Tipi di grafico e scale di misurazione

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2.1 Tipi di grafici

2.2 Tipi di Scale : aritmetiche e logaritmiche

2.1 Tipi di Grafici

Gli analisti tecnici raffigurano l’andamento del titolo oggetto di studio con diverse metodologie a seconda delle analisi che intendono svolgere. Non esiste infatti una tipologia di rappresentazione che a livello assoluto sia migliore rispetto alle altre; per questo motivo spesso è necessario implementare diverse tipologie di rappresentazione e diverse scale temporali a seconda della metodologia di analisi utilizzata.

Oltre a quello più intuitivo, il grafico lineare, le analisi possono essere elaborate su grafici a barre (Bar Chart), Candelstick e Point&Figure.

2.1.1 Grafico Lineare

In questo tipo di grafico si tiene conto esclusivamente del valore di chiusura della seduta. La linea che si ottiene fornisce una rappresentazione molto intuitiva dell’andamento del titolo in oggetto, ma ovviamente pecca dal punto di vista qualitativo e quantitativo delle informazioni che se ne possono ricavare. Viene utilizzato spesso con riferimenti temporali lunghi dove altre indicazioni (prezzi di apertura, di chiusura etc..) andrebbero a occupare spazio sul grafico a discapito della chiarezza interpretativa.

2.1.2 Grafico a Barre

Questa rappresentazione grafica permette di raffigurare ogni singola unità temporale di riferimento di rilevazione (giorno, settimana, mese, anno) attraverso una barra verticale. La singola barra offre una rapida visione dell’andamento giornaliero del titolo fornendo il livello più alto (High) raggiunto nella seduta, quello più basso (Low), il valore di apertura (Open) che coincide con la lineetta a sinistra della barra verticale, ed il valore di chiusura (Close), lineetta a destra della barra verticale. La distanza tra i ue segni orizzontali rappresenta l’escursione (range) tra il prezzo di apertura e di chiusura della sessione in esame.

2.1.3 Grafico Candlestick

A livello di semplice rappresentazione grafica, i singoli rettangoli (candele) rappresentano la relazione esistente tra livello di apertura, massimo, minimo e chiusura del mercato in esame.
Il solo rettangolo (corpo o body della candela) rappresenta la distanza fra apertura e chiusura, mentre le linee che si dipartono al di sopra e al di sotto del rettangolo, indicano il massimo e il minimo realizzati (ombre della candela o shadow).
Se il livello di apertura è maggiore del livello di chiusura, il corpo della candela è colorato di nero.

viceversa, se il livello di apertura è minore del livello di chiusura il body della candela sarà bianco.

Questo metodo di rappresentazione utilizzata da secoli dai giapponesi fornisce delle particolari indicazioni operative in base alle figure che si vengono a formare e che verranno spiegate in un apposito capitolo del corso.

2.1.4 Point&Figure

I grafici Point & Figure sono costruiti utilizzando combinazioni di X e di O chiamati box. Questo comporta che vengano segnate una serie di “X” (se il mercato sale) o una serie di “0” (se il mercato scende) su colonne verticali. Per disegnare questo tipo di grafico bisogna preventivamente definire il valore (in genere in termini percentuale) da assegnare a ciascun box.
Nessuna nuova colonna viene costruita se i prezzi non hanno una variazione superiore a quella prestabilita.
Quando si verificano le condizioni per un reversal, si comincia immediatamente a disegnare una nuova colonna verticale, alla destra dell’ultima colonna formatasi, ma con direzione opposta.
Questo tipo di grafico è molto utile per individuare figure di trend e di inversione come i doppi – minimi, segnali di formazioni bullish e bearish etc.. ; bisogna essere comunque sempre molto attenti nella interpretazione che si attribuisce al grafico ricordando infatti che non viene considerato il fattore tempo.

2.2 Tipi di scale

Esistono due differenti tipi di scale di misurazione che vengono utilizzate per rappresentare i grafici dei titoli, quelle aritmetiche e quelle logaritmiche.
Nella maggior parte dei casi i grafici che si trovano sui testi o nei principali siti finanziari utilizzano scale di misurazione aritmetiche, ovvero scale per le quali a variazioni uguali di prezzo corrisponde un medesimo movimento sull’asse y, indipendentemente dalla percentuale di variazione del prezzo.

Esempio: si noti come nel grafico che segue il calo da 40 a 30 euro (-25%) ha la stessa estensione verticale del calo titolo che da 15 passa a 5 euro (-66.6%).

Nelle scale logaritmiche a variazione percentuale del prezzo, corrisponde uguale variazioni di distanza sull’ asse y.
Si noti come lo stesso grafico visualizzato secondo una scala logaritmica appaia completamente differente:
Di seguito il grafico storico del titolo Tiscali con le rappresentazioni su scala aritmetica (a sinistra in Nero) e su scala logaritmica (a destra in Blu) :

 

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