2020 Ripartono gli sbarchi e respingimenti
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  1. #1
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    2020 Ripartono gli sbarchi e respingimenti

    Altro soccorso della Sea Watch: 165 migranti a bordo. E continuano gli sbarchi a Lampedusa - Il Secolo XIX

    Altro soccorso della Sea Watch: 165 migranti a bordo. E continuano gli sbarchi a Lampedusa

    Partite da Libia e Tunisia sono numerose le imbarcazioni che risultano in mare
    18 Giugno 2020

    CORRISPONDENTE DA CATANIA. Come se fosse partito un ordine contemporaneo da più parti della costa africana, sono tanti i migranti che nelle ultime ore sono partiti da Libia e Tunisia, numerose le imbarcazioni che da ieri risultano in mare o che hanno portato a destinazione i migranti. Mentre a Lampedusa proseguono i mini-sbarchi autonomi che hanno portato sull’isola oltre un centinaio di persone, la maggior parte tunisine, nel tratto di Mediterraneo centrale tra Libia, Italia e Malta si segnala la presenza di diverse barche e gommoni.

    La Sea Watch 3, la nave della omonima Ong tedesca tornata in mare a inizio giugno dopo mesi di fermo, nella notte ha soccorso un secondo gommone dopo quello di ieri. Ora a bordo ha 165 migranti, tra loro 14 donne e 6 bambini. La Ong segnala la presenza di altre imbarcazioni in zona e denuncia un episodio di cui è stata testimone attraverso il proprio aereo da ricognizione Moonbird: «Sotto gli occhi del nostro equipaggio in volo - scrive in un tweet - Frontex ha facilitato il respingimento in Libia di circa 70 persone».
    Ieri, un’analoga denuncia l’aveva fatta Mediterranea saving humnans, la Ong italiana che da un paio di giorni ha in mare, nella stessa zona, la nave Mare Jonio: «Miliziani libici, su motovedette donate dal nostro Paese, e forse telecomandati dall'aereo di Frontex call-sign Osprey3 decollato dall'aeroporto di Malta, violavano ogni convenzione internazionale operando un respingimento di decine di profughi verso le bombe e la tortura da cui tentavano di fuggire».

    L’Oim, l’organizzazione per le migrazioni delle Nazioni Unite, fa sapere che in appena 24 ore sono stati riportati in Libia 458 migranti, dei quali 328 nella notte appena trascorsa: «Molti di loro rischieranno di diventare ancora una volta vittime violenze e abusi - dice il portavoce Oim in Italia, Flavio Di Giacomo -. La gente viene rispedita in un Paese pericoloso e dobbiamo ancora ricordare che questo non può succedere». Secondo l’Unhcr, che con l’Oim ha assistito i migranti al loro arrivo nei porti libici, sono per la maggior parte provenienti da Bangladesh, Somalia, Sudan.

    Tra ieri e oggi a Lampedusa sono arrivati 121 migranti su otto barche:

    gli ultimi 49 sono sbarcati stamattina autonomamente a Cala Croce e poi portati nell’hotspot di contrada Imbriacola dove c’erano già i 59 migranti arrivati ieri e gli altri 13 arrivati nella notte. La maggior parte di loro sono partiti dalla Tunisia anche se non tutti sono cittadini di quel Paese; due imbarcazioni, però, risultano partite dalla Libia. Tutti, in tarda mattinata sono stati imbarcati sotto scorta sul traghetto di linea per Porto Empedocle da dove saranno poi trasferiti nei centri di accoglienza.

  2. #2
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    Migranti: rapporto ong, 'collaborazione aerea tra Ue e Libia facilita respingimenti di massa' (2) – Il Tempo


    18 giugno 2020

    (Adnkronos) - Secondo Lucia Gennari di Mediterranea Saving Humans “l'Unione Europea ritiene che monitorando dai mezzi aerei i casi di emergenza in mare e le intercettazioni da parte della cosiddetta Guardia Costiera libica si possa evitare la responsabilità per le violazioni dei diritti che queste pratiche comportano. Questo rapporto afferma il contrario”. “La politica dei respingimenti di massa in zona di guerra libica è una vera e propria politica europea, di cui l'UE e i suoi Stati membri sono direttamente responsabili”, aggiunge Kiri Santer di Alarm Phone.

    "Le autorità dell'UE hanno ulteriormente strumentalizzato la crisi COVID-19 per normalizzare le pratiche già esistenti a violare il principio di non respingimento in mare. In nessun caso la pandemia COVID-19 può giustificare il respingimento dei migranti in fuga verso la Libia", dicono le Ong.

  3. #3
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    Il video denuncia di Mediterranea: migranti respinti in Libia – Il Tempo


    17 giugno 2020

    Milano, 17 giu. (askanews) - Video denuncia dell'equipaggio della Mare Jonio di Mediterranea Saving Humans, testimone diretta di un gommone in difficoltà a poche miglia dalla nave intercettato dai libici.

    "Mentre gioiamo per i bambini, le donne e gli uomini soccorsi da Sea Watch3 in queste ore, esprimiamo tutta la nostra indignazione per le altre persone che quasi in contemporanea venivano catturate dalla cosiddetta guardia costiera libica e riportate all inferno davanti ai nostri occhi", ha spiegato Mediterranea, raccontando la dinamica.

    "Durante le attività di monitoraggio di Mediterranea Saving Humans nella zona SAR, di ricerca e soccorso, attribuita alle autorità libiche, vicino a noi si è oggi consumato l'ennesimo crimine finanziato dall' Italia con la complicità dell'Unione Europea. Alle 13.27 il radar della Mare Jonio ha battuto un segnale proveniente da un imbarcazione che muoveva da Ovest, presumibilmente da Tripoli, ad alta velocità, oltre 20 nodi, procedendo verso Est e incrociando a nord-Ovest la nostra rotta di pattugliamento. Sempre attraverso il nostro radar abbiamo compreso presto che puntava a un altra imbarcazione quasi ferma, e quindi in evidente difficoltà, in posizione 33 38N 13 35E.

    Siamo rimasti in ascolto del canale radio vhf 16, sempre aperto su questo tipo di comunicazioni, attraverso il quale, però, I libici non hanno comunicato nulla. Alle 14.04 l imbarcazione veloce aveva purtroppo raggiunto il suo obiettivo, a sole 10 miglia nautiche da noi. Quando 20 minuti dopo sono ripartiti, eravamo ormai a sole 6 miglia di distanza, tanto vicini da potere distinguere coi nostri binocoli, con chiarezza, di chi si trattasse", hanno sottolineato.

    "Abbiamo così dovuto assistere inermi all intervento dei miliziani libici che, su motovedette donate dal nostro paese, e forse telecomandati dall aereo di Frontex call-sign Osprey3 decollato alle 5:22 di stamane dall aeroporto Luqa di Malta, violavano ogni convenzione internazionale operando un respingimento di decine di profughi verso le bombe e la tortura da cui tentavano di fuggire. Raggiunto il punto in cui il loro povero mezzo era stato intercettato, abbiamo rinvenuto solo il relitto, un canotto grigio, coi tubolari danneggiati e sgonfiati, e, come sempre, il motore già portato via: cose e persone da rivendere allo stesso modo.

    Noi continuiamo ora la nostra missione, monitorando e denunciando violazioni come questa, in un mare che i governi europei hanno reso teatro di morte e vergogna", hanno concluso.

  4. #4

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    Ma se tentano di fuggire da bombe, stupri e torture perchè non ciapen su e tornano da dove sono venuti?

    Più comodo fare i finti profughi per vivere a scrocco grazie alle sinistre , al papa e camarille simili.

    Raggiunto il punto in cui il loro povero mezzo era stato intercettato, abbiamo rinvenuto solo il relitto, un canotto grigio, coi tubolari danneggiati e sgonfiati, e, come sempre, il motore già portato via: cose e persone da rivendere allo stesso modo.
    Ho lacrime agli occhi leggendo come è stato ridotto il loro povero mezzo

  5. #5

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    Ma checcefrega ci sono gli accordi per la ridistribuzione, uno a noi e tutti agli altri.

  6. #6
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    Bene bene, ripartono gli schiavi.

  7. #7

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    N.M.N.F.U.C. DELL' iTALIA....FIGURANTI QUANTO M.N.P.F.U.C.....DEGLI AFRICANI.

  8. #8
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    c'è lavoro per tutti

    i consumi (di maria) devono ripartire

  9. #9
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    Migranti: terzo soccorso per la Sea Watch, ora 211 a bordo - Politica - ANSA



    19 giugno 2020

    Terzo soccorso in 48 ore per la Sea Watch che, durante la notte, a seguito di un SOS lanciato da Alarm_phone, ha recuperato 46 persone da un barchino di legno che imbarcava acqua. A bordo della nave umanitaria ci sono ora 211 naufraghi "che hanno bisogno subito di un porto sicuro", fa sapere la ong tedesca.

  10. #10
    L'avatar di ccc
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    Migranti, firmato accordo di cooperazione con la Costa D'Avorio - DIRE.it

    Secondo Lamorgese, “l’accordo aiuterà a gestire i rimpatri in modo più celere ed efficace, con uno scambio informativo continuo che tante volte negli anni è mancato con altri Paesi dai quali provengono flussi”.

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