Gas, le tensioni ad Hormuz spingono i prezzi alle stelle: il TTF aggiorna i massimi da marzo
Seduta all’insegna dei forti rialzi per il gas naturale in Europa. Nelle prime ore della mattinata, le quotazioni all’ingrosso hanno registrato uno strappo fino a quasi il +3,5%, raggiungendo i livelli più alti dalla fine di marzo. A innescare la corsa ai contratti è stata la nuova escalation militare in Medio Oriente, che torna a minacciare da vicino le rotte strategiche del Gas Naturale Liquefatto (GNL). Sul mercato di riferimento di Amsterdam, il contratto benchmark TTF ha poi ridimensionato leggermente il guadagno iniziale pur rimanendo in solido territorio positivo, scambiando intorno ai 58,88 euro/MWh (+2,6%).
A scuotere i listini è stata la notizia dell’attacco subito da una petroliera commerciale nello Stretto di Hormuz, sfociato in un incendio a bordo. L’episodio ha fatto immediatamente scattare l’allarme tra gli operatori: attraverso questo braccio di mare transita infatti circa un quinto dei volumi globali di GNL. Secondo gli analisti, il profilo di rischio nell’area è cambiato radicalmente nel giro di poche ore, spingendo le compagnie assicurative ad applicare elevati premi per il rischio di guerra che sono stati immediatamente incorporati dai prezzi della materia prima. L’impatto delle tensioni geopolitiche appare invece più contenuto sul comparto petrolifero, dove prevale un atteggiamento cauto: il Brent sale moderatamente dello 0,3% a 88,3 dollari al barile, mentre il WTI registra un lieve calo dello 0,2%, attestandosi a 81,6 dollari.