Generazioni buttate nell'ignoranza. - Pagina 6
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  1. #51
    L'avatar di torre1
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    Citazione Originariamente Scritto da gaglioffo Visualizza Messaggio
    Non serve farla lunga eh.

    Da decenni la scuola è un settore del welfare italiano

    punto. fine della storia.
    tutto il resto è naturale conseguenza
    Citazione Originariamente Scritto da Expriviano Visualizza Messaggio
    E ai tempi di Torre era pure peggio.
    Balle, fino alla fine degli anni 90, con la rete o inesistente o priva di ADSL e con una tecnologia primitiva rispetto a quella disponibile da qualche anno a questa parte con i ragazzi che avevano voglia di lavorare i consigli di classe validi ottenevano risultati di tutto rispetto.

    Sfornavamo diplomati in elettronica che al politecnico surclassavano i diplomati del classico ma anche dello scientifico (molto teorici, ma molto meno autonomi e privi della matematica applicata a problemi concreti che con noi i ragazzi erano costretti ad affrontare).

    Tutti i governi di destra e di sinistra da metà degli anni 90 in poi hanno introdotto un numero crescente di paletti (definite ogni volta innovazioni) che hanno reso praticamente impossibile pretendere, anche nel triennio delle superiori, figuriamoci ad elementari e medie dove era sempre più impossibile fermare anche i casi più disperati.

    A tutti questi governi, sia chiaro, di destra e di sinistra, sono solo importate sempre di più due cose, che si bocciasse poco (ogni bocciatura è un costo per lo stato) e che si laureasse il maggior numero possibile di persone, a prescindere dalla preparazione (e questo Miccichè, da Vespa, presente la Moratti, lo disse in modo sfrontato, ho avuto la fortuna di seguirlo in diretta quello sproloquio, pagherei per trovare il video di quello sproloquio)

    Il numero di laureati (e su questo spingeva anche il sole24ore) era il fiore all'occhiello del paese, ma nessuno mai parlava di preparazione. Chi dei miei colleghi ha insegnato anche all'università (e parlo di 15 anni fa ...) mi raccontava già allora cosa era costretto a far passare, perchè chi bocciava perdeva studenti, specializzazioni, finanziamenti.

    Punto e fine della storia, caro gaglioffo, la propaganda d'accatto valla a fare con chi nella scuola, se non da studente, non c'è mai stato.

  2. #52
    L'avatar di torre1
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    Citazione Originariamente Scritto da Nicolay Visualizza Messaggio
    Grazie per la tua testimonianza. Vorrei portarti anche la mia, che, sia pur molto piu' ridotta temporalmente, spero possa aggiungere un altro tassello alla storia.
    Qualche anno fa mi sono trovato a insegnare la stessa materia in due atenei, uno pubblico e l'altro privato. In quello pubblico, la classe era affollata da circa 70-80 studenti, che non avevano dovuto passare nessun test di selezione per accedervi. Nell'ateneo privato, invece, avevo una classe di circa 30 studenti, che pagavano una retta non indifferente e, soprattutto, avevano passato un test di selezione che aveva fatto fuori il 90% dei candidati. Le lezioni nell'ateneo pubblico andavano davanti praticamente nel disinteresse generale, nonostante tutti i tentativi che facessi per coinvolgerli. In quello privato, invece, gli studenti praticamente cercavano di "rubarmi il mestiere", ponendomi spesso domande ficcanti e tese ad apprendere oltre il mero programma di esame. Insomma, fare lezione a loro era un vero piacere. Molti di loro adesso sono diventati miei colleghi e si sono affermati professionalmente sia in Italia che all'estero.
    Questo per dirti che la mia impressione e' che chi era ignorante prima adesso lo sia ancora di piu', come ampiamente discusso qui. Ma lo stesso discorso vale per chi era' bravo prima. Adesso lo e' molto di piu' anche lui. E questo gap tendera' sempre piu ad allargarsi e a contribuire anche al gap economico. Quindi fortunamente i ragazzi in gamba ci sono ancora e temo che inkia.ppeteranno sempre di piu gli altri nullafacenti, a meno che questi non decidano un giorno per miracolo di uscire dal loro torpore.
    Grazie per la testimonianza. Ne ho una simile sullo stesso tema. Nei primi anni 90 ho fatto il commissario esterno in un noto esamificio (istituto privato a pagamento dove si recuperano tre anni in uno, ecc) di Milano (noto di allora, non credo esista più).
    Interrogavo sia i ragazzi del diurno sia quelli del serale. Tutti pagavano rette altissime (svariati milioni di lire di allora).
    Con quelli del diurno la nostra commissione si mise le mani nei capelli, con quelli del serale le cose andarono al contrario molto bene, solo due bocciati, ma parecchi voti medio alti e un paio di 60/60.
    Uno dei ragazzi del serale ci spiegò le ragioni. Noi del serale, diceva, ci paghiamo di tasca nostra la retta, finiamo di lavorare alle 17 fuori milano e, stanchi morti, veniamo qui a seguire, abbiamo qualche anno in più rispetto a quelli del diurno (età media del serale 24-25 anni, tutti studenti lavoratori, età media del diurno inferiore ai 20 anni), veniamo qui per scelta e ci teniamo a riuscire bene
    A quelli del diurno la retta la pagano mamma e papà, sono qui perchè non hanno alcuna voglia di studiare, e infatti tentano la sorte qui perchè dalla scuola pubblica hanno preso un calcio nel sedere già dalla terza o dalla quarta (ma so di ragazzi che hanno fatto 4 anni in uno, recentemente, si sono presentati da privatisti e sono stati asfaltati, non sapevano l'abc).
    Sui ragazzi in gamba confermo la tua tesi.
    Nella scuola pubblica sono costretti ad adeguarsi al ribasso, perchè la parola d'ordine ministeriale è non lasciare nessuno indietro. Poi le bocciature (e tante) ci sono comunque, ma su programmi sempre più ridicoli. Chiaramente non soltanto si annoiano, ma si impigriscono pure. Ma non c'è niente da fare.
    Gli istituti che bocciano di più per cercare di fermare il declino (non certo quindi confermare i livelli degli anni precedenti quanto piuttosto contenere il taglio dei programmi e delle difficoltà) sono destinati a perdere utenza, studenti, posti di lavoro ecc.
    E chiaramente gli insegnanti ultimi in graduatoria ci pensano due volte prima di perdere il posto per lavorare bene. Il paradosso della scuola pubblica è che peggio lavori meno problemi hai, meglio lavori più sei punito (e qui si parla di ricorsi, contestazioni plateali, ecc).

  3. #53
    L'avatar di torre1
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    Questa discussione è un doppione di un'altra aperta in precedenza.

  4. #54
    L'avatar di reganam
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    Citazione Originariamente Scritto da BlackM Visualizza Messaggio
    Non penso sia un problema del 2020, Bala...!
    E' una cosa che dura da un pezzo mi sa.
    Parlo in confronto ad altri paesi.
    Poi bisogna vedere anche dati disaggregati per zona, fasce di età ecc.
    si, i dati del sud è da parecchio che sono vergognosi.

  5. #55
    L'avatar di reganam
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    Citazione Originariamente Scritto da torre1 Visualizza Messaggio
    Questa discussione è un doppione di un'altra aperta in precedenza.
    esatto, solo che aprono discussioni con titoli fantasia e capita che non si capisca di cosa parlano.

  6. #56

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    Se è per questo anche dall'università esce gente che non sa l'italiano. Mi è capitato ultimamente di dover leggere alcune tesi, degli abomini della nostra lingua. I professori hanno davvero molto pelo sullo stomaco per dare un pezzo di carta a fronte di elaborati simili

  7. #57

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    Citazione Originariamente Scritto da Larry Wildman Visualizza Messaggio
    Se è per questo anche dall'università esce gente che non sa l'italiano. Mi è capitato ultimamente di dover leggere alcune tesi, degli abomini della nostra lingua. I professori hanno davvero molto pelo sullo stomaco per dare un pezzo di carta a fronte di elaborati simili
    Infatti... vecchio studio...

    Il 70% degli italiani non capisce quello che legge. Ma neanche quello che vota. – Maurizio Saliani

  8. #58

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    Citazione Originariamente Scritto da travis22 Visualizza Messaggio
    escono dalle superiori, anche dai licei, con voti strabilianti... anche 9 o 10 in matematica... quando fino a 15 anni fa già avere un 6 in matematica al liceo scientifico era un ottimo risultato...salvo poi prendere legnate sui denti ad analisi I e II al politecnico di milano
    Al Politecnico. Perché altrove se la cavano. Anche l'università è in deciso decadimento

  9. #59
    L'avatar di torre1
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    Citazione Originariamente Scritto da reganam Visualizza Messaggio
    si, i dati del sud è da parecchio che sono vergognosi.
    Vero, ma come ho già segnalato in precedenza, non è che al nord le cose vadano tanto meglio, purtroppo. Gli studenti del nord, almeno a livello di istituti tecnici (quelli che conosco meglio) e professionali sicuramente surclassano lo studente medio del sud nelle stesse condizioni
    Attenzione che al sud ci sono anche istituti che, almeno di nome, passano per essere istituti di eccellenza, detto senza alcuna ironia. Il Majorana di Gela aveva (e credo abbia tuttora) un forum su ubuntu e più in generale sul software libero che è stato e credo sia tuttora un punto di riferimento a livello nazionale. Aveva come leader il prof. Antonio Cantaro, morto purtroppo prematuramente pochi anni fa per il solito tumore di m*rd*.
    Il problema è che gli studenti del nord perdono rovinosamente il confronto con i diplomati del nord di qualche anno prima, salvo poche eccezioni. E i livelli assoluti raggiunti da molti di loro sono veramente scarsi.
    Ero commissario d'esame dei miei studenti nel 2019/2020, portavamo tutti la mascherina, ma davanti a non poche risposte di alcuni nostri studenti (i nostri, e come consiglio di classe non eravamo certamente uno dei peggiori, tutt'altro) avevamo gli occhi che sembravano lanterne tanto era fuori dal mondo quello che sentivamo, quasi come se non fossimo entrati mai in classe.
    E parlo di milano .......

  10. #60
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    Citazione Originariamente Scritto da Larry Wildman Visualizza Messaggio
    Se è per questo anche dall'università esce gente che non sa l'italiano. Mi è capitato ultimamente di dover leggere alcune tesi, degli abomini della nostra lingua. I professori hanno davvero molto pelo sullo stomaco per dare un pezzo di carta a fronte di elaborati simili
    Non hanno scelta, se iniziano a bocciare troppo gli studenti si trasferiscono altrove, chiudono specializzazioni. Quello che una volta era normale pretendere oggi è considerato una richiesta fuori dal mondo. Il flusso di studenti dalle scuole elementari alle medie, dalle medie alle superiori, dalle superiori all'università provoca ad ogni passaggio un inevitabile abbassamento delle richieste, altrimenti bocci tutti, e finisci sui giornali o rischi ricorsi, perdita di studenti, ecc
    L'università non può che adeguarsi a fronte di quello che arriva. E infatti a differenza di quando mi sono laureato io mi risulta che ci sia un proliferare di corsi di recupero e sostegno prima che parta l'anno accademico
    E, attenzione, ai miei tempi non c'era la rete, materiale in giro ce n'era pochissimo come sostegno, e quel poco che c'era lo pagavi, anche caro. Oggi si trova di tutto in rete, ma sembra che non serva a niente

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