Philip Morris International & Tobacco Companies - Pagina 5
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  1. #41
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    Subito montagne russe sulla simulazione!!
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  2. #42

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    Philip Morris International: La più interessante, ritmi di crescità nettamente superiori alla concorrenza grazie all'esposizione dei mercati emergenti.
    Brand dominante e managment capace (Ex gruppo di Altria), la sede legale in svizzera è una mossa intelligente. Dividendo 5,54% ma payout di del 67%, segno che il managment non è bendato al breve termine. E' stata finalizzata la recente acquisizione di Rothmans (canadese), la mia società preferita del gruppo. Il titolo è a premio rispetto alle concorrenti e considerando anche l'impatto di un possibile dollaro forte sui conti non posso escludere che continui a calare. Da monitorare con buon prezzo a 35$.
    Non ho studiato la situazione (in borsa bisogna valutare non solo se una società fa utili, ma anche se è sovraprezzata o meno) ma quando mi è venuto in mente di investire nel settore ho notato che le società quotavano piuttosto in alto, con P/E elevati e non ho visto i bilanci, insomma, ho lasciato perdere. Se non posso dare giudizio sulla borsa, posso dire che commercialmente Imperial Tobacco è la società che si sta muovendo meglio, almeno qui in Italia. Fino a pochi anni fa operava solo in mercati ad alto rendimento dove le sigarette non sono sottoposte a monopolio, come quello inglese ed Usa, adesso con Galoises e Fortuna si è lanciata anche in Italia ed è sicuramente diventata top seller in Francia e Spagna. Però noto adesso che il P/E è un improponibile 31.
    Segnalo anche la possibilità di entrare in BAT tramite il gruppo Richemont che produce anche oggetti di lusso (orologi, penne) ed è uno dei principali azionisti di BAT. L'investimento sarebbe quindi maggiormente diversificato. Su Philip Morris non mi esprimo, di certo è quello che vende di più...

  3. #43
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    Citazione Originariamente Scritto da Lupak Visualizza Messaggio
    Non ho studiato la situazione (in borsa bisogna valutare non solo se una società fa utili, ma anche se è sovraprezzata o meno) ma quando mi è venuto in mente di investire nel settore ho notato che le società quotavano piuttosto in alto, con P/E elevati e non ho visto i bilanci, insomma, ho lasciato perdere. Se non posso dare giudizio sulla borsa, posso dire che commercialmente Imperial Tobacco è la società che si sta muovendo meglio, almeno qui in Italia. Fino a pochi anni fa operava solo in mercati ad alto rendimento dove le sigarette non sono sottoposte a monopolio, come quello inglese ed Usa, adesso con Galoises e Fortuna si è lanciata anche in Italia ed è sicuramente diventata top seller in Francia e Spagna. Però noto adesso che il P/E è un improponibile 31.
    Segnalo anche la possibilità di entrare in BAT tramite il gruppo Richemont che produce anche oggetti di lusso (orologi, penne) ed è uno dei principali azionisti di BAT. L'investimento sarebbe quindi maggiormente diversificato. Su Philip Morris non mi esprimo, di certo è quello che vende di più...
    Ciao Lupak, se sei interessato ti invito ad appronfondire anche lo studio del settore, ogni nuovo stimolo alla discussione è positivo. Il P/E alto è relativo solo a Imperial Tobacco per la sua fase di trasizione dopo l'acquisto della spagnola Altadis, non è fra le mie preferite ma sta facendo sforzi per potenziarsi. http://www.bloomberg.com/apps/news?p...d=ag_QwXQ1Ci7c
    Oltre a Francia e Spagna è presente anche il Germania con marchio "West", in Italia la leadership di PM non sembra per ora attaccabile.
    BAT invece è fra le mie preferite e si è confermata come uno dei titoli migliori del FTSE 100 nella tempesta finanziaria, anche se per ragioni che ho scritto nel thread la mia attenzione si è rivolta in particolare alle società americane. http://www.bloomberg.com/apps/news?p...d=aYUzl09ViliQ
    Come hai detto tu non basta che una società faccia utili ma bisogna prenderla anche al prezzo giusto, per questo sto aspettando PM sotto 35$.
    Il P/B è inutile per analizzare il settore, io mi affido al P/E e al P/FCF anche se non bisogna dimenticare che ogni società pur rimanendo nello stesso settore è in condizioni differenti non solo per le acquisizioni ma anche per prospettive future di crescita. Esempio MO è naturale che abbia una valutazione inferiore a PM.

  4. #44

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    Citazione Originariamente Scritto da Seven Of Nine Visualizza Messaggio
    Ciao Lupak, se sei interessato ti invito ad appronfondire anche lo studio del settore, ogni nuovo stimolo alla discussione è positivo.
    Mi ero interessato in quanto lavoratore del settore
    Con questo post spero, più che darti consigli in borsa, di aiutarti o darti indicazioni utili.
    Il P/E alto è relativo solo a Imperial Tobacco per la sua fase di trasizione dopo l'acquisto della spagnola Altadis, non è fra le mie preferite ma sta facendo sforzi per potenziarsi. http://www.bloomberg.com/apps/news?p...d=ag_QwXQ1Ci7c
    Oltre a Francia e Spagna è presente anche il Germania con marchio "West", in Italia la leadership di PM non sembra per ora attaccabile.
    Ma una società cresce anche quando si espande. Una società già grande che ha un fatturato di miliardi ed occupa uno spazio di mercato ampio che margine di crescita ha? Può ancora sperare di sottrarre spazi ai concorrenti? Non che sia male comprare società "grandi" sottovalutate, ci si può anche guadagnare bene, però storicamente i veri soldi, cioè grosse crescite del capitale, si fanno con le società che crescono rispetto a quelle che mantengono la posizione dominante. A me piaceva molto Imperial Tobacco proprio perchè era più piccola (ossia aveva più possibilità di espandersi) operava principalmente nel mercato Uk, che è un mercato libero da monopolio statate ed in cui si guadagna di più e poi produce sigarette di qualità come Davidoff o John Player, anche se non fumando parlo per sentito dire
    Inoltre ha potuto anche espandersi all'estero tramite acquisizioni.
    BAT è un titolo come Imperial Tobacco ed ha avuto in borsa risultati ancora migliori di IT. In Italia ha comprato Etinera e poteva contare su una maggiore penetrazione anche nel mercato Usa. Altro bel titolo e con speranze di crescita, andrebbe studiato.
    Infine c'è Philip Morris, su cui commercialmente non si discute, visto che in Italia è incontrastata regina ed ha brands riconosciuti ovunque nel mondo, in Italia avrà il 60% del mercato o forse più, ha ancora margini di crescita qui o nel mondo? Tieni presente che il consumo di tabacco è in diminuzione ovunque e che i governi legiferano sempre contro.
    Poi vedo che ormai il mercato ha quote prestabilite e stabili, a parte lo scossone che anni fa pose fine all'egemonia/dominio dei Monopoli di Stato in Italia e delle loro sigarette (principalmente MS) al fumatore non piace cambiare e provare cose nuove, ognuno si sente confortato dalla sua sigaretta, dal brand e non la cambia mai, anche se saltuariamente prova altre cose e al massimo cambia per "farsi fesso da solo", per illudersi di avere la sigarette più leggera, rimane nel brand (i tipici passaggi sono Marlboro --> Marlboro Light, Merit --> Merit Blu, Winston Rosse --> Winston Blu, Pall Mall Rosse --> Pall Mall Blu/White etc etc) le quote di mercato non sono molto cambiate e ti posso dire che qui (e credo sia così altrove) anche i grossi gruppi come Philip Morris faticano a pubblicizzare ed imporre nuovi prodotti, anche perchè almeno in Italia e nei paesi in cui c'è il monopolio il mercato è chiuso e non si possono pubbilcizzare le sigarette in tivù o al cinema o in radio.
    Ho visto diversi tentativi fatti dai produttori di sottrarre agli altri degli spazi, tutti andati a vuoto. Le Blend 29 o le Compact fatte per aggredire la fascia di mercato sono stati dei mezzi flop, in passato sono stati flop per gli stessi motivi le Merit Uno, le Merit Evolution, Reynolds ha floppato con la Camel One e sono sicuro che prossimamente Imperial Tobacco flopperà con le Davidoff slim. Anzi, rischiano di sottrarre delle quote di mercato a se stessi
    Ciò nonostante, con il settore delle sigarette ci può essere un vero e proprio boom (stile telefonici nel 99) se solo ovunque venisse meno il monopolio, ma questo nessuno lo può prevedere o dire con certezza, così come nel lungo periodo, se si continuano le attuali politiche di innalzare l'età legale per l'acquisto o si disincentiva il consumo perchè ci si rende conto che i fumatori pesano troppo sulla sanità (come negli Usa, il numero dei fumatori è passato dal 40% della popolazione adulta al 20 attuale...) oppure si continua a tassare diminuendo i consumi e favorendo il contrabbando allora è la fine. È un settore che bisogna studiare bene. Io nel lungo periodo preferirei certamente un titolo farmaceutico ad uno del tabacco, però non si può mai dire

  5. #45
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    Citazione Originariamente Scritto da Lupak Visualizza Messaggio
    Mi ero interessato in quanto lavoratore del settore

    Ciò nonostante, con il settore delle sigarette ci può essere un vero e proprio boom (stile telefonici nel 99) se solo ovunque venisse meno il monopolio, ma questo nessuno lo può prevedere o dire con certezza, così come nel lungo periodo, se si continuano le attuali politiche di innalzare l'età legale per l'acquisto o si disincentiva il consumo perchè ci si rende conto che i fumatori pesano troppo sulla sanità (come negli Usa, il numero dei fumatori è passato dal 40% della popolazione adulta al 20 attuale...) oppure si continua a tassare diminuendo i consumi e favorendo il contrabbando allora è la fine. È un settore che bisogna studiare bene. Io nel lungo periodo preferirei certamente un titolo farmaceutico ad uno del tabacco, però non si può mai dire
    Cavolo è un onore avere un lavoratore del settore su questo thread!

    Hai toccato dei punti dolenti, in consumo di sigarette è in diminuzione nei paesi sviluppati. Per questo non comprerei per il lungo periodo Reynolds o Altria che operano solo negli USA (anche se stanno cercando di espandersi in altri sotto settori). Le società del settore molto internazionalizzate riescono ancora a fare crescere i volumi, anche se con difficoltà.
    Mi sono interessato al settore perchè è anti-ciclico, ha grossi margini operativi, non ha grossi problemi di elasticità di produzione e ha grossi flussi di cassa che permettono di remunerare l'azionista anche in periodi di grossa difficoltà. Mi sono interessato anche del settore farmaceutico in particolare di Eli Lilly e Pfizer e non è che se la passino benissimo con la FDA che si è fatta sempre più restrittiva e con i generici che pressano con forza.
    Mi aspetto un'altra ondata di ribassi per questo nella simulazione sono rimasto cash. Mi piace PM per molti motivi (l'aspetto più bassa), ma penso sia importante nel lungo periodo coprirla con UUP che segue il dollar index, PM infatti è quotata al NYSE ma tutte le sue operazioni sono Ex-Usa e un apprezzamento del dollaro può deteriorare i suoi risultati con una certa forza.
    Per questo ho inventato il PM-C, però è tutto in via sperimentale, Don't Try This At Home!

  6. #46

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    Cavolo è un onore avere un lavoratore del settore su questo thread!

    Hai toccato dei punti dolenti, in consumo di sigarette è in diminuzione nei paesi sviluppati. Per questo non comprerei per il lungo periodo Reynolds o Altria che operano solo negli USA (anche se stanno cercando di espandersi in altri sotto settori). Le società del settore molto internazionalizzate riescono ancora a fare crescere i volumi, anche se con difficoltà.
    Mi sono interessato al settore perchè è anti-ciclico, ha grossi margini operativi, non ha grossi problemi di elasticità di produzione e ha grossi flussi di cassa che permettono di remunerare l'azionista anche in periodi di grossa difficoltà. Mi sono interessato anche del settore farmaceutico in particolare di Eli Lilly e Pfizer e non è che se la passino benissimo con la FDA che si è fatta sempre più restrittiva e con i generici che pressano con forza.
    Mi aspetto un'altra ondata di ribassi per questo nella simulazione sono rimasto cash. Mi piace PM per molti motivi (l'aspetto più bassa), ma penso sia importante nel lungo periodo coprirla con UUP che segue il dollar index, PM infatti è quotata al NYSE ma tutte le sue operazioni sono Ex-Usa e un apprezzamento del dollaro può deteriorare i suoi risultati con una certa forza.
    Per questo ho inventato il PM-C, però è tutto in via sperimentale, Don't Try This At Home!
    Ciao, anche io mi ero interessato ai produttori di tabacco per questo motivo: margini da produttori del lusso () cash flow elevato e resistenza ciclica alle crisi. Un altro vantaggio è che in questo settore, specie nei paesi sottoposti a monopolio, non c'è il rischio del credito. Le sigarette infatti si pagano alla consegna o alla successiva consegna, ma in quest'ultimo caso è necessaria una particolare fideiussione. I soldi vengono raccolti dalla società che gestisce i pagamenti e le consegne (in Italia è Logista Italia S.p.A.) e quindi girati allo stato ed ai produttori secondo aggi prestabiliti per legge. Ai produttori ad esempio spetta il 14,5% sul prezzo di vendita delle sigarette in Italia.
    Come ho già detto, la cosa che mi lascia perplessa nel settore è dovuta alla staticità delle quote del mercato. Questo fa sì che una società che vuole espandersi (ad es. se Reynolds volessere vendere qui in Italia al di là delle Camel) trova molte difficoltà a farsi conoscere (del resto...pubblicità vietata perfino all'interno delle tabaccherie) e che una società già grande possa un po' dormire sugli allora, ma sempre col rischio che la diminuzione del consumo del tabacco porti ad una diminuzione del suo fatturato, a parità di quote di mercato. Per il resto posso dire che se tutto si mantiene così com'è, sarebbe l'investimento ideale nel lungo periodo anche perchè sono tutte "mucche da dividendo", ma bisogna avere l'occhio lungo e saper scegliere. L'unica cosa che prò bloccare un produttore dal fare utili è il debito, quindi scegli la società che ha un Debt/Equity basso.

  7. #47
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    3° settimana, brutta botta per MO dopo il verdetto della corte e un pericolo di causa multi milionaria. http://www.bloomberg.com/apps/news?p...d=aUEbuzufczbQ
    Il Ceo di PM Camilleri (ex MO) che ne sa una più del diavolo segue la vicenda in assoluto relax a Losanna, Svizzera.
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  8. #48
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    4° Settimana, brusco rallentamento per il dollaro, PM continua a stare sopra tutti, anche alla faccia del sottoscritto che ha preferito rimanere cash.
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    Ultima modifica di Seven Of Nine; 13-12-08 alle 09:59

  9. #49
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    5° Settimana, il dollaro cala ancora, questo sostiene ancora le azioni di PM. Sarà interessante la prossima settimana con lo stacco dei dividendi che credo accrediterò subito all'ex date nella simulazione, ovviamente con la doppia tassazione.
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  10. #50
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