Usa-Iran: raggiunto accordo di pace, petrolio giù
Sui mercati la settimana prende il via con l’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran. Ieri Teheran e Washington hanno raggiunto un accordo preliminare per riaprire lo Stretto di Hormuz, ponendo fine al conflitto scoppiato lo scorso 28 febbraio e aprendo la strada a 60 giorni di negoziati sul destino del programma nucleare di Teheran.
“A seguito di intensi colloqui, siamo lieti di annunciare che l’accordo di pace tra gli Stati Uniti d’America e la Repubblica Islamica dell’Iran è stato raggiunto. Entrambe le parti hanno dichiarato la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, compreso il Libano. La cerimonia ufficiale di firma avrà luogo venerdì 19 giugno in Svizzera”, ha scritto su X il premier pachistano Shehbaz Sharif.
I funzionari dei due Paesi si incontreranno in Svizzera venerdì 19 giugno per firmare formalmente l’accordo. Nessuna delle due parti ha, tuttavia, ancora pubblicato il testo, lasciando i punti chiave da chiarire per la prossima fase dei colloqui. Sabato scorso il presidente Usa Donald Trump aveva promesso che un accordo sarebbe stato raggiunto domenica, giorno del suo ottantesimo compleanno. “Questo grande accordo porterà pace e sicurezza nell’intera regione. Molti presidenti hanno tentato di raggiungere la pace con l’Iran, ma tutti hanno fallito prima di me.
Per la prima volta, i leader della regione hanno trovato un presidente in grado di aiutarli a conseguire una pace reale. Con l’apertura dello Stretto in seguito alla firma dell’accordo venerdì, il petrolio tornerà a scorrere da entrambe le estremità, a beneficio della regione e del mondo”, ha scritto Donald Trump su Truth.
Petrolio giù
Accelerazione ribassista per il petrolio, con il Wti che cede circa l 5% e si muove poco sopra la soglia degli 80 dollari al barile. Giù anche le quotazioni del Brent che arretra di circa il 4% a 83,7 dollari al barile.
“Crollo del petrolio Wti che torna a 80 dollari, molto vicino alla soglia dei 79 dollari, il minimo toccato ad aprile dopo il forte crollo dai massimi. Questo livello tecnico è cruciale per il futuro e potrebbe segnare la fine dell’inflazione alta già alla fine del mese in corso”, commenta David Pascucci di XTB. “L’andamento tecnico era già favorevole ad un ribasso e questa volta abbiamo anche la voce confermata da un paese terzo, il Pakistan, riguardo la fine del conflitto. Hormuz riaprirà, dovrà però essere sminato al fine di renderlo sicuro e navigabile così da far scorrere di nuovo il petrolio nell’area e riportare a condizioni di normalità il commercio internazionale”, aggiunge l’esperto sottolineando che i prezzi erano già improntati al ribasso, una dinamica dei prezzi che avevamo visto anche nel 2022, ora l’interrogativo sarà relativo all’inflazione e al suo andamento globale.
“Vista la situazione, molto probabilmente potremmo vedere un petrolio in crollo, ovviamente con i dovuti test tecnici, e un crollo dell’inflazione che a questo punto non ha molte vie se non quella di scendere dato che gli ultimi rialzi della stessa derivano principalmente dall’andamento delle materie prime energetiche”, conclude.