Dallo sci ai cieli
Antonio Longhini nato ad Asiago, fu campione di salto con gli sci nel 1939 e azzurro nei campionati del mondo a Cortina d’Ampezzo.

Ottenne il brevetto di pilota civile entrò in Aeronautica, frequentando il corso allievi ufficiali piloti di Foligno e qui realizzò il suo sogno di volare, venendo assegnato alla specialità caccia. All’inizio della guerra partecipò a diverse battaglie aero navali nel Mediterraneo centrale ed orientale. Nel 1940-1943 partecipò a oltre cento azioni di guerra e poté fregiarsi del distintivo della “Freccia D’Oro”. Ricevette due medaglie d’argento, due di bronzo e la croce di ferro germanica di II classe. Nei combattimenti partecipò all’abbattimento di numerosi aerei nemici in operazione o individualmente.

Pilota della Rsi
Dopo il tragico 8 settembre, al Nord d’Italia continuavano i terroristici combattimenti sulle città e i piloti rimasti o affluiti costituirono il primo nucleo della Caccia Repubblicana al quale aderì Antonio Longhini, assieme ai piloti che a Milano seguirono il tenente colonnello pilota Antonio Vizzotto, decisi a combattere in difesa dei cieli veneti. Pur sapendo che la lotta era ormai disperata, tornarono tutti ad affrontare le poderose formazioni di quadrimotori B-17, scortate da centinaia caccia P.47.

La mattina del 16 novembre 1944, Antonio Longhini sale con tutta la squadriglia dei “Diavoli Rossi” con lo scopo di fermare, o quanto meno di limitare, la pericolosità della formazione di fortezze volanti. Durante l’attacco viene colpito, riesce a lanciarsi con il paracadute. Questo atto dà la possibilità ai numerosi caccia di scorta di colpirlo inesorabilmente, dimenticando ogni atto di cavalleria e di umanità spesso non rispettato da qualche pilota angloamericano.

Con quella sparatoria su un bersaglio fin troppo facile e indifeso, “Max” – com’era soprannominato – Longhini a soli 26 anni chiudeva la sua splendida esuberante giovinezza di eroico aviatore.

Per rendere onore al sacrificio di tutti i piloti caduti e in combattimento, Antonio Longhini compreso, il Cav. Guerrrino Paladin ha fatto erigere un tempietto votivo, con ai lati due pale d’elica (una del caccia del ten. Longhini, l’altra della fortezza volante B-17 da lui abbattuta). Vicino alla lapide, ogni anno, si ritrovano i pochi superstiti assieme alle autorità dell’arma, la sorella Luciana Longhini Martini e i famigliari. Vengono deposti dei fiori tra cui una corona della A.N.R. e quindi i presenti si raccolgono nella preghiera dell’aviatore, a viva voce.


Al suo attivo aveva 8 vittorie, 5 conseguite nella Regia Aeronautica e 3 nelle file dell'Aeronautica Nazionale Repubblicana.

In sua memoria la città di Asiago gli ha dedicato un parco pubblico e il campo sportivo. La locale sezione dell'Associazione Arma Aeronautica porta il suo nome.