Notizie ETF Amundi: il mercato degli ETF ha registrato un rimbalzo ad aprile

Amundi: il mercato degli ETF ha registrato un rimbalzo ad aprile

20 Maggio 2026 11:28

Gli ETF domiciliati in Europa (UCITS) hanno registrato un rimbalzo ad aprile, con afflussi netti pari a 35,5 miliardi di euro. Si è trattato, secondo l’analisi di Amundi, del quarto mese migliore di sempre in termini di raccolta netta, ben al di sopra dei 10 miliardi di euro registrati a marzo. Nel complesso, il mese scorso è stato caratterizzato da un rinnovato appetito per il rischio a seguito del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, sebbene gli investitori abbiano continuato a privilegiare la diversificazione* piuttosto che un’esposizione direzionale specifica.

Le azioni sono state il principale motore della raccolta in aprile, rappresentando circa il 75% dei nuovi asset netti. Gli investitori hanno scelto di diversificare le loro allocazioni soprattutto attraverso le strategie All Country World (11,1 miliardi di euro), le esposizioni ai mercati sviluppati globali (6,8 miliardi di euro) e gli indici statunitensi (5,8 miliardi di euro). Il reddito fisso ha registrato afflussi per 8,6 miliardi di euro ad aprile. Nel mese si è registrato un rinnovato interesse per il debito sovrano, in particolare in Europa, dove è confluita circa la metà di tali flussi.

AZIONARIO

La diversificazione ha continuato a rappresentare un tema centrale in ambito azionario nel mese di aprile, come dimostrano i forti afflussi verso l’indice All Country Worle i mercati globali. Dopo i deflussi registrati a marzo, ad aprile si è assistito a un rinnovato interesse per le azioni statunitensi, in particolare per le esposizioni alle società a grande capitalizzazione e orientate alla crescita, come le strategie basate sull’S&P 500 e sul Nasdaq. La fragile tregua tra Stati Uniti e Iran, insieme alla stagione degli utili, ha innescato un rimbalzo, rafforzando la domanda per i principali titoli statunitensi. Allo stesso tempo, le strategie equal weight hanno registrato deflussi, mentre gli investitori sono tornati a privilegiare le mega-cap.

Le azioni dei mercati emergenti (3,0 miliardi di euro) hanno attirato nuovamente l’interesse degli investitori, riflettendo la tendenza alla diversificazione. L’Asia emergente ha dato un forte contributo alla performance, in particolare la Corea del Sud, dove la domanda legata all’IA e ai semiconduttori ha sostenuto la performance del mercato, insieme alle esposizioni legate alle materie prime in America Latina.

Analizzando i settori, quello tecnologico ha registrato afflussi netti pari a 2,2 miliardi di euro, poiché nel mese gli investitori hanno riallocato i capitali verso titoli tecnologici orientati alla crescita, in controtendenza rispetto ai lievi deflussi registrati a marzo. Il blocco dello Stretto di Hormuz e il suo impatto sul mercato petrolifero hanno spinto gli investitori a considerare le energie alternative (solare, eolica, idrogeno, nucleare), che sono state il principale settore tematico in termini di raccolta con 506 milioni di euro. Le allocazioni nel settore della difesa sono state pari a 496 milioni di euro nel mese, circa la metà dei nuovi asset netti di marzo.

REDDITO FISSO

Il reddito fisso ha rappresentato poco meno di un quarto della raccolta netta totale di aprile, con gli afflussi che hanno evidenziato un passaggio degli investitori verso un approccio più orientato al rischio.

Ad aprile sono confluiti 4,7 miliardi di euro nei titoli di Stato, contro gli 1,3 miliardi di euro del mese precedente, mentre gli afflussi verso gli strumenti del mercato monetario hanno subito un rallentamento, passando da 2,5 miliardi di euro a marzo a 507 milioni di euro il mese scorso. Nell’ambito dei titoli di Stato ad aprile si è registrata una rotazione verso esposizioni all maturity sia in Europa (1,6 miliardi di euro) sia negli Stati Uniti (572 milioni di euro), suggerendo un posizionamento più neutrale e tattico dopo il sell-off di marzo.

Le allocazioni in titoli di Stato in euro si sono concentrate sul segmento all maturity, mentre i Treasury statunitensi hanno mostrato una maggiore dispersione, con gli investitori che hanno privilegiato l’intero spettro di strategie: quelle a brevissimo e medio termine hanno raccolto rispettivamente 476 milioni di euro e 458 milioni di euro, oltre al mezzo miliardo di euro investito nel segmento all maturity. Questa dinamica parallela sottolinea le diverse aspettative sulla traiettoria futura dei tassi di interesse nell’eurozona e negli Stati Uniti. Gli investitori non si aspettano tagli dei tassi da parte della Banca centrale europea, mentre le prospettive negli Stati Uniti restano più incerte, anche in vista del cambio di presidenza della Federal Reserve atteso a giugno.

Le strategie indicizzate all’inflazione hanno continuato ad attirare afflussi (402 milioni di euro), soprattutto in Europa, sebbene il ritmo sia stato inferiore a quello di marzo. Ciò suggerisce che le preoccupazioni legate all’inflazione permangono, anche se meno marcate rispetto al periodo di tensione dei mercati osservato all’inizio di marzo.

ESG

Nel mese di aprile gli afflussi nelle strategie ESG sono stati pari a 4,8 miliardi di euro, circa tre volte superiori rispetto a marzo. In linea con la tendenza generale del mercato, le strategie ESG sull’indice All Country World hanno registrato afflussi pari a 3,6 miliardi di euro, mentre nell’ambito del reddito fisso i titoli di Stato ESG hanno registrato afflussi netti pari a 992 milioni di euro.