Wall Street apre in calo: Dow Jones perde l’1,08%), il Nasdaq cede lo 0,79%
La giornata a Wall Street inizia con una nota negativa: il petrolio statunitense ha superato la soglia dei 100 dollari al barile, segnando un nuovo picco dal 2022. Questa impennata dei prezzi del petrolio alimenta i timori di una stagflazione, una combinazione di inflazione crescente e rallentamento economico, che potrebbe mettere in difficoltà l’economia statunitense.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha definito l’aumento dei “prezzi del petrolio a breve termine” come un “prezzo molto basso da pagare” per affrontare la minaccia nucleare iraniana. Questo scenario ha fatto riflettere gli investitori sulla possibilità di un mercato ribassista, simile a quello degli anni ’70, come suggerito da Ed Yardeni, presidente e responsabile della strategia di investimento di Yardeni Research.
Yardeni ha inoltre sottolineato che se lo shock petrolifero dovesse persistere, la Federal Reserve potrebbe trovarsi in una posizione difficile, dovendo bilanciare tra il rischio di un’inflazione più elevata e l’aumento della disoccupazione. Tuttavia, Yardeni rimane ottimista, prevedendo che il conflitto si risolverà in poche settimane e che l’economia potrebbe ancora beneficiare di un boom trainato dalla tecnologia, con un mercato rialzista.
Nei primi scambi della giornata, gli indici principali di Wall Street registrano perdite: il Dow Jones scende di 513,06 punti (-1,08%), lo S&P 500 perde 60,41 punti (-0,90%) e il Nasdaq cala di 176,84 punti (-0,79%). Nel frattempo, il prezzo del petrolio Wti al Nymex segna un aumento del 9,85%, raggiungendo i 99,85 dollari al barile.