Perchè la Casa Bianca guarda al quantum computing
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Il governo degli Stati Uniti diventerà azionista nel settore dei computer quantistici, una delle terre di frontiera tecnologiche che potrebbe essere anche la porta d’accesso per la cosiddetta “superintelligenza” artificiale.
La notizia, data per prima dal Wall Street Journal, è che la Casa Bianca di Donald Trump acquisirà quote azionarie di varie società del settore in cambio di finanziamenti federali.
Tra le società in trattativa vi sono IonQ, Rigetti Computing e D-Wave Quantum, Quantum Computing e Atom Computing, e gli investimenti governativi, secondo le fonti del Journal, saranno per un minimo di 10 milioni di dollari.
Sulla scia dell’AI, i titoli del “quantum computing” vivono un’annata esplosiva
La tecnologia legata ai computer quantistici rimane esoterica per la maggior parte del pubblico ma promette, nell’arco di anni o decenni a secondo dell’ottimismo di chi ne parla, di dischiudere nuovi paradigmi computazionali di straordinaria potenza, in grado di aprire possibilità finora impensabili in campo scientifico, medico e ingegneristico. Anche l’intelligenza artificiale viene considerata una potenziale applicazione per i computer quantistici, pertanto i titoli delle azioni legate a questa tecnologia hanno cavalcato il boom dell’AI quest’anno, nonostante ancora non vi sia un chiaro percorso alla profittabilità.
IonQ è salita del 33% quest’anno, Rigetti ha segnato un +136,3%, D-Wave uno straordinario 224,9%, anche se fa eccezione Quantum Computing (-10,5%). Alcuni fondi di investimento legati al settore hanno guadagnato fino al 700% nel 2025.
Il capitalismo di stato di Trump: se i contribuenti pagano, giusto che partecipino ai profitti
Gli investimenti della Casa Bianca avverranno tramite il Dipartimento del Commercio sotto la guida di Howard Lutnick, ma a condurre le trattative è il suo vice Paul Dabbar, che ha esperienza dirigenziale proprio nel settore dei computer quantistici.
Questo modus operandi è una versione “trumpiana” di capitalismo di stato: aiuti governativi ad aziende in cambio di quote di capitale. In agosto Washington ha convertito 9 miliardi di contributi pubblici legati ai semiconduttori in una quota di circa il 10% in Intel, il colosso dei microchip ora in difficoltà, diventandone il principale azionista.
Il Dipartimento dell’Energia ha anche acquisito dei warrant azionari di aziende nei settori di litio e terre rare. La logica di Trump è semplice: i finanziamenti a certi settori di importanza critica non devono essere a fondo perduto, se i contribuenti pagano è giusto che partecipino eventualmente ai profitti.
L’investimento nei computer quantistici toglie così il settore dalla sua nicchia e lo eleva al rango di asset strategico nazionale.
Cos’è il quantum computing: la promessa di un potere computazionale senza precedenti
I computer tradizionali funzionano sulla base di microchip che processano informazioni in codice binario – un ordine sequenziale di 0 e 1 chiamati “bit” che si traducono in impulsi elettrici con cui “aprire” o “chiudere” gli interruttori dei miliardi di transistor al loro interno. Gran parte della vita digitale di tutti i giorni is basa su questa architettura, dalle email, ai messaggi di testo, ai film in streaming.
Un computer quantistico si basa invece sul concetto di “qubit”, unità di informazione che possono trovarsi in diversi stati contemporaneamente, incorporando i principi della meccanica quantistica come la superposizione. I qubit possono quindi codificare diverse combinazioni di 0 e 1 contemporaneamente, offrendo così la possibilità di analizzare e processare enormi serie di dati ad una velocità esponenzialmente più rapida rispetto ai computer tradizionali. Si tratta però ancora di esperimenti “da laboratorio”: per funzionare devono i computer quantistici essere in un ambiente molto controllato, libero per esempio da interferenze elettromagnetiche.
L’ottimismo comunque è nell’aria. Proprio ieri Google ha annunciato di aver effettuato un test in cui uno dei suoi supercomputer quantistici ha eseguito un algoritmo con benchmark superiori a quelli di un computer tradizionale. Secondo un report di McKinsey, il mercato globale del settore quantum computing potrebbe passare dai 4 miliardi attuali ai 97 miliardi di dollari entro fine anno, con applicazioni in ramo farmaceutico, medico, scientifico, finanziario e logistico.
Secondo Boston Consulting Group la creazione totale di valore del settore potrebbe variare dai 450 agli 850 miliardi di dollari entro il 2040.
L’interesse della Casa Bianca è molto chiaro: la leadership nella computazione quantistica è un tassello che può portare a dominare la corsa all’AI, così come quella dell’energia e nella sicurezza nazionale, contro i vari competitor internazionali, la Cina in testa a tutti.