Eurozona, inflazione annua in calo all’1,7% a gennaio 2026
L’ultimo rapporto di Eurostat sull’inflazione nell’area dell’euro rivela un calo significativo del tasso annuo, che si attesta all’1,7% a gennaio 2026, in perfetto accordo con le aspettative degli analisti e in diminuzione rispetto al 2,0% registrato a dicembre. Un anno fa, il tasso era più elevato, al 2,5%.
Parallelamente, l’inflazione annua nell’Unione Europea è scesa al 2,0%, una diminuzione rispetto al 2,3% di dicembre. Questo trend discendente si osserva anche confrontando i dati con l’anno precedente, quando il tasso si attestava al 2,8%.
Interessante è anche l’andamento congiunturale, che mostra un tasso di inflazione mensile nell’area dell’euro pari a -0,6% a gennaio 2026, superando le previsioni di un calo del -0,5%, dopo un incremento dello 0,2% a dicembre.
I dati rivelano che i tassi annui più bassi sono stati registrati in Francia (0,4%), Danimarca (0,6%), Finlandia e Italia (entrambi all’1,0%). Al contrario, in Romania (8,5%), Slovacchia (4,3%) ed Estonia (3,8%) si sono osservati i tassi più elevati.
Rispetto a dicembre 2025, l’inflazione annua è diminuita in ventitré Stati membri, è rimasta stabile in uno ed è aumentata in tre, evidenziando una generale tendenza al ribasso.
Il settore dei servizi ha fornito il contributo più significativo al tasso di inflazione annuale dell’area dell’euro, aggiungendo 1,45 punti percentuali (pp), seguito da alimentari, alcol e tabacco con 0,51 pp, beni industriali non energetici con 0,09 pp, mentre l’energia ha sottratto 0,39 pp.
Infine, l’inflazione core, che esclude elementi volatili, ha segnato un incremento annuo del 2,2% a gennaio, in linea con le attese ma leggermente inferiore rispetto al 2,3% di dicembre. L’inflazione armonizzata si attesta al 2,1%, sotto le aspettative di 2,2% e in calo rispetto al mese precedente, quando era al 2,3%.