parametri di analisi fondamentale
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  1. #1

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    parametri di analisi fondamentale

    ciao a tutti.
    sto scrivendo un trading system per la gestione di portafoglio.
    Questo sistema fa uno screening di tutti i titoli dell'SP500, e prima di tutto lo divide nei suoi settori settori.
    Dopo calcola quali sono i settori che hanno (sarebbe a dire: in cui la media delle azioni che vi appartengono hanno ) il piu alto ranking di alcuni parametri e quelli che hanno il piu basso.
    Dopo di che va long nei top rank scegliendo fra essi le azioni a maggiore capitalizzazione meno correlate e va short per un pari valore nei Bottom Rank sempre scegliendo le azioni piu capitalizzate e meno correlate.
    Aggiusta il peso da dare ad ogni azione a seconda della sua volatilità e dopo una verifica (banale) che le condizioni siano buone anche da un punto di vista tecnico, entra a mercato.
    In pratica l'obiettivo è quello di creare un portafoglio che dipenda in modo quasi esclusivo dalla bontà della scelta delle azioni, e non dall'andamento del mercato diventando quanto piu possibile market neutral per raggiungere l'obiettivo della salvaguardia del capitale e al tempo stesso del raggiungimento di un vantaggio sullo SPY che ho usato come benchmark.
    Ora..

    Qualcuno può aiutarmi nella scelta dei parametri da valutare per considerare un settore come 'buono' e un settore come meno buono?
    Sto ottenendo alcuni risultati considerando il 'price to book ratio' e il 'price to earnings', ed il ROE ma se avete qualche altro parametro significativo (fra le centinaia di possibili) mi aiutereste molto, possibilmente scegliendo fra i dati che mette a disposizione morningstar e considerando che il portafoglio viene ribilanciato mensilmente

  2. #2

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    Citazione Originariamente Scritto da Valetudo Visualizza Messaggio
    ciao a tutti.
    sto scrivendo un trading system per la gestione di portafoglio.
    Questo sistema fa uno screening di tutti i titoli dell'SP500, e prima di tutto lo divide nei suoi settori settori.
    Dopo calcola quali sono i settori che hanno (sarebbe a dire: in cui la media delle azioni che vi appartengono hanno ) il piu alto ranking di alcuni parametri e quelli che hanno il piu basso.
    Dopo di che va long nei top rank scegliendo fra essi le azioni a maggiore capitalizzazione meno correlate e va short per un pari valore nei Bottom Rank sempre scegliendo le azioni piu capitalizzate e meno correlate.
    Aggiusta il peso da dare ad ogni azione a seconda della sua volatilità e dopo una verifica (banale) che le condizioni siano buone anche da un punto di vista tecnico, entra a mercato.
    In pratica l'obiettivo è quello di creare un portafoglio che dipenda in modo quasi esclusivo dalla bontà della scelta delle azioni, e non dall'andamento del mercato diventando quanto piu possibile market neutral per raggiungere l'obiettivo della salvaguardia del capitale e al tempo stesso del raggiungimento di un vantaggio sullo SPY che ho usato come benchmark.
    Ora..

    Qualcuno può aiutarmi nella scelta dei parametri da valutare per considerare un settore come 'buono' e un settore come meno buono?
    Sto ottenendo alcuni risultati considerando il 'price to book ratio' e il 'price to earnings', ed il ROE ma se avete qualche altro parametro significativo (fra le centinaia di possibili) mi aiutereste molto, possibilmente scegliendo fra i dati che mette a disposizione morningstar e considerando che il portafoglio viene ribilanciato mensilmente
    Come dire, mettere il carro davanti ai buoi Sarei partito da identificare i parametri per considerare un titolo buono o cattivo, piuttosto che dalla costruzione del portafoglio/strategia.

    I fattori storicamente performanti sono quelli più frequentemente menzionati in letteratura: value (titoli poco cari rispetto ai fondamentali fanno meglio di titoli cari), momentum (titoli che hanno performato meglio recentemente continuano a far meglio di titoli che hanno performato male), low volatility (titoli a bassa volatilità/beta fanno meglio di quelli ad alta volatilità/beta), profitability (titoli con alto ROA fanno meglio di titoli con basso ROA) e liquidity (titoli illiquidi fanno meglio di titoli liquidi).

    Ovviamente questo vale per il passato, di doman non c'è certezza, e soprattutto molti di questi studi ignorano il secondo punto su cui ti volevo far riflettere: commissioni e tasse. Non ho idea del tuo piano commissionale, nè del tuo broker e delle dimensioni del tuo capitale, ma alcune di queste strategie son difficili anche per gli istituzionali.

    Inoltre, hai esperienza nel tenere la gamba short (peraltro di quella portata, ovvero pari alla long) aperta indefinitivamente? Anche quelli sono ulteriori costi, margini da postare e che in genere si alzano proprio nel momento peggiore. Ad esempio la versione L/S di value, momentum e liquidity soffre di più proprio nei crolli di mercato e durante i cosìdetti "liquidity hole".

    Magari hai già pensato a tutto e sapevi tutto, nel qual caso mi scuso per le spiegazioni ridondanti, ma in genere si parte sempre da come selezionare i titoli e poi si passa alla, altrettanto difficile, esecuzione della strategia.

  3. #3

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    ciao thetruth34, grazie per i consigli.
    Non sono ridondanti, specialmente quelli sulla gestione della gamba short, che nel mio modello non presenta ancora costi di mantenimento commissioni a parte che invece nella realtà ci sono.

    Si comunque diciamo che ho usato un approccio che parte dal risultato che vorrei ottenere (un ptf con basso beta sul mercato) e ora sto cominciando a sbattere la testa, il 'come selezionare i titoli' pur essendo la parte piu importante è anche quella dove ho meno esperienza quindi lo considero un progetto a lungo termine (che è un altro modo per dire che ancora ci capisco poco di analisi fondamentale ) anche se per adesso i backtest condotti in un mondo ideale su uno storico di 14 anni(dove la gamba short non presenta alcun problema tranne le commissioni ) sono abbastanza incoraggianti

  4. #4
    L'avatar di giammy-95
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    Smile consigli

    Allora io ti consiglierei di prendere in considerazione il Price to book value, l'Earnings per Share e assolutamente il ROE, tutto poi logicamente dipende dall'orizzonte temporale, investire in titolo sottovalutati si è redditizio ma non è detto che dall'oggi al domani la quotazione arriva al vero valore!

  5. #5
    L'avatar di mario77
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    Ciao,
    vi scrivo come mi comporto io, ma non è detto che il mio metodo sia il migliore in assoluto:

    - seleziono i titoli con l'F-Score di Piotroski per un primo screening (prendo solo quelli con FScore = 9, il valore massimo);

    - ordino i titoli in base al loro PEG (Price/Earnings to Growth) scartando quelli con PEG > 2 e PEG < 0, allocando una quota maggiore del portafoglio per quelli con PEG compreso tra 0 e 1 e una quota minore per quelli con PEG tra 1 e 2;

    - per scegliere il momento migliore per prendere posizione e per uscire mi sono creato un indicatore tecnico parametrico (che si adatta alle condizioni del mercato);



    PS: Complimenti a thetruth34 per il CFA
    Ultima modifica di mario77; 22-12-15 alle 00:43

  6. #6

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    Citazione Originariamente Scritto da mario77 Visualizza Messaggio
    - seleziono i titoli con l'F-Score di Piotroski per un primo screening (prendo solo quelli con FScore = 9, il valore massimo);
    Se posso dare un consiglio l'F-Score non mostra quella monotonicità che si dovrebbe vedere nei sistemi quantitative (i.e. 9 performa meglio di 8, 8 performa meglio di 7, 7 performa meglio di 6.... e via così); quindi "pescare" titoli con F-Score 7-8-9 è in genere meglio che focalizzarsi esclusivamente su 9. (detto ciò, ovviamente 7-8-9 fanno molto meglio di 0-1-2...)

    Citazione Originariamente Scritto da mario77 Visualizza Messaggio
    PS: Complimenti a thetruth34 per il CFA
    Eh.... ancora lunga!! Mi dicono che il II livello sia il più difficile

  7. #7
    L'avatar di mario77
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    Citazione Originariamente Scritto da thetruth34 Visualizza Messaggio
    Se posso dare un consiglio l'F-Score non mostra quella monotonicità che si dovrebbe vedere nei sistemi quantitative (i.e. 9 performa meglio di 8, 8 performa meglio di 7, 7 performa meglio di 6.... e via così); quindi "pescare" titoli con F-Score 7-8-9 è in genere meglio che focalizzarsi esclusivamente su 9. (detto ciò, ovviamente 7-8-9 fanno molto meglio di 0-1-2...)

    Premessa dovuta: non ho backtestato personalmente l'operatività con il solo f-score

    This academic can help you make better investment decisions

    Eh.... ancora lunga!! Mi dicono che il II livello sia il più difficile
    Io avevo preparato il livello I per dicembre, poi ho preferito rimandare a giugno 2016

  8. #8

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    Citazione Originariamente Scritto da thetruth34 Visualizza Messaggio
    ovviamente 7-8-9 fanno molto meglio di 0-1-2...)
    purtroppo questo era quello che speravo prima di eseguire dei backtest.
    In uno storico dal 2002 la differenza di performance fra i titoli con un piotroski > 7 e quelli con un piotroski < 3 è una linea che non cresce neanche se la innaffi , nonostante alcuni papers dicano il contrario, almeno per quello che riguarda i titoli US

  9. #9

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    Citazione Originariamente Scritto da Valetudo Visualizza Messaggio
    purtroppo questo era quello che speravo prima di eseguire dei backtest.
    In uno storico dal 2002 la differenza di performance fra i titoli con un piotroski > 7 e quelli con un piotroski < 3 è una linea che non cresce neanche se la innaffi , nonostante alcuni papers dicano il contrario, almeno per quello che riguarda i titoli US
    Fonte? Se posso.

  10. #10

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    ho programmato il piotroski score utilizzando i dati fondamentali di morningstar sul nasdaq e altri mercati US scartando le azioni con prezzo < 1 e quelle che negli anni sono state delistate facendo un backtest dal 2002.
    Volendo fare un portafoglio long/short Market Neutral paribilanciato con 200 titoli long e 200 titoli short ribilanciato mensilmente(che è l'esigenza di tanti fondi hedge) su un portafoglio di 1 Milione di dollari utlizzando solo il punteggio del sistema piotroski la equity risultante è intradabile, al punto che è caduto nel dimenticatoio, se lo recupero posto un pdf.

    Il problema di questo approccio è che il criterio di stock piking non si adatta alle condizioni di mercato (e questa è la cosa piu importante) ovvero da per scontato che il mercato voglia sempre titoli con buoni fondamentali, ma non è sempre cosi, e soprattutto i cicli di vita un un criterio di selezione hanno una durata limitata nel tempo. purtroppo.

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