La cavalcata di Ayuso, l’anti Sánchez
Ritorno dividendi e non solo: cinque buone ragioni per puntare sulle banche italiane
Tassi di interessi e redditività molto bassi, crediti deteriorati da smaltire attraverso cessioni e svalutazioni, vincoli sempre più stringenti di rafforzamento del capitale, eroso nel frattempo dalle perdite: queste le …
Barclays dice buy Italia. Da Unipol a Enel, cinque titoli di Piazza Affari con potenziale rialzista fino a +33%
Buy Italia. Questa volta a dirlo sono gli analisti di Barclays che si uniscono a una sempre più fitta schiera di strategist che vede Piazza Affari ben posizionata per cogliere …
Bitcoin: la rimonta porta la firma di El Salvador-Musk-Paul Tudor Jones. Ma intanto la Cina sfratta i miners
Negli ultimi giorni, il Bitcoin ha riagguantato quota $40.000, beneficiando di diversi assist, tra cui il recente tweet di Elon Musk, numero uno di Tesla. Un assist importante è arrivato …
Tutti gli articoli
Tutti gli articoli Tutte le notizie

  1. #1

    Data Registrazione
    Jan 2010
    Messaggi
    5,252
    Mentioned
    0 Post(s)
    Quoted
    678 Post(s)
    Potenza rep
    42949684

    La cavalcata di Ayuso, l’anti Sánchez

    La cavalcata di Ayuso, l’anti Sánchez- Corriere.it

    Chi voleva sminuire Isabel Díaz Ayuso aveva una stilettata sicura: addetta stampa della cagnolina del Partido Popular, cosa vuoi aspettarti da un’arrivista così? La Ayuso, è vero, gestiva l’account twitter @SoyPecas e si firmava «bau bau». Era fresca di laurea in giornalismo e master in comunicazione politica. La sua capa (nonchè padrona della cagnetta) era Esperanza Aguirre, presidenta amatissima della Comunidad di Madrid. Da portavoce della cagnolina, la Ayuso scriveva tweet come «i comunisti non vogliono che mi portino a passeggio. Non vogliono libertà». Cinque anni dopo, seduta sulla poltrona che fu della padrona di Pecas, la Ayuso ha tappezzato Madrid dello stesso identico, semplice, diretto, inequivocabile messaggio: libertà.

    Libertà di bersi una birra al bar nonostante il Covid. Libertà di tenere aperti i ristoranti. Libertà di vedere una corrida dopo un anno e passa di astinenza. Libertà di pagare le tasse locali più basse di Spagna. Libertà di scegliere scuole e ospedali privati. Libertà di «difendere il modello di vita madrileno», scelto per 26 anni di fila dagli elettori del Partido P

    La Ayuso, eletta «governatrice» della regione di Madrid nel 2019, ha gestito l’emergenza pandemica in modo unico in Europa, sul filo del collasso ospedaliero, ma sempre sotto, in cima alle classifiche dei contagiati, ma mai fuori controllo. Con le «chiusure chirurgiche» di singoli quartieri si è proposta come la governatrice che «tiene aperto» rispetto al governo di sinistra che «chiude». Sul filo del rasoio dei numeri sanitari, la Ayuso fino a qui ce l’ha fatta. I morti madrileni sono stati più che nel resto del regno, ma chi può dire che non sarebbe successo lo stesso?

    Se a livello sanitario si discute, politicamente l’esito è spettacolare. Il viso della Ayuso tappezza le vetrine dei caffé. «Ayuso somos todos. Gracias» per proteggerci. Nei sondaggi il suo nome vola. Proprio lei che era diventata presidenta arrivando seconda dietro al candidato socialista Ángel Gabilondo. Uno smacco nel feudo di un Pp eroso dagli scandali e ai minimi storici quasi ovunque. La Madrid «liberata» della Ayuso poteva essere il punto di svolta. Nelle intenzioni di voto, il Pp guadagna il 20 per cento, raddoppia i seggi, cancella i rivali centristi di Ciudadanos e riconquista l’egemonia del centro-destra lasciando all’estrema di Vox i ritagli. Questo sulla carta. Oggi, nelle urne la verifica.

    Ayuso ha cercato la sfida elettorale. Le mancavano due anni per finire la legislatura, invece ha scommesso sul voto anticipato nonostante nel 2023 dovrà, per legge, tornare alle urne. L’ha fatto, non per Madrid, ma per la Spagna. In tutta la campagna si è rivolta sempre e solo al premier socialista Pedro Sánchez, non ai candidati locali. Dovesse trionfare, il leader del Pp, Pablo Casado, rischia di cederle il posto. Dovesse andar male, però.

    Qualche possibilità c’è. Governare i 6,6 milioni di madrileni con la destra nostalgica di Vox non sarebbe un problema per Ayuso. «Quando ti chiamano fascista, non ti preoccupare: sei dalla parte giusta della storia» ha assicurato. Il problema sarebbe enorme, invece, se le tre sinistre in lizza raggiungessero la maggioranza. Sono il Psoe del premier Sánchez che nel 2019 è stato il più votato; la sinistra civica di Más Madrid guidata da un’anestesista, Mónica García, perfetta per criticare le aperture al virus; Unidas Podemos di Pablo Iglesias, il vicepremier sceso in campo per «fermare il pericolo fascista». Se in tre faranno 69 seggi, la Ayuso avrà perso. Altrimenti il futuro della destra spagnola può essere suo.

  2. #2

    Data Registrazione
    Jan 2010
    Messaggi
    5,252
    Mentioned
    0 Post(s)
    Quoted
    678 Post(s)
    Potenza rep
    42949684

  3. #3

    Data Registrazione
    Jan 2010
    Messaggi
    5,252
    Mentioned
    0 Post(s)
    Quoted
    678 Post(s)
    Potenza rep
    42949684
    Elezioni a Madrid: vincono i Popolari, ma per governare serve l'estrema destra di Vox. Affluenza record: +11% rispetto al 2019 - Il Fatto Quotidiano

    Exit poll – Diaz Ayuso del Partito popolare vince con chiarezza le elezioni regionali, secondo gli exit poll di Rtve, con il 43,7% delle preferenze, per 62-65 deputati pari a oltre il doppio dei 30 ottenuti nel 2019. Tuttavia, per governare superando la maggioranza assoluta (69 seggi) avrebbe bisogno dei 12-14 seggi che il partito di estrema destra Vox otterrebbe. In questo modo raggiungerebbe tra i 74 e i 79 seggi. Il blocco di sinistra si fermerebbe a 56-63 deputati (25-28 del Psoe, 21-24 di Más Madrid e 10-11 di Podemos), mentre Ciudadanos uscirebbe dall’Assemblea locale non avendo superato la soglia del 5%.

    Dopo il Pp, secondo gli exit poll, il partito più votato è il Psoe con il 18,4% dei voti, restando la prima forza di sinistra, scendendo però a 25-28 seggi rispetto ai 37 del 2019. Vox sarebbe il quarto partito, con il 9,2% delle preferenze, risultato simile a quello del 2019 quando entrò per la prima volta nell’Assemblea di Madrid. Unidas Podemos avrebbe il 7,9%, ottenendo 10-11 deputati, ossia tre o quattro più di due anni fa.

  4. #4

    Data Registrazione
    Aug 2009
    Messaggi
    10,497
    Mentioned
    12 Post(s)
    Quoted
    4967 Post(s)
    Potenza rep
    42949684
    Viva la libertà, abbasso fifoni, invidiosi e ipocondriaci

Accedi