Mps-Mediobanca: presentato nuovo piano al 2030. I dettagli su utili, dividendi e sinergie
Il consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena (Mps) ha approvato il piano industriale 2026–2030, “Da radici profonde a nuove frontiere – Una forza competitiva di primo piano nel settore bancario”.
“Il nuovo piano industriale rappresenta la naturale evoluzione del percorso di trasformazione realizzato con successo negli ultimi anni – ha dichiarato Luigi Lovaglio, a.d. di Mps. -. Insieme, Banca Monte dei Paschi di Siena e Mediobanca rafforzano l’eccellenza della tradizione bancaria italiana, combinando la solida rete commerciale di Mps con la cultura di advisory altamente riconosciuta di Mediobanca, il cui brand e le cui competenze vengono preservati come pilastro fondamentale del nostro gruppo”.
Obiettivi finanziari nuovo piano
Nel nuovo piano il gruppo, che si definisce il “terzo player nel settore bancario con un portafoglio diversificato di business al servizio di oltre 7 milioni d clienti, prevede un utile netto adjusted, ossia al netto delle poste non ricorrenti, in aumento da 2,4 miliardi nel 2025 a 3,7 miliardi nel 2030, e una politica di distribuzione dei dividendi con payout al 100% lungo l’orizzonte di piano. Questo si traduce in distribuzioni cumulative pari a circa 16 miliardi.
Il margine di intermediazione è atteso in crescita da 7,6 miliardi nel 2025 a 9,5 miliardi nel 2030, sostenuto da un contributo crescente delle attività basate su commissioni e da un mix di ricavi diversificato, mentre il Cost / Income ratio è visto in miglioramento dal 46% nel 2025 al 38% nel 2030. Il CET1 ratio dovrebbe, invece, mantenersi intorno al 16% lungo l’intero orizzonte di piano.
Integrazione con Mediobanca
Il nuovo piano industriale segna un deciso cambio di passo nel posizionamento strategico e nella struttura del gruppo, facendo leva sul percorso di trasformazione di successo realizzato negli ultimi anni e sull’integrazione con Mediobanca, con l’obiettivo di creare un gruppo bancario leader, diversificato e competitivo, caratterizzato da solida redditività, robustezza patrimoniale e una maggiore remunerazione per gli azionisti.
L’approvazione del piano, ricorda una nota, fa seguito al successo dell’offerta pubblica di acquisto e scambio su piazzetta Cuccia, che ha registrato un tasso di adesione pari all’86,3%. L’operazione prevede la fusione per incorporazione di Mediobanca in Mps, con l’obiettivo di creare un unico gruppo bancario integrato, preservando al contempo le identità distintive, i brand e le aree di eccellenza delle due istituzioni e realizzando appieno il potenziale di sinergie per 700 milioni di euro.
Cinque divisioni di business
A seguito del completamento della fusione con Mediobanca, il gruppo punta a operare “secondo una struttura organizzativa – spiega la nota – chiara e snella”, articolata in cinque divisioni di business. Un nuovo modello che prevede:
- Retail & Commercial Banking, quale principale motore di relazione e di origination, supportato da processi abilitati dall’intelligenza artificiale e da percorsi digitali accelerati; la divisione contribuisce per circa il 29% ai ricavi del Gruppo.
- Consumer Finance, facendo leva su Compass come centro di eccellenza scalabile, con ambizioni di crescita internazionale; la divisione contribuisce per circa il 19% ai ricavi del
Gruppo. - Asset Gathering & Wealth Management, quale motore di crescita basato sulle commissioni, che integra le competenze di Widiba e Premier; la divisione contribuisce per circa il 21% ai
ricavi del Gruppo. - Private Banking, posizionato come un franchise di private investment banking su scala, focalizzata su imprenditori e clientela ad elevato patrimonio; la divisione contribuisce per circa il 9% ai ricavi del Gruppo.
- Corporate & Investment Banking, guidato dall’advisory e con una crescente vocazione internazionale, che combina servizi di debt, mercati e commercial banking; la divisione contribuisce per circa il 14% ai ricavi del gruppo.
A queste si aggiunge l’attività di Principal Investing che assicura una generazione di utili diversificata e non correlata, includendo la partecipazione strategica in Assicurazioni Generali; la divisione contribuisce per circa l’8% ai ricavi del Gruppo.
Da Mps ricordano infine che il piano di integrazione prevede un approccio graduale, con il completamento della fusione e dei principali passaggi societari e di governance atteso entro la fine del 2026.