BoE, tassi fermi al 3,75%. Occhi su inflazione
Tassi fermi per la Bank of England (BoE) che decide di mantenere il costo del denaro al 3,75%. Questa decisione, secondo Richard Flax, chief investment officer di Moneyfarm, riflette un quadro più bilanciato. “L’inflazione continua a rappresentare un elemento di attenzione, ma aumenta la fiducia che possa rallentare se le attuali condizioni dovessero consolidarsi – spiega -. Per il momento, i policymaker sembrano orientati ad attendere ulteriori conferme dai dati macroeconomici, mantenendo un approccio prudente mentre valutano se le attuali pressioni inflazionistiche siano destinate a rientrare o rischino di diventare più persistenti”.
“Probabilmente la BoE ha margine per valutare l’impatto dello shock energetico prima adottare misure decisive. Gli ultimi dati positivi sono un monito per l’MPC sul fatto che un intervento prematuro potrebbe frenare in modo significativo le prospettive di crescita. La debolezza del mercato del lavoro e i tassi già restrittivi potrebbero indurre la banca centrale a rimanere in attesa; tuttavia, la pressione per un aumento dei tassi è destinata ad aumentare qualora si verificassero difficoltà nella riapertura dello Stretto”. E’ quanto ha dichiarato Simon Dangoor, deputy chief investment officer of Fixed Income e head of Fixed Income Macro investing di Goldman Sachs Asset Management.
Da ING aggiungono: “la decisione odierna conferma le attese: la prossima mossa sarà un taglio dei tassi nel 2027. Difficilmente i cinque membri più neutrali o accomodanti del comitato voteranno per un rialzo, a meno che il fallimento dell’accordo con l’Iran non provochi un’impennata dei costi dell’energia.”