S&P 500 sopravvalutato ? - Pagina 5
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  1. #41
    L'avatar di zakzakit
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    Sullo Spoore:

    P/E trailing = 15,80
    P/E 10 = 19,84
    P/BV = 2,09
    Div. yield = 2.04
    Q ratio = 0,94


    Saluti.

    PS. Su Stoxx 600 nessuno sa nulla...
    Stoxx 600 al 31/8/2010:

    P/E trailing = 14,79
    P/BV = 1,55
    Div. yield = 2,93
    P/Sales = 0,86

    http://www.stoxx.com/download/indice...ts/sxxp_fs.pdf

  2. #42
    L'avatar di Elef
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    Citazione Originariamente Scritto da zakzakit Visualizza Messaggio
    Stoxx 600 al 31/8/2010:

    P/E trailing = 14,79
    P/BV = 1,55
    Div. yield = 2,93
    P/Sales = 0,86

    http://www.stoxx.com/download/indice...ts/sxxp_fs.pdf
    Grazie.

    A questo punto mancherebbe una serie storica degli utili, tipo quella di Shiller per lo S&P500:

    http://www.econ.yale.edu/~shiller/

    Ma questa sicuramente non esiste per lo Stoxx 600.

  3. #43
    L'avatar di max-f1
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    Per lo s-p-500 abbiamo sui dati di Shiller a giugno:

    media utile decennale : 55 dollari
    Con p/e storico di 14,5 il valore dovrebbe essere: 800

    Su dati correnti :

    utile previsto 2011: 82 dollari
    con p/e 14,5 :1190

    Io personalmente non comprerei sopra 900.

    Per l'indice stoxx600 non ci sono dati, ma si potrebbe tentare lo stesso per vie traverse. Shiller usa anche il dividend yield corrente , con media storica al 4,7%, in quanto il dividend ha una varianza inferiore all'utile, e quindi non necessita di una media . Quindi, calcolando al 31/08/2010 :
    prezzo chiusura: 250
    dividend yield: 2.93
    Dividendo : 7.325
    utile corrente : 16.9
    Con dividend al 4,7 abbiamo prezzo : 155
    Però , se noi rifacciamo i calcoli dell' s-p-500 con il suo dividend attuale che è circa 22 dollari, abbiamo un valore di 470. Ma questo valore è quasi la metà del valore sempre di schiller con il metodo degli utili.Il pay out ratio americano attuale è però molto basso .Per arrivare ad 800 , con utile decennale di 55 e considerando un pay out ratio più normale , pari al 45% dell'utile, avremmo un dividend yield di 3,2 .

    Applicando sullo stoxx600 avremmo :
    Dividendo : 7,325
    Utile decennale stimato : 7.325=(x/100)*45 => x=(100*7.325)/45= 16,2
    Dividend yield: 3,2
    Valore : (7.325*100)/3,2 = 228
    Valore su utile decennale stimato con p/e 14,5 : 234
    Personalmente starei più basso: vicino a 200 ( p/e 12.5)

  4. #44
    L'avatar di Elef
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    Citazione Originariamente Scritto da max-f1 Visualizza Messaggio
    Per lo s-p-500 abbiamo sui dati di Shiller a giugno:

    media utile decennale : 55 dollari
    Con p/e storico di 14,5 il valore dovrebbe essere: 800

    Su dati correnti :

    utile previsto 2011: 82 dollari
    con p/e 14,5 :1190

    Io personalmente non comprerei sopra 900.
    Ottimo.
    Solo una domanda sull’utile previsto: prendi gli as reported earnings dal sito standardandpoors.com ?

    Citazione Originariamente Scritto da max-f1 Visualizza Messaggio

    Per l'indice stoxx600 non ci sono dati, ma si potrebbe tentare lo stesso per vie traverse. Shiller usa anche il dividend yield corrente , con media storica al 4,7%, in quanto il dividend ha una varianza inferiore all'utile, e quindi non necessita di una media . Quindi, calcolando al 31/08/2010 :
    prezzo chiusura: 250
    dividend yield: 2.93
    Dividendo : 7.325
    utile corrente : 16.9
    Con dividend al 4,7 abbiamo prezzo : 155

    Ti chiederei anche qui qual è la fonte (Shiller?) perché non pare che la varianza del dividend yield sullo S&P500 sia sempre stata molto bassa: dagli anni 80 al 2000 il dividend yield è sceso dal 6% al 1%.
    http://www.valuewalk.com/stock-marke...mber-1st-2010/

    Citazione Originariamente Scritto da max-f1 Visualizza Messaggio

    Però , se noi rifacciamo i calcoli dell' s-p-500 con il suo dividend attuale che è circa 22 dollari, abbiamo un valore di 470. Ma questo valore è quasi la metà del valore sempre di schiller con il metodo degli utili.Il pay out ratio americano attuale è però molto basso .Per arrivare ad 800 , con utile decennale di 55 e considerando un pay out ratio più normale , pari al 45% dell'utile, avremmo un dividend yield di 3,2 .

    Applicando sullo stoxx600 avremmo :
    Dividendo : 7,325
    Utile decennale stimato : 7.325=(x/100)*45 => x=(100*7.325)/45= 16,2
    Dividend yield: 3,2
    Valore : (7.325*100)/3,2 = 228
    Valore su utile decennale stimato con p/e 14,5 : 234
    Personalmente starei più basso: vicino a 200 ( p/e 12.5)
    Varianza del dividend yield e del pay out ratio permettendo (e ammesso che sia lecito trasporre gli stessi parametri sullo Stoxx 600), è sicuramente un’ottima via alternativa per valutare lo Stoxx 600.

    Grazie

  5. #45
    L'avatar di max-f1
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    @ Elef :

    Gli utili previsti li ho presi da : http://www.zerohedge.com/
    Però , considerando la bassa ripresa dubito si possa arrivare a 82.

    Per quanto riguarda i dati sullo stoxx600, quelli correnti sono direttamente dal sito stoxx , per i dividendi, attento a non confondere il dividendo con il dividend yield. Il dividendo è molto stabile nel tempo , al contrario dell'utile, e la varianza del dividend yield è dovuta al fatto che viene calcolato sul prezzo, che ovviamente come vediamo varia molto nel tempo:
    Dividendo= D
    Dividend yield = (D*100)/Prezzo

    Sulla bontà del metodo, diciamo che è un tentativo, da prendere quindi con le pinze.

  6. #46
    L'avatar di Elef
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    Citazione Originariamente Scritto da max-f1 Visualizza Messaggio
    @ Elef :

    Gli utili previsti li ho presi da : http://www.zerohedge.com/
    Però , considerando la bassa ripresa dubito si possa arrivare a 82.

    Per quanto riguarda i dati sullo stoxx600, quelli correnti sono direttamente dal sito stoxx , per i dividendi, attento a non confondere il dividendo con il dividend yield. Il dividendo è molto stabile nel tempo , al contrario dell'utile, e la varianza del dividend yield è dovuta al fatto che viene calcolato sul prezzo, che ovviamente come vediamo varia molto nel tempo:
    Dividendo= D
    Dividend yield = (D*100)/Prezzo

    Sulla bontà del metodo, diciamo che è un tentativo, da prendere quindi con le pinze.
    OK, grazie delle precisazioni.

    Sul sito standardandpoors.com (necessita iscrizione gratuita) vengono riportati gli utili con aggiornamento mensile (o infra): gli as reported stimati per il 2011 sono addirittura ad 85 ==> ciò porterebbe un prezzo per lo S&P 500 a 1230 (sui massimi di aprile 2010).

    Ma se non riparte l'occupazione ci credo poco che arriveremo a tale ripresa: qualche leading indicators (ECRI WLI, Consumer Metrics Institute's Daily Growth Index...) è da tempo in profondo sud, anche se con recenti timidi segnali di risalita:

    http://dshort.com/

  7. #47

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    sopravvalutato??

    In generale il mercato americano sembra ancora essere piuttosto sopravvalutato, almeno da quanto emerge dall'analisi di indicatori come il p / (e medio 10 anni) elaborato da Shilling o il Q ratio di Tobin. Il primo infatti e' pari a 20,5 contro un valore medio di circa 15 ed il secondo e' pari a 1 contro un valore medio di circa 0,70 . L'analisi di questi 2 indici, che sono i migliori indicatori sintetici del multiplo a cui tratta il mercato americano, e' in aperta contraddizione con quanto riportato da buona parte della stampa specializzata. Infatti molti commentatori autorevoli sostengono che i prezzi oggi non siano cari. L'ultimo esempio che mi e' capitato sotto gli occhi e' il commento settimanale di Fugnoli di ieri. Nella sua rubrica il "Rosso e il Nero" fugnoli scrive :"Le borse hanno fatto molto negli ultimi due mesi ma non sono certo care e, in mancanza di ostacoli, saliranno ancora." Altri sostengono che il mercato tratta invece a multipli così alti a causa eslusivamente della altissima liquidita' in circolazione, e fino a quando le banche centrali finanzieranno tutti a costo zero l'attuale multiplo è sostenibile; altri ancora profetizzano invece pericoli di crolli improvvisi (Shilling, Hussman). in mezzo a tutto questo bailame un domanda sorge spontanea ...ma nemmeno sulla situazione generale si possono avere le idee chiare?? Mia personale opinione è che il mercato sia troppo caro, ma vista l'azione della banche centrali in essere, l'attuale multiplo di mercato possa essere sostenibile per un pò(6, 8 o 12 mesi), almeno finchè i tassi sono a zero e la zecca di stato è in movimento. Non mi azzarderei però ad investire in azioni e commodity più del 10 % del portafoglio ...basta poco... e tutto crolla giù un'altra volta ci sono troppi rischi in circolazione, debiti sovrani in Europa, Cina, Immobiliare Usa e Cinese, disoccupazione, zecca di stato... possibile che il mercato non voglia prezzare questi rischi? saluti a tutti

  8. #48
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    Ormai siamo dentro i dati Q3 e i ratio devono contenere quelli; le trimestrali stanno uscendo e sono sicuro che gli earnings in media cresceranno rispetto all'anno scorso.

    Detto questo l'economia USA è tutt'altro che sana, solo che il QE2 della FED cambia in parte le carte in gioco perchè aumenta a dismisura la liquidità a fa volare le commodities. Tutte le commodities stanno volando e c'è gran parte dell'indice che ruota intorno ad esse direttamente o indirettamente. Un esempio sono i macchinari "estrattivi", CAT, BUCY, JOYG, settore in fiamme negli ultimi tempi.

    Inoltre non bisogna dimentare che gran parte del rialzo dell'S&P 500 è dovuto alla svalutazione del dollaro. Concordo con te che sul breve l'indice appare tirato e una correzione ci sta, ma una sopravvalutazione in senso generale non credo che ci sia.

  9. #49
    L'avatar di max-f1
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    Ovviamente l'sp500 non è sopravvalutato ai livelli del 2000, ma non è nemmeno a sconto. Se consideriamo gli utili annuali, è valutato correttamente, ma questi sono molto variabili, e non sono una buona base di analisi. Dobbiamo perlomeno fare una media di alcuni anni, e l'ideale è comprendere un periodo di tempo che abbia visto sia una crescita che una recessione. La media a 10 anni è un ottimo compromesso. Su questo livello di utili, l'sp500 è storicamente sopravvalutato. I calcoli li ho riportati nei post precedenti. La domanda è ora : perchè i mercati americani sono oramai dal 1995 così sopravvalutati ? Una possibile risposta può venire dal livello estremamente basso del tasso di interesse, tasso basso non per cause naturali come può essere un eccesso di risparmio, ma basso perchè manipolato dalla Fed. Non starò quì a scrivere km , ma semplicemente se per esempio nella formula di valutazione del DDM noi scontiamo ad un K-G del 4% abbiamo l'sp-500 a 750 , per la valutazione attuale lo sconto è del 2,5%. Come tasso và bene ? Considerando l'inflazione e il tasso di crescita dell'economia direi proprio di nò. Quindi possiamo dire che l'sp-500 non è sottovalutato, non è correttamente valutato, non è estremamente sopravvalutato, è valutato abbastanza caro. Come ho detto in precedenza io non lo comprerei mai attualmente sopra 900.

  10. #50

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    Ciao,
    dopo aver letto il libro di shiller sull'eufuria irrazionale e quello di siegel sui rendimenti azionari nel lungo periodo, ho adottato una "politica di portafoglio a lungo termine che si basa appunto sul famoso rapporto P/E di shiller.
    Ho diviso il portafoglio in:

    -azioni (USA)
    -obbligazioni e titoli di stato
    -liquidità

    In pratica il bilanciamento di questi componenti è dato esclusivamente dal numero del P/E. La percentuale di azioni in portafoglio varierà dallo 0% in momenti di estrema sopravvalutazione al 100% in periodi di forte sconto.
    Mi son fatto un semplicissimo grafico tracciando una linea fra P/E minimo accettabile ed il P/E max accettabile (scelte del tutto arbitrarie), da 5 a 35. Considero che nei prossimi decenni il P/E con molta probabilità rimarrà in questo range. Potrei sbagliarmi, ma storicamente la situazione più o meno è questa.
    Ad esempio, in questo momento il P/E shiller è circa 21, il mio portafoglio è costituito circa così:

    -azioni 47%
    -obbligazioni 37%
    -liquidità 16%

    se, ad esempio il P/E aumenterà fino a 30 in quel momento il portafoglio sarà così:

    -azioni 17%
    -obbligazioni 58%
    -liquidità 25%

    Con P/E di 15 la situazione sarebbe questa:

    -azioni 67%
    -obbligazioni 23%
    -liquidità 10%

    Se il P/E dovesse scendere fino a 5, il portafoglio sarebbe questo:

    -azioni 100%
    -obbligazioni 0%
    -liquidità 0%

    Viceversa se il P/E dovesse salire fino a 35 le percentuali sarebbero queste:

    -azioni 0%
    -obbligazioni 70 %
    -liquidità 30%

    In pratica il senso di tutto ciò è questo: con l'avvicinarsi di una bolla o comunque di una sopravvalutazione, vendo le azioni rischiando di meno.
    In caso di forte sottovalutazione invece conviene comprare, tanto il rischio è basso.
    L'orizzonte temporale è... per sempre.

    Rimane solo un dubbio su QUANDO ribilanciare il portafoglio. Ho pensato ad un ribilanciamento ogni sei mesi, o comunque quando il P/E abbia delle variazioni di +/- 5.

    Voi che ne dite di questo sistema?

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