Perchè tutto questo odio verso Renzi ??? - Pagina 9
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  1. #81
    L'avatar di Dav. c. G.
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    Ma infatti gli unici che dovrebbero detestarlo, e solo per motivi politici, siamo noi di sinistra: l'odio dei destri non lo capisco, tanto più che come atteggiamento e mentalità è molto più simile ai loro leader che ai nostri.

    A livello personale non si capisce tutta quest'avversione, non è che uno che offende gli avversari o dice volgarità, mah: come politico però è di razza, bisogna ammetterlo, nessuno attualmente è come lui, nè a destra nè a sinistra
    L'ha postato Belanda, leggilo.

    Massimo Recalcati spiega la radice profonda dell’odio che si è coagulato contro Renzi
    Massimo Recalcati vive e lavora come psicoanalista a Milano. Insegna Psicopatologia del comportamento alimentare presso l’Università degli Studi di Pavia,

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    12 Febbraio 2019 Domenico Leccese
    Massimo Recalcati vive e lavora come psicoanalista a Milano. Insegna Psicopatologia del comportamento alimentare presso l’Università degli Studi di Pavia, ed è titolare della cattedra Psicoanalisi e scienze umane presso il Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Verona. È direttore scientifico della Scuola di specializzazione in psicoterapia IRPA, Istituto di Ricerca di Psicoanalisi Applicata. Ha fondato nel 2003 Jonas Onlus, centro di clinica psicoanalitica per i nuovi sintomi. È membro analista di Alipsi, Associazione Lacaniana Italiana di Psicoanalisi e di Espace Analytique. La sua attività scientifica si è articolata in alcune direttrici tematiche fondamentali attraverso gli studi su Jacques Lacan, gli studi sul Padre, gli studi di psicoanalisi e arte, gli studi su politica e disagio della civiltà contemporanea e gli studi di clinica psicoanalitica. Un grande intellettuale insomma, con una storia personale di impegno a sinistra e che oggi studia e guarda con favore all’esperienza di Matteo Renzi. Recalcati in questi giorni con un meraviglioso articolo su Repubblica si è interrogato su quale peccato avrebbe commesso Matteo Renzi per essersi attirato un odio così intenso. E si dà una risposta da par suo individuandone le ragioni in logiche arcaiche, pulsionali e viscerali e non sulla “valutazione obiettiva dei contenuti della sua azione di governo e di segretario del PD”. Recalcati prende in considerazione soprattutto l’odio della sinistra verso Matteo Renzi e svolge una prima considerazione generale: “fa parte del suo DNA e della sua storia, anche di quella più recente, scatenare l’odio nei confronti di coloro che, dichiarandosi militanti di sinistra, osano introdurre dei cambiamenti che rischiano di minare alla base la sua identità ideologica. L’accusa di essere un rinnegato o un traditore in questi casi scatta come la salivazione condizionata del cane di Pavlov. La storia ci offre una miriade di esempi, antichi e più recenti”. E Recalcati si domanda se non sia un po’ sospetto e indice, come vedremo più avanti, di qualcosa di più profondo e di un lutto non elaborato nella storia più recente (gli ultimi 30 anni) della sinistra, il fatto che “ogni atto, ogni pensiero, ogni gesto politico di Renzi sia sbagliato. Che ogni sua opzione sia divenuta contraria al bene del paese ed a quella del suo stesso Partito. E che Matteo Renzi venga identificato non come la cura ma come la malattia della sinistra”. E usando la cassetta degli attrezzi del suo mestiere, lo psicoanalista lacaniano prova a partire da una breve considerazione sulle origini del sentimento di odio. E ci dice che “l’odio investe l’altro in quanto eterogeneo e inassimilabile. Renzi per la sinistra sinistra è l’incarnazione maligna di una eterogeneità che resiste ad ogni assimilazione. Le sue origini culturali ed antropologiche sono differenti da quelle del vecchio gruppo dirigente del PCI che è migrato nel PD. Un’altra cultura, un’altra sensibilità ma anche un’altra generazione. Il fatto che questo eterogeneo inassimilabile sia divenuto, attraverso il legittimo voto delle primarie, il segretario del maggior partito della sinistra italiana non è stato vissuto come il segno di un arricchimento, di una contaminazione propulsiva, di un superamento degli steccati ideologici, ma come una vera e propria usurpazione”. Sintomo di questo “fantasma di usurpazione” Recalcati lo individua anche nell’insistente, compulsivo, ossessivo invito ad una permanete discussione interna della linea del segretario: Una discussione che è evidente deve durare “sino a quando questa eterogeneità scandalosa sarà espulsa o ridotta ad una posizione minoritaria”. E tutto questo odio, Recalcati lo dice con una certa durezza di linguaggio, ha la sua ragione profonda non appunto nei contenuti portati avanti da Renzi ma nella “difficoltà della vecchia sinistra di fare il lutto della sua fine storica. Più schiettamente: Renzi è colpevole di aver messo la sinistra di fronte al suo cadavere. Anziché fare il lutto della sua identità ideologica essa preferisce – come spesso accade – imputare all’eterogeneo la colpa della sua morte (già avvenuta)”. E in un’altra intervista all’Unità aveva detto che in Italia “I figli anziché ereditare il testimone dai padri sono osteggiati dai padri. Accade anche a destra con Berlusconi e Grillo. I figli non allineati coi loro padri-padroni vengono sistematicamente espulsi. Ogni scissione, quando sono in gioco diverse generazioni, viene al posto di un lutto mancato: si invoca lo spettro della scissione invece di saper tramontare” Quindi la sinistra è finita per come l’abbiamo conosciuta ormai da tanti anni e Renzi ci ha messo di fronte a questa verità, e colpa della sinistra in tutti questi anni è stata quella di far finta di niente, far erodere le proprie parole d’ordine, il proprio paradigma senza accorgersi che si stava consumando giorno dopo giorno ed ha avuto la colpa di non aver avviato una elaborazione del lutto all’altezza di quella che è stata la grande storia di quella sinistra. Per questo, dice Recalcati, l’odio che investe Matteo Renzi è un odio arcaico, pulsionale, viscerale, un odio che “vorrebbe coprire la fine di una concezione del mondo che ha nutrito l’interpretazione della storia per tutto il novecento: la lotta di classe, una concezione etica dello Stato, l’identificazione del liberalismo e dei suoi principi come Male, la gerarchia immobile del Partito, la prevalenza della Causa universale sulle relazioni di cura particolari, una differenziazione paranoide del mondo in forze del Bene e forze del Male, l’inclinazione populistica ed incestuosa della democrazia diretta, la riduzione delle politiche sociali ad un maternage assistenzialistico, il sospetto verso le manifestazioni della singolarità in tutte le sue forme, una paternalistica insopportabile che cancella le nuove generazioni. La morte irreversibile di questo paradigma imporrebbe un lavoro del lutto estremamente impegnativo. Molto più facile allora imputare al carattere spurio, meticcio, eterogeneo, sciamanico di Matteo Renzi la crisi del PD e della sinistra in generale che affrontare questo immane e, in realtà inaggirabile compito”. Trovo questo ultimo pezzo del suo articolo su Repubblica di una fortissima intensità emotiva, un lampo che rischiara le nubi e ci dice con una chiarezza mai letta prima che un mondo, un vecchio mondo è finito. Ma Recalcati ci fa capire anche, come avrebbe detto Alain Touraine, che quella fine di un mondo non è certo la fine del mondo e che la fine di quella sinistra non è certo la fine della sinistra. E chiudo con le parole che Recalcati usò tanti mesi fa in una altrettanto bella intervista sulla Unità quando rispondendo alla domanda del giornalista che gli chiedeva se Renzi ha sbagliato tutto o è diventato il capro espiatorio di un’Italia che non funziona da trent’anni, rispondeva così: «Renzi è stato un vento vitale in un campo di morti. Ha radunato speranze di cambiamento che hanno attraversato non solo il Pd ma l’intero Paese. È l’unico senso che ho attribuito alla fantomatica e stramba idea del Partito della Nazione che non è mai esistito. Ha messo in moto energie, progetti riformisti, ha ridato alla politica dignità senza lasciare il campo all’antipolitica di Grillo. È dovuto partire col piede sbagliato – la rottamazione – perché si è confrontato con un muro che non aveva intenzione di consentire il giusto avvicendamento generazionale. Ha commesso errori che gli sono costati cari. Ma Renzi resta il vero nemico di tutte le forze conservatrici e populiste perché incarna autenticamente questa speranza. L’ex premier resta la sola possibilità per arginare l’ondata reazionaria che attraversa il nostro tempo. La sua determinazione, il coraggio, il ritmo del suo passo lo rendono ancora ai miei occhi il figlio giusto. Deve però scegliere meglio chi ascoltare: la vera lealtà non esclude la critica».

    In un bellissimo, e per me anche commovente, articolo su Repubblica Recalcati mette a nudo l’incapacità della sinistra novecentesca di elaborare il lutto della sua fine, incapacità che si nasconde dietro l’odio pulsionale che ha scatenato contro Matteo Renzi vissuto come un usurpatore un “eterogeneo inassimilabile” 18 Luglio 2017 Scritto da Enzo Puro

    Massimo Recalcati spiega la radice profonda dell’odio che si e coagulato contro Renzi

  2. #82
    L'avatar di coffeman
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    Citazione Originariamente Scritto da belanda Visualizza Messaggio
    Non riguarda solo la politica che, anzi, sembra pretestuosa e comunque non abbastanza giustificativa di tanto livore . Ho letto di recente un tizio che sosteneva che Renzi non doveva abbandonare la politica, ma il mondo . Una mia amica lo definisce una schifezza immonda e ai miei tentativi di motivare, mi ha tirati fuori il referendum perso .
    Ma chi ha perso gli altri referendum è stato oggetto di un odio simile ???
    Oppure l'aver fatto cadere il governo Conte , come se il governo Conte fosse stato il piu' amato dagli italiani mentre ( e lo sappiamo noi di AP) era oggetti di critiche ferocissime negli ultimi tempi.
    Oppure che aveva promesso di ritirarsi dalla politica e non l'ha fatto .

    Ma anche Veltroni aveva promesso di andare in Africa ma non mi sembra oggetto di linciaggi .
    Che altro ?? L'inglese dalla pronuncia un po' ridicola .Mi sembra un po' debole .
    Di Maio e salvini lo parlano meglio ??? Non lo parlano proprio, al massimo lo leggono .
    Sto cercando di capire cosa altro possa suscitare questo odio che accomuna il 99 per cento degli italiani . Noi dell'un per cento siamo considerati complici e additati al disprezzo .
    Rimangono i 1000 giorni di governo i cui risultati non sono stati disprezzabili anche guardando i numeri e sono state fatte alcune leggi importanti, come quella sui matrimoni fra persone dello stesso sesso .
    La famiglia sua è normale , la sua condotta non è immorale , non ha commesso reati anzi non ha mai avuto una denuncia,

    Ci sarebbe il padre , ma come sappiamo le colpe dei padri non dovrebbero ricadere sui figli. Dalla Bibbia ci siamo affrancati .Qualcuno , con animo sereno, puo' giustificarmi questo odio cosi' assoluto, che ormai è diventato il vero collante degli italiani dalla Sicilia all'Alto Adige ??
    se spieghi questo tuo amore per renzi facciamo prima.

  3. #83
    L'avatar di Dav. c. G.
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    Citazione Originariamente Scritto da Letshope Visualizza Messaggio
    Io, da persona di sinistra, non ho mai espresso odio nei confronti di Renzi, ma solo convinta avversione politica. Cosa gli imputo? Di aver dato il colpo di grazia ad un partito già in crisi, volendolo trasformare in un'entità con un'anima non sua. Non dimentico che è riuscito là dove neanche le destre più agguerrite ci erano mai riuscite: ovvero l'abolizione dell'articolo 18. Quando il tuo partito soffre e tu ne diventi il capo non lo uccidi azzerandone il suo credo storico, barattandolo con un po' di potere. Lo sostieni e cerchi di portare avanti i suoi valori fondativi.
    Sanders in USA non ha rinunciato alle sue idee, anche se questo gli ha precluso la nomination. È pur vero comunque che Renzi non avrebbe potuto fare quello che ha fatto senza l'appoggio di una gran parte del partito stesso.
    Questo articolo sembra scritto per te come per tutti i delusi (ed odiatori) di sinistra nei confronti di Renzi:

    Massimo Recalcati spiega la radice profonda dell’odio che si e coagulato contro Renzi

    Grazie Belanda di essere tornato

  4. #84
    L'avatar di Intruder
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    Citazione Originariamente Scritto da belanda Visualizza Messaggio
    Non riguarda solo la politica che, anzi, sembra pretestuosa e comunque non abbastanza giustificativa di tanto livore . Ho letto di recente un tizio che sosteneva che Renzi non doveva abbandonare la politica, ma il mondo . Una mia amica lo definisce una schifezza immonda e ai miei tentativi di motivare, mi ha tirati fuori il referendum perso .
    Ma chi ha perso gli altri referendum è stato oggetto di un odio simile ???
    Oppure l'aver fatto cadere il governo Conte , come se il governo Conte fosse stato il piu' amato dagli italiani mentre ( e lo sappiamo noi di AP) era oggetti di critiche ferocissime negli ultimi tempi.
    Oppure che aveva promesso di ritirarsi dalla politica e non l'ha fatto .

    Ma anche Veltroni aveva promesso di andare in Africa ma non mi sembra oggetto di linciaggi .
    Che altro ?? L'inglese dalla pronuncia un po' ridicola .Mi sembra un po' debole .
    Di Maio e salvini lo parlano meglio ??? Non lo parlano proprio, al massimo lo leggono .
    Sto cercando di capire cosa altro possa suscitare questo odio che accomuna il 99 per cento degli italiani . Noi dell'un per cento siamo considerati complici e additati al disprezzo .
    Rimangono i 1000 giorni di governo i cui risultati non sono stati disprezzabili anche guardando i numeri e sono state fatte alcune leggi importanti, come quella sui matrimoni fra persone dello stesso sesso .
    La famiglia sua è normale , la sua condotta non è immorale , non ha commesso reati anzi non ha mai avuto una denuncia,

    Ci sarebbe il padre , ma come sappiamo le colpe dei padri non dovrebbero ricadere sui figli. Dalla Bibbia ci siamo affrancati .Qualcuno , con animo sereno, puo' giustificarmi questo odio cosi' assoluto, che ormai è diventato il vero collante degli italiani dalla Sicilia all'Alto Adige ??
    Scusa Belanda,

    ma chi e' questo Renzo su cui ogni tanto apri un thread?
    Grazie.

  5. #85
    L'avatar di travis22
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    Citazione Originariamente Scritto da goodseeds Visualizza Messaggio
    se tu preferisci fartelo mettere in qulo a sorpresa...de gustibus
    a te piace il cetriolo sicuro e puntuale, buon per te

  6. #86
    L'avatar di Arne Saknussemm
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    Citazione Originariamente Scritto da Amicone Visualizza Messaggio
    Comunque, per quanto mi riguarda, non è odio.

    E' solo disprezzo. Profondo disprezzo.

    Allegato 2751963
    perché Salvini è vestito da arabo?

  7. #87
    L'avatar di Maupassant
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    Citazione Originariamente Scritto da Dav. c. G. Visualizza Messaggio
    L'ha postato Belanda, leggilo.

    Massimo Recalcati spiega la radice profonda dell’odio che si è coagulato contro Renzi
    Massimo Recalcati vive e lavora come psicoanalista a Milano. Insegna Psicopatologia del comportamento alimentare presso l’Università degli Studi di Pavia,

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    12 Febbraio 2019 Domenico Leccese
    Massimo Recalcati vive e lavora come psicoanalista a Milano. Insegna Psicopatologia del comportamento alimentare presso l’Università degli Studi di Pavia, ed è titolare della cattedra Psicoanalisi e scienze umane presso il Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Verona. È direttore scientifico della Scuola di specializzazione in psicoterapia IRPA, Istituto di Ricerca di Psicoanalisi Applicata. Ha fondato nel 2003 Jonas Onlus, centro di clinica psicoanalitica per i nuovi sintomi. È membro analista di Alipsi, Associazione Lacaniana Italiana di Psicoanalisi e di Espace Analytique. La sua attività scientifica si è articolata in alcune direttrici tematiche fondamentali attraverso gli studi su Jacques Lacan, gli studi sul Padre, gli studi di psicoanalisi e arte, gli studi su politica e disagio della civiltà contemporanea e gli studi di clinica psicoanalitica. Un grande intellettuale insomma, con una storia personale di impegno a sinistra e che oggi studia e guarda con favore all’esperienza di Matteo Renzi. Recalcati in questi giorni con un meraviglioso articolo su Repubblica si è interrogato su quale peccato avrebbe commesso Matteo Renzi per essersi attirato un odio così intenso. E si dà una risposta da par suo individuandone le ragioni in logiche arcaiche, pulsionali e viscerali e non sulla “valutazione obiettiva dei contenuti della sua azione di governo e di segretario del PD”. Recalcati prende in considerazione soprattutto l’odio della sinistra verso Matteo Renzi e svolge una prima considerazione generale: “fa parte del suo DNA e della sua storia, anche di quella più recente, scatenare l’odio nei confronti di coloro che, dichiarandosi militanti di sinistra, osano introdurre dei cambiamenti che rischiano di minare alla base la sua identità ideologica. L’accusa di essere un rinnegato o un traditore in questi casi scatta come la salivazione condizionata del cane di Pavlov. La storia ci offre una miriade di esempi, antichi e più recenti”. E Recalcati si domanda se non sia un po’ sospetto e indice, come vedremo più avanti, di qualcosa di più profondo e di un lutto non elaborato nella storia più recente (gli ultimi 30 anni) della sinistra, il fatto che “ogni atto, ogni pensiero, ogni gesto politico di Renzi sia sbagliato. Che ogni sua opzione sia divenuta contraria al bene del paese ed a quella del suo stesso Partito. E che Matteo Renzi venga identificato non come la cura ma come la malattia della sinistra”. E usando la cassetta degli attrezzi del suo mestiere, lo psicoanalista lacaniano prova a partire da una breve considerazione sulle origini del sentimento di odio. E ci dice che “l’odio investe l’altro in quanto eterogeneo e inassimilabile. Renzi per la sinistra sinistra è l’incarnazione maligna di una eterogeneità che resiste ad ogni assimilazione. Le sue origini culturali ed antropologiche sono differenti da quelle del vecchio gruppo dirigente del PCI che è migrato nel PD. Un’altra cultura, un’altra sensibilità ma anche un’altra generazione. Il fatto che questo eterogeneo inassimilabile sia divenuto, attraverso il legittimo voto delle primarie, il segretario del maggior partito della sinistra italiana non è stato vissuto come il segno di un arricchimento, di una contaminazione propulsiva, di un superamento degli steccati ideologici, ma come una vera e propria usurpazione”. Sintomo di questo “fantasma di usurpazione” Recalcati lo individua anche nell’insistente, compulsivo, ossessivo invito ad una permanete discussione interna della linea del segretario: Una discussione che è evidente deve durare “sino a quando questa eterogeneità scandalosa sarà espulsa o ridotta ad una posizione minoritaria”. E tutto questo odio, Recalcati lo dice con una certa durezza di linguaggio, ha la sua ragione profonda non appunto nei contenuti portati avanti da Renzi ma nella “difficoltà della vecchia sinistra di fare il lutto della sua fine storica. Più schiettamente: Renzi è colpevole di aver messo la sinistra di fronte al suo cadavere. Anziché fare il lutto della sua identità ideologica essa preferisce – come spesso accade – imputare all’eterogeneo la colpa della sua morte (già avvenuta)”. E in un’altra intervista all’Unità aveva detto che in Italia “I figli anziché ereditare il testimone dai padri sono osteggiati dai padri. Accade anche a destra con Berlusconi e Grillo. I figli non allineati coi loro padri-padroni vengono sistematicamente espulsi. Ogni scissione, quando sono in gioco diverse generazioni, viene al posto di un lutto mancato: si invoca lo spettro della scissione invece di saper tramontare” Quindi la sinistra è finita per come l’abbiamo conosciuta ormai da tanti anni e Renzi ci ha messo di fronte a questa verità, e colpa della sinistra in tutti questi anni è stata quella di far finta di niente, far erodere le proprie parole d’ordine, il proprio paradigma senza accorgersi che si stava consumando giorno dopo giorno ed ha avuto la colpa di non aver avviato una elaborazione del lutto all’altezza di quella che è stata la grande storia di quella sinistra. Per questo, dice Recalcati, l’odio che investe Matteo Renzi è un odio arcaico, pulsionale, viscerale, un odio che “vorrebbe coprire la fine di una concezione del mondo che ha nutrito l’interpretazione della storia per tutto il novecento: la lotta di classe, una concezione etica dello Stato, l’identificazione del liberalismo e dei suoi principi come Male, la gerarchia immobile del Partito, la prevalenza della Causa universale sulle relazioni di cura particolari, una differenziazione paranoide del mondo in forze del Bene e forze del Male, l’inclinazione populistica ed incestuosa della democrazia diretta, la riduzione delle politiche sociali ad un maternage assistenzialistico, il sospetto verso le manifestazioni della singolarità in tutte le sue forme, una paternalistica insopportabile che cancella le nuove generazioni. La morte irreversibile di questo paradigma imporrebbe un lavoro del lutto estremamente impegnativo. Molto più facile allora imputare al carattere spurio, meticcio, eterogeneo, sciamanico di Matteo Renzi la crisi del PD e della sinistra in generale che affrontare questo immane e, in realtà inaggirabile compito”. Trovo questo ultimo pezzo del suo articolo su Repubblica di una fortissima intensità emotiva, un lampo che rischiara le nubi e ci dice con una chiarezza mai letta prima che un mondo, un vecchio mondo è finito. Ma Recalcati ci fa capire anche, come avrebbe detto Alain Touraine, che quella fine di un mondo non è certo la fine del mondo e che la fine di quella sinistra non è certo la fine della sinistra. E chiudo con le parole che Recalcati usò tanti mesi fa in una altrettanto bella intervista sulla Unità quando rispondendo alla domanda del giornalista che gli chiedeva se Renzi ha sbagliato tutto o è diventato il capro espiatorio di un’Italia che non funziona da trent’anni, rispondeva così: «Renzi è stato un vento vitale in un campo di morti. Ha radunato speranze di cambiamento che hanno attraversato non solo il Pd ma l’intero Paese. È l’unico senso che ho attribuito alla fantomatica e stramba idea del Partito della Nazione che non è mai esistito. Ha messo in moto energie, progetti riformisti, ha ridato alla politica dignità senza lasciare il campo all’antipolitica di Grillo. È dovuto partire col piede sbagliato – la rottamazione – perché si è confrontato con un muro che non aveva intenzione di consentire il giusto avvicendamento generazionale. Ha commesso errori che gli sono costati cari. Ma Renzi resta il vero nemico di tutte le forze conservatrici e populiste perché incarna autenticamente questa speranza. L’ex premier resta la sola possibilità per arginare l’ondata reazionaria che attraversa il nostro tempo. La sua determinazione, il coraggio, il ritmo del suo passo lo rendono ancora ai miei occhi il figlio giusto. Deve però scegliere meglio chi ascoltare: la vera lealtà non esclude la critica».

    In un bellissimo, e per me anche commovente, articolo su Repubblica Recalcati mette a nudo l’incapacità della sinistra novecentesca di elaborare il lutto della sua fine, incapacità che si nasconde dietro l’odio pulsionale che ha scatenato contro Matteo Renzi vissuto come un usurpatore un “eterogeneo inassimilabile” 18 Luglio 2017 Scritto da Enzo Puro

    Massimo Recalcati spiega la radice profonda dell’odio che si e coagulato contro Renzi
    Recalcati è un grande, però qui toppa l'analisi politica: la fronda al segretario c'è sempre, e si vede ora a Zingaretti, ma Renzi era lui che faceva la fronda agli altri quando era nel Pd, come tutti i leader "vigorosi", diciamo.

    Paragona i dirigenti Pd a Grillo o Berlusconi che espellono i figli: forse non sa che nessuno ha espulso Renzi, se ne è andato lui! E se n'è andato per sua scelta, dopo aver deciso di formare il Conte 2 scavalcando il segretario, quindi di potere nel Pd ne aveva ancora tanto: ha scelto il progetto macroniano, che a quanto pare è l'unico errore che abbia commesso, il referendum non lo considero un errore, era giustissimo.

    Quanto al "cadavere" della sinistra etc sono sue elucubrazioni: è uno psicanalista ed un grande osservatore della realtà, ma non è un politico e confonde idee sue con la realtà dei fatti.

    Sicuramente il Pd andava svecchiato in uomini e idee, ma il grosso dell'elettorato è ancora di sinistra e crede in certi valori che chi si accompagna a personaggi di dubbia moralità come Briatore e simili non rappresenta per niente.

    Il Pd nasce ed è sintesi del mondo socialista e cattolico, le due anime convivono e confliggono come è normale che sia, ma devono rispettarsi senza vedere cadaveri dove non ci sono: questo è il torto che si può imputare a Renzi come segretario del Pd, di voler snaturare un mondo nei cui valori si riconosceva solo in parte ma che erano maggioritari.

    Per il resto tutto il rispetto, mi auguro sinceramente che diventi il leader di un centro forte ed esteso perchè sarebbe una garanzia contro le destre, per capacità ed anche esperienza, ormai

  8. #88
    L'avatar di Pred_01
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    Citazione Originariamente Scritto da Maupassant Visualizza Messaggio
    Quanto al "cadavere" della sinistra etc sono sue elucubrazioni: è uno psicanalista ed un grande osservatore della realtà, ma non è un politico e confonde idee sue con la realtà dei fatti.
    Che l'attuale PD, sia un "cadavere" lo sappiamo da diverso tempo perché sono diversi gli opinionisti o gli "analisti" politici che ci dicono questo, oltre a trovarne conferma nella cosidetta società civile.

  9. #89
    L'avatar di zazen
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    Citazione Originariamente Scritto da Dav. c. G. Visualizza Messaggio
    Solo gli i.mbecilli non cambiano mai idea.

    Tu cambi idea qualche volta?
    io ho citato il mio cambio di idea verso renzi nel messaggio precedente

    ma soprattutto non sono cosí imbe.cille da parlare di campagna di odio e diffamazione verso renzi dopo averla fatta

  10. #90
    L'avatar di oneone
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    Citazione Originariamente Scritto da Dav. c. G. Visualizza Messaggio
    Solo gli i.mbecilli non cambiano mai idea.

    Tu cambi idea qualche volta?
    Ci sono anche gli imbeciIIi che cambiano idea eh

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