Buoni Fruttiferi Postali... - Pagina 146
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In Italia la discussione sulla Fase 2 è solamente agli albori con ancora nessuna indicazione realmente concreta da parte del governo, ma c’è chi oltralpe sta già passando dalle parole …
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  1. #1451

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    Successione Buoni Postali

    Ho da fare la successione di Buoni Postali (emissione post 2011) dematerializzati su Libretto cointestato Padre-Madre-Figlio (deceduto il padre).

    Essendo i Buoni Postali esenti da dichiarazione di successione, possono essere subito trasferiti sul libretto degli eredi?

    Se no, la quota di Buoni Postali NON appartenente al deceduto (66% nel mio caso) può essere subito trasferita sul libretto degli altri intestatari (NON mi riferisco al rimborso anticipato)?
    Ultima modifica di IgnoranteFinanziario; 20-03-19 alle 03:12 Motivo: Correzione.

  2. #1452

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    Sono esenti dall’imposta di successione ,il trasferimento deve però avvenire secondo una procedura precisa che Poste sapranno sicuramente indicarti ; d’altronde se non fosse necessario rispettare alcuni passi per il passaggio esisterebbe la possibilità che qualche erede “freghi” un altro legittimo erede

  3. #1453

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    Citazione Originariamente Scritto da tundra Visualizza Messaggio
    Pare diverso il caso di chi quei buoni li ha acquistati dopo luglio 1986, infatti a suo tempo hanno utilizzato gli stessi buoni prestampati con le vecchie condizioni apponendo però un timbro con i nuovi tassi (8%, 9%, 10,50% e 12%) tale timbro fa riferimento ai soli primi 20 anni, gli ultimi 10 anni sul buono era indicato l'importo fisso di maturazione per ogni bimestre. Poichè nulla è stato corretto relativamente a questi ultimi 10 anni, Poste viene condannata al rispetto delle condizioni scritte sul retro del buono.
    https://www.arbitrobancariofinanziar...70508-4857.PDF
    https://www.arbitrobancariofinanziar...60629-5998.PDF
    Volevo portare la mia testimonianza.
    Mio padre aveva un buono di gennaio 1987, emesso con il vecchio stampato a cui sono stati applicati dei timbri (quasi illeggibili) con i nuovi tassi fino al 20mo anno, senza nulla specificare i tassi dal 21mo al 30mo anno.
    A gennaio 2018 in sede di liquidazione ci hanno comunicato una cifra molto più bassa dei calcoli che mi ero fatto.
    Ho fatto quindi prima un reclamo alle poste e poi ricorso all'abf.
    A febbraio è arrivata la sentenza a nostro favore dall'abf, settimana scorsa é arrivata la telefonata dall'ufficio postale del mio comune che è arrivato il vaglia con la differenza.
    Siamo andati all'ufficio postale. Il buono è stato liquidato normalmente con la cifra che calcolava il sistema, a cui una volta sommato il valore del vaglia sono arrivato all'importo calcolato da me.

  4. #1454

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    mio padre e madre avevano un libretto al quale era legato un 3x4 sottoscritto nel 2013. nel 2017 mia madre è venuta a mancare. ci hanno fatto aprire un libretto cointestato (non lo avevamo io e lui) e a questo nuovo libretto è stato legato il buono

    Quindi se madre-figlio non hanno un libretto comunque ve lo fanno aprire, dove poi sarà regolata la successione

  5. #1455
    L'avatar di riavulill
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    Citazione Originariamente Scritto da stena Visualizza Messaggio
    Il buono è stato liquidato normalmente con la cifra che calcolava il sistema, a cui una volta sommato il valore del vaglia sono arrivato all'importo calcolato da me.
    Tutto è bene quel che finisce bene.
    Posso chiederti qualche dettaglio sulla procedura di ricorso all'ABF?
    Costi, tempi e modalità?
    E' stato necessario farsi supportare da qualcuno o hai fatto da solo?
    Grazie

  6. #1456
    L'avatar di stenickmav
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    Io ho letto che c'è stata una sentenza del Tribunale di Enna che va a favore dei risparmiatori e quindi le Poste non possono fare modifiche ai tassi che devono essere quelli riportati sul buono stesso: Poste Italiane: buoni fruttiferi postali serie Q, vittoria di Federconsumatori
    Ciò che non capisco è che qualche giorno avevo letto l'esatto opposto.
    Quindi come bisogna agire?

  7. #1457

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    Citazione Originariamente Scritto da stena Visualizza Messaggio
    Volevo portare la mia testimonianza.
    Mio padre aveva un buono di gennaio 1987, emesso con il vecchio stampato a cui sono stati applicati dei timbri (quasi illeggibili) con i nuovi tassi fino al 20mo anno, senza nulla specificare i tassi dal 21mo al 30mo anno.
    A gennaio 2018 in sede di liquidazione ci hanno comunicato una cifra molto più bassa dei calcoli che mi ero fatto.
    Ho fatto quindi prima un reclamo alle poste e poi ricorso all'abf.
    A febbraio è arrivata la sentenza a nostro favore dall'abf, settimana scorsa é arrivata la telefonata dall'ufficio postale del mio comune che è arrivato il vaglia con la differenza.
    Siamo andati all'ufficio postale. Il buono è stato liquidato normalmente con la cifra che calcolava il sistema, a cui una volta sommato il valore del vaglia sono arrivato all'importo calcolato da me.
    Ne avevo anch'io uno dell'agosto 1986 con il timbro, mi sto interessando al problema perché ho visto un po' di sentenze positive in rete, il buono però è stato ritirato da mia figlia allo scadere dei 30 anni, pensi che si può tentare di fare il reclamo adesso?

  8. #1458

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    Il ricorso all'abf è facilissimo.
    Innanzitutto prima devi aver fatto reclamo alle poste, se non lo fai non puoi fare ricorso all'abf. Nel sito delle poste o all'ufficio postale hanno il modulo, lo compili spiegando l'accaduto e cosa chiedi, lo firmi e lo spedisci mezzo raccomandata a Roma oppure lo consegni all'ufficio postale e ti rilasciano un timbro o una ricevuta di consegna.
    Entro mi pare 30 giorni devono risponderti, ovviamente la risposta sarà negativa.
    A questo punto ti registri al sito dell'abf, dopo registrato inserisci il ricorso spiegando bene l'accaduto, cosa chiedi, alleghi eventuale documentazione (nel mio caso la scansione del buono e della risposta del reclamo), e alleghi la ricevuta del bonifico a favore dell'abf (chiedono solo 20 euro) per svolgere il ricorso.
    Dopo qualche mese l'abf ti dirà che il resistente (poste italiane) ha presentato le sue controdeduzioni (un pdf di 20 pagine in cui spiegano perchè hanno ragione), a questo punto hai 20 giorni circa per presentare eventualmente le tue controdeduzioni (una risposta alle poste in cui sostieni le tue ragioni).
    A questo punto dopo molti mesi arriva la sentenza (nel mio caso è passato 1 anno da quando ho presentato il reclamo alla sentenza).
    Le poste non sono obbligate a rispettare la sentenza. Nel caso un istituto bancario non rispetti la sentenza dell'abf non viene ne multato ne obbligato a fare qualcosa, viene scritto il caso in una lista di sentenze non rispettate accessibile al sito dell'abf. Quindi l'istituto se non vuole far brutta figura e comparire nell'elenco rispetterà la sentenza. Mi pare che le poste siano comparse solo due volte nella lista ma non per sentenze relative ai buoni. Quindi se l'abf ti da ragione le poste pagano.

  9. #1459

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    Grazie per aver condiviso la tua esperienza, anche tu avevi già incassato il buono o hai fatto ricorso prima di riscuoterlo?

  10. #1460

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    Veniamo al caso specifico dei buoni. Io mi sono basato su quello che ho letto in internet, e in internet si legge di tutto, sentenze che danno ragione ai risparmiatori e sentenze che danno ragione a poste per casi del tutto simili.
    Allora io sono arrivato a questa conclusione (attenzione non sono un avvocato, non prendete per oro colato le mie parole).
    Fino al 30/06/1986 era in vigore la serie P, il 01/07/1986 è entrata in vigore la serie Q, con ovviamente tassi più bassi della sere P.
    Il decreto ministeriale che istituiva la serie Q decreta altre due cose:
    - dall'01/01/1987 i buoni serie P GIA' EMESSI inizieranno a fruttare interessi secondo i tassi della serie Q (più bassi della P)
    - dall'01/07/1986 le poste possono emettere buoni serie Q utilizzando le tonnellate di cartacei della serie P che non hanno fatto a tempo ad utilizzare, semplicemente apponendo un timbro sul frontale con la dicitura "SERIE Q/P", e nel retro un timbro con la tabella dei tassi della serie Q sopra la tabella dei tassi della serie P stampata in originale sul cartaceo del buono.
    Premesso questo, ho letto che è successo di tutto.
    Riassumendo i casi sono stati questi:

    1. Buoni con cartaceo serie P emessi dopo il 01/07/1986 (quindi facenti parte della serie Q) senza i timbri.
    In questo caso Poste rimborsa i buoni secondo la serie Q.
    In tutti i ricorsi che ho letto riguardo questo caso Poste ha dovuto pagare i buoni secondo i rendimenti della serie P perchè si è "dimenticata" di mettere i timbri.

    2. Buoni con cartaceo serie P emessi prima del 30/06/1986.
    In questo caso Poste rimborsa i buoni secondo la serie P per i rendimenti maturati fino al 31/12/1986 e secondo i rendimenti della serie Q per i rendimenti maturati dopo il 01/01/1987.
    In questo caso ho letto opposte sentenze dei ricorsi.
    Alcune sentenze danno ragione a Poste in quanto il decreto ministeriale pubblicato in gazzetta ufficiale modificava i tassi ai buoni emessi prima dell'entrata in vigore del decreto e il diritto non ammette ignoranza quindi il risparmiatore avrebbe dovuto informarsi e comunque in fase di sottoscrizione Poste non poteva prevedere che i tassi sarebbero stati abbassati in futuro, altre sentenze danno ragione ai risparmiatori in quanto una volta entrato in vigore il decreto Poste avrebbe dovuto bussare casa per casa dei possessori dei buoni informandoli dell'entrata in vigore appunto di tale decreto e quindi dei nuovi tassi d'interesse.

    3. Buoni con cartaceo serie P emessi dopo il 01/07/1986 (quindi facenti parte della serie Q) con i timbri.
    In questo caso Poste rimborsa i buoni secondo la serie Q.
    Adesso apro un capitolo sul timbro con i tassi della serie Q che Poste metteva sopra la tabella del cartaceo originale della serie P: il cartaceo della serie P prevede una tabella di tassi d'interesse dal 1o al 20mo anno e un rendimento fisso bimestrale dal 21mo al 30mo anno, mentre il timbro che metteva Poste sopra questa tabella riportava la tabella dei nuovi rendimenti della serie Q dal 1o al 20mo anno senza riportare il nuovo rendimento fisso bimestrale dal 21mo al 30mo anno.
    Dai ricorsi che ho letto su aprono due scenari:
    I. I ricorsi dove i risparmiatori chiedevano che i buoni venissero rimborsati per tutta la loro durata secondo la serie P stampata in originale nel buono. Alcune sentenze danno ragione a Poste in quanto ha agito correttamente secondo il decreto ministeriale, altre sentenze danno ragione ai risparmiatori in quanto fa fede ciò che è riportato sul titolo che viene sottoscritto (quindi il cartaceo serie P).
    II. I ricorsi dove i risparmiatori chiedevano che i buoni venissero rimborsati dal 1o al 20mo anno secondo la serie Q, e dal 21mo al 30mo anno secondo l'importo fisso bimestrale stampato in originale sul buono serie P in quanto il timbro messo da Poste nulla menziona riguardo il nuovo importo fisso bimestrale dal 21mo al 30mo anno della serie Q. In tutti questi ricorsi ho letto che è stata data ragione ai risparmiatori in quanto Poste in fase di sottoscrizione del buono era a conoscenza del nuovo rendimento fisso bimestrale dal 21mo al 30mo anno e non avendolo dichiarato per mezzo del timbro fa fede ciò che è riportato nel titolo che viene sottoscritto.

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