Hormuz chiuso, petrolio +5% e oro ko. In Asia tracollo verticale di SK Hynix (-15%) e Samsung
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Chiuso fino a nuovo ordine. La nuova escalation di tensioni in Medio Oriente torna a preoccupare i mercati con Teheran che ha dichiarato chiuso lo Stretto di Hormuz dopo che le forze statunitensi hanno colpito l’Iran per la terza volta in una settimana.
Teheran chiude Hormuz
Nel weekend il presidente statunitense Donald Trump ha ordinato nuovi attacchi mirati alla capacità di Teheran di attaccare navi mercantili, dopo che le forze iraniane hanno colpito una nave portacontainer battente bandiera cipriota. “L’Iran ha fatto una scelta sbagliata”, ha dichiarato il capo del Pentagono Pete Hegseth sui social media. “Ora ne pagheranno le conseguenze”. Venerdì, Trump aveva minacciato di bombardare l’Iran con “1000 missili” se avesse dato seguito alla minaccia di ucciderlo.
La risposta di Teheran, oltre a dichiarare chiuso Hormuz, è stata una serie di attacchi missilistici e con droni agli stati del Golfo, in particolare Giordania, Qatar, Kuwait e Oman.
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha accusato gli Stati Uniti di voler “creare disordini a sud dello Stretto di Hormuz”, “istigando l’attacco di diverse navi”. le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato che non permetteranno il passaggio di alcuna imbarcazione fino alla cessazione delle interferenze straniere, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale IRIB News.
Nell’annunciare la chiusura del Mar di Hormuz, le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato che non permetteranno il passaggio di alcuna imbarcazione fino alla cessazione delle interferenze straniere.
Nonostante le crescenti tensioni, entrambe le parti si dicono disposte a continuare i negoziati.
Petrolio vola, oro giù
Le rinnovate tensioni si riflettono in una nuova ondata di rialzi del prezzo del petrolio. Il greggio Brent sale di quasi il 4% in area 79 dollari al barile. Fiammata del petrolio che riaccende i timori che l’aumento dei prezzi energetici possa alimentare l’inflazione e complicare le prospettive dei tassi di interesse globali. Questo si ripercuote sull’oro che stamattina cede oltre l’1% e ha toccato un minimo a 4.051,97 dollari l’oncia.
In retromarcia anche il Bitcoin tornato sotto quota 63 mila dollari.
Dollaro osservato speciale
Sul valutario il dollaro su rafforza su euro e yen. “Il deterioramento della situazione nel Golfo e l’aumento dei prezzi dell’energia stanno sostenendo il dollaro nei confronti delle valute a basso rendimento, incluso l’euro” rimarcano gli esperti Fx di Ing. “. Preoccupante per l’Europa è il fatto che i prezzi del gas naturale stiano nuovamente aumentando in un momento di scorte ridotte. In assenza di indicazioni da parte della Fed, l’aumento dei prezzi dell’energia manterrà vivi i timori di una stretta monetaria e la domanda di dollari aumenterà“.
Borse in netto calo. Kospi -9%
In rosso le Borse. Il benchmark sudcoreano Kospi è arrivato a cedere oltre il 9% con vendite soprattutto sui produttori di chip di memoria, ossia i colossi Samsung Electronics (-10%) e SK Hynix (-15%) con quest’ultima reduce dal debutto record a Wall Street.
Cali più contenuti per la Borsa di Tokyo con il Nikkei 225 sceso dell’1,3%. I futures di Wall Street preannunciano un avvio in calo con quelli sul Nasdaq a oltre -1,4% con le azioni tecnologiche che continuano nella fase di elevata volatilità, in particolare l’indice dei semiconduttori (Philadelphia SE Semiconductor Index, Sox) risulta in calo di oltre il 10% rispetto ai massimi toccati il mese scorso. Il SOX ha registrato movimenti di almeno il 3% in 15 occasioni nelle ultime 30 sedute, evidenziando l’aumento della volatilità.
In particolare i titoli dei produttori di chip di memoria hanno avuto un’impennata parabolica è che la domanda di intelligenza artificiale ha in qualche modo creato la percezione che un settore storicamente caratterizzato da cicli di boom e crollo possa rimanere permanentemente in una fase di boom. SK Hynix prevede di raddoppiare la propria capacità produttiva nei prossimi cinque anni per stare al passo con la domanda. “a volatilità dei prezzi dei chip di memoria rimane troppo elevata per poter definire sostenibile l’attuale andamento dei prezzi”, osserva Ipek Ozkardeskaya, senior market analyst di Swissquote.