Notizie Europa La Bce prevede un rallentamento della crescita salariale nel 2026

La Bce prevede un rallentamento della crescita salariale nel 2026

19 Dicembre 2025 10:12

Le informazioni prospettiche indicano un allentamento della crescita salariale negoziata, in linea con i dati pubblicati dopo la riunione del Consiglio direttivo di ottobre 2025.
In particolare, il tracker salariale della Bce conferma il 3% nel 2025 e prevede un 2,7% nel 2026.
La crescita salariale negoziata si riferisce in particolare agli aumenti di stipendio concordati tramite contrattazione collettiva o individuale, e nel 2025 si osserva una dinamica complessa: rallentamento in Europa dopo un picco, ma con l’Italia che fatica a tenere il passo rispetto alla media UE.

Di cosa si tratta

Il tracker salariale della Bce è più adatto a descrivere le dinamiche trimestrali o mensili dei salari negoziati, in quanto attenua nel tempo i pagamenti una tantum. Al contrario, il tracker salariale della Bce con pagamenti una tantum non attenuati è più adatto a descrivere le dinamiche annuali, garantendo che i pagamenti una tantum non vengano attenuati due volte nella costruzione dei risultati annuali.

Dalla precedente pubblicazione dei dati a novembre 2025, il sistema di monitoraggio salariale della BCE è stato ampliato per includere retroattivamente i contratti collettivi in ​​Finlandia a partire da gennaio 2015. L’orizzonte temporale prospettico è stato esteso fino alla fine di dicembre 2026, fornendo alcune prime indicazioni per l’intero anno.

Nel complesso, l’indicatore salariale della BCE potrebbe essere soggetto a revisioni e la componente prospettica non deve essere interpretata come una previsione, poiché rileva solo le informazioni attualmente disponibili per i contratti collettivi di lavoro attivi

L’analisi

Il monitoraggio salariale della Banca Centrale Europea che copre i contratti collettivi attivi, indica una crescita salariale negoziata con pagamenti una tantum livellati del 3,2% nel 2025 (sulla base di una copertura del 49,5% dei dipendenti nei paesi partecipanti) e del 2,3% nel 2026 (sulla base di una copertura del 28,8%). Il monitoraggio salariale della BCE con pagamenti una tantum non livellati indica una crescita salariale negoziata del 3% nel 2025 e del 2,7% nel 2026. Il monitoraggio salariale escludendo i pagamenti una tantum indica un allentamento della crescita salariale negoziata dal 3,9% nel 2025 al 2,6% nel 2026.

Focus 2026

Per il 2026, l’indicatore principale della Bce sui salari si attesta al 2% nel primo trimestre, al 2,1% nel secondo trimestre, al 2,5% nel terzo trimestre e al 2,7% nel quarto trimestre. L’aumento dell’andamento salariale nel corso dell’anno è correlato alla dissipazione dell’effetto meccanico al ribasso degli ingenti pagamenti una tantum effettuati nel 2024, ma non nel 2025. L’indicatore della Bce sui salari suggerisce inoltre che nel 2026 vi sarà una minore dispersione nelle pressioni salariali negoziate tra i diversi paesi dell’area dell’euro rispetto agli anni precedenti.

Anche l’indicatore salariale della BCE con pagamenti una tantum non livellati (3,1% nel primo trimestre, 2,5% nel secondo trimestre, 2,4% nel terzo trimestre e 2,7% nel quarto trimestre) riflette le prospettive di crescita dei salari contrattuali per il 2026 più stabili e meno volatili rispetto agli anni precedenti.

Le stime dell’Eurosistema

Per una valutazione più completa dell’andamento salariale nell’area dell’euro, si rimanda alle proiezioni macroeconomiche per l’area dell’euro formulate dagli esperti dell’Eurosistema a dicembre 2025, che indicano un tasso di crescita annuo della retribuzione per dipendente nell’area dell’euro del 4,0% nel 2025 e del 3,2% nel 2026.