La variante Omicron ha svuotato Roma
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  1. #1
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    La variante Omicron ha svuotato Roma

    La variante Omicron ha svuotato Roma

    Testimonianze di negozianti e gestori di locali della Capitale che provano a resistere alla crisi economica portata dal virus. Tra attività chiuse e sempre meno acquisti anche il centro storico fa fatica a reinventarsi

    di Andrea Managò - Rosario Stanizzi
    ROMA COVID PANDEMIA CRISI ECONOMICA
    aggiornato alle 13:56 15 gennaio 2022





    variante omicron svuota roma crisi economica
    © Agf - Roma

    AGI - "Quasi quasi non la riconosco la mia città, la mia Roma. Questa è una strada, l'Ostiense, da tempo piena di traffico, rumori. Guardala, ora. Che tristezza". Francesco, 54 anni, titolare di un ristorante-pizzeria su via Ostiense, allarga le braccia davanti al cronista, è sconfortato: "Questa pandemia ci sta cambiando - dice all'AGI - e ci sta anche rovinando. Per due sere conscutive, la scorsa settimana, non ho visto un cliente, non abbiamo venduto neanche una pizza d'asporto. Così è dura, fai meno danni se non apri". Un piccolo viaggio nella Roma alle prese con la viariante Omicron fotografa una Capitale inedita: poca gente in giro, poco traffico, molti locali chiusi, moltissimi asenza clientela.

    Dalle zone più o meno periferiche al centro, la musica non cambia. "Temporary closed", oppure "chiuso per ferie" quando va bene. Sconti per chiusura attività o scaffali già vuoti che si riempiono di polvere nei casi peggiori. Le vetrine delle attività commerciali del centro storico di Roma raccontano la difficile fase della pandemia di Covid che sta attraversando il Paese.

    La quarta ondata, con la crescita senza precedenti del numero dei contagiati, fortunatamente non proporzionale al tasso di occupazione degli ospedali, sta mettendo a dura prova il commercio e le attività turistiche nelle città d'arte. Settori già provati dopo due anni di pandemia.

    Chi si trova a passeggiare in questi giorni tra le vie dello shopping dei rioni monumentali di Roma a tratti può provare un dejavù: sembra quasi di essere tornati ai primi mesi dell'epidemia. I turisti sono spariti quasi completamente, soprattutto quelli stranieri. Mentre una fetta dei lavoratori è tornata in smart working, oppure si trova a casa tra contagi ed isolamenti fiduciari.

    La Fiepet-Confesercenti di Roma stima che al momento quasi 600 attività commerciali siano chiuse in città per assenza di personale dovuta al Covid o alle quarantene. Molti di questi negozi sono in centro. I locali dei venditori di souvenir sono spesso vuoti, mentre alcune attività di abbigliamento hanno ripreso a chiudere tra le 14 e le 16, o anticipano lo stop serale, vista la scarsità di clienti tra ora di pranzo e l'orario dopo le 18.

    C'è poca gente persino nei bar e nelle gelaterie. Alcuni ristoranti delle vie attorno ai palazzi della politica, spesso frequentati da parlamentari, staff politici e personale delle istituzioni, hanno affisso cartelli per avvisare che riapriranno direttamente il 24 gennaio, il giorno della prima chiama per l'elezione del nuovo presidente della Repubblica.

    Altre attività hanno preferito prendere un mese di vacanza, perchè stare aperti avrebbe portato più spese che incasso, torneranno a mettere i tavoli in strada il 1 febbraio nella speranza che nel frattempo l'ondata di Covid dia una tregua. In questi due anni di pandemia il centro storico di Roma non è riuscito a reinventarsi.

    variante omicron svuota roma crisi economica
    © Agf
    Negozi chiusi a Roma
    Il modello di sviluppo seguito negli ultimi anni, basato soprattutto sulla rendita degli affitti, la ristorazione di bassa qualità e la proliferazione delle strutture ricettive, ha mostrato tutti i suoi limiti. Specialmente in un territorio che mediamente perde fino a 3mila residenti l'anno tra spese elevate e assenza di servizi. E allora, venuti meno turisti ed uffici, il centro si ritrova ad essere un museo a cielo aperto con ben pochi visitatori.

    La Galleria Alberto Sordi, di fronte a Palazzo Chigi, è una delle situazioni dove la crisi del commercio in centro si percepisce con un colpo d'occhio. Da mesi hanno chiuso tutti i negozi ad eccezione di una libreria di una grande catena, un negozio di borse e valigie e una caffè. Il resto delle vetrine sono oscurate con adesivi in attesa di future riaperture.

    A Via Nazionale non va meglio, qui decine di negozi da tempo hanno chiuso e sono rimasti vuoti. L'emergenza nel settore alberghiero ha i contorni di una bomba sociale pronta ad esplodere, le stime contano fino ad 8mila lavoratori che rischiano il posto di lavoro. Dei 1.280 hotel presenti in città al momento circa 350 sono chiusi, alcuni non hanno mai riaperto dopo il primo lockdown del 2020. Solo nelle ultime settimane due strutture di lunga tradizione come lo Sheraton all'Eur e il Majestic a via Veneto hanno annunciato i licenziamenti, oltre 200 persone potrebbero restare senza lavoro.

    Del resto l'Osservatorio di Confindustria Alberghi stima a Roma nel 2021 un -58% nel tasso di occupazione delle camere. Il Campidoglio ha fatto appello al Governo perchè intervenga garantendo flussi di liquidità per retribuire i dipendenti in questa fase di contagi elevati e consentire agli hotel di non chiudere definitivamente. Palazzo Senatorio ammette che le dimensioni della crisi sono tali che il Comune da solo con le sue risorse non è in grado di intervenire efficacemente.

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    © Agf
    Piazze vuote a Roma
    Non va meglio per i trasporti
    Nelle piazzole di sosta riservate ai taxi si contano decine di vetture in attesa di clienti. Per ora non ne arrivano. (AGI)Rmy/Ros (Segue) (AGI) - Roma, 15 gen. - "Siamo davvero lontani dal solito giro di lavoro - sottolinea un tassista - intanto si vedono raramente turisti stranierei e, soprattutto, mancano le presenze quotidiane delle persone che vanno a lavorare, facendo la spola tra diversi uffici, e si spostano in taxi. è una situazione pesante, molto pesante".

    Lo smart working, la didattica a distanza, la paura del contagio, le mascherine, le regole per il gren pass: sono tanti i fattori che stanno cambiando le città, i tempi, l'economia e, soprattutto, la vita delle persone. Molte farmacie, per esempio, hanno ormai la fila riservata ai 'clienti covid', tra l'altro sempre affollata, e poi quella alla clientela di ogni giorno. C'è la corsa ai tamponi, e ogni giorno è sempre più difficile rifornirsi di quelli rapidi.

    "Così non si può andare avanti - dice con forza Annalucia, barista nella zona di Piramide - con tutte queste norme la gente non entra nemmeno per prendere un caffè. La cosa incredibile è vche non abbiamo alcuna certezza. La mattina senti in tv he siamo viini alla svolta, il pomeriggio invece manca ancora qualche mese, la sera i numeri dei contagi e dei morti torna a fare paura. Forse è necessario un nuovo modo di comunicare, meno allarmismo".

    La variante Omicron ha svuotato Roma

  2. #2
    L'avatar di enteparassitario
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    Ovunque è cosi,io ho visto ultimamente parecchi bar chiusi,mi sembra di rivedere lo stesso effetto delle chiusure delle edicole ,una dopo l'altra tutte chiuse poi,ma non solo bar...

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da enteparassitario Visualizza Messaggio
    Ovunque è cosi,io ho visto ultimamente parecchi bar chiusi,mi sembra di rivedere lo stesso effetto delle chiusure delle edicole ,una dopo l'altra tutte chiuse poi,ma non solo bar...
    La TV e i politici sono proiettati sull'emergenza sanitaria (??) e basta ma c'è una situazione economica devastante che passa in cavalleria

    Io penso anche ai cinema, ai concessionari auto, alle piscine e alle palestre
    Come fanno a chiudere i bilanci in pareggio..?

  4. #4

  5. #5
    L'avatar di lucrezio
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    In inghilterra invece tutto aperto e zero restrizioni (o quasi).

    Dobbiamo mandare in Inghilterra speranza, locatelli e figliuolo...

  6. #6
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    I cinesi hanno fatto meglio di Nerone...

  7. #7
    L'avatar di totore8
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    Uffi, mi sembra di leggere gli stessi piagnistei del 2008, con le storie strappalacrime dei poveri irlandesi costretti ad emigrare.
    "Quasi quasi non la riconosco la mia città, la mia Roma. Questa è una strada, l'Ostiense, da tempo piena di traffico, rumori. Guardala, ora. Che tristezza". Francesco, 54 anni, titolare di un ristorante-pizzeria su via Ostiense, allarga le braccia davanti al cronista, è sconfortato: "Questa pandemia ci sta cambiando - dice all'AGI - e ci sta anche rovinando. Per due sere conscutive, la scorsa settimana, non ho visto un cliente, non abbiamo venduto neanche una pizza d'asporto. Così è dura, fai meno danni se non apri". Un piccolo viaggio nella Roma alle prese con la viariante Omicron fotografa una Capitale inedita: poca gente in giro, poco traffico, molti locali chiusi, moltissimi asenza clientela.
    Non vi preoccupate, finita la pandemian (che finira'), gli esercenti torneranno ad essere considerati i soliti ladri.

    non abbiamo venduto neanche una pizza d'asporto.
    Omicron fa passare anche la fame di pizzette ?

  8. #8
    L'avatar di havokiano
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    la realtà è che ci sono molteplici motivi.. l'inflazione inizia a farsi sentire (e spaventare). Dopo un 2021 tutto champagne la gente inizia a finire i soldi poi ovvio ci sono 5 milioni di persone a casa tra gente malata e in quarantena, ma è un 10% di italiani, non giustifica davvero il fatto che anche tutti gli altri se ne stanno a casa.
    Oltre all'inflazione e omicron c'è anche il fattore mutui: molti dei giovani che stanno aprendo mutui per la casa sfruttando bonus, detrazioni under36 etcetc iniziano a tirare la cinghia.

    Per me scaduto il bonus 110 e finite tutte le commesse annesse ad esso (2anni?), ci si avvia a una fase di depressione decennale secondo me forse peggio di quella del 2012. Gli stipendi sono sempre gli stessi e nessuno comprerà più un ghezz con questi prezzi e questa inflazione e lo stato sta regalando soldi sempre agli stessi (quelli col rdc, non i lavoratori) agevolandoli su bollette e quant'altro peggiorando di fatto le premesse della prossima crisi.

  9. #9
    L'avatar di havokiano
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    Citazione Originariamente Scritto da totore8 Visualizza Messaggio
    Uffi, mi sembra di leggere gli stessi piagnistei del 2008, con le storie strappalacrime dei poveri irlandesi costretti ad emigrare.

    Non vi preoccupate, finita la pandemian (che finira'), gli esercenti torneranno ad essere considerati i soliti ladri.

    Omicron fa passare anche la fame di pizzette ?
    come se i malati non mangiassero infatti l'articolo è ridicolo i veri motivi sono molteplici ma cercano di incentrare tutte le colpe sul virus per far passare in secondo piano tutto il resto.

  10. #10

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    Citazione Originariamente Scritto da totore8 Visualizza Messaggio
    Uffi, mi sembra di leggere gli stessi piagnistei del 2008, con le storie strappalacrime dei poveri irlandesi costretti ad emigrare.

    Non vi preoccupate, finita la pandemian (che finira'), gli esercenti torneranno ad essere considerati i soliti ladri.

    Omicron fa passare anche la fame di pizzette ?
    Da me dove vado io almeno una volta a settimana,c è la fila x le pizze d asporto

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