Berkshire Hathaway n.3 - Pagina 6
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  1. #51

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    Citazione Originariamente Scritto da galloGiallo Visualizza Messaggio
    Buffett non ha competenze in ambito tech quindi non credo si sentirà mai a suo agio con Apple, per il resto ripiega su operazioni a lui più familiari ma con prospettive modeste o con multipli eccessivi come Kraft. Temo che non sarà facile ottenere buoni risultati in futuro nemmeno per lui. Oggi i profitti li fai con il tech; ok cocacola, le banche, l'oil ma senza il nasdaq o la parte più tecnologia dell's&p non vai da nessuna parte... il suo approccio è l'unico sensato ma non si può applicare in questo mondo e con quelle cifre. Oggi gioca d'attesa con 100bn di cash, sperando in uno storno o nell'occasione che ora non si vede. Farà ancora buoni affari, non lo dubito, ma piazzare bene e in settori tradizionali tutto quel cash non credo sia fattibile, tranne un crollo stile 2008.
    Questa scusa di Buffett di "non capire" le aziende tech non l'ho mai...capita.
    Voglio dire è piuttosto evidente cosa vendano Microsoft, Apple, Google etc etc, le aziende del gruppo Berkshire sicuramente utilizzano i loro prodotti a livello professionale, i dati dei bilanci sono pubblici...cosa altro c'è da capire? Eppure non ha toccato nulla per anni, salvo entrare su Amazon e Apple a multipli stratosferici. Magari gli va bene anche questa, però...

  2. #52
    L'avatar di Felix_87
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    Citazione Originariamente Scritto da Lupak Visualizza Messaggio
    Questa scusa di Buffett di "non capire" le aziende tech non l'ho mai...capita.
    Voglio dire è piuttosto evidente cosa vendano Microsoft, Apple, Google etc etc, le aziende del gruppo Berkshire sicuramente utilizzano i loro prodotti a livello professionale, i dati dei bilanci sono pubblici...cosa altro c'è da capire? Eppure non ha toccato nulla per anni, salvo entrare su Amazon e Apple a multipli stratosferici. Magari gli va bene anche questa, però...
    In realtà anche IBM e per pochi mesi Oracle (dicendo successivamente di non capire bene il business). Amazon non l'ha comprata lui, ma uno dei due ragazzi che gestiscono 10 miliardi ciascuno.

  3. #53

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    Citazione Originariamente Scritto da PreMo88 Visualizza Messaggio
    Anche nel 2000 dicevano cosi....
    si me lo ricordo, ma sono passati 20 anni, il mondo è cambiato, le aziende legate ad internet erano solo una scommessa ora macinano miliardi di profitti con spese in capitale praticamente nulle. Infatti anche Buffett si è cimentato nel tech, proprio perchè oggi è imprescindibile. I business tradizionali non hanno più lo stesso ritorno sul capitale. Coca cola quotava 43 dollari nel '98 oggi solo 49, Amex ci ha messo 20 anni per raddoppiare, wells fargo pure. Ottimi risultati ma il mercato ha fatto meglio.

  4. #54
    L'avatar di pmc
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    Citazione Originariamente Scritto da galloGiallo Visualizza Messaggio
    si me lo ricordo, ma sono passati 20 anni, il mondo è cambiato, le aziende legate ad internet erano solo una scommessa ora macinano miliardi di profitti con spese in capitale praticamente nulle. Infatti anche Buffett si è cimentato nel tech, proprio perchè oggi è imprescindibile. I business tradizionali non hanno più lo stesso ritorno sul capitale. Coca cola quotava 43 dollari nel '98 oggi solo 49, Amex ci ha messo 20 anni per raddoppiare, wells fargo pure. Ottimi risultati ma il mercato ha fatto meglio.
    A parte il fatto che la quotazione di Coca Cola che hai considerato (con un esagerato ampio lasco di quotazione) è basata su un picco e non sul prezzo medio delle quotazioni, altrimenti la percentuale sarebbe ben più alta...
    In ogni caso, anche se effettivamente la salita è ben più bassa delle aziende tech, la lontananza di Buffett da questo settore è per al loro natura di ricerca sfrenata di innovazione. Una azienda che non riesce a tenere il passo può sprofondare nell'oblio nel giro di pochi anni (vedi ad esempio Motorola). Aziende tech che si ritrovano con un inventario troppo elevato possono incorrere al rischio di ritrovarsi con prodotti obsoleti ancor prima di venderli in quanto i computer e simili oggi sono nuovi, domani sono già vecchi. Coca Cola invece è un "consumabile" che non necessitano di cosi tante innovazioni.
    E poi credo abbia una passione per le banche. Nei vari libri si possono infatti trovare passaggi in cui sa nello specifico descrivere quali voci potevano essere di aiuto per capire da quali stare alla larga

  5. #55

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    Citazione Originariamente Scritto da pmc Visualizza Messaggio
    A parte il fatto che la quotazione di Coca Cola che hai considerato (con un esagerato ampio lasco di quotazione) è basata su un picco e non sul prezzo medio delle quotazioni, altrimenti la percentuale sarebbe ben più alta...
    ti "concedo" che ha raddoppiato negli ultimi 23 anni, comunque poco in termini reali.
    Citazione Originariamente Scritto da pmc Visualizza Messaggio
    In ogni caso, anche se effettivamente la salita è ben più bassa delle aziende tech, la lontananza di Buffett da questo settore è per al loro natura di ricerca sfrenata di innovazione. Una azienda che non riesce a tenere il passo può sprofondare nell'oblio nel giro di pochi anni (vedi ad esempio Motorola). Aziende tech che si ritrovano con un inventario troppo elevato possono incorrere al rischio di ritrovarsi con prodotti obsoleti
    infatti prima dicevo che l'approccio di Buffett è l'unico sensato ed è ovvio che stiamo parlando della miglior mente finanziaria del secolo.....investire sul tech può essere disastroso. Quindi mi chiedo come farà BK a fare bene nei prossimi anni, senza tech, visto che sugli investimenti azionari sottoperforma da diversi anni rispetto al mercato. La crescita dai primi anni 2000 ad oggi è imputabile alle attività assicurative che non hanno molti margini di crescita (parole di Buffett).

  6. #56
    L'avatar di -Volumista-
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    per me la verità è che ormai la sua azienda è ormai troppo "grossa".....in un intervista lo ha ammesso pure lui che se con munger avessero solo una manciata di milioni farebbero il 50% all'anno.....

    perchè investire 10 milioni è un conto....migliaia di milioni è altro.....

  7. #57

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    Citazione Originariamente Scritto da -Volumista- Visualizza Messaggio
    per me la verità è che ormai la sua azienda è ormai troppo "grossa".....in un intervista lo ha ammesso pure lui che se con munger avessero solo una manciata di milioni farebbero il 50% all'anno.....

    perchè investire 10 milioni è un conto....migliaia di milioni è altro.....
    Sul fatto che Berkshire ad oggi sia troppo grossa per ambiare a ritorni totalmente scollegati (e nettamente superiori) al mercato non c'é dubbio (e come hai fatto notare anche tu lo ha detto lo stesso Buffett)

    E se qualcuno pensa di fare il 50% all'anno oggi con BRK ha proprio sbagliato prodotto...
    Chi ha questo obiettivo deve puntare a gestori molto più piccoli e snelli (come lo era Buffett anni e anni fa), con tutti i rischi del caso ovviamente

    Comprare BRK (come diversificazione rispetto allo S&P500 o al MSCI world) però secondo me ha ancora senso per i seguenti motivi:
    - Con una filosofia value - su lunghi periodi - é ragionevole attendersi una modesta overperformance;
    - In caso di discesa significativa del mercato - anche grazie alla liquidità tenuta a disposizione - mi aspetterei una performance migliore (o meno peggiore) rispetto al mercato;
    - Per chi investe la maggior parte del portafoglio in etf come il sottoscritto, fiscalmente (in Italia) é efficiente avere qualche titolo per compensare le minus che di tanto in tanto possono accumularsi.

  8. #58

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    Citazione Originariamente Scritto da Zan* Visualizza Messaggio
    Sul fatto che Berkshire ad oggi sia troppo grossa per ambiare a ritorni totalmente scollegati (e nettamente superiori) al mercato non c'é dubbio (e come hai fatto notare anche tu lo ha detto lo stesso Buffett)

    E se qualcuno pensa di fare il 50% all'anno oggi con BRK ha proprio sbagliato prodotto...
    Chi ha questo obiettivo deve puntare a gestori molto più piccoli e snelli (come lo era Buffett anni e anni fa), con tutti i rischi del caso ovviamente

    Comprare BRK (come diversificazione rispetto allo S&P500 o al MSCI world) però secondo me ha ancora senso per i seguenti motivi:
    - Con una filosofia value - su lunghi periodi - é ragionevole attendersi una modesta overperformance;
    - In caso di discesa significativa del mercato - anche grazie alla liquidità tenuta a disposizione - mi aspetterei una performance migliore (o meno peggiore) rispetto al mercato;
    - Per chi investe la maggior parte del portafoglio in etf come il sottoscritto, fiscalmente (in Italia) é efficiente avere qualche titolo per compensare le minus che di tanto in tanto possono accumularsi.
    é quotata in USD il che può rappresentare un ulteriore rischio, forse non sul lungo termine, ma senz'altro sul breve/medio si. Inoltre le probabilità che sovraperformi gli indici in maniera decisa è piuttosto scarsa secondo me, vedo più facile una sottoperformance mentre è innegabile che sia più rischiosa di un investimento indicizzato. Dove piazzerà Buffett 100bn escludendo i tecnologici? qual'e' il settore tradizionale sul quale potrà utilizzare cifre simili sovraperformando gli indici? il mondo è un luogo finito.....infatti, per arrivare al dunque, penso che il miglior investimento passivo da qui a diversi decenni sia un fondo indicizzato sul NASDAQ 100.

  9. #59

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    Citazione Originariamente Scritto da pmc Visualizza Messaggio
    A parte il fatto che la quotazione di Coca Cola che hai considerato (con un esagerato ampio lasco di quotazione) è basata su un picco e non sul prezzo medio delle quotazioni, altrimenti la percentuale sarebbe ben più alta...
    In ogni caso, anche se effettivamente la salita è ben più bassa delle aziende tech, la lontananza di Buffett da questo settore è per al loro natura di ricerca sfrenata di innovazione. Una azienda che non riesce a tenere il passo può sprofondare nell'oblio nel giro di pochi anni (vedi ad esempio Motorola). Aziende tech che si ritrovano con un inventario troppo elevato possono incorrere al rischio di ritrovarsi con prodotti obsoleti ancor prima di venderli in quanto i computer e simili oggi sono nuovi, domani sono già vecchi. Coca Cola invece è un "consumabile" che non necessitano di cosi tante innovazioni.
    E poi credo abbia una passione per le banche. Nei vari libri si possono infatti trovare passaggi in cui sa nello specifico descrivere quali voci potevano essere di aiuto per capire da quali stare alla larga
    Penso che alla base ci sia anche la prevedibilità del business.
    Diverse volte ho letto suoi passaggi in cui si è focalizzato sul fatto che un business fosse prevedibile. Ora se parliamo di Coca-Cola, ma anche di Visa o P&G è ragionevole pensare che chi beve Coca-Cola oggi la berrà anche domani e anche tra 50 anni. E' un "bradipo" della borsa, con andamenti lenti e alta inerzia.

    Ma di Facebook possiamo dire lo stesso? Tra 5 anni Facebook esisterà ancora? O sarà arrivato un nuovo socialqualchecosa che lo avrà soppiantato? E se passa la moda dei social che fine fa Facebook?

  10. #60

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    Citazione Originariamente Scritto da Ivan787 Visualizza Messaggio
    Penso che alla base ci sia anche la prevedibilità del business.
    Diverse volte ho letto suoi passaggi in cui si è focalizzato sul fatto che un business fosse prevedibile. Ora se parliamo di Coca-Cola, ma anche di Visa o P&G è ragionevole pensare che chi beve Coca-Cola oggi la berrà anche domani e anche tra 50 anni. E' un "bradipo" della borsa, con andamenti lenti e alta inerzia.

    Ma di Facebook possiamo dire lo stesso? Tra 5 anni Facebook esisterà ancora? O sarà arrivato un nuovo socialqualchecosa che lo avrà soppiantato? E se passa la moda dei social che fine fa Facebook?
    La moda dei social non passerà mai. Fa leva sul bisogno di attenzione, desiderio di accettazione sociale, e voglia di condivisione; caratteristiche più o meno marcate di ogni uomo. Facebook è arrivato per primo, e in questo tipo di business (chi prima arriva, vince) a meno di cappellate strategiche, non verrà mai spodestato, perchè non c'è quasi nulla da innovare, se non permettere alle persone di condividere e ricercare approvazione sociale.

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