sabato 21/07/2018 TUTTA LA STORIA Calenda contro Cantone, ma le carte lo smentiscono
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  1. #1
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    sabato 21/07/2018 TUTTA LA STORIA Calenda contro Cantone, ma le carte lo smentiscono

    sabato 21/07/2018

    TUTTA LA STORIA
    Calenda contro Cantone, ma le carte lo smentiscono

    LA LETTERA - PER L’EX MINISTRO IL RILANCIO DI ACCIAITALIA “NON SI POTEVA FARE” MA L’ANAC NEGA E ANCHE L’AVVOCATURA. IL GOVERNO SI LEGÒ LE MANI DA SOLO

    di Carlo Di Foggia

    Per Luigi Di Maio la vendita dell’Ilva è stato un “pasticcio” che ha “violato la concorrenza”. Per il suo precedessore Carlo Calenda, che ha gestito la procedura, non si poteva fare altrimenti. Una linea, questa, che però si scontra con le carte dell’Anac che confermano le criticità segnalate dal vicepremier. Ieri l’ex ministro dello Sviluppo si è scagliato contro l’Autorità di Raffaele Cantone. Il nodo del contendere è la possibilità di effettuare un rilancio negata ad Acciaitalia, la cordata guidata dagli indiani di Jindal e dalla Cassa Depositi e Prestiti, che ha perso la gara contro il colosso ArcelorMittal insieme all’italiana Marcegaglia.

    Le otto pagine della lettera inviata da Cantone iniziano con una premessa: trattandosi della vendita di una società insolvente e non di un appalto pubblico, la gara era una trattativa privata, in cui i commissari di governo avevano le mani libere da “schemi e vincoli procedimentali” per massimizzare il prezzo.

    La lettera conferma le tre criticità segnalate. La prima è sulla scadenza del piano ambientale. In un primo momento era fissato a fine 2016, poi è stato allungato in più fasi fino al 2023 ma solo dopo che le offerte di Mittal e Acciaitalia erano state selezionate per la fase finale. Secondo Cantone, lo slittamento di sei anni dei termini avrebbe dovuto spingere il ministero di Calenda a riaprire la procedura “nell’interesse di tutti i soggetti invitati a manifestare interesse”.

    La seconda criticità riguarda le scadenze intermedie per le prescrizioni ambientali fissate da un parere del ministero dell’Ambiente del gennaio 2017. Anche se il piano ambientale è poi slittato, le offerte, secondo Anac, dovevano comunque rispettare lo scadenzamento fissato dal ministero. Così non è stato e Mittal ha presentato un’offerta che rimandava la scadenza di tutti gli interventi alla fine del Piano ambientale, allungato al 2023 solo a gara chiusa. Circostanza che per l’Anac può persino far annullare la gara.

    La terza criticità è la più rilevante. A far vincere Mittal è stato il prezzo più alto offerto, che pesava per metà del punteggio: 1,8 miliardi contro gli 1,2 di Acciaitalia, il cui piano ambientale aveva però ottenuto un punteggio più alto. Svelate le offerte, Acciaitalia aveva annunciato di voler rilanciare a 1,85 miliardi. Calenda ha spiegato che non si poteva fare, forte di un parere dell’Avvocatura di Stato che dava “una risposta negativa”. In una lettera al Fatto, ha poi spiegato che “la gara non prevedeva una procedura di rilancio”, circostanza però smentita da Cantone, secondo cui doveva essere concesso “se ritenuto utile a una migliore tutela dell’interesse pubblico” perché nella stessa lettera di invito a manifestare interesse erano previste “una o più fasi di rilancio”, le cui modalità dovevano essere regolamentate (ma non è avvenuto).

    C’è di più. Cantone spiega che queste sono le “analoghe considerazioni espresse nel parere dell’Avvocatura, del giugno 2017” chiesto da Calenda e usato per negare il rilancio. Ieri l’ex ministro lo ha postato su Facebook. In quel testo, dopo aver premesso che i commissari si erano dotati della possibilità di fermare la gara in qualsiasi momento senza dover risarcire gli acquirenti, si spiega che “non può ipotizzarsi alcun legittimo affidamento (…) allorquando, alla stregua di elementi emersi in corso di procedura o comunque acquisiti, emerga la possibilità di conseguimento di ulteriori offerte migliorative di acquisto”.

    Insomma, la scelta di accettare i rilanci “non parrebbe incontrare ostacoli in punto di mera legittimità”. L’Avvocatura però mette in guardia dai rischi di incorrere in “contenziosi”, e di “allungare i tempi” che avrebbero potuto avere “ripercussioni sul bilancio pubblico”. “Mi piacerebbe che Anac spiegasse come avremmo potuto ignorarlo”, ha spiegato Calenda ieri.

    Sono però valutazioni rimesse alla scelta politica, non un divieto. A giugno 2017 Calenda aveva spiegato in una nota in cui stoppava il rilancio di Acciaitalia (su prezzo e occupati) che “le procedure di gara, come si fa in un paese serio, non si cambiano in corsa o peggio ex post”, mentre fonti ministeriali spiegavano che il rilancio “non era conforme alla procedura”. Tutte cose escluse dalla stessa Avvocatura e ora da Cantone. E peraltro verificatesi a fine 2014 nella cessione delle acciaierie ex Lucchini di Piombino, sfilate a Jindal perché la gara fu riaperta e assegnata all’algerino Issad Rebrab che si era presentato all’ultimo con un’offerta migliore. Insomma, le mani erano libere nel gestire la gara, sarebbero state legate solo dopo. Non si capisce da chi.

  2. #2

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    tutto si puo' fare in modo diverso...


    ora la palla mi sembra sia ritornata al centro del campo


    ergo, l'arbitro di adesso, puo' decidere di cambiare tutto, usando anche il var se occorrera'


    e' come nel caso di alitalia, si e' ancora in tempo a modificare il tutto....

    e a proposito di TUTTO, occorrera' anche vedere se cambiando TUTTO, sara' migliorativo o peggiorativo


  3. #3
    L'avatar di apposta supposta
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    Citazione Originariamente Scritto da franz.old Visualizza Messaggio
    tutto si puo' fare in modo diverso...


    ora la palla mi sembra sia ritornata al centro del campo


    ergo, l'arbitro di adesso, puo' decidere di cambiare tutto, usando anche il var se occorrera'


    e' come nel caso di alitalia, si e' ancora in tempo a modificare il tutto....

    e a proposito di TUTTO, occorrera' anche vedere se cambiando TUTTO, sara' migliorativo o peggiorativo

    vero....

    pero' il pavone calenda dall'alto della sua intelligenza adoratagli da molte parti...

    alla fine mica le aveva fatte cosi' giuste...
    e non lo dice solo lo scappato di hasa vendi noccoline allo stadio ministro per sbaglio

  4. #4

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    Io non ho ancora capito i veri motivi per cui l'Ilva è stata "scippata" ai Riva,

    per quell'atto quanto ci ha perso l'erario? I lavoratori? Il sistema industriale italiano?

  5. #5

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    Citazione Originariamente Scritto da carpen Visualizza Messaggio
    Io non ho ancora capito i veri motivi per cui l'Ilva è stata "scippata" ai Riva,

    per quell'atto quanto ci ha perso l'erario? I lavoratori? Il sistema industriale italiano?
    mi pare di ricordare che dichiarasse utili che non c'erano neppure lontanamente e si ritagliava cedole succulente
    in piu' era tutto all'abbandono,senza miglioramenti,soprattutto dal punto di vista ecologico ed ambientale

  6. #6
    L'avatar di sabotage
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    Ma che buffonata, un rilancio superiore al 50% e solo di 50 milioni in più su 1800, una volta che erano state aperte le buste e si conosceva il prezzo.
    Potevano fare un’asta a questo punto, col banditore a gridare “chi offre di più?”, come fanno in quelle trasmissioni dove aprono i garage e comprano alla cieca.
    Il prezzo di offerta è dato da un serio studio di un business plan, che coinvolge anche lavoratori e investimenti per l’ambiente e ci sarebbe stato di sicuro un ricorso della mittal, qualche tar avrebbe bloccato la vendita e avremmo dovuto attendere qualche grado di giudizio qualche anno.
    Comunque se giggino ci tiene, può bloccare tutto, se ha le pelotas.

  7. #7

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    Citazione Originariamente Scritto da sabotage Visualizza Messaggio
    Ma che buffonata, un rilancio superiore al 50% e solo di 50 milioni in più su 1800, una volta che erano state aperte le buste e si conosceva il prezzo.
    Potevano fare un’asta a questo punto, col banditore a gridare “chi offre di più?”, come fanno in quelle trasmissioni dove aprono i garage e comprano alla cieca.
    Il prezzo di offerta è dato da un serio studio di un business plan, che coinvolge anche lavoratori e investimenti per l’ambiente e ci sarebbe stato di sicuro un ricorso della mittal, qualche tar avrebbe bloccato la vendita e avremmo dovuto attendere qualche grado di giudizio qualche anno.
    Comunque se giggino ci tiene, può bloccare tutto, se ha le pelotas.
    si doveva fare un'asta seria come questa

    Lo mejor de Guerra de containers (Container Wars) Compilación - YouTube


  8. #8
    L'avatar di manx
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    c'è dentro Marcegaglia , sempre lo stesso pool di personaggi legati al pd ,

  9. #9
    L'avatar di goodseeds
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    Citazione Originariamente Scritto da apposta supposta Visualizza Messaggio
    vero....

    pero' il pavone calenda dall'alto della sua intelligenza adoratagli da molte parti...

    alla fine mica le aveva fatte cosi' giuste...
    e non lo dice solo lo scappato di hasa vendi noccoline allo stadio ministro per sbaglio
    Dunque come evidenzia Franz old tutto si puo' fare in modo diverso.la stessa autorità di controllo dice che la procedura era a trattaiva privata perchè ILVA insolvente.Calenda(personalizzando) ha scelto di prendere la grana che sarebbe arrivata dalla vendita di ILVA a Arcelormittal probabilmente perchè di soldi non ce ne erano allora.
    Probabilmente Giggino ha scoperto una miniera d'oro proprio ieri e quindi si puo' permettere di occuparsi con altri occhi della questione.
    Che scemi che sono stati sia Gentiloni che Calenda ,non hanno visto la miniera dove invece Giggino si è trovato.
    be' adesso fà lui.immagino senza aumentare le tasse e senza fare altro debito portandoci fuori dall'euro.

  10. #10
    L'avatar di fasilor
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    Vai a farla ripartire una procedura così....

    Giggino dovrebbe rileggersi tutto (quanti secoli? Quanti allegati, passaggi di gara, codicilli o ammennicoli vari gli sfuggiranno?).

    E poi per l'Anac devi andare a vedere sui fondamentali. Perché se stai tra le pieghe di tutto ciò che dice e che non dice, dei mille dubbi che su questo o su quello potrebbe al limite insinuare, diventan tutti potenzialmente inadeguati per un possibile femore, ma anche solo mezza clavicola nell'armadio.

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