Stellantis crolla in Borsa dopo profit warning, sospensione utili
Stellantis crolla a Piazza Affari dopo il profit warning e la sospensione del dividendo. Nei primi minuti di scambi il titolo non ha fatto prezzo e ora è entrato in contrattazioni, arrivando a cedere quasi il 18%.
Oneri per circa 22,2 mld per cambio strategia elettrico
Stellantis ha annunciato che, nell’ambito della reimpostazione del proprio business e mentre si appresta a comunicare il nuovo piano strategico a maggio di quest’anno, ha condotto una valutazione approfondita della propria strategia e dei relativi costi necessari per riposizionare l’azienda in funzione delle effettive preferenze dei suoi clienti. Una reimpostazione del business di Stellantis che ha comportato la rilevazione nella seconda metà del 2025, di oneri per circa 22,2 miliardi di euro esclusi dall’Aoi (adjusted operating income), con uscite di cassa attese in circa 6,5 miliardi nei prossimi quattro anni a valere su tale importo.
L’azienda guidata da Filosa ha fatto sapere di avere già adottato la gran parte delle decisioni necessarie per correggere la rotta, in particolare quelle volte ad allineare i piani e il portafoglio prodotti alla richiesta di mercato, come riflesso negli importi contabilizzati. In particolare, 14,7 miliardi sono relativi sia al riallineamento dei piani di prodotto alle preferenze dei clienti sia alle nuove normative sulle emissioni negli Stati Uniti, riflettendo in gran parte le aspettative significativamente ridotte per i modelli BEV e includono svalutazioni per 2,9 miliardi legate ai prodotti cancellati e per 6 miliardi alle piattaforme, dovute principalmente alle forti riduzioni attese in termini di volumi e redditività. E’ pari a circa 5,8 miliardi di uscite di cassa stimate nei prossimi quattro anni, riferiti sia ai prodotti cancellati sia agli altri programmi BEV in corso, i cui volumi attesi risultano ora significativamente inferiori alle proiezioni precedenti.
Inoltre, 2,1 miliardi sono relativi al ridimensionamento della supply chain dei veicoli elettrici e 5,4 miliardi relativi ad altri cambiamenti nell’operatività dell’azienda
“La reimpostazione si inquadra nel decisivo percorso avviato nel 2025, per tornare, ancora una volta, a porre i clienti e le loro preferenze come punto di riferimento di ogni nostra decisione. Gli oneri riflettono in larga parte il costo derivante da una sovrastima del ritmo della transizione energetica, che ci ha allontanato dalle esigenze, dalle possibilità e dai desideri reali di molti acquirenti di autovetture. Riflettono inoltre l’impatto delle criticità pregresse, che il nostro nuovo team sta progressivamente gestendo”, ha commentato il ceo di Stellantis, Antonio Filosa. E ha aggiunto: “Abbiamo esaminato ogni angolo della nostra attività e stiamo attuando i cambiamenti necessari, mobilitando tutta la passione e l’ingegno che abbiamo in Stellantis. La risposta positiva dei clienti alle nostre iniziative di prodotto nel 2025 si è tradotta in un aumento degli ordini e in un ritorno alla crescita dei ricavi. Nel 2026, la nostra attenzione incrollabile sarà rivolta a colmare i gap di esecuzione del passato, così da dare ulteriore impulso ai primi segnali di rinnovata crescita. Non vediamo l’ora di condividere tutti i dettagli della nostra nuova strategia durante l’Investor Day del 21 maggio”.
Profit warning e sospensione del dividendo
Stellantis ha anche alzato il velo sulle informazioni finanziarie preliminari per il secondo semestre 2025. Nel secondo semestre 2025 i ricavi netti e il free cash flow industriale netto sono migliorati rispetto al primo semestre 2025, in linea con l’ultima guidance finanziaria dell’azienda. Tuttavia, i risultati sono stati influenzati negativamente da voci specifiche, tra cui la variazione della stima per le garanzie contrattuali e altre voci, determinando un margine AOI per la seconda metà del 2025, inferiore rispetto all’intervallo a una sola cifra comunicato.
Tenendo conto della perdita netta del 2025, Stellantis ha comunicato al mercato che non distribuirà dividendi nel 2026. Inoltre, il consiglio di amministrazione ha autorizzato l’emissione di obbligazioni ibride perpetue subordinate non convertibili, fino a un importo massimo di 5 miliardi.
Queste misure, si legge nel comunicato, contribuiranno a preservare una struttura patrimoniale e di liquidità robuste, mentre l’azienda è al lavoro per riportare il business a una generazione di free cash flow industriale positiva. La Liquidità industriale disponibile chiude il 2025 a circa 46 miliardi, corrispondenti a un rapporto del 30% sui ricavi netti dell’anno, ovvero il livello più elevato dell’intervallo target del 25–30% definito dall’azienda.