Notizie Notizie Italia Unicredit prepara l’assalto a Bper? Orcel potrebbe accendere ancora una volta il risiko bancario a Piazza Affari

Unicredit prepara l’assalto a Bper? Orcel potrebbe accendere ancora una volta il risiko bancario a Piazza Affari

19 Novembre 2025 10:35

Non accenna a fermarsi il risiko bancario a Piazza Affari, uno dei temi principali di questo 2025. A tessere una nuova tela sembrerebbe esserer ancora una volta Unicredit che questa volta sembra guardare in direzione Modena. E dopo i recenti ultimi rumor che riguardano Monte dei Paschi di Siena e Banco Bpm, ora indiscrezioni di stampa rilanciano questo nuovo scenario: UniCredit sarebbe interessata a Bper Banca, proprio nel momento in cui l’istituto emiliano ha ottenuto il via libera alla fusione con Banca Popolare di Sondrio. A lanciare l’indiscrezione è stata “La Stampa”.

Intanto UniCredit si è affrettata a smentire le ricostruzioni del quotidiano torinese. Secondo quanto diffuso dalle principali agenzie stampa, che citano un portavoce di UniCredit, la banca non ha discussioni in corso né con Bper Banca né con il suo principale azionista Unipol per una possibile integrazione.

In ogni caso per Andrea Orcel, amministratore delegato di UniCredit, non sarebbe certo la prima operazione strategica valutata negli ultimi anni. La banca ha più volte mostrato attenzione alle opportunità di crescita per linee esterne, anche se finora nessuno dei dossier più chiacchierati ha visto la luce. L’eventuale potenziale mossa su Bper, però, avrebbe caratteristiche particolari che meritano un’analisi approfondita.

Perché Bper potrebbe essere il partner (o la preda) ideale

A distanza di quasi un anno dal lancio dell’Opas su Banco Bpm che non è andata in porto il grupopo bancario di piazza Gae Aulenti sembra  essere pronto a tornare all’attacco. Secondo La Stampa, la capitalizzazione di Bper – in linea con quella di Banco Bpm, attorno ai 20 miliardi – renderebbe l’operazione potenzialmente sostenibile. Ma l’elemento chiave starebbe altrove: i due gruppi avrebbero pochissime sovrapposizioni territoriali. Un fattore decisivo in un Paese come l’Italia, dove il peso delle filiali e la vicinanza geografica tra istituti sono spesso un freno alle fusioni.

Per UniCredit, un’integrazione con Bper significherebbe rafforzare il proprio posizionamento nei territori più dinamici del Paese, in particolare tra Emilia Romagna e Veneto, aree dove la capacità produttiva e la domanda di credito delle Pmi rappresentano un importante motore di crescita. È un segmento su cui Orcel ha mostrato grande interesse, e che oggi rappresenta una delle colonne strategiche dell’istituto. Sullo sfondo c’è l’operazione legata all’integrazione di Bper con Sondrio.

Gli ostacoli da superare

Naturalmente, le questioni da smarcare non sono poche. Il primo scoglio riguarda la composizione dell’azionariato di Bper: Unipol ai aggira attorno al 20% del capitale, cui si aggiunge un ulteriore 4,7% tramite derivati, la Fondazione di Sardegna detiene il 7,4%, mentre un altro 9,9% appartiene direttamente a Bper. Un blocco compatto, difficile da scalfire senza accordi preventivi o un’offerta realmente molto allettante.

E qui entra in scena Carlo Cimbri, figura centrale del mondo Unipol e influente protagonista nel destino di Bper. In passato ha più volte sottolineato che l’istituto emiliano ha una propria strategia di crescita e che continuerà a percorrerla con determinazione. Il suo “nel futuro tutto è possibile” non basta a far pensare a porte spalancate.

Proprio Cimbri, secondo le indiscrezioni, avrebbe avviato un dialogo con Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo. L’incontro non sarebbe stato casuale. Si sarebbe parlato anche di Arca, la sgr entrata nel perimetro di Bper nel 2019. Coinvolgere Intesa potrebbe rappresentare un modo per compattare gli alleati e inviare un messaggio al mercato: Bper non è un obiettivo facile.

Messina, però, si mantiene cauto. Da tempo ripete che Intesa non vuole essere parte attiva di nuove operazioni di M&A nel breve periodo e che eventuali movimenti potranno essere valutati solo più avanti, dopo il 2025.

Infine sul fronte politico, si ritiene improbabile un intervento del governo tramite golden power – come era accaduto nel caso di UniCredit su Banco Bpm – perché Bper non è considerata altrettanto strategica per gli equilibri politici del centrodestra. Una postura più neutrale che, in teoria, potrebbe agevolare l’operazione, ma senza garanzie.

Reazione dei titoli

“Prevediamo che il flusso di notizie odierno aumenterà l’appeal speculativo legato a Bper”, commentano gli analisti di Banca Akros che confermano la raccomandazione “accumulate” e il target price di 11,2 euro. a Piazza Affari, il titolo Bper mostra un lieve calo dello 0,10% poco sopra i 10 euro, mentre UniCredit cede l’1,6% a 61,80 euro. Unipol, invece, mostra una flessione dello 0,7% circa.