Entreremo in guerra
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  1. #1
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    Entreremo in guerra

    La guerra è alle porte. Non arriva con l’avanzata delle bandiere nere dell’Isis ma con quelle della Nato. E si fa largo sul fronte ucraino come su quello mediterraneo. Così le forze di reazione rapida passano da tredici a quarantamila uomini. Si prepara l'”inevitabile” intervento in Libia e s’intensifica l’utilizzo dei droni con la scusa di combattere i trafficanti di esseri umani. A fine settembre, poi, comincia la più grande esercitazione militare dal tempo della caduta del muro di Berlino. Coinvolgerà 35 mila soldati Nato, 200 aerei e 50 navi da guerra.

    si apre anche il Fronte Sud: il Mediterraneo. Il 22 giugno la UE ha dato il via libera (senza il benestare dell’Onu!) alla prima fase della missione navale EuNavForMed con cinque navi militari, due sottomarini, due droni e tre elicotteri e un “migliaio” di soldati per tentare di bloccare la partenza dei migranti dalla Libia. L’uso dei droni militari (a Sigonella operano da anni i droni Global Hawk) si intensificherà con questa missione UE “contro i trafficanti di esseri umani”, grimaldello di un’operazione sotto regia Nato per un intervento militare in Libia. Sia il governo di Tobruk come quello di Tripoli hanno risposto che reagiranno contro questo attacco.


    È in questo pesante scenario di guerra che si terrà in Europa, dal 28 settembre al 6 novembre, la più grande esercitazione militare dalla caduta del muro di Berlino che coinvolgerà 35.000 soldati NATO, 200 aerei,50 navi da guerra .Questa gigantesca esercitazione “Trident Juncture 2015”, sarà pilotata dalla nuova base NATO di Lago Patria a Napoli.

    l’Italia gioca un ruolo cruciale per la Nato: siamo un paese chiave nello scacchiere militare dell’Alleanza Atlantica. A Napoli è stato da poco inaugurata una sede NATO a Lago Patria con 1.500 militari. A Sigonella (Catania) entrerà in funzione il sistema Ags definito da Manlio Dinucci “il più sofisticato sistema di spionaggio elettronico, non in difesa del territorio dell’Alleanza, ma per il potenziamento della sua capacità offensiva fuori area, soprattutto in quella medio-orientale.” Per di più, nel 2016, Sigonella diventerà la capitale mondiale dei droni. E per pilotare i droni, entrerà in funzione nella vicina Niscemi, il sistema MUOS di telecomunicazioni satellitari di nuova generazione. Niscemi diventerà così la quarta capitale mondiale delle comunicazioni militari.

  2. #2
    L'avatar di ccc
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    Esercitazioni di guerra a Napoli
    5 settembre 2015

    Dal 28 settembre (forse spostato al 4 ottobre) fino al 6 novembre si svolgerà in Italia, Spagna e Portogallo la «Trident Juncture 2015» (TJ15), definita dallo U.S. Army Europe «la più grande esercitazione Nato dalla caduta del Muro di Berlino». Con 36 mila uomini, oltre 60 navi e 200 aerei da guerra di 33 Paesi (28 Nato più 5 alleati), questa esercitazione servirà a testare la forza di rapido intervento – Nato Response Force (NRF) – (circa 40mila effettivi) e soprattutto il suo corpo d’élite (5mila effettivi), la Very High Readiness Joint Task Force (VJTF), enfaticamente soprannominata Spearhead (punta di lancia), in grado di essere schierata in meno di 48 ore per rispondere «alle sfide alla sicurezza sui nostri fianchi meridionale e orientale». In altre parole ad intervenire rapidamente, portando la “guerra preventiva”, ovunque si ritengono minacciati gli interessi occidentali estendendo quindi l’azione della Nato a ogni angolo del mondo.

    Sebbene rappresenti un appuntamento decisivo per certificare le nuove strategie interventiste, Trident Juncture 2015 non è la sola grande esercitazione militare messa in campo dalla Nato. Dall’ “esplosione” della crisi ucraina le esercitazioni a ridosso dei confini russi sono più che raddoppiate. Decine di migliaia di uomini e centinaia di mezzi hanno partecipato alle manovre aereo-navali nel mar Nero, al largo delle coste sia di Romania e Bulgaria che della Georgia, nel mar Baltico, al largo della Norvegia e delle Repubbliche baltiche, rafforzando di fatto la presenza navale Nato. E ancora, esercitazioni terrestri in Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria e nei Paesi baltici cui si sta accompagnando un crescente processo di riarmo con il trasferimento in questi Paesi di centinaia di carri armati, pezzi di artiglieria e altri mezzi militari e l’avvio del programma di dispiegamento della cosiddetta “Difesa antimissile” in Polonia.

    Una provocatoria pressione militare sulla Russia che, in uno scenario internazionale – dove dall’Ucraina alla Libia, dalla Siria allo Yemen, dalla Palestina all’Africa nord e sub-sahariana, crescono e si acuiscono i conflitti militari – aumenta il rischio di uno scontro diretto Nato/Russia portandoci dritti ad un nuovo conflitto militare internazionale.

    Ma l’esercitazione è anche una prova di forza diretta a quei Paesi o pezzi di Paesi (ormai) riluttanti ad accettare supinamente il dominio dell’imperialismo. È di appena qualche giorno fa il minaccioso appello che i principali membri della Nato, Italia in primis, hanno indirizzato «a tutte le fazioni libiche» perché arrivino a un «governo di concordia nazionale che, in cooperazione con la comunità internazionale, possa garantire la sicurezza al Paese (alias agli affari dei “nostri” imprenditori, al “nostro” petrolio, alle “nostre” coste) contro i gruppi di estremisti violenti che cercano di destabilizzarlo».

    Un pretesto, quello del terrorismo che, insieme alla “lotta” contro i trafficanti di esseri umani, serve a legittimare una nuova aggressione alla Libia. Il via libera alla missione navale EuNavForMed con cinque navi militari, due sottomarini, l’uso dei droni, tre elicotteri e un migliaio di soldati per bloccare la partenza dei migranti dalle coste libiche, ne è solo la fase preparatoria. Opporsi a queste esercitazioni per dire no alla politica di aggressione della Nato e alla politica militarista del nostro governo è necessario.

    L’esercitazione sarà guidata dal Jfc Naples, comando Nato (con quartier generale a Lago Patria, Napoli) agli ordini dell’ammiraglio Usa Ferguson, che è a capo delle Forze navali Usa in Europa e delle Forze navali del Comando Africa. Non è occasionale; il Jfc Naples, infatti, si alternerà annualmente con Brunssum (Olanda) nel comando operativo della Nato Response Force, confermando il ruolo strategico di Napoli nelle strategie dei comandi militari.

    È a Napoli, quindi, che riteniamo si debba fare il massimo sforzo per provare a costruire una mobilitazione contro la Trident Juncture, la militarizzazione dei territori e le politiche di guerra. A Trapani, dove sia l’aeroporto civile che la base militare di Birgi saranno coinvolti nella Trident Juncture 2015 con circa 80 velivoli da combattimento e 5mila militari, il Coordinamento per la Pace di Trapani ha lanciato un comunicato contro le esercitazioni.

    In Sardegna la «Rete no basi né qui né altrove» (la cui straordinaria lotta contro le esercitazioni ha determinato lo spostamento della TJ15 da Decimomannu a Trapani «perché non sussistevano le condizioni di necessaria serenità per svolgere attività di questa portata») ha già indetto per il 9-10-11 ottobre tre giorni di mobilitazione contro le servitù militari e la guerra.

    A Zaragoza, in Spagna, gli attivisti antimilitaristi hanno avviato una campagna di opposizione alle manovre Nato e stanno preparando mobilitazioni. Si tratta di provare a coordinare queste e le tante altre opposizioni che si daranno dentro e fuori dall’Italia in una mobilitazione unitaria contro queste esercitazioni e la Nato in generale.

  3. #3
    L'avatar di Rhodback
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    la Nato aiuterà l'Isis a conquistare la Siria?

  4. #4
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    la Nato aiuterà l'Isis a conquistare la Siria?
    sicuramente

  5. #5

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    sicuramente
    se così fosse temo sia possibile un coinvolgimento della Russia.

    Mi auguro di no altrimenti sono ca.z.z.i amari per l'Italia, siamo un paese cuscinetto

  6. #6
    L'avatar di uomo di destra
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    se così fosse temo sia possibile un coinvolgimento della Russia.

    Mi auguro di no altrimenti sono ca.z.z.i amari per l'Italia, siamo un paese cuscinetto
    governato da ??

  7. #7
    L'avatar di J. Sean Mallory
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    la Nato aiuterà l'Isis a conquistare la Siria?
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    sicuramente
    Ci son da vendere un altro bel pò di pick up Toyota

  8. #8

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    se così fosse temo sia possibile un coinvolgimento della Russia.

    Mi auguro di no altrimenti sono ca.z.z.i amari per l'Italia, siamo un paese cuscinetto

    La russia è gia arrivata in siria con uomini e armamenti per combattere l' isis .

  9. #9

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    governato da ??
    un bimbo******

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