IPO Siti B&T - Pagina 45
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  1. #441
    L'avatar di Rotolo
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    Interessante, grazie.

  2. #442

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    Grazie per la condivisione del video, interessante.
    Comunque in risposta a un commento ha detto che si parla di anni prima di rivederla a certi prezzi, sperando che per certi prezzi si intendano quelli di quotazione.

  3. #443
    L'avatar di Rotolo
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    Questo è il parere tecnico sui fondamentali. Ma vista la liquidità del titolo basta un onda speculativa per portarlo su...

  4. #444

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    Citazione Originariamente Scritto da Rotolo Visualizza Messaggio
    Questo è il parere tecnico sui fondamentali. Ma vista la liquidità del titolo basta un onda speculativa per portarlo su...
    Speriamo Rotolo, mi auguro non un onda ma uno tzunami ahah

  5. #445

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    ,,,io come Siti-incastrato pluriennale, inizio ad odiarla, non si smentisce mai, una bella chiusura a meno 8,5 %, con 800 pezzi, un controvalore di 1200 euro, per un gruppo che aspirerebbe ad avere una caratura internazionale, con un management completamente assente e un socio forte totalmente impalpabile,,,che cosa ridicola,,,vorrei sapere dove sono finite le bollicine del brindisi per il collocamento ad 8 euro,,,penosi,,,

  6. #446

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    Titolo :Siti B&T
    Sottotitolo :

  7. #447
    L'avatar di lechuzo2008
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    sempre dentro con pmc a 2,19 ora
    non accenna ad alzare la testa nemmeno per scherzo
    la vera domanda è , ci aspettano altri minimi??
    Forse si .......anche se i volumi iniziano a parlare e a dire alcune cosette
    vedremo , bisogna avere fiducia e pazienza, tanta pazienza

  8. #448

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    ,,,cari Siti-incastrati, visto che l'unica cosa a non crollare qui è la nostra fiducia, prendiamoci questo brodino con un settimanale verde in chiusura, anche se con controvalori ridicoli,,,e vai, verso l'infinito ed oltre,,,buon week,,,

  9. #449

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    Citazione Originariamente Scritto da xelajay Visualizza Messaggio
    ,,,cari Siti-incastrati, visto che l'unica cosa a non crollare qui è la nostra fiducia, prendiamoci questo brodino con un settimanale verde in chiusura, anche se con controvalori ridicoli,,,e vai, verso l'infinito ed oltre,,,buon week,,,
    ,,,,il sole 24 h,,, 9 maggio 2020,,, ho notato dopo che non si leggono i numeri,,, sorry,,,


    È forse esagerato affermare
    che il contract – ovvero
    il mercato delle grandi
    forniture internazionali e
    dei progetti chiavi in mano
    – salverà l’industria
    italiana della ceramica dall’impatto
    del Covid-.
    Ma è innegabile che, per un settore
    da sempre legato a doppio filo a quello
    dell’edilizia e dell’architettura, la domanda
    di piastrelle destinate ai grandi
    cantieri in tutto il mondo rappresenta
    un’ancora di salvezza in una fase
    in cui la rete distributiva è rimasta
    chiusa in quasi tutti in Paesi e in molti,
    compreso il nostro, lo è ancora.
    Secondo le stime di PwC, il consumo
    di piastrelle in ceramica nel segmento
    del contract ha un valore di circa
     miliardi di metri quadrati (su un
    consumo complessivo di  miliardi)
    e incide tra il  e il % sul fatturato
    delle imprese produttrici.
    Non basterà certo a compensare le
    perdite che le imprese italiane hanno
    subito in seguito all’esplosione della
    pandemia, stimate finora in oltre
    mezzo miliardo di euro, su un fatturato
    complessivo di , miliardi nel
    . Ma è sicuramente un punto di
    ripartenza, come conferma il presidente
    di Confindustria Ceramica,
    Giovanni Savorani: «Il mercato dei
    grandi progetti è destinato a diventare
    sempre più rilevante – osserva –
    perché i prodotti made in Italy hanno
    caratteristiche tecniche e un contenuto
    di innovazione che li rendono adatti
    a rivestire qualsiasi tipo di superficie,
    dalle facciate di un edificio al ripiano
    di un mobile, garantendo igienizzazione
    e pulizia anche frequenti
    senza rischio di rovinare il materiale».
    Un aspetto particolarmente sentito,
    in questo momento, dal mercato.
    «Ci aspettiamo un aumento della domanda
    destinata soprattutto a scuole,
    ospizi, stazioni e aeroporti – dice ancora
    Savorani –. Noi siamo pronti con
    prodotti adeguati, soprattutto con i
    grandi formati, che hanno una parte
    di fughe e giunzioni insignificante rispetto
    alla superficie ceramica, che
    garantisce il massimo della pulizia».
    Prestazioni che si aggiungono alle
    caratteristiche di sostenibilità, resistenza,
    flessibilità e buon rapporto
    qualità prezzo che già rendevano la
    ceramica particolarmente appetibile
    per architetti e costruttori.
    «L’emergenza in corso ha sicuramente
    frenato il mercato a livello globale
    – osserva Caterina Moliterno, director
    Pwc Strategy e curatrice di
    un’indagine sul mercato delle piastrelle
    per il segmento contract – perché
    molti cantieri si sono fermati o
    hanno registrato significativi rallentamenti.
    Tuttavia le previsioni sono di
    una progressiva ripresa e crescita,
    spinta anche dalla necessità di ripensare
    gli spazi sul medio-lungo periodo,
    per adattarli alla cosiddetta nuova
    normalità, che richiede una maggiore
    attenzione su temi come l’igiene e il
    distanziamento sociale».
    In quest’ottica i prodotti italiani sono
    molto competitivi, aggiunge Moliterno,
    «perché da sempre le aziende
    investono molto sull’innovazione
    dell’offerta e hanno realizzato ad
    esempio piastrelle autopulenti o che
    addirittura purificano l’aria circostante
    ». Un fattore non da poco, soprattutto
    su mercati ad alto potenziale,
    come il Regno Unito o gli Stati Uniti,
    dove le piastrelle italiane scontano
    la concorrenza di rivestimenti tradizionali
    come la moquette o di prodotti
    a basso costo.
    Le stime al , elaborate da PwC
    tenendo conto dell’impatto di Covid-
    , parlano di un aumento, sul , di
    quasi il % del mercato delle piastrelle
    in ceramica per il contract nel Regno
    Unito, dove il consumo attualmente è
    di appena  milioni di mq. Molto più
    significativo il peso degli Stati Uniti,
    con  milioni di mq nel  e 
    milioni nel  (+%). Anche in Italia
    si attende una buona crescita, con
    consumi in aumento dell’,%, a quota
     milioni di mq di piastrelle destinate
    al contract nel . Ma è l’area
    Asia-Pacifico il vero Eldorado per le
    aziende, con un mercato atteso in crescita
    del %, da , a , miliardi di mq.
    Il problema, in questa parte del mondo,
    è la concorrenza dei produttori locali
    a basso costo Cina e India su tutti.
    «Le aziende italiane si difendono
    sul segmento alto del mercato, puntando
    su qualità, sostenibilità e design
    – osserva Roberto Sollevanti, di
    PwC –. Proprio il contract è il veicolo
    che consente di sfruttare al meglio
    queste caratteristiche per competere
    sui mercati». Ma per riuscirci, i produttori
    italiani devono imparare a investire,
    oltre che su prodotto, servizi
    e certificazioni, anche sull’organizzazione
    della filiera distributiva: oggi la
    rete è basata ancora su un modello
    tradizionale, che delega sostanzialmente
    ai rivenditori la gestione dei
    rapporti con progettisti e general contractor.
    «Sempre più, invece, le aziende
    dovranno virare su una struttura
    organizzativa che consenta di approcciare
    in modo specifico e diretto
    questo mercato», suggerisce Sollevanti.
    Proprio a questa esigenza risponde
    il nuovo progetto espositivo
    proposto da Cersaie, la fiera del settore
    organizzata da Confindustria Ceramica,
    che giovedì ha confermato l’edizione
    , spostando però a novembre
    (dal  al ) le nuove date. L’esperienza
    positiva della sezione
    Archincont(r)act lanciata nel ,
    quest’anno si trasforma in un vero e
    proprio padiglione, Contract Hall, destinato
    a far incontrare le aziende della
    ceramica con il mondo del progetto.
    © RIPRODUZIONE RISERVATA
    Ultima modifica di xelajay; 10-05-20 alle 12:59

  10. #450

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    13426613
    ,,, buongiorno, anche questa settimana un nulla di fatto, a parte quache timido acquisto con poche migliaia di pezzi e i soliti scambi concordati nella seduta di ieri per 20k,,,a questo proposito qualcuno ha idea del senso di questi scambi?????,,, un buonissimo week end a tutti i siti incastrati,,,
    Citazione Originariamente Scritto da xelajay Visualizza Messaggio
    ,,,,il sole 24 h,,, 9 maggio 2020,,, ho notato dopo che non si leggono i numeri,,, sorry,,,


    È forse esagerato affermare
    che il contract – ovvero
    il mercato delle grandi
    forniture internazionali e
    dei progetti chiavi in mano
    – salverà l’industria
    italiana della ceramica dall’impatto
    del Covid-.
    Ma è innegabile che, per un settore
    da sempre legato a doppio filo a quello
    dell’edilizia e dell’architettura, la domanda
    di piastrelle destinate ai grandi
    cantieri in tutto il mondo rappresenta
    un’ancora di salvezza in una fase
    in cui la rete distributiva è rimasta
    chiusa in quasi tutti in Paesi e in molti,
    compreso il nostro, lo è ancora.
    Secondo le stime di PwC, il consumo
    di piastrelle in ceramica nel segmento
    del contract ha un valore di circa
     miliardi di metri quadrati (su un
    consumo complessivo di  miliardi)
    e incide tra il  e il % sul fatturato
    delle imprese produttrici.
    Non basterà certo a compensare le
    perdite che le imprese italiane hanno
    subito in seguito all’esplosione della
    pandemia, stimate finora in oltre
    mezzo miliardo di euro, su un fatturato
    complessivo di , miliardi nel
    . Ma è sicuramente un punto di
    ripartenza, come conferma il presidente
    di Confindustria Ceramica,
    Giovanni Savorani: «Il mercato dei
    grandi progetti è destinato a diventare
    sempre più rilevante – osserva –
    perché i prodotti made in Italy hanno
    caratteristiche tecniche e un contenuto
    di innovazione che li rendono adatti
    a rivestire qualsiasi tipo di superficie,
    dalle facciate di un edificio al ripiano
    di un mobile, garantendo igienizzazione
    e pulizia anche frequenti
    senza rischio di rovinare il materiale».
    Un aspetto particolarmente sentito,
    in questo momento, dal mercato.
    «Ci aspettiamo un aumento della domanda
    destinata soprattutto a scuole,
    ospizi, stazioni e aeroporti – dice ancora
    Savorani –. Noi siamo pronti con
    prodotti adeguati, soprattutto con i
    grandi formati, che hanno una parte
    di fughe e giunzioni insignificante rispetto
    alla superficie ceramica, che
    garantisce il massimo della pulizia».
    Prestazioni che si aggiungono alle
    caratteristiche di sostenibilità, resistenza,
    flessibilità e buon rapporto
    qualità prezzo che già rendevano la
    ceramica particolarmente appetibile
    per architetti e costruttori.
    «L’emergenza in corso ha sicuramente
    frenato il mercato a livello globale
    – osserva Caterina Moliterno, director
    Pwc Strategy e curatrice di
    un’indagine sul mercato delle piastrelle
    per il segmento contract – perché
    molti cantieri si sono fermati o
    hanno registrato significativi rallentamenti.
    Tuttavia le previsioni sono di
    una progressiva ripresa e crescita,
    spinta anche dalla necessità di ripensare
    gli spazi sul medio-lungo periodo,
    per adattarli alla cosiddetta nuova
    normalità, che richiede una maggiore
    attenzione su temi come l’igiene e il
    distanziamento sociale».
    In quest’ottica i prodotti italiani sono
    molto competitivi, aggiunge Moliterno,
    «perché da sempre le aziende
    investono molto sull’innovazione
    dell’offerta e hanno realizzato ad
    esempio piastrelle autopulenti o che
    addirittura purificano l’aria circostante
    ». Un fattore non da poco, soprattutto
    su mercati ad alto potenziale,
    come il Regno Unito o gli Stati Uniti,
    dove le piastrelle italiane scontano
    la concorrenza di rivestimenti tradizionali
    come la moquette o di prodotti
    a basso costo.
    Le stime al , elaborate da PwC
    tenendo conto dell’impatto di Covid-
    , parlano di un aumento, sul , di
    quasi il % del mercato delle piastrelle
    in ceramica per il contract nel Regno
    Unito, dove il consumo attualmente è
    di appena  milioni di mq. Molto più
    significativo il peso degli Stati Uniti,
    con  milioni di mq nel  e 
    milioni nel  (+%). Anche in Italia
    si attende una buona crescita, con
    consumi in aumento dell’,%, a quota
     milioni di mq di piastrelle destinate
    al contract nel . Ma è l’area
    Asia-Pacifico il vero Eldorado per le
    aziende, con un mercato atteso in crescita
    del %, da , a , miliardi di mq.
    Il problema, in questa parte del mondo,
    è la concorrenza dei produttori locali
    a basso costo Cina e India su tutti.
    «Le aziende italiane si difendono
    sul segmento alto del mercato, puntando
    su qualità, sostenibilità e design
    – osserva Roberto Sollevanti, di
    PwC –. Proprio il contract è il veicolo
    che consente di sfruttare al meglio
    queste caratteristiche per competere
    sui mercati». Ma per riuscirci, i produttori
    italiani devono imparare a investire,
    oltre che su prodotto, servizi
    e certificazioni, anche sull’organizzazione
    della filiera distributiva: oggi la
    rete è basata ancora su un modello
    tradizionale, che delega sostanzialmente
    ai rivenditori la gestione dei
    rapporti con progettisti e general contractor.
    «Sempre più, invece, le aziende
    dovranno virare su una struttura
    organizzativa che consenta di approcciare
    in modo specifico e diretto
    questo mercato», suggerisce Sollevanti.
    Proprio a questa esigenza risponde
    il nuovo progetto espositivo
    proposto da Cersaie, la fiera del settore
    organizzata da Confindustria Ceramica,
    che giovedì ha confermato l’edizione
    , spostando però a novembre
    (dal  al ) le nuove date. L’esperienza
    positiva della sezione
    Archincont(r)act lanciata nel ,
    quest’anno si trasforma in un vero e
    proprio padiglione, Contract Hall, destinato
    a far incontrare le aziende della
    ceramica con il mondo del progetto.
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