Notizie Notizie Italia Unicredit, Intesa e Mps sempre più giù: ecco il titolo che può fare +46% secondo gli analisti

Unicredit, Intesa e Mps sempre più giù: ecco il titolo che può fare +46% secondo gli analisti

23 Marzo 2026 08:15

Banche sotto tiro. Si conferma il momento no del settore bancario, reduce da un’altra settimana in deciso calo. L’indice Ftse Italia All Share Banks nell’ultimo mese ha lasciato sul terreno il 14,5% del proprio valore, con anche il saldo a sei mesi in rosso (-6,8%), mentre a 12 mesi il guadagno si è ridotto a solo +6% circa.

Unicredit piomba sotto i 60 euro

Tra i titoli maggiormente sotto i riflettori, in negativo, spicca Unicredit, che proprio sette giorni fa ha annunciato l’offerta su Commerzbank. Venerdì il titolo della banca di piazza Gae Aulenti ha lasciato sul terreno oltre il 3,8% scivolando sotto la soglia dei 60 euro, violata al ribasso per la prima volta dal luglio 2025.

Nell’ultimo mese il calo in Borsa di Unicredit risulta di oltre il 18%, mentre rispetto ai massimi toccati il 9 febbraio (78,64 euro) la flessione è di oltre il 24 per cento. Anche a sei mesi il saldo è in rosso (-8,15%), mentre a 12 mesi il rialzo è dell’8,5%, poco meglio rispetto all’indice settoriale di Piazza Affari.

Parole Orcel non bastano

A metà della scorsa settimana il titolo si era momentaneamente risollevato in corrispondenza con le parole dell’ad Andrea Orcel, che ha fatto intendere che la porta è aperta per un possibile rilancio dell’offerta sulla banca tedesca, a patto di intravedere degli spiragli di trattativa. “Se il confronto con Commerzbank sarà positivo, con il sostegno a una visione comune, potremmo rivedere i termini”, ha detto il banchiere romano riferendosi all’Ops volontaria sul 100% delle azioni Commerzbank.

In merito all’attuale situazione internazionale, Orcel vede il contesto attuale come una “nuova normalità” caratterizzata da volatilità e incertezza geopolitica, che richiede agilità e processi decisionali decentralizzati all’interno della banca. Il banchiere ex Ubs ha parlato anche di AI come un’opportunità significativa, piuttosto che una minaccia”. Unicredit prevede che l’AI consentirà notevoli miglioramenti in termini di efficienza (complessivamente, nel piano Unlimited è prevista una riduzione netta dei costi di 400-500 milioni di euro nell’arco di cinque anni).

Venerdì intanto Scope Ratings, confermando il rating ad “A” con Outlook stabile, ha sottolineato che l’Ops su Commerzbank non comporta alcun impatto immediato sul merito creditizio della banca italiana. L’agenzia ritiene, infatti, che l’operazione potrebbe rafforzare la flessibilità operativa e strategica. Lo scenario di base per i rating, spiega Scope, presuppone che l’attuale offerta proposta determini un aumento limitato della quota di UniCredit in Commerzbank. L’agenzia ritiene improbabile che l’Ops abbia effetti rilevanti sul profilo finanziario del gruppo, in particolare sui livelli di solvibilità di base, che restano solidi.

Anche Intesa e Mps sotto stress

Non sorride neanche l’altra big, Intesa Sanpaolo: -13,6% a 1 mesi e -9,2% a sei mesi. Debolezza che ha portato il titolo dell’istituto guidato da Carlo Messina a sostanzialmente azzerare i guadagni a 12 mesi. Peggio sta facendo Mps che nelle ultime settimane ha pagato le tensioni ai vertici con l’ad Luigi Lovaglio che è stato estromesso dalla lista per il rinnovo del cda. In solo un mese Mps ha lasciato sul terreno oltre il 17% che ha spinto in rosso anche il saldo a sei (-11,5%) e 12 mesi (-9,6%).

Siena aspetta la scelta del nuovo timoniere

La debolezza relativa di Mps è proseguita la scorsa settimana nonostante il ceo Luigi Lovaglio sia intervenuto da Londra per rassicurare circa la conferma della strategia di Mps, parlando di un piano che “è solido a livello strategico e molto dettagliato, che funziona, supportato da numeri molto forti, e di cui ci sentiamo sicuri”.

Intanto sul mercato si attente tra meno di un mese la scelta del nuovo timoniere che prenderà il posto di Lovaglio. Tra i candidati spicca Corrado Passera. L’ex ceo di Intesa Sanpaolo e fondatore di Illimity nei giorni scorsi ha affermato di aver posto “precise condizioni” confermando che se verranno rispettate anche lui è in lizza per la poltrona di ad, aggiungendo che a suo avviso la banca senese ha molto potenziale. Tr altri due papabili per la poltrona adesso occupata da Lovaglio sono l’ad di Acea, Fabrizio Palermo, e Carlo Vivaldi, manager con lunga esperienza internazionale maturata in UniCredit.

Prevalgono i giudizi positivi, ecco chi ha più upside

Tra gli analisti prevalgono i giudizio positivi su tutti e tre i titoli. Su Unicredit il 68,2% dice buy, il 27,3% è hold, mentre il 4,5% è sell. Il prezzo obiettivo medio indicato è di 85,69 euro, con quindi un potenziale upside del 43% rispetto ai livelli a cui viaggia attualmente. Tra i più positivi spiccano Morgan Stanley e Bnp Paribas con target rispettivamente a 95,5 e 95 euro; Mediobanca Securities indica 92 euro, mentre Equita ha un target price a 86 euro.

L’altra big, Intesa Sanpaolo, vede il 69,2% degli analisti dire buy, il 23,1% dire hold e il 7,7% è sell. Il prezzo medio indicato è di 6,82 euro, con un upside potenziale del 36,4%. Tra i più ottimisti figura Equita con target a 7,30 euro, mentre Odd e Barclays indicano un prezzo obiettivo di 7 euro.

Infine Mps vede due terzi degli analisti indirizzati sul buy e un terzo su hold, mentre nessuno dice sell. Il prezzo obiettivo medio staziona a 10,30 euro con quindi rendimento potenziale del 46,5% rispetto ai livelli di chiusura di settimana scorsa. Tra i più positivi spiccano Bnp Paribas e Deutsche Bank, entrambe con obiettivo fissato a 11 euro.