Rubriche e analisi Dividend yield, la classifica del Ftse Mib: chi rende di più e chi meno (02/07/26)

Dividend yield, la classifica del Ftse Mib: chi rende di più e chi meno (02/07/26)

2 Luglio 2026 11:44

Inserire in portafoglio titoli ad alto rendimento da dividendo consente di generare flussi di cassa periodici e, al tempo stesso, di attenuare l’impatto della volatilità dei mercati. Le società che offrono dividend yield elevati garantiscono una rendita tendenzialmente costante, che migliora la visibilità delle entrate e agevola la pianificazione finanziaria. Di seguito proponiamo un’analisi approfondita delle società del Ftse Mib sotto il profilo dei rendimenti attuali e prospettici (sulla base dei dividendi stimati), completata dal calendario dei prossimi stacchi a Piazza Affari.

Perché le società distribuiscono dividendi

La distribuzione delle cedole è lo strumento più diretto con cui un’azienda remunera i propri azionisti, condividendo parte della ricchezza generata. Una politica dei dividendi stabile o in crescita è sinonimo di solidità finanziaria, elemento che rafforza la reputazione del brand sul mercato.

Inoltre, un rendimento interessante attrae investitori istituzionali e privati orientati al lungo termine. Dal punto di vista societario, la redistribuzione degli utili permette di allocare in modo efficiente la liquidità in eccesso, una volta coperti i costi operativi, gli investimenti strategici e gli accantonamenti a riserva.

I dividendi visti dall’investitore

Per chi investe, la cedola rappresenta una vera e propria rendita passiva, ideale sia per integrare le entrate correnti sia per finanziare nuove operazioni attraverso il reinvestimento automatico. Poiché il flusso dei dividendi non è legato alle oscillazioni quotidiane delle quotazioni, esso svolge una funzione anticiclica: aiuta a bilanciare i rendimenti complessivi anche durante le fasi ribassiste dei listini azionari.

Non a caso, diversi emittenti di prodotti finanziari hanno lanciato ETF che replicano l’andamento di indici azionari in grado di selezionare aziende che distribuiscono dividendi sostenibili, contribuendo a migliorare i risultati del portafoglio grazie ad una fonte tangibile di rendimento e un marcato impegno nel restituire capitale agli azionisti.

A livello fiscale, in Italia, per le persone fisiche i dividendi azionari sono soggetti a una ritenuta alla fonte a titolo d’imposta pari al 26%.

Stacco cedola, payout ratio e pagamento dividendo: come funziona

L’iter che porta la liquidità nelle tasche dell’investitore si articola in tre momenti chiave:

  • Delibera: il Cda propone l’entità e le date del dividendo, che vengono poi approvate ufficialmente dall’Assemblea dei Soci. Il payout ratio indica la percentuale di utili netti che l’azienda decide di destinare agli azionisti. Di norma oscilla tra il 30% e il 60%, ma le realtà più solide e strutturate possono spingersi oltre.
  • Stacco: nella data stabilita, il titolo quota ex-dividend. Il prezzo dell’azione viene decurtato del valore esatto della cedola.
  • Pagamento: l’accredito effettivo sul conto avviene solitamente dopo due giorni lavorativi dallo stacco. Per averne diritto, l’azione deve essere presente in portafoglio alla chiusura della seduta precedente il giorno di stacco.

I dividendi si dividono in ordinari (ricorrenti e legati all’utile d’esercizio) e straordinari (una tantum, legati a eventi eccezionali). Sebbene la modalità standard sia il pagamento in contanti, esiste anche lo scrip dividend, che prevede l’assegnazione di nuove azioni.

Cos’è il dividend yield e come si calcola

Il valore nominale di una cedola non basta a confrontare due aziende diverse. Per farlo serve il dividend yield, un indicatore percentuale che rapporta il dividendo annuo al prezzo di mercato del titolo. La formula è:

(Dividendo annuale per azione / Prezzo corrente dell’azione) × 100

Un valore più alto rende il titolo teoricamente più appetibile per i cacciatori di rendimento, ma occorre fare attenzione. Il dividend yield è un dato statico: non svela i rischi aziendali latenti e un rendimento eccessivamente elevato potrebbe semplicemente indicare un crollo verticale del prezzo dell’azione dovuto a problemi interni, anticipando un probabile taglio futuro della cedola.

Ftse Mib, la classifica dei dividend yield

Di seguito, la panoramica delle società incluse nell’indice Ftse Mib con indicazione dell’ultimo dividendo complessivo (comprensivo di eventuali acconti, saldi o tranche trimestrali), dividend yield e consensus sulle cedole future. I titoli sono ordinati sulla base del dividend yield (prendendo come riferimento il dividendo più recente e l’ultimo prezzo).

Titolo Ultimo prezzo (€) Dividendo per azione (€) Dividend yield Prossimo dividendo stimato (€) Variazione stimata Dividendo a/a Dividend yield stimato
Inwit 6,57 0,5543 8,4% 0,5560 0,3% 8,5%
Nexi 3,71 0,3000 8,1% 0,2940 -2,0% 7,9%
Banca MPS 10,98 0,8600 7,8% 0,7400 -14,0% 6,7%
Banco BPM 15,27 1,0000 6,5% 1,0150 1,5% 6,6%
Intesa Sanpaolo 6,05 0,3760 6,2% 0,4330 15,2% 7,2%
Banca Mediolanum 22,13 1,2500 5,6% 0,9000 -28,0% 4,1%
Azimut 35,84 2,0000 5,6% 2,0590 3,0% 5,7%
Eni 20,25 1,0500 5,2% 1,1170 6,4% 5,5%
Enel 10,01 0,4900 4,9% 0,5170 5,5% 5,2%
Snam 6,25 0,3021 4,8% 0,3100 2,6% 5,0%
BPER Banca 13,79 0,6500 4,7% 0,8620 32,6% 6,3%
A2A 2,25 0,1040 4,6% 0,1100 5,8% 4,9%
Unipol Gruppo 25,57 1,1200 4,4% 1,1770 5,1% 4,6%
Mediobanca (**) 26,32 1,1500 4,4% 1,5830 37,7% 6,0%
Hera 3,70 0,1600 4,3% 0,1700 6,3% 4,6%
Poste italiane 29,30 1,2500 4,3% 1,3320 6,6% 4,5%
Italgas 10,21 0,4320 4,2% 0,4800 11,1% 4,7%
Saipem 4,29 0,1700 4,0% 0,1650 -2,9% 3,8%
UniCredit 79,84 3,1490 3,9% 3,8000 20,7% 4,8%
Terna 10,17 0,3962 3,9% 0,4010 1,2% 3,9%
Generali Assicurazioni 42,67 1,6400 3,8% 1,8010 9,8% 4,2%
Tenaris (*) 23,84 0,8900 3,7% 0,8710 -2,1% 3,7%
FinecoBank 22,08 0,7900 3,6% 0,8470 7,2% 3,8%
Amplifon 10,20 0,2900 2,8% 0,2610 -10,0% 2,6%
Moncler 51,34 1,4000 2,7% 1,4050 0,4% 2,7%
Recordati 51,50 1,3400 2,6% 1,5330 14,4% 3,0%
Diasorin 70,02 1,3000 1,9% 1,2630 -2,8% 1,8%
Campari 5,43 0,1000 1,8% 0,1070 7,0% 2,0%
Lottomatica 24,79 0,4400 1,8% 0,5610 27,5% 2,3%
Buzzi 45,10 0,7000 1,6% 0,7660 9,4% 1,7%
Leonardo 50,44 0,6300 1,2% 0,6930 10,0% 1,4%
Brunello Cucinelli 83,50 1,0400 1,2% 1,1410 9,7% 1,4%
Ferrari 329,55 3,6150 1,1% 3,7750 4,4% 1,1%
Prysmian 141,15 0,9000 0,6% 1,0300 14,4% 0,7%
STMicroelectronics (*) 61,98 0,3600 0,6% 0,3670 1,9% 0,6%
Avio 32,15 0,1485 0,5% 0,1150 -22,5% 0,4%
Iveco Group (***) 13,95 5,8216 0,4900 3,5%
Fincantieri 10,39 0,0150 0,1%
Stellantis 5,19 0,0850 1,6%
Telecom Italia 8,17 0,1760 2,2%

Fonte: Bloomberg, elaborazione Ufficio Studi FOL, dati al 2 luglio 2026.
(*) Dividendo in dollari per STMicroelectronics e Tenaris
(**) Mediobanca: dividendo esercizio chiuso il 30 giugno 2025 (20 aprile saldo di 0,63 euro sui sei mesi dell’esercizio 2025-26);
(***) Iveco Group: dividendo straordinario

Le prossime cedole a Piazza Affari

Per quanto riguarda i prossimi dividendi, dopo quelli dello scorso 22 giugno, i riflettori sono puntati su Enel che il 20 luglio staccherà il saldo da 26 centesimi, dopo l’acconto da 0,23€ di gennaio.

Al di fuori del Ftse Mib, lo stesso giorno sono in programma le cedole di importanti aziende come MFE-MediaForEurope (0,22 euro) e Pirelli (ordinario da 0,24 euro e straordinario da 0,1 euro).

Ecco tutti i dividendi in calendario a luglio:

Data Stacco Società
06.07.2026 Acinque
06.07.2026 Edil San Felice
06.07.2026 Moltiply Group
13.07.2026 Datalogic
13.07.2026 Novamarine
13.07.2026 Promotica
20.07.2026 Dba Group
20.07.2026 Enel
20.07.2026 Gpi
20.07.2026 Mfe-Mediaforeurope
20.07.2026 Poligrafici Printing
20.07.2026 Pirelli & C.
20.07.2026 Toscana Aeroporti
27.07.2026 Gas Plus

Fonte: Borsa Italiana