particolari: 1. gli ETF non armonizzati, che vanno sempre in dichiarazione dei redditi, con tassazione ordinaria, anche quando sono all'interno di un conto in amministrato; 2. la valuta estera (per esempio in un conto multicurrency), che va dichiarata anche quando all'interno di un conto amministrato se supera l'equivalente di 51.645,69 euro per 7 giorni lavorativi consecutivi, considerando l'insieme di tutti i conti posseduti.


D.1.16 Venendo al merito della dichiarazione, come procedo in pratica?
R.1.16 In pratica, se fai da te, dovrai calcolare le imposte dovute su trading e investimenti, oppure rivolgerti a un consulente che ti possa assistere. Entro il 30 giugno dell'anno successivo dovrai versare le imposte risultanti sulla base della dichiarazione dei redditi. La dichiarazione potrai presentarla anche successivamente al pagamento, entro le scadenze previste.

D.1.17 Quali sono gli errori più frequenti?
R.1.17 Un punto da controllare, anche quando ci si fa assistere da uno studio esperto o si riceve il facsimile da un broker, è che vengano utilizzate le corrette aliquote fiscali per gli ETF che contengono titoli sovrani o altri bond "white list" con aliquota del 12,50% anziché 26%. Se l'ETF è composto da una quota di bond white list e da un'altra di bond non agevolati, l'aliquota applicabile sarà pari alla media ponderata tra 12,50 e 26, in rapporto alla composizione del fondo, oppure l'ETF andrà scorporato in una parte da dichiarare al con aliquota 12,50 e in un'altra con aliquota 26.


D.1.18 Devo compilare i quadri del dichiarativo se ho aperto il conto ma non ho mai depositato nulla, quindi è rimasto sempre completamente vuoto?
R.1.18 No.

D.1.19 Dove trovo le istruzioni ufficiali dell'Agenzia delle Entrate per compilare i quadri RM, RT e RW?
R 1.19 Nel fascicolo II delle istruzioni per la dichiarazione dei redditi. Ecco quelle della dichiarazione 2020 per i redditi 2019: https://infoprecompilata.agenziaentr...ni_2020_EC.pdf
E questi sono i moduli (anche se oramai si compilano online sul sito dell'Agenzia delle Entrate, accedendo con credenziali o SPID)...
https://www.agenziaentrate.gov.it/po...f-ef366ad41ca3

D.1.20 C'è differenza se faccio il modello Redditi (ex Unico) o il 730?
R.1.20 La differenza è che i quadri RM, RT e RW sono già inclusi nel modello Redditi. Se invece utilizzi il modello 730, dopo la presentazione del 730 dovrai inviare anche i suddetti quadri a parte, utilizzando la procedura Compila Redditi aggiuntivo e invia sul sito dell'Agenzia delle Entrate.

Allegato 2742727

D.1.21 Fa differenza se oltre ai guadagni da trading e investimenti ho anche altri redditi per esempio da lavoro, immobili o altro?
R.1.21 Nella maggior parte dei casi non fa differenza, perché sui guadagni di trading e investimenti si paga un'imposta con aliquota fissa del 26% (o 12,50% per BTP e altri titoli di Stato agevolati), a prescindere dagli altri redditi personali. Fanno eccezione alcuni casi particolari in cui è consentita (o addirittura obbligatoria) la tassazione ordinaria anche per i guadagni da investimento, quindi con aliquota che dipende dal reddito totale complessivo: è il caso per esempio dei proventi da ETF, con tassazione ordinaria facoltativa nel caso di quelli armonizzati UE e obbligatoria per quelli non armonizzati.

D.1.22 Il conto trading estero va dichiarato anche ai fini ISEE?
R.1.22 Sì, nella DSU/ISEE da compilare sul sito INPS va dichiarato, e attenzione: non risulta in automatico nella dichiarazione precompilata.

(versione 22/2/21)

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Updated 22-02-21 at 15:39 by lastrico

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