Black Dog Portfolio dividend growth investing for the long run - Pagina 23
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  1. #221
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    altria
    il mio peggior titolo in ptf -29%...sarà il caso di dare una mediata?

  2. #222
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    come Juul si è sp*ttanata presso i regolamentatori:
    Juul Tried to Position Itself As a Responsible Actor. It Backfired.

    un altro personaggio di quelli che piacciono a Nemo (non molto fantasioso):
    The Incredible Story Of Stewart Horejsi


    sembra che la roastery milanese sia piaciuta:

    Starbucks, a Milano è boom: "Già due milioni di clienti"

    Per chiunque progetti di avviare un'attività commerciale a Milano, il numero apparterrebbe ai sogni più sfrenati. Durante il primo anno di apertura, nella Reserve Roastery inaugurata ai primi di settembre del 2018 da Starbucks in piazza Cordusio, sono entrati due milioni di clienti. Significa che ogni benedetto giorno, in quella che era la storica sede delle Poste ed è ora un luogo dove si servono senza soluzione di continuità caffè, colazioni, pranzi, aperitivi, si registra un andirivieni di quasi 5.500 clienti.
    Per descrivere l'accoglienza riservata dalla città, Martin Brok, presidente della catena americana per il mercato europeo, usa la parola "humbled", nel senso di "commossi". "Quando pianificavamo l'apertura, per noi era d'importanza cruciale riuscire a fare bene", racconta Brok, manager olandese che prima di entrare in Starbucks ha lavorato in altri colossi quali Coca Cola, Burger King e Nike: "Sapevamo di dover fare qualcosa d'inatteso, qualcosa che rappresentasse allo stesso tempo un tributo alla città che con i suoi bar ha dato l'ispirazione per far diventare Starbucks ciò che è adesso, e una celebrazione di quanto abbiamo imparato sul caffè durante la nostra storia".

    Percassi l'alleato
    Per chi ha conosciuto gli Starbucks "normali" durante i viaggi all'estero, la Roastery di Milano è in effetti un'altra cosa. È l'unico esemplare in Europa di un format che la compagnia ha finora realizzato soltanto in altre quattro metropoli, New York, Seattle, Tokyo, Shanghai, e che in novembre debutterà a Chicago. "Roastery" significa "torrefazione" e, in effetti, il palazzo di piazza Cordusio ha il compito di effettuare la lavorazione e l'impacchettamento dei caffè di qualità "riserva" distribuiti da Starbucks in Europa. Vi vengono servite 115 diverse bevande a base di caffè e, nel primo anno di attività, vi sono state torrefatte 375 tonnellate di caffè. "È stata un'esperienza meravigliosa incontrare e conoscere la comunità milanese e quella italiana, con le quali condividiamo una profonda passione per il caffè", dice Brok, secondo il quale la clientela rappresenta il "giusto equilibrio" tra persone che ritornano ogni giorno e visitatori dal resto d'Italia e del mondo.

    Il decollo dell'esperienza milanese, in ogni caso, non sta spingendo Starbucks a valutare l'apertura di un'altra torrefazione in altre città italiane che conoscono un massiccio flusso turistico internazionale, come Venezia o Roma. "Questo primo anno lo abbiamo dedicato a scoprire e a metterci in relazione con il mercato italiano: abbiamo fatto conoscenza dei nostri clienti a Milano, li abbiamo ascoltati e abbiamo condiviso la nostra passione per l'arte e la scienza del caffè. Siamo stati incoraggiati da come gli italiani hanno abbracciato il nostro marchio ma sappiamo che il successo non è un diritto acquisito. Dobbiamo continuare a guadagnarci la fiducia dei clienti giorno dopo giorno", dice Brok, rilevando come "la nostra attenzione è dedicata allo sviluppo in Italia che stiamo portando avanti assieme al gruppo Percassi". Dopo la Roastery - gestita direttamente dalla multinazionale, senza terze parti - il colosso americano ha aperto altre sette coffehouse a Milano in partnership con Antonio Percassi, proprietario fra l'altro della catena di cosmetica Kiko e dell'Atalanta Calcio, nonché unico licenziatario del marchio Starbucks in Italia: "Le coffeehouse offrono ai clienti il nostro menù tradizionale, inclusi classici come il "Caramel Macchiato" e il "Frappuccino", i più popolari in tutto il mondo, assieme ad alcuni speciali pensati appositamente per il gusto italiano, come i croissant freschi farciti al momento, i panini caldi dal grill e il "Tiramisu Frappuccino"", racconta Brok, che anticipa i prossimi passi del piano di espansione: "Se riflettiamo sul successo ottenuto in questo primo anno di attività, è importante fare nostri alcuni insegnamenti che possono aiutarci a panificare una ragionata, disciplinata e significativa crescita in Italia. Il prossimo mese apriremo le nostre prime caffetterie fuori Milano, prima ad Assago, poi a Torino".
    La collaborazione con Percassi è già in linea con il modello che lo scorso ottobre Starbucks ha deciso di adottare anche in altri Paesi europei, affidando la gestione delle proprie catene di caffetterie in Francia, Olanda, Belgio e Lussemburgo al gruppo messicano Alsea, che già lavorava in America Latina assieme al gruppo guidato dal presidente e chief executive officer Kevin Johnson. "Questa mossa", dice Brok, "è in linea con la nostra strategia a livello globale di ottimizzare il nostro modello operativo in mercati dove c'è la possibilità di liberare un potenziale in termini di accelerazione della crescita, al fine di assicurarci un successo di lungo termine in queste regioni".

    Effetto ristrutturazione
    La riorganizzazione della struttura ha portato nei numeri di bilancio di Starbucks nell'ultima trimestrale (al 30 giugno scorso) un arretramento dell'11 per cento dei ricavi netti nell'area Europa, Medio Oriente e Africa. Un dato che si confronta con i progressi in regioni come le Americhe (+11 per cento) e Cina, Asia e Pacifico (+9 per cento) ma che non riflette una disaffezione dei clienti dei Paesi europei dove Starbucks era già più diffusa. La nuova organizzazione, infatti, fa sì che ora i ricavi dell'azienda siano rappresentati dalle commissioni pagate dai licenziatari, e di conseguenza il confronto fra l'ultimo trimestre e un anno prima è poco significativo. Se si considerasse il fatturato della rete di vendita, anche solo a scopo indicativo, i numeri certificherebbero che la catena americana è in crescita anche in Europa, a un ritmo di circa il 3 per cento annuo.
    Brok spiega che Starbucks ha oggi un quartier generale a Londra per l'area Europa, Medio Oriente e Africa, dove diversi team collaborano in modo molto stretto con i licenziatari dei diversi Paesi, come sono appunto Percassi in Italia e Alsea altrove: "Percassi ha una profonda conoscenza nella gestione di marchi internazionali in Italia, e la passione con cui si sono avvicinati al nostro business è in piena sintonia con i nostri valori e le nostre aspirazioni per questo mercato. Personalmente, sono eccitato dal vedere la crescita del nostro business in Italia sotto la loro gestione".

  3. #223

  4. #224
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  5. #225
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    Ci siamo ... sono in arrivo le free share da Air Liquide :

    Free shares | Air Liquide

  6. #226
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    anche perchè a differenza di BAT si sono concentrati sulle elettroniche:
    Imperial Brands Warns on Financial Hit From U.S. Vaping Crackdown

    'a da passà o petrolio...
    Royal Dutch Shell searches for a purpose beyond oil
    tra l'altro con un'inchiesta del genere il ceo di shell,exxon,chevron,ecc rimarrebbe in sella come se nulla fosse? A cosa serve il cda?
    Descalzi, ad di Eni, e la moglie indagati e perquisiti

    in svizzera:
    Nestle lancia l'hamburger vegano: "Indistinguibile da quello di carne"


    Lockheed Martin raises dividend 9,1%, OKs $1 billion share buyback


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    Ultima modifica di Leite; 27-09-19 alle 14:59

  7. #227

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    @nemo17

    Ultimamente seguo poco la discussione, poichè ricordo che nell'ultimo anno avevi introdotto nel PIR Directa delle azioni di compagnie Usa prese su Xetra volevo sapere se i dividendi arrivano con regolarità e con le tasse italiane già scalate. Grazie

  8. #228
    L'avatar di nemo17
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    Citazione Originariamente Scritto da Lupak Visualizza Messaggio
    @nemo17

    Ultimamente seguo poco la discussione, poichè ricordo che nell'ultimo anno avevi introdotto nel PIR Directa delle azioni di compagnie Usa prese su Xetra volevo sapere se i dividendi arrivano con regolarità e con le tasse italiane già scalate. Grazie
    No purtroppo non è possibile. Qualcuno ci era riuscito forse acquistando con altro operatore e poi trasferendo i titoli.

  9. #229
    L'avatar di pmc
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    CARNIVAL

    La più grande azienda delle crociere. Proprietaria anche del marchio Costa Crociere oltre ad altri presenti nel mondo.
    Ha un fatturato annuo in costante crescita. L'utile segue a ruota mantenendosi ad una percentuale oltre il 15% medio sul fatturato. Posizione finanziaria positiva. Ha incrementato il suo dividendo negli ultimi anni e ora quota oltre il 4% di rendimento (credo buono per il Black Dog). Ha anche un piano di buyback in corso.
    Con la caduta di prezzo causata principalmente per un leggero taglio alla guidance il titolo quota poco più di 43$, P/E 10, con analisti che ovviamente si sono scagliati contro posizionandoci un bel "Strong Sell".

    Guardando il grafico vien voglia di buttarci un cippino e lasciarlo per qualche anno.

    Qualche parere in merito?

  10. #230
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    era la ceo con la più lunga tenuta per big tobacco:
    Imperial Brands chief to step down after revenue forecast cut
    quello che hanno messo a Juul:
    The new Juul chief sent to ‘douse fire’ of vaping crisis

    la cannabis butta un po' giù:
    Big Brewer to Launch Corona-Spiked Seltzer as Pot Bet Sours

    e sul lavoro del nuovo ceo catalano:
    Pepsi Rises to the Challenge

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