Sulla funzione di scambio della moneta in regime di monopolio - Blogs - Forum di Finanzaonline.com
View RSS Feed

chrono

Sulla funzione di scambio della moneta in regime di monopolio

Rate this Entry
Il denaro è una funzione: esso rappresenta il numerario fungibile della funzione di scambio economico e, per ciò stesso, non si capisce perché mai qualcuno debba avrerne il monopolio (fatto che, oltre alla forza di imposizione della legge, spesso è dovuto all'illusione di molti che gli apparati pubblici garantiscano tale strumento monopolizzato).
Quindi, dalle aberrazioni prodotte dal monopolio della moneta, tra cui le crisi economiche dovute a mancanza di liquidità, ci potrà 'salvare' iniziando a sostituire il numerario della funzione di scambio economico con un altro numerario che non sia monopolizzato (sia esso l'oro, sia la parola data con una stretta di mano, siano cambiali o altri titoli a vista, siano banconote numerate del monòpoli rispetto a cui chi le scambia si impegna a prestazioni future; tutto il problema sta in ciò: ovvero nel fatto che vi sia la ragionevole certezza che con un numerario si possa ottenere in futuro beni e prestazioni a fronte dei beni e delle prestazioni offerte nel presente).

Per comprendere dove è insita l'aberrazione del monopolio del numerario della funzione di scambio, cioè del monopolio monetario, basta paragonare la stessa funzione di scambio alla funzione di composizione di una parola, ovvero il linguaggio, dove le lettere rappresentano il numerario della funzione, mentre le parole composte con le lettere rappresentano l'attività economica che si estrinseca nei beni prodotti e scambiati; infatti, anche con la scrittura, ciò che ha valore non è lo strumento funzionale, il numerario della funzione, bensì l'utilizzo creativo di valore, beni e prestazioni, attraverso cui magari pervenire ad un valore nuovo degli stessi, essendo il numerario, l'alfabeto o la moneta, di ausilio nella funzione creativa, che sia il linguaggio o la produzione e lo scambio economico.

Si comprende bene che se a qualcuno venisse in mente di brevettare le lettere, l'alfabeto, e chiedere una tassa per l'utilizzo delle stesse, ciò comporterebbe, qualora tutti lo accettassero o fossero costretti a farlo, che il monopolista delle lettere e, di conseguenza, del regolamento della funzione attraverso il suo numerario, in varii modi, anche involontariamente, influenzerebbe il linguaggio, cioè la funzione, ovvero le parole composte o componibili (ad esempio tutti utilizzerebbero parole brevi per pagare una tassa inferiore).

Va da sé che una tale aberrazione comporta un impoverimento generale della creatività e della libertà e, inoltre, una perdita nella realizzazione pratica di molte idee creative, ovvero, traslato all'economia, di molte intraprese creative di beni, servizi e quindi di reddito ed occupazione.

Cosa accadrebbe nel caso del monopolio delle lettere?! Utilizzeremo un altro alfabeto. Allo stesso modo si può fare con la funzione di scambio, creando moneta alternativa, col limite, però, della fiducia, ovvero che il nuovo sistema riesca a garantire, almeno nella maggior parte dei casi, che tutti i fruitori del sistema rispettino le proprie promesse future.

Submit "Sulla funzione di scambio della moneta in regime di monopolio" to Facebook Submit "Sulla funzione di scambio della moneta in regime di monopolio" to Google

Updated 25-05-12 at 22:41 by chrono

Tag: Nessuno Aggiungi/Modifica Tag
Categorie
Uncategorized

Comments

Accedi