Processo a Salvini treddo unico
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  1. #1
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    Processo a Salvini treddo unico

    Processo a Salvini: nella Lega lo chiamano “Matteo Bersani”
    Il centrodestra a pezzi - Spallata fallita - Il leader del Carroccio brucia un candidato dopo l’altro e si schianta con il nome del presidente del Senato

    DI GIACOMO SALVINI
    Il Fatto Quotidiano

    Pochi minuti dopo le 15, l’ora della disfatta, il telefono di Matteo Salvini squilla a vuoto. Non si trova. Gli altri leader della coalizione lo cercano perché devono decidere cosa fare nella sesta votazione del pomeriggio ma lui non c’è. Volto terreo, mascherina abbassata sotto il mento. La sua candidata – la “donna”, la “vicepresidente della Repubblica”, “la donna dei diritti”, cioè Maria Elisabetta Alberti Casellati – si è appena andata a schiantare in Aula contro 71 (ma c’è chi assicura siano oltre 90) franchi tiratori del centrodestra. È il settimo candidato bruciato in cinque giorni. Con l’aggiunta che a finire nel falò è la seconda carica dello Stato. Va in scena in quei minuti lo psicodramma del leader della Lega. Il remake del Papeete è servito: solo che stavolta al posto della spiaggia c’è il Transatlantico, della pancia di fuori la grisaglia blu, del mojito i caffè da Giolitti. Il risultato, però, è lo stesso: “Matteo Bersani” lo chiamano nei capannelli leghisti, ricordando la disfatta dei 101 che impallinarono Romano Prodi nel 2013. E nelle chat dei leghisti torna anche una celebre copertina del settimanale Oggi del dicembre 2014, conSalvini a torso nudo e cravatta verde, che titolava: “Affidereste l’Italia a quest’uomo?”. Risposta implicita: no.

    Poche ore prima, da leader della coalizione di centrodestra, era stato lui a prendersi la responsabilità di portare Casellati in Aula. Finito nel tritacarne di Giorgia Meloni (di cui è “ossessionato”, dicono nel centrodestra) che da giorni chiedeva di mettere ai voti un nome di centrodestra e di Antonio Tajani che, in assenza di Silvio Berlusconi, lo aveva detto chiaramente nella riunione mattutina: “Votiamo Casellati, almeno è di Forza Italia: il mio gruppo non reggerebbe un altro”. Annunciandolo al gruppo azzurro, non c’era stato nessun applauso. Luca Zaia nel frattempo si aggirava in Transatlantico ripetendo che così “Matteo ci porta a sbattere”, Giancarlo Giorgetti, con un sorriso beffardo, parlava così di Casellati: “Se vuole essere votata, che ci possiamo fare…”.

    Non si fidavano l’uno dell’altro, gli alleati, tanto che ai parlamentari di centrodestra arriva l’ordine via whatsapp di segnare le schede: la Lega doveva votare “Casellati”, Coraggio Italia “Alberti Casellati”, Forza Italia “Elisabetta Casellati”, FdI “Elisabetta Alberti Casellati”. Ma non basta. Forza Italia si scioglie lo stesso. Quando si consuma il fratricidio, parte la caccia ai franchi tiratori. La Lega dice che i suoi 208 grandi elettori sono stati compatti, Fratelli d’Italia si dice “granitico e leale” contro chi “dall’inizio ha apertamente lavorato per impedire la storica elezione di un presidente di centrodestra”. Mancano 45 voti di Forza Italia (provenienti dall’ala governista e anche una manciata di senatori), una ventina di Coraggio Italia e anche qualche leghista.

    La débâcle si abbatte sul leader della Lega. Il giudizio più gentile in Transatlantico è questo: “È un incapace”. In Forza Italia ribollono le chat dei parlamentari contro Salvini e Meloni : “L’operazione frittata”, “Lo sapevamo che saremmo andati a sbattere”, “Perché mandare allo sbaraglio la seconda carica dello Stato?”. Nella riunione del centrodestra del pomeriggio Tajani viene preso a male parole dagli alleati: “Un grande elettore su tre del tuo partito non ha votato Casellati, ma com’è possibile?” lo accusano Salvini e Meloni. Per non parlare dei centristi di Giovanni Toti definito “un traditore” e di Luigi Brugnaro che un attimo dopo l’impallinamento di Casellati va dritto: “Ora c’è solo Draghi”. Un esponente di peso della Lega lo dice chiaramente: “La coalizione non esiste più, va fatta una seria riflessione”.

    Nel mirino del Carroccio finisce pure Meloni: “Ha messo le impronte digitali sul tradimento di Casellati, era lei a chiedere la spallata”. Da FdI però replicano che Salvini “ha sbagliato tutto, a partire dai tempi”. Se la conta su un nome di centrodestra fosse avvenuto prima, dicono, la coalizione avrebbe potuto “prende voti anche fuori dalla coalizione ed eleggere un nostro nome”. Poi si va sul personale: “Se fosse stata Meloni e non Salvini a gestire la partita, sarebbe andata diversamente” dice un dirigente meloniano. Ma tant’è. Nella riunione post-pranzo si decide di prendere tempo: astensione. Riparte la rumba. Salvini telefona, incontra, si agita. Ha un’ossessione: il nome vuole farlo lui e solo lui. Così, dopo aver visto Mario Draghi in via Veneto, Enrico Letta e Giuseppe Conte, i leader di maggioranza alle 19.30 gli fanno il favore di mandarlo per primo davanti alle telecamere per fare l’annuncio di Elisabetta Belloni. È provato. Ha la camicia sbottonata, il rosario e la peluria in vista: “Lavoriamo per una donna”. Se avrà bruciato la seconda candidata nello stesso giorno, lo si capirà solo oggi.

    Processo a Salvini treddo unico-fb_img_1643433659433.jpg

  2. #2

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    Papetee 2: the kingmaker

    Ora nei cinema!

  3. #3

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    Datemi tutti i poteri...!!!

  4. #4
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    Ora nei cinema!
    Con la collaborazione fondamentale come attore non protagonista di Conte.
    Conte ha tramato alle spalle di Letta e di tutto il pd decidendo la Belloni con Salvini (Meloni).

  5. #5
    L'avatar di Granatadentro
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    L'elezione della Belloni non è affatto certa. Che Salvini dal punto di vista della strategia politica sia una pippa è invece una certezza granitica ed incrollabile.

  6. #6

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    Ora nei cinema!
    Tutti contro Salvini a destra Forza Italia e Meloni...a sinistra tutti contro...tranne forse Conte che rischia di diventare ininfluente.

    Probabilmente il 30 e rotti percento delle Europee fa ancora paura

  7. #7

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    Citazione Originariamente Scritto da Granatadentro Visualizza Messaggio
    L'elezione della Belloni non è affatto certa. Che Salvini dal punto di vista della strategia politica sia una pippa è invece una certezza granitica ed incrollabile.
    Aveva mezzo Governo, era Ministro dell'Interno e ha mandato tutto a puntane...!!!

    e poi sarebbero i 5 Stelle quelli inesperti di politica...

    Lui invece con 20 anni di militanza è riuscito a fare questo...

    GENIO...!!!

  8. #8

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    Citazione Originariamente Scritto da texasranger Visualizza Messaggio
    Tutti contro Salvini a destra Forza Italia e Meloni...a sinistra tutti contro...tranne forse Conte che rischia di diventare ininfluente.

    Probabilmente il 30 e rotti percento delle Europee fa ancora paura
    Naaaa.
    E' che Salvini vuole fare il leader del centro destra, ma non e' Berlusconi.
    Gli altri sono contro beh, perche' sono nel csx.
    Tra l'altro ha fatto tutto da solo.
    Ah, leggo che e' tornato Morisi ad aiutarlo

  9. #9

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    Citazione Originariamente Scritto da _Warlock_ Visualizza Messaggio
    Naaaa.
    E' che Salvini vuole fare il leader del centro destra, ma non e' Berlusconi.
    Gli altri sono contro beh, perche' sono nel csx.
    Tra l'altro ha fatto tutto da solo.
    Ah, leggo che e' tornato Morisi ad aiutarlo
    Può essere, ma non è un problema di strategia.....ma di carattere.....
    Se uno nasce quadrato non gli puoi chiedere di essere tondo...
    Non sarà mai un Casini un Conte un Di Maio....ecc ecc

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da texasranger Visualizza Messaggio
    Può essere, ma non è un problema di strategia.....ma di carattere.....
    Se uno nasce quadrato non gli puoi chiedere di essere tondo...
    Non sarà mai un Casini un Conte un Di Maio....ecc ecc
    tentando di essere tondo ha sbagliato una vocale

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