Mario Giordano ora su rete 4 - Pagina 12
Vietnam e Arabia alla guida dei VARPS. Focus su cinque paesi decorrelati dai mercati emergenti principali
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Dividendo Intesa Sanpaolo fa gola a tanti, titolo gongola e vede i top dal 2018 con +35% Ytd
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  1. #111

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    Citazione Originariamente Scritto da Letshope Visualizza Messaggio
    Che poi, dopo 11 pagine di discussione e appurato che non esiste una cura miracolosa, io non ho ancora capito quale fosse il punto di Giordano.
    il punto è semplice
    i vaccini non evitano il contagio e quindi più tamponi
    i vaccini non evitano completamente la malattia grave e in quei casi si deve poter intervenire anche con cure ad hoc già utilizzate in molte strutture ma mai in alcun modo avallate da AIFA
    i vaccinati con reazioni gravi lasciati soli
    La lilly aveva offerto ad AIFA migliaia di monoclonali GRATIS autunno 2020 mai accettati (GRATIS ora stanno a 2000€ cadauno)

  2. #112
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    Citazione Originariamente Scritto da alex77 Visualizza Messaggio
    guarda da quello che hanno detto fonti autorevoli piuttosto che assumere tachipirina è meglio un antinfiammatorio

    detto questo esistono articoli già in rete e non di maghi o dentisti

    https://www.simg.it/Coronavirus/La%2...9_27042021.pdf

    sul prendere troppi farmaci per nulla in generale concordo ma non totalmente in caso di covid
    io sono molto per dosare l'utilizzo dei farmaci ma ce un MA in questo caso essendo una malattia recente e ancora poco trattata (non abbiamo storico di anni o decenni) meglio abbondare quell'attimo piuttosto che arrivare all'ultimo con il rischio di essere spacciati
    guarda...a me trapiantato con covid e febbre...il centro trapianti di siena mi ha praticamente detto di fare vigile attesa e prendere la tachipirina oltre i 38
    e questo ad aprile eh...non lo scorso anno
    cosa che poi feci solo i primi due giorni, visto che la febbre non supero' mai i 38 e di giorno scendeva da sola...

    poi va detto che ognuno e' esperto nel suo campo medico specifico
    ed il campo virale...e con un virus nuovo in circolazione e' certamente uno dei piu' complessi
    per altro che alla tachipirina siano preferibili altri farmaci e' noto come sono noti i perche'

    e capisco anche la tua ultima frase
    e la condivido anche nel suo paragone...

    ma non puo' esistere un protocollo che faccia prendere botte di farmaci a chiunque
    questo per sfatare un po' questo mito delle cure domiciliari come un qualcosa miracoloso "che non ci vogliono dare"

    ogni caso va seguito nel suo evolversi

    insomma se ti ritrovi con la febbre bassa e positivo al covid chiami il tuo medico non remuzzi o cerchi le informazioni sul web come qualcuno mi consiglio ad aprile

  3. #113
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    Citazione Originariamente Scritto da paoloconte Visualizza Messaggio
    PUBBLICATO SU ECLINICALMEDICINE LO STUDIO DELL’ISTITUTO MARIO neri E DELL’OSPEDALE DI BERGAMO SUL TRATTAMENTO PRECOCE A DOMICILIO DI COVID-19*
    Il documento sulle cure domiciliari, già divulgato in versione pre-print per trasmettere ai Medici di Medicina Generale sin da subito i significativi dati emersi, ha ora ottenuto l’ufficialità della pubblicazione. I risultati dello studio del Mario neri sono comparabili a quelli riportati dal Lancet su un farmaco cortisonico comunemente usato per l’asma che si somministra per inalazione.

    Bergamo, 11 giugno 2021 - I risultati erano già in pre-print, ma ora giunge anche il riconoscimento ufficiale: lo studio clinico per il trattamento domiciliare dei pazienti Covid-19 ideato dal professor Fredy Suter, per anni primario dell’Unità di Malattie infettive degli allora Ospedali Riuniti e oggi primario emerito dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo – e dal professor Giuseppe Remuzzi – direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario neri IRCCS – è stato pubblicato sulla rivista “EClinicalMedicine”. Il magazine fa capo alla testata inglese “The Lancet”.

    Le evidenze dello studio clinico, “A simple, home-therapy algorithm to prevent hospitalisation for Covid-19 patients: a retrospective observational matched-cohort study" (Un semplice algoritmo per il trattamento domiciliare di pazienti Covid-19 per prevenire l'ospedalizzazione), elaborato da Suter, Norberto Perico e Remuzzi e frutto della collaborazione con un gruppo di medici di famiglia di Varese e di Teramo, mostrano l’importanza di un intervento tempestivo alla comparsa dei primi lievi sintomi della malattia, senza attendere l’esito del tampone. Nei primi 2-3 giorni, infatti, il Covid-19 è in fase di incubazione: la persona non presenta ancora sintomi. Nei 4-7 giorni successivi, la carica virale aumenta facendo comparire i primi sintomi (tosse, febbre, stanchezza, dolori muscolari, mal di gola, nausea, vomito, diarrea). Intervenire in questa fase, iniziando a curarsi a casa e trattando il Covid-19 come si farebbe con qualsiasi altra infezione respiratoria, ancora prima che sia disponibile l'esito del tampone, potrebbe aiutare ad accelerare il recupero e a ridurre l’ospedalizzazione.

    Secondo lo studio, i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) sono probabilmente quelli più indicati nelle prime fasi della malattia.

    “Ci auguriamo – spiega Remuzzi – che questo approccio possa prevenire in un certo numero di casi l’evoluzione verso le forme più gravi della malattia e la necessità di ricorrere all’ospedale. Il nostro studio è imperfetto perché retrospettivo, ma è interessante che, proprio in questi giorni, un articolo apparso su “The Lancet” di ricercatori inglesi e australiani conferma i nostri risultati con un approccio precoce basato su un preparato anti-asma (che contiene una piccola quantità di cortisone) da somministrare per inalazione nelle primissime fasi della malattia”. “È molto importante – sottolinea Suter – che i suggerimenti che derivano da questi studi non siano interpretati come un “fai da te”. È il medico di famiglia che deve prendere queste decisioni, giudicando di volta in volta quale sia il farmaco più adatto in rapporto ai sintomi e alle condizioni cliniche del suo paziente”. *
    ma questo viene gia' abbondantemente fatto...
    a casa mia siamo stati tutti positivi
    mia moglie ha fatto il cortisone qualche giorno
    io faccio dosaggi bassi da anni,quindi teoricamente ero coperto
    dopo 5 gg di febbre bassa ma costante, i miei nefrologi mi hanno consigliato di andare a pronto soccorso per verificare la situazione dei polmoni

    che in effetti avevano una lieve polmonite da tenere sotto controllo
    ricoverato 3 gg con dosaggi piu' alti di cortisone e poi a casa

    ma c'e' un evoluzione ed un farsi tenere sotto controllo oltre che al tenersi sotto controllo
    non si prende il cortisone il primo giorno di febbre

    l'equivoco mediatico e' che esista la cura semplice e facile buona per tutti...

    non e' cosi'

  4. #114

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    Citazione Originariamente Scritto da apposta supposta Visualizza Messaggio
    guarda...a me trapiantato con covid e febbre...il centro trapianti di siena mi ha praticamente detto di fare vigile attesa e prendere la tachipirina oltre i 38
    e questo ad aprile eh...non lo scorso anno
    cosa che poi feci solo i primi due giorni, visto che la febbre non supero' mai i 38 e di giorno scendeva da sola...

    poi va detto che ognuno e' esperto nel suo campo medico specifico
    ed il campo virale...e con un virus nuovo in circolazione e' certamente uno dei piu' complessi
    per altro che alla tachipirina siano preferibili altri farmaci e' noto come sono noti i perche'

    e capisco anche la tua ultima frase
    e la condivido anche nel suo paragone...

    ma non puo' esistere un protocollo che faccia prendere botte di farmaci a chiunque
    questo per sfatare un po' questo mito delle cure domiciliari come un qualcosa miracoloso "che non ci vogliono dare"

    ogni caso va seguito nel suo evolversi

    insomma se ti ritrovi con la febbre bassa e positivo al covid chiami il tuo medico non remuzzi o cerchi le informazioni sul web come qualcuno mi consiglio ad aprile
    sempre vigile attesa ti è toccata poi però a qualcuno va bene ad altri no
    ma giocare a farla andar bene non è buona cosa
    sull'esagerare mai e sono per l'utilizzo di farmaci sotto stretta prescrizione medica, anche in questo caso il medico di base dovrebbe seguire il paziente e dosare in funzione del paziente ma se i medici non sono isruiti con un protocollo di chi ha fatto le ossa in ospedale capisci che siamo spacciati

    Ma il gov preferisce vaccino e basta

  5. #115

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    ma questo viene gia' abbondantemente fatto...
    a casa mia siamo stati tutti positivi
    mia moglie ha fatto il cortisone qualche giorno
    io faccio dosaggi bassi da anni,quindi teoricamente ero coperto
    dopo 5 gg di febbre bassa ma costante, i miei nefrologi mi hanno consigliato di andare a pronto soccorso per verificare la situazione dei polmoni

    che in effetti avevano una lieve polmonite da tenere sotto controllo
    ricoverato 3 gg con dosaggi piu' alti di cortisone e poi a casa

    ma c'e' un evoluzione ed un farsi tenere sotto controllo oltre che al tenersi sotto controllo
    non si prende il cortisone il primo giorno di febbre

    l'equivoco mediatico e' che esista la cura semplice e facile buona per tutti...

    non e' cosi'
    ma infatti non esiste una cura ma esistono approcci che hanno dato risultati positivi non risolutivi
    ad oggi di risolutivo non c'è nulla e con i vaccini sono già alla terza dose....ma con quelli la sperimentazione su larga scala è permessa e avallata

  6. #116

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    Citazione Originariamente Scritto da apposta supposta Visualizza Messaggio
    giordano e' solo SI audience...come molti altri nel mondo mediatico
    Mi sembra giusto visto che è stipendiato per quello. Deve fare tanta réclame

  7. #117
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    Citazione Originariamente Scritto da alex77 Visualizza Messaggio
    il punto è semplice
    i vaccini non evitano il contagio e quindi più tamponi
    i vaccini non evitano completamente la malattia grave e in quei casi si deve poter intervenire anche con cure ad hoc già utilizzate in molte strutture ma mai in alcun modo avallate da AIFA
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    e' aconra piu' semplice

    una volta verificata labuona copertura dei vaccini...
    smetti proprio di contarli i positivi

    e curi chi arriva nelle strutture in modo adeguato visto che non saranno ondate come gli ultimi mesi

    poi onguno avra' il suo bagaglio
    il non vaccinato rischiera' di piu' come ha legittimamente scelto

    il vaccinato con guai li avra' proporzionati ai suoi guai

    un modo per crepare prima o poi lo troviamo tutti

  8. #118
    L'avatar di enjoyash
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    Citazione Originariamente Scritto da Enix Visualizza Messaggio
    Ma alla fine dei conti quali sarebbero i motivi del perché in Italia sono così tanto favorevoli ai vaccini rispetto ad una Gran Bretagna a caso?

    Economici? Culturali?
    me lo chiedo anche io. Se siamo praticamente l'unico paese al mondo che mette obbligo di green pass per lavorare ovunque e con tamponi a pagamento, nonostante che
    1) abbiamo uno dei tassi di vaccinazione più alti del mondo (siamo intorno alla 15^- 16^ posizione con distacco minimo dalla 5-6^ posizione e contando anche microstati e dittature arabe);
    2) non c'è nessuna emergenza sanitaria e non si prevede che possa esserci (per via dell'alto tasso di vaccinazione e vedendo come va in UK dove è tutto aperto da 2 mesi)

    qualcosa che non funziona nel governo c'è. O sbaglia il resto del mondo o sbagliamo noi, ma tendo a pensare che sbagliamo noi.
    Ultima modifica di enjoyash; 15-09-21 alle 17:09

  9. #119
    L'avatar di Fiber
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    Citazione Originariamente Scritto da paoloconte Visualizza Messaggio
    PUBBLICATO SU ECLINICALMEDICINE LO STUDIO DELL’ISTITUTO MARIO neri E DELL’OSPEDALE DI BERGAMO SUL TRATTAMENTO PRECOCE A DOMICILIO DI COVID-19*
    Il documento sulle cure domiciliari, già divulgato in versione pre-print per trasmettere ai Medici di Medicina Generale sin da subito i significativi dati emersi, ha ora ottenuto l’ufficialità della pubblicazione. I risultati dello studio del Mario neri sono comparabili a quelli riportati dal Lancet su un farmaco cortisonico comunemente usato per l’asma che si somministra per inalazione.

    Bergamo, 11 giugno 2021 - I risultati erano già in pre-print, ma ora giunge anche il riconoscimento ufficiale: lo studio clinico per il trattamento domiciliare dei pazienti Covid-19 ideato dal professor Fredy Suter, per anni primario dell’Unità di Malattie infettive degli allora Ospedali Riuniti e oggi primario emerito dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo – e dal professor Giuseppe Remuzzi – direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario neri IRCCS – è stato pubblicato sulla rivista “EClinicalMedicine”. Il magazine fa capo alla testata inglese “The Lancet”.

    Le evidenze dello studio clinico, “A simple, home-therapy algorithm to prevent hospitalisation for Covid-19 patients: a retrospective observational matched-cohort study" (Un semplice algoritmo per il trattamento domiciliare di pazienti Covid-19 per prevenire l'ospedalizzazione), elaborato da Suter, Norberto Perico e Remuzzi e frutto della collaborazione con un gruppo di medici di famiglia di Varese e di Teramo, mostrano l’importanza di un intervento tempestivo alla comparsa dei primi lievi sintomi della malattia, senza attendere l’esito del tampone. Nei primi 2-3 giorni, infatti, il Covid-19 è in fase di incubazione: la persona non presenta ancora sintomi. Nei 4-7 giorni successivi, la carica virale aumenta facendo comparire i primi sintomi (tosse, febbre, stanchezza, dolori muscolari, mal di gola, nausea, vomito, diarrea). Intervenire in questa fase, iniziando a curarsi a casa e trattando il Covid-19 come si farebbe con qualsiasi altra infezione respiratoria, ancora prima che sia disponibile l'esito del tampone, potrebbe aiutare ad accelerare il recupero e a ridurre l’ospedalizzazione.

    Secondo lo studio, i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) sono probabilmente quelli più indicati nelle prime fasi della malattia.

    “Ci auguriamo – spiega Remuzzi – che questo approccio possa prevenire in un certo numero di casi l’evoluzione verso le forme più gravi della malattia e la necessità di ricorrere all’ospedale. Il nostro studio è imperfetto perché retrospettivo, ma è interessante che, proprio in questi giorni, un articolo apparso su “The Lancet” di ricercatori inglesi e australiani conferma i nostri risultati con un approccio precoce basato su un preparato anti-asma (che contiene una piccola quantità di cortisone) da somministrare per inalazione nelle primissime fasi della malattia”. “È molto importante – sottolinea Suter – che i suggerimenti che derivano da questi studi non siano interpretati come un “fai da te”. È il medico di famiglia che deve prendere queste decisioni, giudicando di volta in volta quale sia il farmaco più adatto in rapporto ai sintomi e alle condizioni cliniche del suo paziente”. *


    un pò di Diclofenac (Voltaren) 150mg al giorno + Levofloxacina 500 e via

  10. #120

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    parlate del nulla....tra poco dovrete contare con il pallottoliere i morti!!!

    Mi raccomando è tutto colpa dei no vax!!

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