Difformita' iban/nome beneficiario.quali banche approvano?
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  1. #1

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    Difformita' iban/nome beneficiario.quali banche approvano?

    Buonasera a tutti

    è circostanza ormai abbastanza assodata che in caso di bonifico in cui IBAN E NOME DEL BENEFICIARIO NON CORRISPONDONO (IBAN CORRETTO, NOMINATIVO SBAGLIATO), è a discrezione della banca ricevente accettare o respingere l'accredito

    Pertanto vorrei sapere dalla vostra esperienza, quali banche respingono il bonifico e quali, invece, consentono l'accredito nonostante la suddetta incongruenza dei dati

  2. #2
    L'avatar di nexus 7
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    mai sentito che accettino l'accredito in caso di incongruenza iban/intestazione , quelle poche volte che mi è capitato, sempre respinto al mittente...

  3. #3

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    fino a 3 anni fa le poste sicuramente procedevano con il bonifico, per esperienza personale. Quindi state attenti

  4. #4
    L'avatar di Munch
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    Per me attualmente l'unica cosa che conta è l'IBAN.
    Se il beneficiario non è anche intestatario del conto alcune volte chiudono un occhio, se però il bonifico diventa abbastanza ricorrente bloccano.
    Quanto sopra è quello che capita a noi sul lavoro...

  5. #5

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    Citazione Originariamente Scritto da Reach. Visualizza Messaggio
    fino a 3 anni fa le poste sicuramente procedevano con il bonifico, per esperienza personale. Quindi state attenti
    Poste italiane (e non «le poste») nella mia esperienza è l'unica che ha respinto i bonifici in accredito SEMPRE in caso di incongruenza nominativa, anche per pochi caratteri. Il che quando ero correntista BancoPosta mi ha creato non pochi problemi perché ho un nome molto lungo e pertanto gli ordinanti spesso si ritrovano a dover decidere se abbreviarlo oppure troncarlo, perché non c'entra.
    Tieni presente che se usi BPOL o BPclick, oppure anche un servizio di pagamento bollettini convenzionato con collegamento in tempo reale, se non c'è congruità tra numero di conto e intestazione non ti fa proprio andare avanti. Una volta sono impazzito per pagare bollettini intestati a un comune perché l'intestazione esatta prevedeva una punteggiatura un po' stramba (un punto senza spazio dopo, dei trattini messi a casaccio etc.). Lì il controllo è automatico e non ci fai niente. La cosa bizzarra, invece, è che mettendo il mio nome in alcuni ordini diversi da quello anagrafico (ora non ricordo bene, ma la cosa certa è che le parole dovevano essere tutte intere e separate tra loro) l'intestazione risultava congrua (e veniva rettificata automaticamente dal sistema).

    Con ING invece mi è capitato per errore di fornire il codice IBAN mio al posto di quello di mia madre e di ricevere l'accredito a lei destinato, con il suo nome (e mia madre come nella quasi totalità dei casi ha un cognome diverso dal mio).

    Ci sono parecchi contenziosi ABF per questo problema. Le banche sistematicamente si difendono dicendo che ai sensi della PSD sono tenute a verificare solo la correttezza formale dell'IBAN in sede mittente e la sua corrispondenza a un rapporto attivo in sede ricevente (e neanche, perché Unicredit chiamò mia madre per andare a ritirare una pensione che per errore dell'istituto di previdenza era stata destinata a un conto corrente di corrispondenza estinto, con tutti i rapporti con quell'istituto oramai cessati). L'ABF sistematicamente motiva le sue decisioni dicendo che il fatto che la procedura di verifica non esista non significa che sia vietata e, comunque, in alcuni casi sarebbe dovuta per motivazioni di carattere fiscale e di sicurezza (le normative antievasione impongono la segnalazione all'Agenzia delle entrate di movimenti sospetti, come entrate o uscite o successioni ravvicinate di entrate o uscite che eccedano le normali abitudini del cliente e in ogni caso al di sopra di determinate soglie. Inoltre andrebbe dichiarato quando il servizio viene occasionalmente adoperato conto terzi, cioè per movimentare denaro in favore di persone diverse dall'intestatario; in caso contrario, anche questi movimenti sono sospetti e come tali andrebbero segnalati).
    Il problema è che hanno automatizzato tutto; del resto, se così non fosse certe lunghe discussioni su frodi in questo forum non si sarebbero mai tenute.

  6. #6

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    Citazione Originariamente Scritto da nexus 7 Visualizza Messaggio
    mai sentito che accettino l'accredito in caso di incongruenza iban/intestazione , quelle poche volte che mi è capitato, sempre respinto al mittente...
    anni fà si.
    ora mi pare improbabile che ci siano ancora banche che controllino l'intestazione del conto, coi pagamenti SEPA conta solo IBAN

  7. #7
    L'avatar di FogOnLine
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    E' che non sono tenuti al controllo. C'è chi lo fa e chi no.

    Banca d'Italia - FAQ - SEPA

    Il decreto legislativo n. 11/2010 solleva il prestatore di servizi di pagamento dall'obbligo di effettuare il controllo di congruità tra l'IBAN e gli elementi identificativi della titolarità del conto del destinatario vincolandolo alla "mera esecuzione" della disposizione esclusivamente in conformità all'IBAN indicato dal cliente. Rientra, comunque, nell'ambito della discrezionalità del prestatore di servizi di pagamento predisporre misure di controllo volte a contenere il rischio di eseguire operazioni di pagamento inesatte.

  8. #8

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    1. Fa.
    2. È.

    Il controllo non è obbligatorio ai sensi del d.lgs. 11/2010, dunque per quanto attiene strettamente alle funzioni bancarie, ai sensi della PSD. Ma lo sarebbe ai sensi di norme in materia fiscale e antiriciclaggio...

  9. #9

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    Quanto sopra detto puo' benissimo valere per l'ambito privato di cui ne faccio anch'io parte, invece sui conti business la mia banca rifiuto un addebito SDD per diversa intestazione (presumo che lo stesso si possa applicare ai bonifici)

  10. #10
    L'avatar di macantoni
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    Alcune banche sono più propense ad accettare anche in caso di difformità, altre a respingere. Però per mia esperienza, conta non solo la banca, ma anche la filiale e chi è di turno il giorno in cui arriva il bonifico..

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