Wall Street apre in calo: Dow Jones perde l’1,18%
Le tensioni geopolitiche continuano a influenzare negativamente i mercati finanziari, con Wall Street che apre la settimana in deciso calo. Il Dow Jones ha perso 561,65 punti, pari a un calo dell’1,18%, mentre lo S&P 500 ha ceduto 59,57 punti, equivalente a una diminuzione dello 0,88%. Anche il Nasdaq non è immune, registrando una flessione di 216,37 punti, ovvero dello 0,95%.
Il principale fattore di pressione è l’aumento dei prezzi del petrolio, spinti dalle preoccupazioni per l’interruzione degli approvvigionamenti attraverso lo Stretto di Hormuz, un passaggio cruciale per il trasporto del greggio. I future sul West Texas Intermediate sono saliti dell’8,5%, raggiungendo i 94,65 dollari al barile. Le dichiarazioni del segretario all’Energia Chris Wright, che ha affermato che la Marina statunitense “non e’ pronta” a scortare le petroliere, alimentano l’incertezza, anche se ha aggiunto che probabilmente sarà in grado di farlo entro la fine del mese.
La situazione nel Medio Oriente si è ulteriormente complicata con l’intensificarsi del conflitto. Nella notte, altre tre navi straniere sono state attaccate nel Golfo Persico, oltre alle tre colpite il giorno precedente. Inoltre, le forze statunitensi hanno affondato 16 navi iraniane posamine nei pressi dello Stretto.
In risposta alla crisi, la compagnia assicurativa Chubb è stata designata come principale sottoscrittore di un programma governativo statunitense per garantire l’assicurazione alle navi in transito in quest’area critica. Questo intervento mira a stabilizzare il commercio marittimo in una regione strategicamente fondamentale.