Domani 10 Febbraio - giornata del Ricordo - Pagina 8
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  1. #71
    L'avatar di uomo di destra
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    certo che questo ottembre è il prototipo dell' anti-Italiano.
    mi vergogno per te.

  2. #72
    L'avatar di dario lapi
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    Il negazionismo esiste sempre e comunque. Pensate agli armeni, per dirne una.

    Almeno il giorno del ricordo sono riusciti ad istituirlo nel 2004 e in modo ampiamente condiviso: Presenti 521 - Votanti 517 - Astenuti 4 - Maggioranza 259 - Sì 502 - No 15. Potete immaginare chi era contrario ... ma anche i comunisti non sono tutti uguali. Da wiki :

    L'estrema sinistra italiana accolse in modo estremamente negativo l'iter legislativo e l'istituzione del Giorno del ricordo: i quindici voti contrari alla Camera furono tutti espressi da deputati appartenenti al Partito dei Comunisti Italiani o a Rifondazione Comunista[68]. Quest'ultimo partito pochi mesi prima, il 13 dicembre 2003, aveva rianalizzato il tema della foibe in un convegno in cui aveva destato scalpore[69] l'intervento di Bertinotti che, dopo aver ribadito i valori dell'antifascismo e della Resistenza, aveva affermato che "Le Foibe sono state un fenomeno drammatico che ha investito la Venezia Giulia nella transizione tra guerra e dopo guerra e che ha una specificità insieme politica e etnica" e per le foibe si sentiva vicino al pensiero di Jean Paul Sartre sulla lotta al colonialismo "secondo cui il colono non può esistere, non può ricostruire la sua identità se non con la uccisione del colonizzatore. E si parla proprio di uccisione, dell'omicidio per costruire su quello l'esistenza dell'oppresso" e Bertinotti aggiungeva "accanto a questo furore popolare non riesco a non vedere anche una volontà politica organizzata, legata ad una storica idea di conquista del potere, di costruzione dello Stato attraverso l'annientamento dei nemici"[70]. Tale discorso venne definito come una "condanna senza appello" delle foibe[71], e causò delle feroci critiche da parte della sinistra radicale, che lo accusò di "sposare le tesi dei fascisti sulle foibe e [di] attaccare la Resistenza e i partigiani"[72].

  3. #73
    L'avatar di Dance with wolf
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    Giorno del Ricordo – 10 febbraio 2018 << MIUR Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia-Romagna


    A mio parere più che politico fu proprio un odio etnico a scatenare i titini , del resto basta avere vissuto per un pò di tempo in quelle terre per comprendere che tra italiani e slavi non corre buon sangue , c'è poco da disquisire ...io per la leva militare in Polizia passai 3 mesi a TS e nel quartiere S. Giovanni ci facevano uscire in abiti civili xchè in divisa si rischiava essendo a maggioranza abitato da slavi (era metà anni Ottanta).

    Per ironia della sorte , quelli più lontani dai ns confini , cioè i serbi, non ci sono mai stati ostili quanto invece sloveni e croati !! Forse per il fatto che loro non hanno sentimenti di rivalsa storica , ricordiamo infatti che già i veneziani colonizzarono le coste slovene e croate abbellendole e portando ricchezza e commerci , mentre gli autoctoni erano più pastori che altro e si vedevano sminuiti e messi in disparte , poi mettiamoci pure l'epopea fascista e il quadro è completo . Cmq credo siano diversi da noi , gente di pochi sentimenti e soprattutto di pochi scrupoli , basti pensare a come si sono massacrati a vicenda quando si è disintegrata la federazione jugoslava !!Magari attualm. è cambiato il clima ,col fatto dell'Europa Unita e via discorrendo , però è bene non dimenticare certi fatti e onorare chi perse la vita e gli averi , tutto serve per sperare in una convivenza pacifica e di giustizia tra diversi popoli d'Europa.

  4. #74
    L'avatar di dario lapi
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    mettiamoci anche l'eredità della politica austriaca

    Dopo la battaglia navale di Lissa del 1866, in Dalmazia come nel Trentino e nella Venezia Giulia tutto ciò che era italiano venne avversato dagli austriaci. Non potendo tedeschizzare quelle terre perché troppo lontane dall'Austria, venne favorita la cultura slava a danno di quella italiana. Nelle varie città dalmate a mano a mano l'amministrazione da italiana passava a croata. Nel 1861 gli 84 comuni dalmati erano amministrati da italiani. Nel 1875 risultava che 39 di essi avevano amministrazione croata, 19 italiana ed i restanti bilingue. I comuni con amministrazione italiana erano: Blatta, Brazza, Cittavecchia di Lesina, Clissa, Comisa, Lissa, Meleda, Mezzo, Milnà, Pago, Ragusa, Sabbioncello, Selve, Slarino, Spalato, Solta, Traù, Verbosa e Zara. Nel 1873 Sebenico passò all'amministrazione croata, così come nel 1882 Spalato, nel 1886 Traù, nel 1904 Arbe e nel 1910 Slarino che lasciava sola Zara.

    Inoltre dal 1866 al 1914 - ad eccezione di Zara - vennero chiuse le scuole italiane e aperte quelle croate. Il tracollo della componente italiana in Dalmazia è dovuto soprattutto a questo fatto, non avendo più essi libertà di espressione culturale. La trasformazione delle scuole italiane in croate fu accompagnata da numerose proteste, persino nella remota Tenin in cui numerose famiglie chiedevano il mantenimento della lingua italiana. A Lissa una petizione fu portata addirittura all'imperatore. Fu così fondata negli anni novanta la Lega Nazionale, la cui sezione dalmata gestiva a proprie spese scuole private italiane. Esse erano presenti a: Cattaro, Ragusa, Curzola, Cittavecchia di Lesina, Spalato, Imoschi, Traù, Sebenico, Scardona, Tenin, Ceraria, Borgo Erizzo, Zara ed Arbe (oltre a Veglia, Cherso, Unie e Lussino).

    Tutto questo avveniva in un clima di continue vessazioni da parte degli slavi che a mano a mano conquistavano il potere. Antonio Baiamonti fu podestà di Spalato prima che essa cadde nelle mani dell'amministrazione croata. Egli spese tutta la vita e le proprie sostanze per la sua città, sostanze che mai vennero rimborsate dagli austriaci nonostante le ripetute promesse. Morirà a 69 anni indebitato fino al collo. Diceva spesso: "A noi italiani di Dalmazia non resta che un solo diritto: quello di soffrire!".


    Del resto in Istria e Dalmazia dopo l'8/9/43 si dice che i militi della RSI temessero spesso più dei titini, tenuti a bada dai tedeschi, le milizie slave alleate ai tedeschi

  5. #75
    L'avatar di alexpivi
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    Citazione Originariamente Scritto da OttoSettembre Visualizza Messaggio
    Orpelli diplomatici....se l'italia avesse consegnato agli slavi i criminali di guerra del "SI AMMAZZA TROPPO POCO!" avrebbe avuto piu' autorita'...

    altro che Italiani brava gente...
    se tutti gli italiani fossero come te faremmo parte del continente africano .... !!!!! balubians

  6. #76
    L'avatar di OttoSettembre
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    Citazione Originariamente Scritto da dario lapi Visualizza Messaggio
    Il negazionismo esiste sempre e comunque. Pensate agli armeni, per dirne una.

    Almeno il giorno del ricordo sono riusciti ad istituirlo nel 2004 e in modo ampiamente condiviso: Presenti 521 - Votanti 517 - Astenuti 4 - Maggioranza 259 - Sì 502 - No 15. Potete immaginare chi era contrario ... ma anche i comunisti non sono tutti uguali. Da wiki :

    L'estrema sinistra italiana accolse in modo estremamente negativo l'iter legislativo e l'istituzione del Giorno del ricordo: i quindici voti contrari alla Camera furono tutti espressi da deputati appartenenti al Partito dei Comunisti Italiani o a Rifondazione Comunista[68]. Quest'ultimo partito pochi mesi prima, il 13 dicembre 2003, aveva rianalizzato il tema della foibe in un convegno in cui aveva destato scalpore[69] l'intervento di Bertinotti che, dopo aver ribadito i valori dell'antifascismo e della Resistenza, aveva affermato che "Le Foibe sono state un fenomeno drammatico che ha investito la Venezia Giulia nella transizione tra guerra e dopo guerra e che ha una specificità insieme politica e etnica" e per le foibe si sentiva vicino al pensiero di Jean Paul Sartre sulla lotta al colonialismo "secondo cui il colono non può esistere, non può ricostruire la sua identità se non con la uccisione del colonizzatore. E si parla proprio di uccisione, dell'omicidio per costruire su quello l'esistenza dell'oppresso" e Bertinotti aggiungeva "accanto a questo furore popolare non riesco a non vedere anche una volontà politica organizzata, legata ad una storica idea di conquista del potere, di costruzione dello Stato attraverso l'annientamento dei nemici"[70]. Tale discorso venne definito come una "condanna senza appello" delle foibe[71], e causò delle feroci critiche da parte della sinistra radicale, che lo accusò di "sposare le tesi dei fascisti sulle foibe e [di] attaccare la Resistenza e i partigiani"[72].
    Siete il top nel mistificare e nell'usare i termini a sproposito...

    nessuno sta facendo negazionismo ma s'inquadra soltanto "il fenomeno", COMPLESSO, in una piu' veritiera portata e che pur piu' limitata vi debba servire sempre come monito per il futuro o l'oggi, cosi' ve fate passa' i fumi di gloria...

    ahahahahah

  7. #77
    L'avatar di OttoSettembre
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    Citazione Originariamente Scritto da alexpivi Visualizza Messaggio
    se tutti gli italiani fossero come te faremmo parte del continente africano .... !!!!! balubians
    Beh i tuoi avi e beniamini pure pedofili e seguaci del madamato, mica stavano da schifo in Africa e co' le africane...

    per non parlare di come s'ingrassavano rubando col Ministero delle Colonie tanto che l'Italy e' andata a rischio bancarotta diverse volte......

    vantate...

    ahahahah

  8. #78
    L'avatar di uomo di destra
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    Citazione Originariamente Scritto da dario lapi Visualizza Messaggio
    mettiamoci anche l'eredità della politica austriaca

    Dopo la battaglia navale di Lissa del 1866, in Dalmazia come nel Trentino e nella Venezia Giulia tutto ciò che era italiano venne avversato dagli austriaci. Non potendo tedeschizzare quelle terre perché troppo lontane dall'Austria, venne favorita la cultura slava a danno di quella italiana. Nelle varie città dalmate a mano a mano l'amministrazione da italiana passava a croata. Nel 1861 gli 84 comuni dalmati erano amministrati da italiani. Nel 1875 risultava che 39 di essi avevano amministrazione croata, 19 italiana ed i restanti bilingue. I comuni con amministrazione italiana erano: Blatta, Brazza, Cittavecchia di Lesina, Clissa, Comisa, Lissa, Meleda, Mezzo, Milnà, Pago, Ragusa, Sabbioncello, Selve, Slarino, Spalato, Solta, Traù, Verbosa e Zara. Nel 1873 Sebenico passò all'amministrazione croata, così come nel 1882 Spalato, nel 1886 Traù, nel 1904 Arbe e nel 1910 Slarino che lasciava sola Zara.

    Inoltre dal 1866 al 1914 - ad eccezione di Zara - vennero chiuse le scuole italiane e aperte quelle croate. Il tracollo della componente italiana in Dalmazia è dovuto soprattutto a questo fatto, non avendo più essi libertà di espressione culturale. La trasformazione delle scuole italiane in croate fu accompagnata da numerose proteste, persino nella remota Tenin in cui numerose famiglie chiedevano il mantenimento della lingua italiana. A Lissa una petizione fu portata addirittura all'imperatore. Fu così fondata negli anni novanta la Lega Nazionale, la cui sezione dalmata gestiva a proprie spese scuole private italiane. Esse erano presenti a: Cattaro, Ragusa, Curzola, Cittavecchia di Lesina, Spalato, Imoschi, Traù, Sebenico, Scardona, Tenin, Ceraria, Borgo Erizzo, Zara ed Arbe (oltre a Veglia, Cherso, Unie e Lussino).

    Tutto questo avveniva in un clima di continue vessazioni da parte degli slavi che a mano a mano conquistavano il potere. Antonio Baiamonti fu podestà di Spalato prima che essa cadde nelle mani dell'amministrazione croata. Egli spese tutta la vita e le proprie sostanze per la sua città, sostanze che mai vennero rimborsate dagli austriaci nonostante le ripetute promesse. Morirà a 69 anni indebitato fino al collo. Diceva spesso: "A noi italiani di Dalmazia non resta che un solo diritto: quello di soffrire!".


    Del resto in Istria e Dalmazia dopo l'8/9/43 si dice che i militi della RSI temessero spesso più dei titini, tenuti a bada dai tedeschi, le milizie slave alleate ai tedeschi
    chiara sostituzione etnica. avviata dagli austriaci, conclusa con il delinquente tito. ditelo ai traditori della Patria. Quella era ed è Italia.

  9. #79
    L'avatar di il sole
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    Citazione Originariamente Scritto da uomo di destra Visualizza Messaggio
    chiara sostituzione etnica. avviata dagli austriaci, conclusa con il delinquente tito. ditelo ai traditori della Patria. Quella era ed è Italia.

    PARTIAMO DA QUESTO FATTO OVVERO .... QUANDO UN PALLONE GONFIATO DICHIARO' GUERRA AL MONDO....
    DOPO NE PARLIAMO ....dei risultati subiti ,patiti e pagati dagli italiani ...

    https://www.google.it/search?source=....0.i2qrZPHDRGQ

  10. #80
    L'avatar di edoardofilippo
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    ... Sabbioncello...

    Ponte di Sabbioncello, lavori in anticipo

    non capisco perchè la costruzione sia stata affidata ai cinesi anzichè agli europei,soldi che avrebbero dato lavoro e sarebbero rimasti in europa anzichè in cina,seguire il massimo ribasso è deleterio!

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