L'impianto fotovoltaico conviene o no? - Pagina 15
Impennata rendimenti Btp si farà sentire su debito, ma non subito. Mazziero: prossime emissioni saranno sempre più impegnative
Il debito a luglio ha segnato un nuovo record dal quale solo ora inizierà a scendere, mentre rendimenti dei Btp sono sempre più elevati.
Abbiamo gas (russo) da vendere. La spiegazione del paradosso Italia in attesa del tanto temuto inverno al freddo
In attesa della possibile stangata autunnale delle bollette, una parziale buona notizia arriva dalle quotazioni italiane del gas. Negli ultimi due giorni, il prezzo del gas sul mercato italiano è di quasi due terzi inferiore alle quotazioni sul mercato europeo. Mentre difatti il prezzo TTF, quotato alla Borsa di Amsterdam e punto di riferimento per
Governo Meloni e debito: ‘rischio Italia pesa su UniCredit e Intesa SanPaolo. Bce e legge bilancio fattori chiave’
Non solo Mps: la fiammata dei tassi dei BTP e dello spread che torna sopra la soglia pericolo della Bce mette gli investitori sull'attenti anche di fronte
Tutti gli articoli
Tutti gli articoli Tutte le notizie

  1. #141
    L'avatar di 7ilmarco
    Data Registrazione
    Jan 2007
    Messaggi
    3,152
    Mentioned
    4 Post(s)
    Quoted
    1119 Post(s)
    Potenza rep
    42949688
    La pulizia dei pannelli è superflua si puliscono con la pioggia, poi ci sta una pulita magari dopo 8/10 anni per mantenere il rendimento.
    Io l'assicurazione l'ho fatta ma perchè essendo in comdominio non ho voluto rischiare in caso di corto o robe simili, 112 euro annui.

  2. #142
    L'avatar di Cicciopaccio
    Data Registrazione
    May 2004
    Messaggi
    5,855
    Mentioned
    1 Post(s)
    Quoted
    580 Post(s)
    Potenza rep
    42949691
    Integrazione impiantistica tra fotovoltaico e pompa di calore
    L’integrazione tra la pompa di calore e l’impianto fotovoltaico avviene attraverso uno scambio di energia elettrica tra le
    due tecnologie, in cui la pompa di calore viene alimentata dall’energia prodotta in loco dall’impianto fotovoltaico.
    Per garantire continuità di funzionamento, di fronte alla discontinuità nella produzione di energia elettrica fotovoltaica, il
    sistema deve essere connesso con la rete elettrica in bassa tensione ed eventualmente essere provvisto di sistemi ausiliari,
    ad esempio un accumulo elettrico.
    In questa soluzione, la pompa di calore viene alimentata dall’energia elettrica prodotta dal sistema fotovoltaico
    (basterebbe mantenere il sistema monofase, aumentando la potenza impegnata ad esempio da 3 a 6 kW).
    L’integrazione di queste tecnologie ha il vantaggio di aumentare la quota di autoconsumo, ovvero energia fotovoltaica
    prodotta e direttamente consumata.
    È inoltre essenziale, visti i consumi non istantanei di acqua calda, aggiungere un “accumulo termico”, ovvero lo stoccaggio
    in serbatoi di accumulo, per un utilizzo in modalità differita dell’energia termica convertita dalla pompa di calore che sarà
    dimensionato in base ai consumi dell’abitazione e delle persone presenti (circa 400-500 litri).
    Molto interessante dal punto di vista tecnologico, è l’inserimento nell’impianto di una logica di controllo che misura
    l’energia fotovoltaica prodotta e comunica questo dato alla pompa di calore, che di conseguenza andrà a concentrare il
    funzionamento della pompa di calore stessa quando la produzione solare sarà maggiore per evitare il più possibile che
    l’elettricità solare venga immessa in rete e non utilizzata.
    Dopo un’attenta analisi dei profili dei consumi dell’utenza residenziale, non particolarmente efficiente e un sistema di
    distribuzione a radiatori, facciamo un esempio di integrazione PdC+FV .
    Consideriamo un’utenza domestica media (100-140 mq) del centro-nord Italia in classe energetica F o G (come nella
    maggiornaza degli edifici esistenti in Italia), con i seguenti originari consumi:
    consumo energia elettrica = 3.794 kWh/anno, di cui in fascia F1 = 2.275 kWh/anno (circa il 33%)
    consumo gas metano = 1.400 mc/anno, di cui per riscaldamento = 1.100 mc/anno (circa 80%)
    Consideriamo successivamente un intervento di installazione di sistema integrato con un impianto fotovoltaico da 5,98
    kWp e un’ipotesi di installare una pompa di calore ibrida tra 7 e 9 kWt di potenza. Vista la bassa classe energetica
    dell’edificio, si rende necessario mantenere la caldaia esistente a supporto.
    Flussi energetici dopo l’installazione dell’impianto:
    produzione energia fotovoltaica = 7.240 kWh/anno
    consumo totale energia elettrica = 6.894 kWh/anno
    di cui
    autoalimentata = 3.584 kWh/anno (52%)
    prelevata dalla rete = 3.310 kWh/anno (48%)
    energia immessa in rete = 3.656 kWh/anno
    Variazione consumi e risparmi monetari (valori monetari che possono essere rivisti in forte aumento alla luce dei costi
    attuali dell’energia):
    consumo elettricità prelevata dalla rete = 3.310 kWh/anno
    consumo gas metano = 540 mc/anno (oltre il 60% in meno)
    costi energetici pre-intervento = 2.030 €/anno
    costi energetici post-intervento = 1.200 €/anno
    risparmio medio = 830 €/anno
    Pertanto, il 52% della produzione da FV viene sfruttato direttamente, un valore già alto considerando che solitamente
    l’autoconsumo nei migliori dei casi va dal 25 al 35%, ma che potrebbe arrivare anche al 70-75% se si inserisse un accumulo
    elettrico.
    In termini di benefici, deve essere inoltre considerata la possibilità di detrazione del 110% (attuale superbonus),
    un’agevolazione che è possibile solo se l’intero intervento porta ad un miglioramento della classe energetica dell’edifico
    di almeno due classi dimostrato da una Attestato di Prestazione Energetica (APE) firmato da tecnico abilitato.
    Se tale miglioramento non fosse possibile, si potrebbe optare per l’incentivo diretto del Conto Termico oppure per
    l’ecobonus, con una detrazione fiscale del 65%, per la pompa di calore e il bonus casa, con una detrazione fiscale del 50%,
    per l’impianto fotovoltaico.

    Erica Bianconi - QualEnergia, 22-03-22

  3. #143
    L'avatar di airluke
    Data Registrazione
    Oct 2004
    Messaggi
    4,425
    Mentioned
    0 Post(s)
    Quoted
    461 Post(s)
    Potenza rep
    42949690
    Citazione Originariamente Scritto da Cicciopaccio Visualizza Messaggio
    Integrazione impiantistica tra fotovoltaico e pompa di calore
    L’integrazione tra la pompa di calore e l’impianto fotovoltaico avviene attraverso uno scambio di energia elettrica tra le
    due tecnologie, in cui la pompa di calore viene alimentata dall’energia prodotta in loco dall’impianto fotovoltaico.
    Per garantire continuità di funzionamento, di fronte alla discontinuità nella produzione di energia elettrica fotovoltaica, il
    sistema deve essere connesso con la rete elettrica in bassa tensione ed eventualmente essere provvisto di sistemi ausiliari,
    ad esempio un accumulo elettrico.
    In questa soluzione, la pompa di calore viene alimentata dall’energia elettrica prodotta dal sistema fotovoltaico
    (basterebbe mantenere il sistema monofase, aumentando la potenza impegnata ad esempio da 3 a 6 kW).
    L’integrazione di queste tecnologie ha il vantaggio di aumentare la quota di autoconsumo, ovvero energia fotovoltaica
    prodotta e direttamente consumata.
    È inoltre essenziale, visti i consumi non istantanei di acqua calda, aggiungere un “accumulo termico”, ovvero lo stoccaggio
    in serbatoi di accumulo, per un utilizzo in modalità differita dell’energia termica convertita dalla pompa di calore che sarà
    dimensionato in base ai consumi dell’abitazione e delle persone presenti (circa 400-500 litri).
    Molto interessante dal punto di vista tecnologico, è l’inserimento nell’impianto di una logica di controllo che misura
    l’energia fotovoltaica prodotta e comunica questo dato alla pompa di calore, che di conseguenza andrà a concentrare il
    funzionamento della pompa di calore stessa quando la produzione solare sarà maggiore per evitare il più possibile che
    l’elettricità solare venga immessa in rete e non utilizzata.
    Dopo un’attenta analisi dei profili dei consumi dell’utenza residenziale, non particolarmente efficiente e un sistema di
    distribuzione a radiatori, facciamo un esempio di integrazione PdC+FV .
    Consideriamo un’utenza domestica media (100-140 mq) del centro-nord Italia in classe energetica F o G (come nella
    maggiornaza degli edifici esistenti in Italia), con i seguenti originari consumi:
    consumo energia elettrica = 3.794 kWh/anno, di cui in fascia F1 = 2.275 kWh/anno (circa il 33%)
    consumo gas metano = 1.400 mc/anno, di cui per riscaldamento = 1.100 mc/anno (circa 80%)
    Consideriamo successivamente un intervento di installazione di sistema integrato con un impianto fotovoltaico da 5,98
    kWp e un’ipotesi di installare una pompa di calore ibrida tra 7 e 9 kWt di potenza. Vista la bassa classe energetica
    dell’edificio, si rende necessario mantenere la caldaia esistente a supporto.
    Flussi energetici dopo l’installazione dell’impianto:
    produzione energia fotovoltaica = 7.240 kWh/anno
    consumo totale energia elettrica = 6.894 kWh/anno
    di cui
    autoalimentata = 3.584 kWh/anno (52%)
    prelevata dalla rete = 3.310 kWh/anno (48%)
    energia immessa in rete = 3.656 kWh/anno
    Variazione consumi e risparmi monetari (valori monetari che possono essere rivisti in forte aumento alla luce dei costi
    attuali dell’energia):
    consumo elettricità prelevata dalla rete = 3.310 kWh/anno
    consumo gas metano = 540 mc/anno (oltre il 60% in meno)
    costi energetici pre-intervento = 2.030 €/anno
    costi energetici post-intervento = 1.200 €/anno
    risparmio medio = 830 €/anno
    Pertanto, il 52% della produzione da FV viene sfruttato direttamente, un valore già alto considerando che solitamente
    l’autoconsumo nei migliori dei casi va dal 25 al 35%, ma che potrebbe arrivare anche al 70-75% se si inserisse un accumulo
    elettrico.
    In termini di benefici, deve essere inoltre considerata la possibilità di detrazione del 110% (attuale superbonus),
    un’agevolazione che è possibile solo se l’intero intervento porta ad un miglioramento della classe energetica dell’edifico
    di almeno due classi dimostrato da una Attestato di Prestazione Energetica (APE) firmato da tecnico abilitato.
    Se tale miglioramento non fosse possibile, si potrebbe optare per l’incentivo diretto del Conto Termico oppure per
    l’ecobonus, con una detrazione fiscale del 65%, per la pompa di calore e il bonus casa, con una detrazione fiscale del 50%,
    per l’impianto fotovoltaico.

    Erica Bianconi - QualEnergia, 22-03-22
    Mancherebbe un dato interessante: quanto costa tutto l'ambaradan..

  4. #144

    Data Registrazione
    Mar 2020
    Messaggi
    1,647
    Mentioned
    2 Post(s)
    Quoted
    933 Post(s)
    Potenza rep
    42949675
    Ho fatto una lettura molto superficiale, ma come sempre viene indicata la produzione annua del fv. Nelle giornate invernali, quando la pompa di calore interviene più spesso (riscaldamento, richiesta di acqua più calda) la produzione è ampiamente insufficiente, soprattutto in case con bassa classe energetica. E' inutile che mi vengano a dire che in primavera o in estate l'acqua calda è gratis quando comunque arrivano bollette del gas che non arrivano ai 100€ a bimestre (anzi, molto sotto)

  5. #145
    L'avatar di Giuppy
    Data Registrazione
    Sep 2001
    Messaggi
    752
    Mentioned
    7 Post(s)
    Quoted
    89 Post(s)
    Potenza rep
    21361513
    Molti scrivono tanto per scrivere ovvero senza considerare tutte le variabili dell'equazione.

    Ora va di moda fotovoltaico e accumulo ma se fate due conti della serva capirete facilmente che la convenienza è nulla o forse è un operazione a perdere...
    Supponiamo che uno spende 5.000 per un accumulo. Quei 5.000 euro sono il costo (semplificando molto) di 20.000 kWh di energia,
    Cioè in situazione di consumo domestico normale ci vogliono più di 10 anni per far diventare conveniente l'accumulo....peccato che dopo 10 anni devi mettere mano al portafoglio perchè le batterie saranno da sostituire....
    E questo è solo un esempio!

    Ricordo i temi del passato... fotovoltaico + solare termico....non considerando che il sole sempre quello è....
    Oppure il solare termico a perdere....investimento in ambito domestico quasi mai conveniente a meno di non avere una piscina....

    Ho volutamente semplificato molto ma il senso di questo post è far riflettere che non esistono pasti gratis e che bisogna fare sempre molta attenzione perchè il cetriolo è sempre in movimento pronto a colpire!!

  6. #146
    L'avatar di 7ilmarco
    Data Registrazione
    Jan 2007
    Messaggi
    3,152
    Mentioned
    4 Post(s)
    Quoted
    1119 Post(s)
    Potenza rep
    42949688
    Citazione Originariamente Scritto da Giuppy Visualizza Messaggio
    Molti scrivono tanto per scrivere ovvero senza considerare tutte le variabili dell'equazione.

    Ora va di moda fotovoltaico e accumulo ma se fate due conti della serva capirete facilmente che la convenienza è nulla o forse è un operazione a perdere...
    Supponiamo che uno spende 5.000 per un accumulo. Quei 5.000 euro sono il costo (semplificando molto) di 20.000 kWh di energia,
    Cioè in situazione di consumo domestico normale ci vogliono più di 10 anni per far diventare conveniente l'accumulo....peccato che dopo 10 anni devi mettere mano al portafoglio perchè le batterie saranno da sostituire....
    E questo è solo un esempio!

    Ricordo i temi del passato... fotovoltaico + solare termico....non considerando che il sole sempre quello è....
    Oppure il solare termico a perdere....investimento in ambito domestico quasi mai conveniente a meno di non avere una piscina....

    Ho volutamente semplificato molto ma il senso di questo post è far riflettere che non esistono pasti gratis e che bisogna fare sempre molta attenzione perchè il cetriolo è sempre in movimento pronto a colpire!!
    infatti è stato scritto più volte che l'accumulo conviene solo se fatto col 110%

  7. #147
    L'avatar di Giuppy
    Data Registrazione
    Sep 2001
    Messaggi
    752
    Mentioned
    7 Post(s)
    Quoted
    89 Post(s)
    Potenza rep
    21361513
    Certo ma meglio ripeterlo perchè molti dimenticano o non leggono i vecchi post....

  8. #148
    L'avatar di Cicciopaccio
    Data Registrazione
    May 2004
    Messaggi
    5,855
    Mentioned
    1 Post(s)
    Quoted
    580 Post(s)
    Potenza rep
    42949691
    Pompe di calore, esplode la domanda in Europa
    Ma l'industria degli apparecchi fatica a tenere il passo. Nodi anche su rete elettrica, efficienza edifici e limiti ai gas fluorurati
    Gli alti prezzi del gas hanno provocato un'esplosione nella domanda di pompe di calore in Europa, rivelando una serie di colli di bottiglia nella filiera: oltre ai limiti nella capacità produttiva, mancano i lavoratori formati, gli edifici devono essere isolati termicamente e la regolazione sui gas fluorurati rischia di limitare la diffusione. Lo scrive il sito di informazione Euractiv un articolo pubblicato stamattina, sottolineando come la domanda di pompe di calore sia in aumento in Europa, in relazione al tentativo di svincolarsi dal gas russo. Smettere di installare nuovi sistemi di riscaldamento a gas nelle case – come auspicato dal vicecancelliere tedesco Robert Habeck – significa infatti rivolgersi a tecnologie altyernative come appunto le pompe di calore. Queste, però, ad oggi sono solo 17 milioni in Europa: l'obiettivo è quindi molto ambizioso e presenta diverse problematiche, ma l'Europa sembra star andando in questa direzione. Il nuovo governo tedesco ha deciso già a dicembre che tutti i sistemi di riscaldamento installati dopo il primo gennaio 2025 dovranno funzionare con energia rinnovabile. Sempre secondo Euractiv, l'industria tedesca ha recepito questo termine come un mandato implicito per l'installazione di pompe di calore. Anche la Francia ha predisposto sussidi per l'installazione di nuove pompe di calore e, negli Usa, l'amministrazione Biden ha persino considerato di avviare uno sforzo industriale da "tempi di guerra" per produrre pompe di calore da commercializzare in Europa. La Commissione europea, poi, tramite il piano RepowerEU, ha posto come obiettivo l'installazione di 30 milioni di pompe di calore entro il 2030 e la Gran Bretagna vuole installarne 600.000 all'anno da qui al 2028.

    L'industria, però, fatica a tenere il passo con questa esplosione della domanda. “Al momento, la domanda è così alta che le aziende che installano pompe di calore stanno avendo dei problemi”, ha detto Thomas Nowak, segretario generale dell'Associazione europea per le pompe di calore (Ehpa). Il problema non è solo l'insufficienza della capacità produttiva, ma la mancanza di lavoratori formati. Secondo Nowak, però, quest'ultimo punto è facilmente risolvibile. “Un installatore di sistemi di riscaldamento tradizionali è già qualificato per installare una pompa di calore. Quello che deve imparare in più, può impararlo in una settimana”, ha detto Nowak. “Già in passato noi di Ehpa abbiamo organizzato dei corsi di formazione in cinque giorni, durante i quali abbiamo insegnato ai lavoratori la teoria per quattro giorni e, dopo un giorno di pratica, erano pronti per installare pompe di calore”.

    Un altro elemento che viene considerato un ostacolo alla diffusione di massa delle pompe di calore è la capacità della rete di gestire milioni di nuovi sistemi di riscaldamento ad elettricità. Anche questo, però, è un problema virtuale secondo le aziende energetiche. “Non c'è pericolo di blackout con 50 milioni di pompe di calore. La diffusione su larga scala di pompe di calore a elettricità non metterà in pericolo la sicurezza della fornitura di elettricità, né ora né in futuro”, hanno scritto l'anno scorso gli amministratori delegati di tredici aziende energetiche – tra cui Enel, Edf ed E.On – in una lettera indirizzata alla Commissione europea.

    Di sicuro, continua l'articolo di Euractiv, un prerequisito per una diffusione su larga scala delle pompe di calore che non causi problemi alla rete è l'isolamento termico degli edifici. Steven Heath, un esperto di pompe di calore di Knauf Insulation, ha detto che, sebbene ritenga che le pompe di calore siano una soluzione per diminuire la dipendenza europea dal gas, è cruciale che siano “installate in case efficienti, altrimenti non sono la soluzione”. Jan Rosenow, direttore dei programmi europei presso l'associazione no profit Regulatory Assistance Project (Rap), si è detto d'accordo. “È più che ragionevole iniziare da quelle case che siano già pronte per l'utilizzo di pompe di calore, dove puoi ottenere un buon livello di efficienza”, ha detto sempre secondo quanto riporta Euractiv.

    Infine, la filiera mette in guardia rispetto agli ostacoli regolatori. Le pompe di calore, infatti, utilizzano dei refrigeranti chiamati gas fluorurati, di cui l'Europa ha deciso nel 2015 l'eliminazione graduale per il loro impatto sul riscaldamento globale, incentivando la ricerca di alternative. “Ogni nuova misura della nuova Regolazione sui gas fluorurati che limiti nell'immediato futuro la disponibilità o la scelta di refrigeranti (divieti, quote più rigide) si tradurrebbe necessariamente in un rallentamento della diffusione delle pompe di calore”, avverte una coalizione della filiera che include l'Ehpa, l'Area (Association of Installers of Refrigeration, Air Conditioning and Heat Pumps in Europe) e l'Epee (Association of the Refrigeration, Air Conditioning and Heat Pump Industry in Europe). Avere a disposizione tutti i gas fluorurati esistenti è necessario “per velocizzare la diffusione massiva in maniera sicura e altamente efficace” delle pompe di calore, scrive il gruppo in una lettera alla Commissione europea.

  9. #149

    Data Registrazione
    May 2010
    Messaggi
    34
    Mentioned
    0 Post(s)
    Quoted
    25 Post(s)
    Potenza rep
    13

    un esempio pratico

    Ciao a tutti,

    leggendo questa interessante discussione ho pensato di condividere i miei ragionamenti, anche per avere qualche gradito parere in merito.

    Attualmente casa mia (villetta indipendente nel centro italia) ha un consumo annuale di 7200 kWh (elettrodomestici vari, pozzo, piscina, etc) e 2500 Litri di GPL per riscaldamento con caldaia a condensazione.

    Ho fatto qualche prova abbassando la temperatura di mandata e ho verificato che i radiatori sono sufficientemente sovradimensionati per scaldare anche a bassa temperatura (dai 35 ai 50 gradi a seconda della T esterna), per cui ho pensato di poter passare a pompa di calore. Dai calcoli fatti sulla base dei miei consumi mi viene fuori che mi servirebbe una PdC da 11 kW con un consumo annuale stimabile in 5500 kWh.

    Con queste stime sto chiedendo preventivi per un impianto FV da 10 kW, senza accumulo. Dovrei arrivare a circa 20.000 € per il FV e 6000 € per la pdc.
    Ipotizzando un autoconsumo del 30%, con le detrazioni al 50% per il FV e 65% per la PdC avrei un rientro dell'investimento in circa 5 anni, diciamo 6 considerando anche altri costi accessori, con un risparmio sui costi annuali di energia elettrica e GPL (che nel tempo andrei a rimuovere, dopo aver verificato che la PdC sia assolutamente autosufficiente anche nelle giornate più fredde) di circa 2750 €, almeno sperando che lo SSP duri qualche anno per i nuovi impianti.

    Vi torna il ragionamento? Nel caso a me sembra conveniente questo investimento, ma sono tutto orecchie!

  10. #150

    Data Registrazione
    Dec 2021
    Messaggi
    1,743
    Mentioned
    2 Post(s)
    Quoted
    1433 Post(s)
    Potenza rep
    0
    Citazione Originariamente Scritto da paolov77 Visualizza Messaggio
    Ciao a tutti,

    leggendo questa interessante discussione ho pensato di condividere i miei ragionamenti, anche per avere qualche gradito parere in merito.

    Attualmente casa mia (villetta indipendente nel centro italia) ha un consumo annuale di 7200 kWh (elettrodomestici vari, pozzo, piscina, etc) e 2500 Litri di GPL per riscaldamento con caldaia a condensazione.

    Ho fatto qualche prova abbassando la temperatura di mandata e ho verificato che i radiatori sono sufficientemente sovradimensionati per scaldare anche a bassa temperatura (dai 35 ai 50 gradi a seconda della T esterna), per cui ho pensato di poter passare a pompa di calore. Dai calcoli fatti sulla base dei miei consumi mi viene fuori che mi servirebbe una PdC da 11 kW con un consumo annuale stimabile in 5500 kWh.

    Con queste stime sto chiedendo preventivi per un impianto FV da 10 kW, senza accumulo. Dovrei arrivare a circa 20.000 € per il FV e 6000 € per la pdc.
    Ipotizzando un autoconsumo del 30%, con le detrazioni al 50% per il FV e 65% per la PdC avrei un rientro dell'investimento in circa 5 anni, diciamo 6 considerando anche altri costi accessori, con un risparmio sui costi annuali di energia elettrica e GPL (che nel tempo andrei a rimuovere, dopo aver verificato che la PdC sia assolutamente autosufficiente anche nelle giornate più fredde) di circa 2750 €, almeno sperando che lo SSP duri qualche anno per i nuovi impianti.

    Vi torna il ragionamento? Nel caso a me sembra conveniente questo investimento, ma sono tutto orecchie!
    La pompa di calore non va mai bene se non hai riscaldamento a pavimento.

Accedi