Rubriche e analisi Dividend yield, la classifica del Ftse Mib: chi rende di più e chi meno (14/07/26)

Dividend yield, la classifica del Ftse Mib: chi rende di più e chi meno (14/07/26)

16 Luglio 2026 10:55

Includere nel proprio portafoglio azioni ad alto rendimento da dividendo permette di ottenere entrate periodiche costanti e, contemporaneamente, di attenuare gli effetti della volatilità dei mercati. Le aziende caratterizzate da un elevato tasso di distribuzione assicurano flussi di cassa regolari, migliorando la prevedibilità delle entrate e semplificando la pianificazione finanziaria personale. Ecco un’analisi dei titoli del Ftse Mib dal punto di vista dei dividend yield correnti e futuri (stimati sulla base delle proiezioni), oltre al calendario delle prossime date di stacco a Piazza Affari.

Perché le società distribuiscono dividendi

L’erogazione delle cedole rappresenta la via più immediata con cui una società remunera i propri soci, spartendo una quota del valore creato. Una strategia di distribuzione costante o progressiva segnala una forte stabilità patrimoniale, fattore che consolida la fiducia e l’immagine del brand sul mercato.

Oltre a ciò, un rendimento competitivo attira sia grandi istituzionali sia piccoli risparmiatori con un orizzonte temporale di lungo periodo. Per l’azienda stessa, ripartire i profitti costituisce un modo efficace per gestire la liquidità eccedente, dopo aver finanziato la gestione corrente, gli investimenti per la crescita e le riserve di sicurezza.

I dividendi visti dall’investitore

Dal lato di chi investe, la cedola si traduce in una rendita passiva a tutti gli effetti, utile per integrare le entrate correnti o per aprire nuove posizioni sfruttando il reinvestimento dei capitali. Dato che il flusso delle cedole non dipende direttamente dai movimenti giornalieri dei prezzi azionari, esso svolge un ruolo difensivo, sostenendo le performance complessive del portafoglio anche nei periodi di flessione dei mercati.

Proprio per questo motivo, numerosi gestori propongono ETF focalizzati su indici azionari che selezionano società attente alla sostenibilità dei propri dividendi. Questi strumenti mirano a ottimizzare i rendimenti globali offrendo un flusso di cassa concreto e premiando la politica aziendale di restituzione del valore ai soci.

A livello fiscale, in Italia, i dividendi percepiti dalle persone fisiche subiscono una tassazione alla fonte a titolo d’imposta con un’aliquota pari al 26%.

Stacco cedola, payout ratio e pagamento dividendo: come funziona

Il percorso che conduce all’accredito dei dividendi nelle tasche degli azionisti prevede alcune tappe fondamentali:

  • Delibera: il Consiglio di Amministrazione definisce l’ammontare e la tempistica del dividendo, che vengono poi ratificati ufficialmente dall’Assemblea degli Azionisti. Il payout ratio esprime la quota di utili netti che la società sceglie di distribuire ai soci. Solitamente si attesta tra il 30% e il 60%, anche se i gruppi più solidi e strutturati possono superare questa soglia.
  • Stacco: nel giorno prefissato l’azione viene scambiata ex-dividend, subendo una riduzione di prezzo pari all’importo esatto della cedola distribuita.
  • Pagamento: la liquidazione effettiva sul conto corrente avviene generalmente due giorni lavorativi dopo lo stacco. Per incassare la cedola, è necessario possedere il titolo nel proprio portafoglio alla chiusura della giornata di borsa precedente lo stacco.

Le cedole possono essere ordinarie (regolari e connesse ai risultati d’esercizio) oppure straordinarie (occasionali, legate a operazioni non ricorrenti). Sebbene la distribuzione avvenga di norma in contanti, può essere effettuata anche tramite l’assegnazione diretta di nuove azioni (cosiddetto scrip dividend).

Cos’è il dividend yield e come si calcola

Per confrontare la convenienza di due titoli diversi non è sufficiente guardare il valore nominale della cedola. Si ricorre quindi al dividend yield, un parametro percentuale che mette in relazione il dividendo con la quotazione di mercato dell’azione. La formula di riferimento è:

(Dividendo annuale per azione / Prezzo corrente dell’azione) × 100

Un valore più alto rende il titolo teoricamente più appetibile per i cacciatori di rendimento, ma occorre fare attenzione. Il dividend yield è un dato statico: non svela i rischi aziendali latenti e un rendimento eccessivamente elevato potrebbe semplicemente indicare un crollo verticale del prezzo dell’azione dovuto a problemi interni, anticipando un probabile taglio futuro della cedola.

Ftse Mib, la classifica dei dividend yield

Di seguito, la panoramica delle società incluse nell’indice Ftse Mib con indicazione dell’ultimo dividendo complessivo (comprensivo di eventuali acconti, saldi o tranche trimestrali), dividend yield e consensus sulle cedole future. I titoli sono ordinati sulla base del dividend yield (prendendo come riferimento il dividendo più recente e l’ultimo prezzo).

Titolo Ultimo prezzo (€) Dividendo per azione (€) Dividend yield Prossimo dividendo stimato (€) Variazione stimata Dividendo a/a Dividend yield stimato
Inwit 6,25 0,5543 8,9% 0,5550 0,1% 8,9%
Banca MPS 11,55 0,8600 7,4% 0,7410 -13,8% 6,4%
Nexi 4,18 0,3000 7,2% 0,2940 -2,0% 7,0%
Banco BPM 15,52 1,0000 6,4% 1,0140 1,4% 6,5%
Intesa Sanpaolo 6,36 0,3760 5,9% 0,4330 15,2% 6,8%
Banca Mediolanum 22,51 1,2500 5,6% 0,9000 -28,0% 4,0%
Azimut 36,64 2,0000 5,5% 2,0590 3,0% 5,6%
Eni 21,14 1,0500 5,0% 1,0970 4,5% 5,2%
Snam 6,08 0,3021 5,0% 0,3100 2,6% 5,1%
Enel 10,05 0,4900 4,9% 0,5170 5,5% 5,1%
BPER Banca 13,78 0,6500 4,7% 0,8650 33,1% 6,3%
Poste italiane 28,03 1,2500 4,5% 1,3320 6,6% 4,8%
A2A 2,33 0,1040 4,5% 0,1100 5,8% 4,7%
Italgas 9,93 0,4320 4,4% 0,4810 11,3% 4,8%
Unipol Gruppo 26,10 1,1200 4,3% 1,1770 5,1% 4,5%
Mediobanca 27,61 1,1500 4,2% 1,5800 37,4% 5,7%
Hera 3,87 0,1600 4,1% 0,1700 6,3% 4,4%
Generali Assicurazioni 41,26 1,6400 4,0% 1,8030 9,9% 4,4%
Saipem 4,29 0,1700 4,0% 0,1660 -2,4% 3,9%
Terna 10,07 0,3962 3,9% 0,4010 1,2% 4,0%
UniCredit 81,58 3,1490 3,9% 3,7980 20,6% 4,7%
Tenaris (*) 24,68 0,8900 3,6% 0,8710 -2,1% 3,5%
FinecoBank 23,23 0,7900 3,4% 0,8500 7,6% 3,7%
Moncler 50,20 1,4000 2,8% 1,4200 1,4% 2,8%
Amplifon 10,71 0,2900 2,7% 0,2610 -10,0% 2,4%
Recordati 51,45 1,3400 2,6% 1,5180 13,3% 3,0%
Diasorin 69,08 1,3000 1,9% 1,2610 -3,0% 1,8%
Campari 5,55 0,1000 1,8% 0,1070 7,0% 1,9%
Lottomatica 25,33 0,4400 1,7% 0,5610 27,5% 2,2%
Buzzi 45,03 0,7000 1,6% 0,7620 8,9% 1,7%
Leonardo 49,88 0,6300 1,3% 0,6880 9,2% 1,4%
Brunello Cucinelli 83,56 1,0400 1,2% 1,1410 9,7% 1,4%
Ferrari 328,75 3,6150 1,1% 3,7820 4,6% 1,2%
Prysmian 131,40 0,9000 0,7% 1,0350 15,0% 0,8%
STMicroelectronics (*) 57,28 0,3600 0,6% 0,3670 1,9% 0,6%
Avio 29,86 0,1485 0,5% 0,1150 -22,5% 0,4%
Iveco Group (**) 13,95 5,8216 0,4900 3,5%
Fincantieri 12,15 0,0130 0,1%
Stellantis 5,19 0,0810 1,6%
Telecom Italia 7,87 0,1770 2,2%

Fonte: Bloomberg, elaborazione Ufficio Studi FOL, dati al 16 luglio 2026.
(*) Dividendo in dollari per STMicroelectronics e Tenaris
(**) Iveco Group: dividendo straordinario

Le prossime cedole a Piazza Affari

Per quanto riguarda i prossimi dividendi, i riflettori sono puntati su Enel che il 20 luglio staccherà il saldo da 26 centesimi, dopo l’acconto da 0,23€ di gennaio.

Al di fuori del Ftse Mib, lo stesso giorno sono in programma le cedole di importanti aziende come MFE-MediaForEurope (0,22 euro) e Pirelli (ordinario da 0,24 euro e straordinario da 0,1 euro).

Ecco tutti i dividendi in calendario da qui a fine luglio:

Data Stacco Società
20.07.2026 Dba Group
20.07.2026 Enel
20.07.2026 Gpi
20.07.2026 Mfe-Mediaforeurope
20.07.2026 Poligrafici Printing
20.07.2026 Pirelli & C.
20.07.2026 Toscana Aeroporti
27.07.2026 Gas Plus

Fonte: Borsa Italiana